Un Nuovo Mondo

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà il leggendario Hulkarsen davanti a tanta sofferenza? Accetterà le obiezioni del maestro riconoscendone la saggezza così da distruggere tutti i nemici togliendogli potere e salvare tutti (60%)

Corsa Verso Lo Jura

Contro il suo volere le lacrime cominciarono a scendere per poi cominciare ad andare lateralmente sul suo viso, spinte dal forte vento caldo e asciugandosi rapide pochi secondi dopo.

Per qualche strano motivo che non sapeva spiegarsi, riusciva a sentire qualcosa, come una vampata di sensazioni provenire dalle persone sotto di lui: dolore, sofferenza, angoscia, paura. Non sapeva spiegare come ma capiva che quello che stava provando era ciò che stavano provando loro. A tutto questo si unì la rabbia dovuta al senso di impotenza, la voglia di aiutarli arrestata per cercare di compiere un compito maggiore. E se avesse fallito? Non poteva permetterselo.

Così l’Hulkarsen si voltò verso il capitano e con voce ferma disse:

«Capitano, velocità massima. Dobbiamo raggiungere subito la capitale e il suo castello».

«Sì signore. Tenetevi forte, Laryn, stiamo arrivando», il capitano abbassò completamente una leva vicina al timone, la grande ruota magica accelerò improvvisamente e con quella anche la nave.La Flathron ebbe un accelerazione così potente che alcuni dei guerrieri saliti insieme all’Hulkarsen e al maestro d’armi caddero presi alla sprovvista.

A quella velocità la nave non tardò a raggiungere la capitale del Sud sorvolando molti villaggi distrutti; ma essendo così veloci, per schivare un colpo, il capitano dovette virare in maniera così brusca che non riuscì a controllarla e sbatté su una delle tante torri di guardia.

Il colpo danneggiò il fianco destro e rallentò di molto la corsa, diminuendone anche il controllo così che il capitano Han non riuscì in nessun modo a schivare due potenti bolle magiche.

Tutto accadde rapidamente, la nave cominciò a perdere quota.

«Vada dritto sulle porte del castello!», fu l’urlo di Tomoe al capitano.

Senza paura il capitano eseguì l’ordine.

«Preparatevi! Sarà un duro colpo!», gridò agli uomini l’Hulkarsen.

La nave prese in pieno il portale  abbattendolo in un solo potente colpo che distrusse irrimediabilmente la nave, ma portandoli dentro.

Tutto l’equipaggio della nave era stato scelto per quel compito ma non tutti erano sopravvissuti all’impatto.

Il ragazzo saltò giù impugnando la sua arma, la potente Gozen, deciso a distruggere tutti i nemici e a liberare il castello invaso.

La prima melma gelatinosa gli era saltata contro per inglobarlo ma il potere dell’anello l’aveva respinto con un lampo di luce, ma quello non demorse e provò a colpirlo con i suoi arti allungabili. L’Hulkarsen schivò il colpo abbassandosi e colpendo con tutta la forza che aveva in corpo. Gozen penetrò nel mostro con facilità. Il mostrò restò immobile un secondo prima di sciogliersi in mille gocce. Il mostro era stato distrutto.

Fiducioso il ragazzo stava per correre verso il secondo ma Tomoe lo prese per un braccio fermandolo.

«Dobbiamo andare al tempio a sanare la reliquia!».

«Giusto», rispose dopo averci pensato un attimo, frenando il proprio impeto e desiderio di vendetta per la povera gente.

I due presero a correre uno dietro l’altra lasciando i guerrieri ad impegnare i mostri e mentre correvano il giovane vide la polena della Flathron distrutta al suolo. Un’altra cosa stupenda andata perduta.

Il castello era grande ma per loro fortuna la maggior parte dei mostri comandati dallo Jura, il terribile demone che aveva danneggiato il sacro Plausas, erano fuori dalle mura, impegnati nella caccia di ogni persona rimasta in vita e intenta a distruggere qualsiasi cosa.

Il ragazzo si era già perso, le mura di pietra sembravano tutte uguali. Lunghi corridoi una volta illuminati da ampie finestre e torce alle mura erano per lo più danneggiati, finestra infrante, porte divelte, macerie erano ovunque.

Arrivarono fino alla sala del trono dove i due si ritrovarono circondati da cinque grossi mostri. Senza pensare l’Hulkarsen si lanciò all’attacco del più vicino colpendolo con la lunga lancia dritto in mezzo agli occhi, estrasse e girando su se stesso colpì un secondo mostro di slancio tagliandolo di netto in due; con una capriola in avanti superò il terzo e lo colpì alle spalle prima ancora che si girasse.

Era stato velocissimo, ma quando si voltò verso il suo maestro si accorse che pur essendo dotata di grandi doti, tecnica e capacità, era in difficoltà.

La sua arma non riusciva a far nulla contro quelle creature.

Con uno scatto che nemmeno lui credeva possibile si frappose fra i mostri e il maestro e in poche mosse abbatté anche quelle.

«Non avresti dovuto. Non devi fermarti, devi andare avanti!».

«Io non conosco la strada, con te arriverò prima».

Senza rispondere lei riprese a correre, presero un corridoio, poi una strada a destra e dopo averla percorsa interamente salirono in cima a delle lunghe scale giungendo finalmente al tempio.

Lo Jura era lì, alto più di cinque metri e largo non meno di quattro. Sembrava un gigante composto d’acqua e magia, alimentandosi del Plausas alle sue spalle.

Come uno tsunami si abbatté sull’Hulkarsen convinto di finirlo con un colpo, ma Gozen fece il suo dovere fermando il grande pugno nemico.

Come si svilupperà lo scontro?

  • Si attiva il pieno potere dell'anello (89%)
    89
  • L'Hulkarsen costringe lo Jura all'angolo (11%)
    11
  • Lo Jura riesce a superare i poteri dell'arma costringendolo alla fuga (0%)
    0
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108 Commenti

    • Grazie mille ^_^
      Sono molto soddisfatto del risultato considerando la celerità con cui ho dovuto far i conti sia in fase di ideazione che di scrittura vera e propria; specialmente in quei miseri 5000 caratteri con i quali tutti stiamo facendo i conti 🙂
      Grazie ancora 🙂

  1. Cosimoooo… mi dispiace a questo punto non aver potuto commentare subito dopo! Favoloso! Geniale l’idea del sogno…. e non ti nascondo che continuando a leggere l’ultimo capitolo mi era balenato in testa! Scritto bene… perché il cerchio si è stretto alla perfezione! 😉 estasiata… bravo bravo bravo!!! 🙂

    • Grazie. Il progetto era quello sin dall’inizio, materialmente già dal primo capitolo ci sono segnali in tal senso. Nel primo capitolo per esempio, il ragazzo sbatte la testa ma quando si sveglia non mostra nessun dolore. Non è una mia dimenticanza ma è volutamente scritto in tal modo proprio per mandare un segnale 🙂
      O nel secondo capitolo, il ragazzo raggiunge un altro piano d’esistenza dove le persone parlano l’italiano… strano. Tutte cose fatte volutamente perché ciò che succede è tutto simbolico 😀
      Per una persona maniacale per i dettagli come me sarebbe stato impensabile scrivere qualcosa senza pensare a certe dettagli evidenti 😀
      Grazie ^_^
      Sono molto contento che il finale stia piacendo, effettivamente temevo che alla fine potesse non piacere, però sembra sia andata bene ^_^

  2. Quando ho letto il nono capitolo ho pensato:”e’ il capitolo piu’ bello e dinamico”…ma il decimo?!? Grandioso! Mi e’ piaciuta molto la scelta di ricollegarlo al primo capitolo!!! Dimmi la verita’:l’avevi in mente sin da subito o strada facendo hai pensato di concluderlo cosi?!?In ogni caso ottima scelta! Ci hai stupito :p

    • ^_^ effettivamente l’avevo deciso sin da subito. Grazie Mi fa molto piacere ti sia piaciuto 😀
      Se si ripensa alle cose lette nei capitoli precedenti ci sono diverse cose che effettivamente hanno un doppio significa e una volta sapendo come finisce si capisce a cosa effettivamente si riferissero 🙂
      Grazie 🙂

  3. Questo sì che è un signor finale! Lascia riflettere e mi porta a rileggere il primo capitolo e – perché no? – tutta la storia dall’inizio! Davvero complimenti per come sei riuscito a condurre la narrazione e per l’idea geniale.

    E comunque vogliamo sapere il nome del ragazzo!

    • Ahahahahah ^_^
      Grazie, effettivamente lungo tutta la storia sono presenti delle cose che in realtà sono altro 😀
      Come il caldo che in realtà è la febbre alta, ma ce ne sono diversi nascosti lungo tutto il racconto 😉
      Grazie ancora ^_^

    • Grazie, sono contento ti piaccia ^_^
      Sinceramente non ho mai pensato ad un seguito, tutto questo per me è stato un esperimento, tutto molto diverso da quello che di solito mi piace fare, soprattutto estremamente breve.
      Penso di no, non lo so.
      Grazie ancora ^_^

  4. Molto bello! Secondo me invece ci sta che a questo punto l’anello per qualche motivo non risponda più ai comandi , come se il ragazzo non fosse ancora del tutto padrone del suo potere ( è un manufatto estremamente potente dopo tutto, è difficile pensare che in mezza giornata si possa padroneggiarlo alla perfezione! ). Se si usasse l’anello per fare qualsiasi cosa… boh, mi saprebbe di troppo facile :p

  5. Niente male questo capitolo! Finalmente lo Jura è stato sconfitto ed il Sud risanato.
    A mio parere, aspettare che venga spedita una nave volante o che venga riparata quella vecchia sarebbe un’attesa troppo lunga, dunque vediamo cosa riesce a fare questo anello di smeraldo 😉

  6. Bene, bene davvero! La storia si sta sviluppando al meglio.
    Mi piacciono mlto le descrizioni dei combattimenti, rendono più dinamica la narrazione!
    Secondo me l’anello comincerà a risplendere di luce propria e farà vedere qual è il suo vero potere: questo povero ragazzo ha dovuto interrompere l’allenamento, dunque non sarebbe male un aiutino magico 😉

  7. Il giovane eroe si trova davanti ad una scelta veramente difficile e, se io fossi in lui, sicuramente sarei dilaniata dal dubbio. Ma la saggezza deve prevalere: mirare all’obiettivo primario significa salvare più vite, cioè vedere il problema in un’ottica più vasta e completa. Non essere uno stupido paladino, Hulkarsen!

  8. Molto bello! Mi è piaciuto molto anche perchè l’ultima volta è stato votato il percorso più ” lineare “, cioè quello in cui il protagonista accettava senza riserve il suo destino di salvatore e avevo paura che risultasse troppo monotono. Invece sei riuscito molto bene, secondo me, a rendere il tutto fluido e senza ” scossoni ” narrativi.
    Vabeh, poi la citazione a Tomoe… ♥

  9. Racconto davvero coinvolgente e narrato in ogni minimo dettaglio aiutando il lettore
    a immaginare ogni istante della storia e a immedesimarsi nel ruolo del protagonista!
    Sono davvero curiosa di leggere i prossimi capitoli della storia 🙂

  10. E’ sicuramente divertente intrufolarsi nel destino del personaggio, magari a dispetto delle preferenze dell’autore, ma immagino sia ancora più intrigante per gli amanti del genere fantasy.
    Dal mio punto di vista la prima opzione (confuso il ragazzo cerca di capire che cosa stia succedendo) è lo sviluppo più lineare, quello senza dubbio più aderente alle attese dei lettori, ma è già visto.
    La terza opzione (accetta senza paura le richieste del Lords) è uno sviluppo piuttosto infantile, perchè rivela troppo presto le qualità del supereroe togliendo mordente alla storia fin dalle prime battute.
    Opterei quindi per la seconda opzione perchè più obliqua rispetto alla prima e più realistica rispetto alla terza. D’altronde, il personaggio è stato presentato come un giovane normale che vive una vita normale; le circostanze lo catapultano in una realtà del tutto inconsueta e rimane intrappolato dal gancio del mistero. Troverei normalissima a questo punto una fuga precipitosa ( la fifa nera in circostanze del genere accomuna tutti…) e poi è più chic dal punto di vista letterario! A parte il fatto che è proprio la fuga la nuova circostanza che può aprire nuovi sviluppi alla storia. O no?

      • Wow, splendido! IIII- (questo sarebbe un neografismo e leggilo come “batti 5!”). 😀
        E allora che aspetti? Vai, scappa, e trova rifugio nella fantasia che ti fornirà di volta in volta idee, tappe e soluzioni.
        A rifletterci, la fuga è davvero la più indicata perchè è indice di attenzione socioantropologica. Mi spiego. Qual è la reazione normale dell’uomo di fronte a fatti e situazioni che non conosce o non capisce? E’ sempre la fuga. Sempre! Perchè la paura, purtroppo, fa parte del nostro dna. Poi accade che molti, superato il momento di crisi, si dimenticano dell’accaduto, altri no. E chi sono questi altri? Proprio i supereroi (la traduzione moderna degli eroi e dei saggi di sempre). Loro sono le punte di diamante della società,coloro che devono “indicare la via” e la via non è mai quella della fuga. Solo che il supereroe stesso, all’inizio della storia (metafora della vita) NON SA di avere in sé tutta la forza necessaria per combattere mostri e situazioni, il male e la paura. E’ come un percorso iniziatico che comincia dalla A (reazione istintiva, biologica) continua il percorso di elaborazione interiore (che nei fatti narrati è rappresentato dalle varie situazioni proposte) e finsce alla Z (vittoria finale). Il messaggio del supereroe ha valore nel momento in cui mostra agli altri questo tipo di percorso: dall’uomo al superuomo. Ognuno dentro di sé ha poteri formidabili, bisogna solo scovarli e portarli alla luce.
        E poi, anche la vittoria finale è una metafora e rappresenta in fondo la vittoria su sé stessi, i propri fantasmi interiori, le proprie paure.
        Scusa, mi sono dilungata eccessivamente. Purtroppo non ho ancora sviluppato il dono dell’autocensura. Col tempo, chi sa!….
        Comunque, buon proseguimento!

    • Grazie per il commento ^_^
      Per me questa è un esperienza nuova, sono abituato con una maggiore quantità di battute a mi disposizione. Per essere chiari di solito userei l’intera quantità per fare i 10 capitoli, quindi per tutta la storia, solo per i primi due capitoli e quindi l’introduzione di una storia ^_^’
      Spero però di riuscire a mandare tutti i messaggio che vorrei e a completare la storia nel migliore dei modi.
      Grazie ancora.

  11. Una tranquilla giornata estiva si trasforma in un’avventura che si prospetta interessante! Sono incuriosita e non vedo l’ora di leggere le conseguenze delle azioni del ragazzo senza nome.
    Per quanto mi piaccia il rubino, ho optato per lo zaffiro che – poverino! – fino ad ora è stato trascurato.

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