Un Nuovo Mondo

Dove eravamo rimasti?

Come raggiungeranno il Nord per sconfiggere l'Akmenst Bries e salvare il regno? L'Hulkarsen userà il potere dell'anello di smeraldo (70%)

In Silenzio

Dall’alto del castello nella capitale di Laryn, i due osservavano il paesaggio e l’orizzonte, considerando i benefici risultati dovuti al risanamento del sacro Plausas. Le acque si ritiravano e l’aria era sempre più fresca e respirabile, ma i danni restavano. Il castello era per metà distrutto, le case fuori le mura quasi completamente abbattute e i morti non si contavano nemmeno.

Da lì si notavano le porte definitivamente abbattute dalla Flathron, anch’essa andata distrutta nel duro atterraggio e lontano nel cielo non si scorgevano ancora navi corse in aiuto.

«Non ci resta che aspettare una nave, recuperiamo le forze nell’attesa», disse in tono incoraggiante Tomoe poggiando una mano sulla spalla di lui.

«No. Mentre noi aspettiamo altri stanno morendo al Nord».

«Ma non c’è modo di raggiungerli», rispose lei con un tono esasperato.

«Forse un modo c’è», il ragazzo osservava le proprie mani, l’anello di zaffiro non emanava più luce, sembrava spento, scarico, inutilizzabile; ma l’anello di smeraldo al contrario stava brillando. Si girò e afferrò per il polso Tomoe e disse: «Proviamo», si concentrò con naturalezza e dopo un attimo un portale molto simile al primo che aveva attraversato comparve dinanzi al loro, solo che questo li risucchiò senza sfiorarlo un attimo dopo essere apparso.

Si ritrovarono in un luogo molto simile al castello sull’isola volante, solo che questo si trovava sulle vette gelate di un altissimo monte. Il vento forte sferzava per gli ampi spazi del castello sino alla stanza del portale dove erano giunti.

«Voglio cambiare tattica, portami direttamente nel tempio e cerchiamo di evitare qualsiasi scontro, così riusciremo a fare prima», bisbigliò lui.

«Mi dispiace, non sono mai stata qui», gli rispose piano in tono di scusa.

«Non ci resta che cercare, ma facciamolo in silenzio», rispose rassegnato lui dopo qualche attimo.

Aveva appena fatto qualche passo che il terreno sotto di loro crollò, scaraventandoli in un’ampia sala con un gran fracasso. Cadendo era riuscito a mettersi sopra il suo maestro e grazie al potere dell’armatura ne erano usciti solo un po’ ammaccati, ma il fracasso aveva raggiunto ogni anfratto del castello.

Eppure non ci stava più pensando, era a pochi centimetri da Tomoe e si stava rendendo conto solo in quel momento di quanto fosse eccezionalmente bella.

«Addio segretezza», disse lei scostandolo dai suo pensieri e da sopra il suo corpo.

Si stavano alzando quando furono raggiunti da tre mostri verminosi di pietra.

Con prontezza l’Hulkarsen fece ruotare Gozen sopra la sua testa con entrambe le mani, facendo arretrare i mostri, per poi partire all’assalto del primo riuscendo a colpirlo subito appena sotto la testa piatta, abbattendolo in un fracasso di roccia sgretolata. Gli altri due non attaccarono Tomoe ma cercarono di abbattersi entrambi sul ragazzo, uno nel tentativo di morderlo, l’altro sperando di colpirlo con un colpo di coda. L’Hulkarsen parò il primo con Gozen ma non riuscì ad evitare il secondo, cadendo così all’indietro. Senza arrendersi usò da terra la sua arma portentosa ferendo uno dei mostri e allontanando l’altro abbastanza per tornare in piedi ruotando prima su se stesso, allontanandosi e schivando il colpo del mostro ferito. Le creature erano lunghe quasi cinque metri e grazie all’enorme peso erano dotate di una forza incredibile, per fortuna l’armatura sembrava ancora più forte di prima e questo aveva impedito che anche un solo colpo risultasse fatale.

“Questi mostri sono fortissimi! Devo evitare a tutti i costi i loro attacchi! Se solo avessi potuto combatterli uno alla volta sarebbe stato facile sfruttare la loro lentezza…”, pensò il ragazzo intento a schivare i colpi sempre più pericolosi dei due mostri.

Dopo aver schivato l’ennesimo colpo giusto in tempo, l’Hulkarsen battè in ritirata più veloce che poté rifugiandosi dietro una grossa colonna sperando di guadagnare tempo. Stava ancora rifiatando quando uno dei mostri aggirò la colonna per attaccarlo: “È il momento! L’altro non è ancora arrivato!”.

Saltò la coda che stava per sferzarlo dal basso e con un affondo volante conficcò la lama magica di Gozen interamente nel ventre della creatura di pietra come se fosse stato burro.

Tirò forte indietro l’arma estraendola dal mostro in tempo per colpire con l’altra estremità il secondo mostro arrivato alle spalle, ferendolo; estrasse di nuovo e girando su se stesso, fece ruotare velocissima Gozen dall’alto verso il basso causando un altro grande squarcio che distrusse anche il secondo mostro.

«Come stai?», chiese Tomoe.

«Bene, andiamo».

«Non so perché ma mi hanno ignorata e si sono diretti su di te come io se non ci fossi nemmeno».

Avevano appena lasciato la sala quando con un boato, dalla parete alla loro sinistra si aprì una voragine dalla quale uscì un mostro gigantesco dalle fattezze umanoidi con grandi corna sulla testa. Senza avere il tempo di capire cosa stesse succedendo, Tomoe venne scaraventata lontana, battendo rudemente la testa e restando immobile al suolo.

Cosa farò l’Hulkarsen?

  • Fugge via (0%)
    0
  • Combatte il demone (45%)
    45
  • Soccorre Tomoe (55%)
    55
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108 Commenti

    • Grazie mille ^_^
      Sono molto soddisfatto del risultato considerando la celerità con cui ho dovuto far i conti sia in fase di ideazione che di scrittura vera e propria; specialmente in quei miseri 5000 caratteri con i quali tutti stiamo facendo i conti 🙂
      Grazie ancora 🙂

  1. Cosimoooo… mi dispiace a questo punto non aver potuto commentare subito dopo! Favoloso! Geniale l’idea del sogno…. e non ti nascondo che continuando a leggere l’ultimo capitolo mi era balenato in testa! Scritto bene… perché il cerchio si è stretto alla perfezione! 😉 estasiata… bravo bravo bravo!!! 🙂

    • Grazie. Il progetto era quello sin dall’inizio, materialmente già dal primo capitolo ci sono segnali in tal senso. Nel primo capitolo per esempio, il ragazzo sbatte la testa ma quando si sveglia non mostra nessun dolore. Non è una mia dimenticanza ma è volutamente scritto in tal modo proprio per mandare un segnale 🙂
      O nel secondo capitolo, il ragazzo raggiunge un altro piano d’esistenza dove le persone parlano l’italiano… strano. Tutte cose fatte volutamente perché ciò che succede è tutto simbolico 😀
      Per una persona maniacale per i dettagli come me sarebbe stato impensabile scrivere qualcosa senza pensare a certe dettagli evidenti 😀
      Grazie ^_^
      Sono molto contento che il finale stia piacendo, effettivamente temevo che alla fine potesse non piacere, però sembra sia andata bene ^_^

  2. Quando ho letto il nono capitolo ho pensato:”e’ il capitolo piu’ bello e dinamico”…ma il decimo?!? Grandioso! Mi e’ piaciuta molto la scelta di ricollegarlo al primo capitolo!!! Dimmi la verita’:l’avevi in mente sin da subito o strada facendo hai pensato di concluderlo cosi?!?In ogni caso ottima scelta! Ci hai stupito :p

    • ^_^ effettivamente l’avevo deciso sin da subito. Grazie Mi fa molto piacere ti sia piaciuto 😀
      Se si ripensa alle cose lette nei capitoli precedenti ci sono diverse cose che effettivamente hanno un doppio significa e una volta sapendo come finisce si capisce a cosa effettivamente si riferissero 🙂
      Grazie 🙂

  3. Questo sì che è un signor finale! Lascia riflettere e mi porta a rileggere il primo capitolo e – perché no? – tutta la storia dall’inizio! Davvero complimenti per come sei riuscito a condurre la narrazione e per l’idea geniale.

    E comunque vogliamo sapere il nome del ragazzo!

    • Ahahahahah ^_^
      Grazie, effettivamente lungo tutta la storia sono presenti delle cose che in realtà sono altro 😀
      Come il caldo che in realtà è la febbre alta, ma ce ne sono diversi nascosti lungo tutto il racconto 😉
      Grazie ancora ^_^

    • Grazie, sono contento ti piaccia ^_^
      Sinceramente non ho mai pensato ad un seguito, tutto questo per me è stato un esperimento, tutto molto diverso da quello che di solito mi piace fare, soprattutto estremamente breve.
      Penso di no, non lo so.
      Grazie ancora ^_^

  4. Molto bello! Secondo me invece ci sta che a questo punto l’anello per qualche motivo non risponda più ai comandi , come se il ragazzo non fosse ancora del tutto padrone del suo potere ( è un manufatto estremamente potente dopo tutto, è difficile pensare che in mezza giornata si possa padroneggiarlo alla perfezione! ). Se si usasse l’anello per fare qualsiasi cosa… boh, mi saprebbe di troppo facile :p

  5. Niente male questo capitolo! Finalmente lo Jura è stato sconfitto ed il Sud risanato.
    A mio parere, aspettare che venga spedita una nave volante o che venga riparata quella vecchia sarebbe un’attesa troppo lunga, dunque vediamo cosa riesce a fare questo anello di smeraldo 😉

  6. Bene, bene davvero! La storia si sta sviluppando al meglio.
    Mi piacciono mlto le descrizioni dei combattimenti, rendono più dinamica la narrazione!
    Secondo me l’anello comincerà a risplendere di luce propria e farà vedere qual è il suo vero potere: questo povero ragazzo ha dovuto interrompere l’allenamento, dunque non sarebbe male un aiutino magico 😉

  7. Il giovane eroe si trova davanti ad una scelta veramente difficile e, se io fossi in lui, sicuramente sarei dilaniata dal dubbio. Ma la saggezza deve prevalere: mirare all’obiettivo primario significa salvare più vite, cioè vedere il problema in un’ottica più vasta e completa. Non essere uno stupido paladino, Hulkarsen!

  8. Molto bello! Mi è piaciuto molto anche perchè l’ultima volta è stato votato il percorso più ” lineare “, cioè quello in cui il protagonista accettava senza riserve il suo destino di salvatore e avevo paura che risultasse troppo monotono. Invece sei riuscito molto bene, secondo me, a rendere il tutto fluido e senza ” scossoni ” narrativi.
    Vabeh, poi la citazione a Tomoe… ♥

  9. Racconto davvero coinvolgente e narrato in ogni minimo dettaglio aiutando il lettore
    a immaginare ogni istante della storia e a immedesimarsi nel ruolo del protagonista!
    Sono davvero curiosa di leggere i prossimi capitoli della storia 🙂

  10. E’ sicuramente divertente intrufolarsi nel destino del personaggio, magari a dispetto delle preferenze dell’autore, ma immagino sia ancora più intrigante per gli amanti del genere fantasy.
    Dal mio punto di vista la prima opzione (confuso il ragazzo cerca di capire che cosa stia succedendo) è lo sviluppo più lineare, quello senza dubbio più aderente alle attese dei lettori, ma è già visto.
    La terza opzione (accetta senza paura le richieste del Lords) è uno sviluppo piuttosto infantile, perchè rivela troppo presto le qualità del supereroe togliendo mordente alla storia fin dalle prime battute.
    Opterei quindi per la seconda opzione perchè più obliqua rispetto alla prima e più realistica rispetto alla terza. D’altronde, il personaggio è stato presentato come un giovane normale che vive una vita normale; le circostanze lo catapultano in una realtà del tutto inconsueta e rimane intrappolato dal gancio del mistero. Troverei normalissima a questo punto una fuga precipitosa ( la fifa nera in circostanze del genere accomuna tutti…) e poi è più chic dal punto di vista letterario! A parte il fatto che è proprio la fuga la nuova circostanza che può aprire nuovi sviluppi alla storia. O no?

      • Wow, splendido! IIII- (questo sarebbe un neografismo e leggilo come “batti 5!”). 😀
        E allora che aspetti? Vai, scappa, e trova rifugio nella fantasia che ti fornirà di volta in volta idee, tappe e soluzioni.
        A rifletterci, la fuga è davvero la più indicata perchè è indice di attenzione socioantropologica. Mi spiego. Qual è la reazione normale dell’uomo di fronte a fatti e situazioni che non conosce o non capisce? E’ sempre la fuga. Sempre! Perchè la paura, purtroppo, fa parte del nostro dna. Poi accade che molti, superato il momento di crisi, si dimenticano dell’accaduto, altri no. E chi sono questi altri? Proprio i supereroi (la traduzione moderna degli eroi e dei saggi di sempre). Loro sono le punte di diamante della società,coloro che devono “indicare la via” e la via non è mai quella della fuga. Solo che il supereroe stesso, all’inizio della storia (metafora della vita) NON SA di avere in sé tutta la forza necessaria per combattere mostri e situazioni, il male e la paura. E’ come un percorso iniziatico che comincia dalla A (reazione istintiva, biologica) continua il percorso di elaborazione interiore (che nei fatti narrati è rappresentato dalle varie situazioni proposte) e finsce alla Z (vittoria finale). Il messaggio del supereroe ha valore nel momento in cui mostra agli altri questo tipo di percorso: dall’uomo al superuomo. Ognuno dentro di sé ha poteri formidabili, bisogna solo scovarli e portarli alla luce.
        E poi, anche la vittoria finale è una metafora e rappresenta in fondo la vittoria su sé stessi, i propri fantasmi interiori, le proprie paure.
        Scusa, mi sono dilungata eccessivamente. Purtroppo non ho ancora sviluppato il dono dell’autocensura. Col tempo, chi sa!….
        Comunque, buon proseguimento!

    • Grazie per il commento ^_^
      Per me questa è un esperienza nuova, sono abituato con una maggiore quantità di battute a mi disposizione. Per essere chiari di solito userei l’intera quantità per fare i 10 capitoli, quindi per tutta la storia, solo per i primi due capitoli e quindi l’introduzione di una storia ^_^’
      Spero però di riuscire a mandare tutti i messaggio che vorrei e a completare la storia nel migliore dei modi.
      Grazie ancora.

  11. Una tranquilla giornata estiva si trasforma in un’avventura che si prospetta interessante! Sono incuriosita e non vedo l’ora di leggere le conseguenze delle azioni del ragazzo senza nome.
    Per quanto mi piaccia il rubino, ho optato per lo zaffiro che – poverino! – fino ad ora è stato trascurato.

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