Unicorni, omicidi e altri passatempi

1. L’appuntamento

Valbella era la patria degli unicorni di ceramica. Un cartello all’ingresso della città lo ricordava fieramente a eventuali visitatori, che davvero non avrebbero avuto altri motivi per recarsi in quel luogo. La Rasmighi spa era l’impresa più fiorente della zona e produceva, appunto, soprammobili richiesti da tutto il mondo del lusso. Fatturati alle stelle, quattromila dipendenti fissi più tre cooperative di supporto. Gli affari andavano sempre molto bene, le ordinazioni da decenni piovevano come petali in un giardino di ciliegi ad aprile. Il primo unicorno di ceramica fu disegnato e impastato nel 1946 da Carlo Amilcare Rasmighi, progenitore di una stirpe di unicornai d’alta classe: “Dopo la guerra, c’era bisogno di cambiamento, di riprendersi e anche di svagarsi un po’ con oggetti belli e frivoli – spiegavano le legioni di uffici stampa che accompagnavano cronisti, acquirenti e scolari alla visita della ditta -. Così, il commendatore Rasmighi creò il suo famoso unicorno bianco con crine lilla e corno giallo, dando vita a quella che oggi è l’azienda leader a livello mondiale del settore degli unicorni”.

L’export era parte fondamentale dei guadagni della Rasmighi spa. Sceicchi, magnati e oligarchi ordinavano interi container di cornuti cavalli variopinti. L’ultima consegna era stata fatta a settembre per la festa di fidanzamento di Irina Petrova Galinova, figlia di un milionario degli Urali che aveva commissionato alla fabbrica valbellina due unicorni marito e moglie alti settanta centimetri, per adornare una torta di dimensioni gargantuesche. L’unicorno maschio aveva una tuba in testa e un cravattino al collo, la sua signora il velo bianco e un fiocco sopra la coda. Erano entrambi rosa e si guardavano con occhi sognanti. Le punte delle loro code si toccavano per formare un cuore. Gianni Merri, capo reparto agli imballaggi, mentre riempiva di polistirolo la scatola destinata ai due equini si chiese se regalare oggetti con le corna alle nuove coppie portasse effettivamente fortuna. I due unicorni erano stati firmati da Luchino Rasmighi, rampollo dei proprietari dell’azienda. Luchino si presentava alla gente come disegnatore, perché la parola designer a suo dire veniva usata da persone che non possedevano certo il suo estro: “E poi disegnatore fa eco alla nobile arte del made in Italy di cui sono cultore e rappresentante – soleva aggiungere a ogni stretta di mano -. Del resto, anche Michelangelo faceva disegni”. Il padre Michele Maria Rasmighi, figlio del Commendatore, lo adorava: “Gli unicorni che disegna sono aggraziati ed eterei. Non so se mi spiego, sembrano veri. Avete mai visto un unicorno? No? Beh, vi assicuro che hanno le fattezze di quelli del mio Luchino”.

Che quegli unicorni piacessero, non era preoccupazione solo dei Rasmighi, ma di tutta l’amena cittadina che ospitava la loro fabbrica. L’economia di Valbella si basava sul successo degli unicorni di ceramica. L’impresa portava ricchezza al territorio, finanziava la squadra di calcio della città (le temibili Nutrie di Valbella), elargiva gesti di beneficenza e realizzava opere di interesse pubblico. Valbella senza gli unicorni non avrebbe potuto cavarsela da sola. Un tipico paesone italiano di quarantamila abitanti, in un angolo uggioso della pianura Padana. Circondata da colline senza troppe pretese, spelacchiate e ricoperte di vigneti storti, da cui gli agricoltori ricavavano vini DOC come il Morgione Valbellino, un rosso corposo in grado di spedire gli assaggiatori dritti a una seduta degli alcolisti anonimi. Valbella era un paese di gente sanguigna. Non era raro che da un insulto si passasse subito alle mani. Quasi ogni giorno ingiuriavano, derubavano, scippavano e rapinavano. Qualcuno, uccideva. In quella zona le persone avevano esperienza di quasi tutto il codice penale. C’era stato persino un caso di ratto a scopo di matrimonio. Negli anni Cinquanta, un conte caduto in disgrazia aveva rapito la figliola della sua vicina di casa, per farne la sua contessa. Non si era mai capito se la ragazza fosse consenziente, certo non lo erano i suoi fratelli. La storia era finita con la misteriosa morte del conte. Si diceva che da allora il suo spirito affliggesse le giovani spose, che venivano spesso spinte da forze oscure a lasciare il talamo nuziale per infilarsi sotto coperte clandestine. Le comari ogni settimana al mercato venivano a sapere di nuovi casi di vittime degli atroci malefici dello spirito infernale.

Tra le risse e i tradimenti causati dai sortilegi, gli argomenti non mancavano. Per questo motivo, la settantenne Olivia Terni non si era stupita quando la sua amica Peppina Giusto le aveva confidato, con tono ansioso: “Questa devo dirtela, non posso tenerla solo per me”, implorandola di andare a casa sua e di rinunciare per quel pomeriggio al tè insieme alla cugina Silvana, la quale tuttavia aveva promesso di servire biscotti e pettegolezzi. Olivia Terni non sapeva proprio quale appuntamento scegliere.

Da chi andrà a prendere il tè Olivia Terni?

  • Per non fare un torto a Peppina o Silvana, ha rimandato entrambi gli appuntamenti ed è andata dal salumiere. (19%)
    19
  • Ha preferito il tè con la cugina Silvana, che per convincerla le ha promesso in dono un cactus. (19%)
    19
  • Ha scelto di far visita a Peppina, che aveva lasciato intendere di essere molto preoccupata. (62%)
    62
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

25 Commenti

    Unknown comment type :

    Unknown comment type :

    Unknown comment type :

    Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

        Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

        Unknown comment type :

    Unknown comment type :

      Unknown comment type :

        Unknown comment type :

  1. Gaghi ha detto:

    Complimenti, bellissimo incipit! Non vedo l’ora di leggere il seguito. Ovviamente ho votato per Peppina.

  2. MaxLap ha detto:

    Sfiziosa questa singolare terra padana contraddistinta da crimini e gente focosa, anziché laboriosa e perbenista. Il pettegolezzo unico elemento rassicurante da provincia padana doc.. Fosse stata giovane avrei inviato Olivia dal salumiere per… Colpa dello spirito del Conte. Ma visto che ha 70 anni: da Peppina.

  3. locullo ha detto:

    Mi gusta moltissimo questo racconto.
    Scritto benissimo, ironico, divertente e già ben strutturato, ha il sarcasmo verso l’imprenditoria padana del Busi di Vita standard di un venditore provvisorio di collant e in chiusa uno sguardo divertito alla Fruttero e Lucentini sulla borghesia nostrana.

    (Che brava! Voto senz’altro Peppina: quel tè promette scintille).

  4. ha detto:

    Quattromila dipendenti? Un colosso questa azienda.
    Che se la tengano stretta, a Valbella, perché vista l’aria che tira non mi pare possano puntare sul turismo.
    Gli impegni vanno rispettati. Si va da Silvana.

  5. Napo ha detto:

    Da Napo a Nipi: confesso di avere avuto una luccicanza e aver “visto” un unicorno di ceramica usato come arma del delitto. Una versione 2014 dell’innominabile gingillo di terracotta, nato dalla fantasia di Fruttero e Lucentini per il loro bestseller “La donna della domenica”? Formalmente ineccepibile, questo incipit, a mio avviso, è un po’ appesantito dall’infodump. Risultato delle opzioni “telefonato”. Ovviamente non ho votato per Peppina ma per Silvana.

    • Nipi ha detto:

      Napo, guarda, solo perché usi il termine luccicanza mi sei già simpatico! 😀 Ti ringrazio per il complimento e il gradito rimando a F&L. E grazie anche per aver sottolineato l’infodump: vedrai quanto si rivelerà farlocco… 🙂

  6. Annalisa Rizzi ha detto:

    Peppina! Non sia mai che un’amica (di vecchia data, per giunta!) debba essere lasciata sola nel momento del bisogno!
    Incipit molto simpatico, anche a me è scappato un sorriso nel leggere a proposito delle Nutrie 😀

  7. I_See_Through ha detto:

    Da Peppina, anche se il salumiere mi tentava!
    Mi piace la summa di malcostumi italiani che hai condensato in Valbella, anche se forse per un posto così piccolo ne hai buttato dentro troppi. Il punto forte dell’incipit è la rapidità con cui sei riuscita a rendere antipatico Luchino, che secondo me è il colpevole, anche se non so ancora di cosa 🙂

    Ti seguo ovviamente.

  8. boostwriter ha detto:

    Come si fa a non scegliere la prima?
    Devo ancora capire se la tua storia è un giallo oppure un humor, perché io le “Nutrie di Valbella” le ho proprio apprezzate.
    Qualunque sia il genere, questo è proprio un bell’incipit.

  9. Serena Lavezzi ha detto:

    Voto per Peppina! 🙂 Ti seguo

  10. dadan ha detto:

    Ho votato per il cactus 🙂

  11. federica78 ha detto:

    Molto interessante questa storia! Ti seguo! Ho votato per il tè da Peppina… sono curiosa di sapere cosa si diranno!!

  12. il mago ha detto:

    Si va da Peppina ! La chiacchiera fresca ha più fascino 😛

    Una cosa tanto surreale come gli unicorni come fulcro in un contesto tanto “normale” come quello che hai ben descritto stride meravigliosamente. Mi hai incuriosito tanto.
    Ti seguo 🙂

  13. Benvenuta Nipi! 😉 A parte il fatto che da grande ho deciso che farò l’unicornaio e giocherò nelle Nutrie di Valbella, ho votato per andare di corsa da Peppina. Dal tono dell’invito direi che il suo pettegolezzo è di gran lunga più importante di quello di Silvana. Complimenti per il brio e per la vivida descrizione di un paesino padano che sembra un fantastico mix tra la Brescello di Don Camillo e le cittadine di provincia che ama descrivere Stefano Benni! ^^

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi