DOPPIO FREDDO

Dove eravamo rimasti?

Grace dice il vero? La "ripetizione dell'identico" può essere interrotta da un Effetto Farfalla? (44%)

“Doppio Freddo”

In una situazione di stallo, devi decidere se applicare il principio di massima utilità o di minima perdita. Delle due, una. Il risultato torna a tuo vantaggio in ogni caso.

Ma se non prendi nessuna decisione, sei morto.

Benson non aveva buone carte: non poteva né passare né vedere, doveva fare la sua mossa. Avrebbe ottenuto la massima utilità con la minima perdita. Un azzardo mai tentato prima; almeno secondo la teoria dei giochi.

«E adesso muori, Benson» aveva detto Grace, spostando il mirino su di lui. Qualcosa, tuttavia, l’aveva bloccata. Era un effetto ottico o gli occhi grigi dell’uomo erano diventati lucidi? Grace sapeva che Benson non era capace di amare, lo sapeva da sempre. Ma lui, incurante della sua pistola col colpo caricato in canna, si era chinato a toccare Nadine.

La donna perse la testa e urlò: «Alzati in piedi, maledetto!»

Benson prese Nadine tra le braccia e poggiò le labbra nell’incavo del collo, poi le passò sul viso e annusò il suo respiro.

Grace era incredula. Urlò di nuovo: «Di cosa ti preoccupi? Adesso la raggiungerai».

Ma Benson scosse la testa a un sorriso muto e sibilò: «Dovresti sapere, Grace, che qualunque effetto fisico può generarsi da un unico, primordiale tentativo. Deve essere buona la prima. Non puoi forzare una legge fisica».

Grace impallidì, la mano le tremò e scese lungo il fianco. Osservò invasata il corpo di Nadine e spalancò la bocca a un sussurro: «Non è morta».

«No. E tu sai bene che non puoi spararle due volte. Se ci riprovi… non è scienza, è omicidio.» Si levò in piedi e sollevò Nadine, tenendola in braccio. «Io la porto via.»

Grace impazzì: «Se lo fai, la premonizione dell’universo freddo si avvererà e noi non potremo fermare gli eventi. Ogni cosa, ogni persona, invecchieranno di trent’anni nel giro di pochi mesi! Il pianeta sta morendo, Benson! I tempi di accelerazione della massa neutronica si sono raddoppiati! Lei…» sollevò di nuovo la pistola, «…deve morire!».

Benson osservò il volto di Nadine riverso all’indietro, svenuto. Il suo petto sanguinava e la camicia era diventata scarlatta. I suoi capelli sapevano ancora di salsedine, il corpo era caldo.

Sussurrò: «Lo so. Date la colpa allo scioglimento dei ghiacci, al surriscaldamento globale che avanza inesorabile, e consolate la gente col restringimento del buco dell’ozono», ringhiò, «pur sapendo che sono balle, Grace!» Si assestò il corpo di Nadine tra le braccia e fece per andarsene. Parlò di nuovo, dando le spalle al plotone: «Posso usare le binarie per sovrapporre le tracce magnetiche dei neutrini e bloccare l’accelerazione della velocità del suono e della luce, ora che sappiamo che il problema non è lo spazio: è il tempo».

«Tu! Un giornalista squattrinato?» lo provocò Grace.

«Non io, la comunità scientifica», così dicendo, scese i gradini arrotolati della torre senza voltarsi, portando in braccio il corpo esanime di Nadine.

Una settimana più tardi, a Roma.

Il generale Manetti era seduto a capotavola, circondato da militari e da scienziati arrivati da tutte le parti del mondo. La riunione stava per cominciare, mancavano solo…

«Benson e la Chaciosky sono in ritardo» piantò le mani tozze sul tavolo.

Un ufficiale entrò battendo i tacchi e restò sugli attenti. Disse: «Generale, abbiamo ricevuto un bollettino dell’ultima ora».

Manetti sbraitò: «Riposo, caporale. Mi faccia indovinare…»

«Non verranno, generale. Dicono che hanno bisogno di una vacanza e che lei ha già tutte le survey che le serviranno per sbrogliare la matassa. Anche senza di loro».

Manetti parlò a se stesso: «Sbrogliare la matassa. Una vacanza. Quei due sono proprio pazzi», sollevò la testa e dichiarò: «Signori, si comincia. È ora di salvare il pianeta».

Per strada…

«Avanti, aprilo» sorrise Nadine.

Benson osservò la scatola e si accigliò. L’aprì rapidamente.

«Ciosky!» sorrise, «Un panama originale» se lo calzò in testa.

«Lo avevi perso per colpa mia. Ora ti manca solo la sigaretta, e tutto tornerà come prima» rise lei.

Benson la osservò: in piedi, un po’ claudicante, appena dimessa dall’ospedale, che indossava di nuovo quella sciocca divisa blu fasciata e aveva i capelli raccolti come la prima volta. In effetti lui portava una camicia sgualcita, ma niente era più come prima.

«Ho smesso, Nadine. Non fumo più.»

«Hai smesso? E mi hai chiamata per nome. L’effetto farfalla non ha cambiato le cose come voleva lei, a quanto pare» sorrise stupita, avvicinandosi al semaforo per attraversare la strada.

«No, le ha cambiate. Lei doveva spararti e tu dovevi sopravvivere. E io dovevo fare questo» le assestò un bacio sulle labbra piene e, con la coda dell’occhio, notò che il semaforo era scattato. Le agguantò il braccio e indicò l’angolo proprio sopra di loro.

Nadine alzò lo sguardo: un segnale stradale a specchio parabolico rifletteva la loro immagine. Ogni cosa era aberrata: sembrava tutto concepito per essere in quattro terzi ma rilasciato in sedici noni; persino le macchine apparivano schiacciate. Esattamente come in quel video.

Il conto alla rovescia era iniziato.

Categorie

Lascia un commento

540 Commenti

  • Recuperato! Mi ero perso parecchi capitoli fa, tant’è che ho dovuto rileggerlo (con piacere) dall’inizio.
    Ovviamente non posso non darti la soddisfazione di un giudizio, per cui… eccolo!
    Il racconto, nel complesso, mi è piaciuto molto. I suoi pro sono sicuramente: un bel ritmo, belle scene, personaggi aderenti al genere e alla storia, interessanti spunti scientifici su cui soffermarsi a riflettere, alcuni passaggi che sono delle vere perle. Di contro invece c’è davvero poco, anzi solo una cosa: in certi punti gli spiegoni scientifici sembrano tante parole a casaccio, mi interesso (hobbisticamente) di fisica e ti giuro che non sono riuscito a starti dietro ma, secondo me, è stata tutta colpa dei pochi capitoli/caratteri a disposizione, in più spazio avresti spiegato tutto e meglio, ne sono convintissimo.
    E questo è quanto. Adesso passo da Shimpu, tempo di leggerlo e commentarlo.

  • Ciao Alessandra, non potevo non notare i tuoi disseminati commenti,anche di tipo tecnico, sotto le storie, e mi hanno spinto a leggerne una tua.
    Il racconto mi è piaciuto molto, idea molto molto affascinante, originale, ho apprezzato meno la storia d’amore dei protagonisti, mi sarebbe piaciuto di più se lui non si fosse innamorato, rimanendo sul suo ferreo machismo, tuttavia credo fosse inevitabile che la loro storia prendesse quella piega. Ho apprezzato anche la drammaticità che connota il tuo scritto, e il lessico scientifico. Per quanto riguarda lo stile a mio avviso si è tenuto tendenzialmente molto buono, con qualche espressione a mio parere troppo colloquiale che però non ha intaccato in alcun modo la bontà della narrazione.
    Ho letto tutti e 10 i capitoli di fila, e devo dire è stata molto coinvolgente, e mi è piaciuto lo spunto dell’eterno ritorno nietzschano. Come autrice mi incuriosisci, quindi domani leggerò un’altra tua storia.
    Complimenti.
    A presto =)

  • riporto un paio di frasi che mi sono particolarmente piaciute:

    “E tu sai bene che non puoi spararle due volte. Se ci riprovi… non è scienza, è omicidio”

    “Ho smesso, Nadine. Non fumo più”

    mi sfuggono molte cose nei particolari delle spiegazioni al limite tra scienza e grammelot startrekkiano, ma devo dire che questo è proprio un bel finale, soprattutto per la trovata dell’immagine deformata dallo specchio stradale
    brava alessandra!
    ed ora scusa ma devo correre a leggere il nuovo racconto (stacanovista)

  • Argh!! Ma perché in The Incipit non arriva la notifica che avverte quando escono gli ultimi capitoli delle storie? Aspettavo che scrivessi il finale e invece era già uscito da un sacco! -_-‘ Che dire, mi hai lasciato con ancora più curiosità riguardo la teoria che sta alla base della storia! Mi mancheranno Benson, Ciosky e il ritmo da film d’azione mescolato a quel potente linguaggio scientifico con cui sembri trovarti così a tuo agio! Però sono molto, molto contento che si siano salvati. Credo che se la siano proprio meritata, una vacanza, anche se la frase di chiusura lascia con un forte senso d’inquietudine!
    Non vedo l’ora di leggere la tua prossima storia, Alessandra! Anche la geopolitica mi interessa parecchio e fortunatamente è più accessibile della fisica di alto livello. XD Complimenti davvero e a presto! ^^

    • Michele… infatti ti aspettavo. Sono stata tentata di inviarti una mail di protesta, per non avermi letta, ma poi il buon senso ha prevalso… non sarebbe stato giusto. Felice di averti convinto con questo piccolo omaggio ai neutrini. ( che poi ti spiegherò, stavolta davvero in mail). Presto scriverò un nuovo racconto, anche se negli ultimi giorni ho avuto dei dubbi, ci rifletto ancora un po’.
      Ma tu, accidenti, quand’è che mi riporti alle poste?? Un Abbraccio.

      • Guarda che io ci conto, sulla spiegazione, eh! 😉 Per il racconto prenditi il tempo che ti serve, tutte le storie vanno covate abbastanza a lungo perché prendano forma, poi appena ti senti pronta noi siamo qui! 😀
        Hai ragione, sto cercando di far quadrare il finale (e soprattutto farlo entrare nel limite di battutaggio senza combinare casini. Ho quasi fatto, però! Spero. :p
        Un abbraccio anche a te! ^^

  • Devo dire che leggere questo racconto quando ormai è terminato è stato un bene. Non avrei saputo come resistere per aspettarne la conclusione. Devo dire che l’incipit non mi aveva coinvolto granché, rispetto al resto degli episodi è l’unico un po’ lento (le circa 1000 virgole presenti non contribuivano di certo a dargli dinamicità -detto un’amante delle virgole quale sono) ma la storia si è rivelata essere a dir poco interessante. Le descrizioni giuste, gli eventi giusti, i tempi giusti e il tutto risulta così armonico che il lettore non si accorge nemmeno che lo spazio per scrivere tutto questo non è ridotto ma di più. Complimenti, ti seguo e sarei curiosa di leggere ancora qualcosa di tuo.
    P.s. Non so perché ma avrei detto che dietro questo racconto ci fosse una mano maschile e quando ho guardato il nick quasi non ci credevo ahahah Mi farebbe piacere se passassi da me per qualche consiglio utile se ti va! 😉

    • Grazie di aver letto 10 episodi, allora, Mia.
      Le mie virgole sono sempre al posto giusto, credimi. 🙂 Poi, se ti piacciono le virgole, non puoi non averlo notato.
      La mia vita è stata costellata da ruoli maschili, in contesti in cui il testosterone era alto. La mia scrittura viene da una spaventosa mole di letture quasi unicamente di autori maschili e, per questo, potrebbe esserne influenzata. Il mio carattere è forte, dominante, e – non lo nego – predilige personaggi dominanti. Anche se fossero femminili, sarebbero donne con ruoli maschili e personalità eccentrica. Ma sono comunque una donna, con le sue debolezze e – raramente – faccio qualcosa di puramente femminile, sì. Almeno così dice il mio compagno. Tu, piuttosto, perché hai scelto un avatar così spaventoso? 🙂

      • Infatti non ho detto che non fossero al posto giusto le virgole, ho detto solo che sono tante 😀
        Si vede che il tuo è un carattere dominante soprattutto perché tutti i personaggi del tuo racconto hanno un carattere dominante, dal poco presente Manetti a Ciosky che inizialmente potrebbe sembrare più remissiva ma invece si rivela tutt’altro che semplice da gestire anche per uno tosto come Luc!
        E ho scelto questo avatar perché scelgo sempre avatar che mi danno l’idea di qualcosa di terrificante, non ho idea del perchè ahaha

  • Ci ho messo meno di mezz’ora a leggere tutto il tuo racconto; sono contenta di averlo scoperto alla fine, così me lo sono potuta godere senza attese, anche se non ho potuto partecipare direttamente alla scelta tra i vari proseguimenti.
    Questa frase, mi ha colpito: Ma se non prendi nessuna decisione, sei morto.
    Davvero tanti complimenti 🙂

  • Sono stata qualche giorno senza computer,arrivo in ritardo.
    Per cosa?Per dirti che questa storia è affascinante,certo le spiegazioni non sono e non possono essere esaustive,visti i pochi capitoli,ma sono stimolanti,spingono a documentarsi.Per dirti che a questa storia sei riuscita a dare una piacevole leggerezza,la voglia di capire e conoscere la tua teoria si è fusa nell’intreccio Benson-Nadine e si è risolta nello stesso.Mi spiace averli lasciati,ma non sono morti…
    Sei bravissima,Alessandra.Aspetto il giallo o quel che vorrai.Tu scrivi .
    p.s. non rispondi ai commenti…la Napite è contagiosa? Un bacio.

    • Ciao, Tiziana! Aspettavo te, per rispondere a tutti 🙂
      Se una lettrice – che non ha niente a che vedere con lo scambio di voti – ti segue fino in fondo, hai vinto. Altrimenti… beh,…
      Lo so, non ho spiegato tutto, un vero fallimento. Non è stata colpa delle poche battute a disposizione, è stata solo colpa dell’autrice, convinta di poter affrontare un discorso complicato in una cornice ridotta. Felice, tuttavia, di sapere che ti è piaciuto lo stesso. 🙂 Benson e Ciosky sono in vacanza insieme. Sperano che Manetti sbrogli la matassa o, nel giro di pochi mesi, saranno già due pensionati che si tengono per mano sul viale del tramonto…
      Il mio prossimo racconto avrà un tema altrettanto complesso – io non so far diversamente – ma stavolta si spiegherà bene, poiché non si tratta di fisica quantica, ma di complotto geopolitico. 🙂 Grazie per avermi seguita.

      • Di che fallimento parli? I neutrini sapevo a malapena cosa fossero,all’università superai fisica solo perché gli esercizi che ero riuscita a fare erano minuziosamente descritti in tutti i loro passaggi e perché la mia facoltà era psicologia,quindi puoi considerare una vittoria che io abbia afferrato il senso della tua scoperta.Sono felice di sapere che inizierai una nuova storia….complotto geopolitico? Interessante.
        Se Manetti sbroglia la matassa,mi sa che vedrai arrivare locullo con un Panama.

  • E alla fine l’Urob… il cerchio si chiude.
    Il ritorno del panama è la ciliegina sulla torta; Benson avrebbe perso quasi tutto il suo fascino senza.
    Il tuo racconto ricco di azione si è rivelato una lettura molto piacevole e divertente.
    In bocca al lupo per tutto. Ci vediamo, se deciderai in questo senso, sulle pagine della tua prossima storia.

  • Ciao Alessandra!
    Eccomi qui a leggere il finale di una storia speciale, devo ammetterlo. Pur non avendo compreso appieno le teorie scientifiche hai avuto il merito di far comunque fermare a riflettere. Hai, effettivamente, una scrittura molto calibrata nei suoi passaggi, nei suoi colpi di scena e nella sua costruzione e ti ammiro. Personalmente, sono uno che scrive in base a quello che sente e non sempre mi fermo a riflettere su cosa succederà dopo. Leggerti, invece, mi fa pensare che anche tra scrittori ci sono molte differenze e che c’è sempre da imparare!
    Grazie per questa storia. Un grande in bocca al lupo per tutto! Spero di leggerti ancora e di rivederti a commentare. 🙂

    • Francesco, “storia speciale” è davvero un complimento, non posso che arrossire.

      Devi sempre conoscere la mossa successiva, quando elabori una storia. Lo stesso si fa quando si elabora una strategia. Hai un obbiettivo e devi perseguirlo, non senza ostacoli, ma dritto verso la meta. Scrivere senza sapere cosa potrebbe succedere dopo, è come tentare una fuga senza direzione. Finisci a girare in tondo e alla fine vieni fatto progioniero, Mi capisci? Sempre in testa l’obbiettivo, sempre chiaro il tema. Mai lasciarsi prendere dal “flusso di coscienza”, a meno che non si stia scrivendo un diario personale. Ma se di storia si parla, di passi si compone. E i passi di una storia, caro amico digitale, costruiscono la storia e non possono essere improvvisati sul momento. A presto, e grazie tante per tutto.

  • Bel racconto, Alessandra.
    Causa la mia forzata latitanza, me lo son letto solo adesso, tutto in fila, sfruttando il tempo di un lungo, lunghissimo export.
    Storia affascinante, nella quale però un po’ mi sono perso, ogni tanto, più per mia ignoranza che per altro, credo. Molto filmici i protagonisti e alcune scene.
    Perdona la sparizione ma ero bloccato in una timeline.

    D.

    • Credo che Alessandra non accetterebbe mai di scrivere un “contenuto aggiuntivo” al racconto. Questi escamotage che usi tu e anche altri autori di TI sono una forzatura delle regole del gioco che, se ho imparato a conoscere lo Startari pensiero, lei non userebbe mai perché vanno contro la struttura unitaria del racconto. Lei sa scrivere da professionista, non si è mai lamentata del limite di caratteri perché sa come “tagliare” un testo. I contenuti aggiuntivi sono roba da internauti.

      • Chiedo venia Alessandra, il mio unico intento era quello di capire non il 98%, non il 99%, bensì il 100% del tuo racconto.

        È la parte teorica di fondo che non sono in grado di capire in toto: avrò passato troppo tempo su internet come dice Napo, e mi sarò fuso il cervello.

        Spero di non averti offesa con l’inappropriato termine “sinossi”.

  • Hai alzato il livello della piattaforma, Alessandra. Esagero? Io non credo.
    Valuto opere prime da un decennio, peccato che niente di tuo sia mai arrivato sul mio tavolo. Una storia deve risolvere un conflitto interno e uno esterno e i due conflitti devono essere legati. E tu lo hai fatto, di nesun altro racconto posso dire lo stesso. Qui serve anche sintesi e la capacità di cambiare strada a seconda delle votazioni, spesso cliccate senza riflettere e per questo ancora più difficili da gestire. Quindi serve abilità anche a scrivere le opzioni, bisogna prevedere con anticipo i possibili disordini che il lettore distratto causerà. Tu giochi a scacchi? Scommetto di sì, è l’unico modo per essere sempre tre mosse avanti e finire degnamente la partita.
    Sono d’accordo con Giulia sul fatto che dovresti continuare a pubblicare, sia pure un episodio al mese, perché leggere qualcosa di sensato e interagire con esso è assolutamente istruttivo. E sono d’accordo con Napo quando dice che tu potresti scrivere di cucina e saresti comunque seguita. Sai perché? Perchè i lettori hanno bisogno di ironia, di immaginazione e di imparare sempre qualcosa di nuovo. Ti invito a riflettere, se restare tra noi, sia pure in modo diradato, oppure mollare. E ti capirei se lo facessi. Però…

    • Mia, grazie.
      Ho chiesto consiglio a un “amico digitale” e lui dice che scrivere mi farà bene, quindi sì, Mia, lo faccio. Non garantisco il risultato, né la bontà dell’opera che vi propinerò stavolta, ma garantisco impegno e dedizione. Le tue parole sono troppo per me.
      PS Sì, gioco a scacchi. E bene.

  • Questa è la storia con il ritmo più efficacemente incalzante il montaggio più riuscito che ho mai letto in TI.
    I personaggi già dal primo episodio “bucavano” il web, Benson in particolare.
    Leggendo Benson, mi si rappresentava nella mia immaginazione George Clooney o, ancor meglio, Cary Grant.
    Anche la schermaglia polemico-amorosa sotto traccia è stata molto gustosa grazie ai dialoghi pieni di sarcasmo.
    Non mi sono soffermato e non ho approfondito le teorie scientifiche un po’ perché sono un pigro zuccone e un po’ perché ho visto che già qualcuno, che non li merita affatto ;-), avrà i relativi proventi economici.
    Però ho apprezzato il colpo di scena finale.
    Mi allineo a Giulia.og: please (!) don’t leave us.
    In bocca al lupo per tutto il resto: spero ti stia andando tutto per il meglio.

  • Mi sono commossaaaaa!! Oddio quanto mi dispiace che non leggerò più di Benson e Ciosky!! Chebello il finale, che brava che sei!!
    Hai persino chiuso il cerchio: uroboro. Così com’è iniziato, è finito. E spieghi perchè le immagini nel video erano schiacciate, loro si specciano nel segnale a specchio parabolico, sei troppo brava! Davvero, sai?
    Non solo avevi sollevato un sacco di discussioni interessanti con questo racconto, ma ci avevi dati dei personaggi realistici e ben caratterizzati a cui siamo riusciti a affezionarci e ora che ce li hai tolti… mi sento triste, sono sincera. Non so quanta gente ti abbia davvero apprezzata qua dentro, tu affronti argomenti un p’ complicati, però se stiamos empre solo a leggere storie tipo Beautiful, quando mai cresceremo?
    Alesdsandra, ma davvero te ne vai da the incipt? ma non puoi pubblicare quel giallo che dicevi a Max Lap e poi pure se fai una pausa tra un episodio e l’altro noi ti aspettiamo? C’è gente qui che pubblica ogni tre mesi, perché tu no? Tanto lo so che a te non ti frega della classifica, tu sai scrivere, per questo scrivi, non per ivoti,.
    Ti aspetto. Brava brava brava

    • Oddio, Giulia, quante parole!! Tutte solo per chiedermi di scrivere ancora? Lo farò, e poi comunque io lavoro con la scrittura, non è che riesca a tenerla fuori. Scrivere per me è esistere. Però non farmi tutti questi complimenti, non sono nessuno. ( C’è stato un certo Ulisse che chiamandosi “nessuno” ha fregato Polifemo e si è salvato…, per cui non credere che lo abbia detto per vittimismo, 🙂 )
      A presto, Giulia. E, davvero, grazie di cuore.

  • Ci mancheranno, il quasi omonimo del regista parigino e la donna dal nome impronunciabile. Brava Startari.

    (Naturalmente, come avevo previsto, non sono venuto a capo delle teorie scientifiche: ma in fondo devo solo occuparmi dello sfruttamento economico, no?).

    • Grazie di vero cuore! Dove devo spedire il plico con le equazioni sequenziali che illustrano le dinamiche spazio-temporali ottenute grazie alle binarie neutriniche? E dove, in seguito, mi accrediterai un anticipo? E per il contratto, che non dovrà avere nessun punto capestro – come tipico dell’italian-style – come ci accordiamo? Vengo a trovarti a studio domani sul tardi e ne parliamo? 🙂

  • Bel finale. Mi sono piaciute soprattutto le frasi di apertura e di chiusura. Anche l’imamgine della macchine schiacciate.
    La toria è un po’ complicata e bisogna restare sull’attenti per non perdersi dei pezzi, ma l’hai strutturata bene. Al prossimo racconto! Chissà se sarà sempre sul genere fantascientifico.

  • Per uno strano caso del destino, non ho dovuto aspettare per leggere il decimo episodio. 🙂 Prima di tutto complimenti per questa storia, mi è piaciuta molto.
    Se fossi riuscita a votare il nono episodio, avrei detto no. Perché secondo me non sarebbe stato possibile. Ammetto che il decimo episodio è stato un po’ ostico per i termini tecnici. Ma dopo una seconda lettura credo d’aver capito. Comincio a sospettare che le immagini viste da Benson all’inizio del racconto l’abbiano influenzato parecchio.
    Ho letto le tue risposte ai commenti precedenti, non posso che augurarti che tutto vada bene. Riposati, prenditi tutto il tempo che serve, così da tornare qui carica con una nuova storia da raccontare. Ciao! 🙂

  • L’effetto farfalla ha cambiato le cose per farle andare come dovevano…non si può cambiare il futuro, perché questo sarà sempre una conseguenza dell’effetto stesso. Almeno, io ho capito così e sono pure d’accordo…niente a che fare col destino, però.
    Alessandra, non mi dilungo coi complimenti perché mi ripeterei. Spero solo di poter continuare a leggerti, la tua scrittura oltre che piacevole è anche istruttiva. Complimenti tanti 😉

  • Che bel finale! 🙂 e finalmente quel romanticone di Benson (col panama nuovo) si è sciolto un po’! Solo una cosa, non ho capito (di nuovo?, penserai) l’ultima frase. Cioè che si ricollega tutto con il 1° capitolo.
    Ps: brillante come sempre 🙂

    • Grazie a te, Alessandra.
      La tua scrittura ha una grande forza. Solo pochi riescono a magnetizzare i lettori pur frastornandoli. È la magia di chi sa scrivere: potresti scrivere ricette di cucina o recensioni di hotel, ti seguiremmo ugualmente. Anche le tue bizzarrie – almeno a me sembrano tali – concorrono a fare di te un personaggio “altro”.
      Il conformismo di TI non fa per te, ma tu puoi fare solo bene a TI. Non sparire. Prenditi una bella pausa, ma ritorna.
      In bocca al lupo per la tua salute. E per tutto.

      • Grazie per queste parole, Roberto.
        Oggi mi hanno comunicato che l’operazione è prevista per i primi di Novembre. Un tempo infinito da aspettare. Non riesco a portare avanti altri progetti di lavoro perché richiedono troppa concentrazione e non ne ho. Pensavo di lanciare quel giallo che mi ero ripromessa di pubblicare come ultima storia su TI. Scrivere è l’unica cosa che mi aiuta a non pensare ad altro, ora. Però non posso garantie assoluta cadenza degli episodi. Cosa mi consigli?
        In ogni caso, grazie per la fiducia dimostrata alla mia scrittura. Un abbraccio.

  • Non so perché, ma credo sia l’episodio migliore tra tutti. La scrittura è precisa e veloce, un bel diretto di Sugar Ray, e come sempre è un gran piacere finire al tappeto per il tuo ennesimo buon colpo.

    Le teorie che sostengono la storia hanno sconvolto anche me, e lo dico in senso positivo: sono pieno di domande, e carico di aspettative per le spiegazioni che so ci darai alla fine.

    Ti hanno già detto che è uno tra i racconti più belli del sito?
    Sì, di sicuro, ma sono qui a dirtelo pure io. Chiamalo pure “eterno ritorno”. 🙂

  • Alessandra,
    mi ci sono incaponita, sai?
    Mi hai fatto venire una voglia di capirci qualcosa, che sono tre giorni che leggo e che cerco. Alla fine ho trovato un articolo che mi ha lasciata senza parole.
    No, non parla di campi neutrinici: santo cielo!, quelli sono solo per esperti; così – nudi e crudi- non si trovano nemmeno su wikipedia. No, dicevo, l’articolo che ho trovato mi ha aperto un mondo e se – come diceva Napo – scrivere serve a creare nel lettore una coscienza critica, devo dire che tu me l’hai risvegliata: la vita che si ripete. Potrebbe trattarsi di un’anima che torna dal passato? Che – per un errore ( un glitch periodico temporale, come lo chiami nell’episodio) – quest’anima abbia conservato memoria della vita passata e oggi la racconti per com’era? A conferma che tutto torna. La ripetizione dell’identico. No?
    Leggi l’articolo:
    Il bambino che visse due volte.
    http://www.lastampa.it/2007/07/17/esteri/il-bambino-che-visse-due-volte-Nu0aXJsK8e6wzDgZqUDHPJ/pagina.html

    • Ciao, Mia.
      Mi hai fatto sorridere, sai? Ti ci sei addirittura incaponita? E hai fatto impazzire pure Thommy, qui, che non aveva mai sentito parlare di reincarnazione… ehehehe, siete troppo forti! E chi è che ha parlato di “coscienza critica per il lettore”? Napo? L’uomo che parla attraverso le faccine?, ah! stasera mi avete proprio regalato il buon umore. Eheheheh…
      A parte gli scherzi, dài…
      No. Sono due cose diametralmente opposte.
      La ripetizione dell’identico è generata da una rete neurale dell’universo che attraversa i campi magnetici, statici, elettromagnetici dello spazio e del tempo. Energia che resta incisa nel vuoto cosmico, che non è vuoto, ma è ologramma di trascrizione e conservazione del passato avvenuto e replicato ciclicamente nel futuro a intervalli di tempo non regolari, ma abbastanza riscontrabili. Le binarie aiutano a calcolare le distanze, ma ci vuole tempo. E poi so che, detto così, è complicato.
      Il bambino che visse due volte, è tutto un altro campo. Molte persone in ipnosi regressiva hanno ripercorso tappe di vite precedenti, senza esserne consapevoli nel loro presente. Ma, a parte essere in molti a ritenere queste teorie semplicemente eretiche, non si hanno ancora dati certi su come questi fenomeni avvengano. Si parla di memoria genetica. In pratica non è che “quella data persona” abbia davvero vissuto due o tre vite, ma il suo DNA contiene le informazioni appartenute alle vite che quella persona ricorda. Spesso sono sopite, ma a volte emergono. La ragione non la conosco.
      Perciò diciamo, per sintetizzare, che la ripetizione dell’identico – a cui io faccio riferimento col mio racconto – è generata da una rete neurale cosmica; invece la memoria del passato a cui fa riferimento l’articolo che hai letto, potrebbe essere generata da una rete neurale genetica umana. Ma è tutt’altro argomento.
      Grazie per la dedizione. 🙂

  • Ammetto di essermi un po’ perso con tutti i paroloni di fisica, che, per quanto mi affascini, non ho mai avuto occasione di studiare in maniera approfondita.
    Fai, però, riferimento all’eterno ritorno, per cui colgo il senso.
    Ho votato né sì né no. Il mio parere è che… non lo so! I miei dubbi si rivolgono innanzitutto alla ripetizione stessa dell’identico. Umanamente, fatico ad ammetterla. La sensazione di star vivendo per la prima volta qualcosa è innegabile. E anche l’impressione di essere liberi nelle proprie scelte ritengo significhi qualcosa.
    In ogni caso, attendo la conclusione, sicuro di esserne ancora una volta sorpreso! E ti faccio i miei complimenti, perché sei comunque riuscita a catturare l’attenzione facendomi anche riflettere, ponendo domande. Non è certo scontato. 🙂

    • Ma c’è libertà, Francesco. Quello che dici succede, infatti. Fai ogni cosa per la prima volta, tutto è ancora da scoprire, sei libero di scegliere come agire. Quello che si replica non è il modo in cui camminerai, le cose che leggerai, le preferenze che avrai. No. Si replica l’effetto che queste cose avranno su di te e la conseguente causa/effetto che produrranno sul tuo destino. Fino poi a chiudere il cerchio.
      Te lo farò spiegare da Benson… ok? 🙂

  • Uroboro, eterno ritorno… se le teorie di Benson sono corrette (e io, in fondo, credo che l’uomo col panama sappia il fatto suo), devo pensare che tutto questo è già accaduto, e Grace ha già colpito Nadine, molte altre volte.
    Nessun effetto farfalla che non sappia di già visto: la risposta, quindi, non può che essere no.

    • Massimiliano,
      tu confondi la ripetizione dell’identico col loop temporale. Sono due leggi fisiche differenti. Non hanno nulla in comune, te lo assicuro. Però apprezzo il tentativo e soprattutto… lo apprezza Benson che mi ha detto di salutarti e di dirti che presto avrà un nuovo panama. 🙂

  • Non lo so,Alessandra.Credo che nulla possa cambiare la ripetizione dell’identico.Credo che si possa cambiare,attraverso fortuiti eventi,solo il modo in cui si arriva ad esso.
    Tu cosa ci dimostrerai? Attendo ansiosa questo finale.

    Ho letto che per un periodo non ci sarai,fai in modo che sia solo il tempo necessario, perché , tra che sei una bravissima autrice e una gustosa commentatrice,
    mi mancherai.

    • Tiziana,
      non credere: le cose possono sempre peggiorare.
      Quando si traccia un campo neutrinico si evidenziano alcuni dettagli sonori e visivi accaduti in tempi passati. Mettendoli a confronto con gli stessi luoghi e i successivi accadimenti, tutto si raddoppia. La traccia si sovrappone e, la seconda, diventa una perfetta eco della prima. Qui, troviamo la ripetizione dell’identico. Ma non tutta la traccia (lo spettro, come un elettrocardiogramma) è identica: ci sono picchi qua e là che mostrano sostanziali differenze. Irrilevanti ai fini complessivi della visione globale, ma significativi. Stanno a indicare che non tutto è assolutamente uguale, qualcosa è cambiato. Non abbastanza da sovvertire il destino, ma sufficiente per porsi la domanda: posso io, oggi, stravolgere questa regola matematica?
      La risposta è sì. Ma con nessuno degli elementi citati finora: nessun “effetto” fisico: né farfalle, né cascate, né domino…
      Posso farlo solo opponendomi di mia volontà. Per riuscirci devo prima conoscere per filo e per segno il passato, solo così potrò evitare di replicarlo nel presente. C’è chi dice che è pressoché impossibile. Io dico che è complicato. Ma niente è impossibile. Soprattutto se lo si desidera con forza.
      Davvero ti mancherò? Grazie di cuore.. Un Bacio.

  • Accidenti! Non dovevo leggere tutti i commenti qui sotto fino alla discussione sul ricatto ai lettori, ora non so più cosa risponderti! Ho scelto né sì né no: a me non piace scegliere bianco o nero. So bene che molte volte non esiste una via di mezzo, ma sebbene penso che qualsiasi evento o decisione possa influenzare in modo tangibile il futuro (sì), credo anche che l’universo, la vita o che dir si voglia viaggi su dei binari prestabiliti, con dei range che non si possono limitare (no).
    Con tutto questo casino in testa, che spero tu riuscirai a eliminare, ti lascio 🙂

  • Allora…premettendo che sono sempre stata una schiappa in fisica…io dico sì all’effetto farfalla, sì al fatto che un singolo gesto, un piccolo dettaglio per quanto insignificante, possa cambiare il destino, quindi sì, per me Grace ha ragione. Bellissimo racconto che ho riletto tutto in questi giorni liberi, non vedo l’ora di sapere come finirà. Come sempre mi piace molto il tuo modo di narrare, complimenti!

    • Grazie Francesca. Facciamo una scommessa?
      Sarà Benson a dirci se Grace ha ragione oppure no. Tu dici sì, io dico no. ( così però non vale, dici, eh?… lo so) 🙂 scherzo, dài.
      Se Grace ha ragione, basta spaccare una mela per ritenere che tutte le mele di domani saranno spaccate.
      Invece, se ha ragione Benson: la mela di oggi è spaccata, quella di domani può essere intera. A patto che le due non siano dello stesso albero.

      Bacio

  • sono uno dei pochi che ha scelto la terza opzione, che intendo come “forse”
    per quanto sia decisamente affascinante, non credo nell’effetto farfalla tout court, nel senso che se fosse vero implicherebbe che ogni aspetto del mondo e gli eventi che vi si svolgono siano completamente interconnessi, mentre io credo che la realtà (e noi stessi) siamo piuttosto ridondanti e che possediamo una certa inerzia; tutto questo fa sì che gli eventi possono essere ininfluenti o decisivi sul futuro, con tutte le gradazioni intermedie: sarebbe diversa la mia vita se oswald avesse mancato il tiro? non ne ho idea; sarebbe cambiata la tua vita se ti fossi chiamata francesca? probabilmente no; sarebbe cambiata la mia vita se quel giorno non fossi andato a pisa? certamente sì
    quindi non so se grace ha ragione o no, tu conosci la catena degli eventi e quanto questi sono intimamente connessi, solo tu potrai dircelo

    • Grazie del tuo commento, Ang, come al solito ponderato e interessante.
      Posso rispondere alle tue domande, se vuoi.
      Io, qui, cito “l’effetto farfalla”, sì, e alla domanda che pongo può non essere la giusta risposta. In pratica potrebbe non essere grazie a “farfalla” che l’evento cambierà. Per questo pongo una domanda, perché non è l’unica possibilità, “la farfalla”, che l’universo ci mette a disposizione. Esistono diversi effetti sui quali si dipana la materia, e tutti esercitano grande pressione sulle cose e su quello che noi chiamiamo destino: “effetto farfalla”, “effetto domino”, “effetto valanga”, “effetto cascata”. Alcuni di questi sono utilizzati in campo geopolitico, altri nel gioco, altri ancora nella creazione di prodotti tecnologici o negli esperimenti e nella ricerca medica.
      Quel destino che cambia grazie a un nome – mi chiamo Francesca invece che Alessandra – non può cambiarlo un “effetto farfalla”, no. Ma un “cascata” sì. Ad esempio. 🙂
      Sempre felice di averti qui.

  • Anch’io ammetto umilmente i miei limiti in materia, Alessandra! ^^ Qui si vede che sei su un terreno che ti è doppiamente congeniale, e per quanto abbia apprezzato come sempre lo svolgersi dell’azione, devo alzare le mani davanti a concetti di fisica che superano la mia attuale conoscenza (per quanto sia una materia che mi è sempre piaciuta). E visto che questa mia opinione non ti sarebbe servita a un fico, ai fini di scrivere l’ultimo capitolo, ho deciso d’impulso di votare no. Non chiedermi perché, ci sarà sicuramente un motivo quantistico per cui l’ho fatto! XD
    Ad ogni modo ti faccio i miei complimenti come al solito, qui si respira aria di Hard Sci-Fi d’eccezione, o forse stiamo leggendo l’inizio di una nuova teoria scientifica rivoluzionaria! ^^ Bravissima!
    Se poi alla fine, magari in un commento, ci scappasse una prosaica spiegazione degli elementi teorici più ostici, per non addetti ai lavori, la leggerò volentieri! 😀 A presto con l’atteso finale!!

    • Michele, ogni volta che ti leggo e che ti scrivo, sono contenta.
      Tu mi fai sorridere, mi trasmetti gioia. Saranno le storie che racconti, le cose che dici nei commenti, sarà la tua spontanea genuinità, ma non posso fare a meno di essere contenta quando ti vedo arrivare.
      Fine della divagazione….
      Te lo spiegherò bene, questo teorema, se davvero ti interessa. Qui farò del mio meglio ma… è sempre una storia… non è un trattato scientifico. Però quando vuoi, anche per mail.
      Grazie di esserci sempre. 🙂

      • Wow, mi lusinga e mi rende felice sapere di farti questo effetto, soprattutto perché la stima è reciproca! 😉 Sì, mi interessa davvero una spiegazione della teoria che sta dietro a questa storia, i meccanismi che regolano l’universo mi hanno sempre affascinato moltissimo! Tu prova a spiegarmela, quando ti va, io prometto di sembrare il più brillante possibile! XD Anche se credo che finirai con il sentirti come Lost che cerca di spiegare i loop temporali a Romeo Home! 😉 La mia mail è bardodoloroso@gmail.com, scrivimi pure quando vuoi! A presto! 😉

  • Complimenti vivissimi, Alessandra.
    Non è escluso che tu possa un giorno avvicinare l’opera geniale del grande Philip K. Dick. Lui era precursore incontrastato di espressioni scientifiche e scoperte tecnologiche oggi applicate o in fase di progettazione. Perchè ti dico questo? Perché trovo molto audace e interessante, sotto un profilo fisico-teorico ma anche quantistico, che tu abbia formulato una tua personalissima tesi sulla replicazione del tempo per identico associandola ai campi neutrinici. ( e per pignoleria ho guardato in giro, posso affermare che non hai copiato, per la miseria, te la sei proprio pensata tutta tu!) Potresti avere ragione, lo sai?
    E so, perché ho capito dove vuoi arrivare, che l’Effetto Farfalla non può cambiare questa teoria che hai messo sul piatto ( poiché secondo Einstein tutto si trasforma e nulla si distrugge) quindi la riposta giusta da dare è NO. E io ho riposto no, ma correggimi se sbaglio e l’ho sparata grossa eh, e ti faccio un in bocca al lupo per il giorno in cui metterai su carta questa teoria… (eheheheh) perché se avrai ragione tu….

    • E brava Mia.
      Dicono tutti di sì, quindi mi sa che… c’è un effetto farfalla anche nella mia storia… e perciò… mi comporterò come Benson che aveva previsto la mossa di Grace ( come io avevo previsto la votazione sbagliata) e sfrutterò questo cambio di rotta come un vero e proprio effetto farfalla. Leggerai nell’ultimo episodio e capirai. 🙂

  • Il mio parere è: non ne ho assolutamente idea…
    Le mie conoscenze in materia sono decisamente limitate rispetto alle tue. Spero tu abbia l’occasione di spiegarla un po’ più chiaramente anche ai profani e agli extra-profani… Ovviamente conosco bene parte di quello che citi, l’incomprensione cade solo sulla parte più tecnica, quella più ostica:

    “memoria congelata in linee magnetiche consecutive conservate nella materia”

    Sarebbe?!

    In ogni caso, la vera domanda è: come ha fatto Grant a urlare se gli hanno sparato alla testa?!

    ps: al di là della nozionistica, la storia è davvero ben scritta, ma se ti aspettavi che fossi triste per Nadine come è successo con gli altri, nel mio caso ti sbagli. Non ero assolutamente affezionato a questo personaggio, e la dipartita di Grant mi ha scosso già un po’ di più nonostante lo conoscessi da una settimana sola…

    • Hai ragione… Grant non poteva urlare colpito in testa… ho sbagliato.

      Nadine infatti non deve rattristarti, lei è parte di un disegno ben più ampio, che non finisce sulla torre di un faro, in un anonimo giorno di Agosto…

      Se la vita è ciclica, l’identico ha ripetizione, siamo tutti condannati a ripeterci. Ripetere gli stessi errori, le stesse leggerezze, ma forse… possiamo evitarlo. A questo servono i neutrini… te lo spiego nell’ultimo episodio… forse …ahahahah

      dài, amico spaziale, ascolta qua:
      https://www.youtube.com/watch?v=NQXVzg2PiZw

      • Mio Dio Alessandra, questo pezzo mi ha sempre fatto piangere… che bello quel film, trovo davvero che sia una pellicola eccezionale. A te è piaciuto?
        Questa canzone c’è in tutte le scene di forte pathos, come ad esempio quella finale quando loro vanno verso l’interno del sole e la terra invece riceve nuova linfa vitale… bellissimo, grazie davvero, stasera ne avevo proprio bisogno.

          • Bella… e questa versione era in “Kick Ass”? non me ne sono accorto. Tra l’altro, uno dei pochi film con Cage che ho apprezzato. Assieme a “Via da Las Vegas” (spettacolare), “The weather man”, The family man” e il bellissimo “Lord of war”.
            Ma non divaghiamo, “Sunshine” rimane una top five per i miei gusti. Sensazionale, devo rivederlo assolutamente.

  • Ho scelto il sì, ma confesso i miei grandissimi limiti. Non ho ancora ben compreso la tua teoria e questo mi ha un po’ reso difficile votare. Ho optato per la via del sì convinto che agendo sul passato si possa ovviamente modificare il futuro, anche se, ripeto, le mie idee sono piuttosto confuse. Ci regali l’ennesimo ottimo episodio sotto tutti i punti di vista, rinnovarti i complimenti lo sento davvero come un gesto spontaneo. Piccola nota dolente: non ho una foto che mi ritrae come avatar, uso un nickname (anche se lascia intuire la mia identità). Ho lasciato anche il mio indirizzo email nella biografia. Posso continuare a seguirti nelle prossime storie o dovrò cambiare qualcosa? La mia opinione conta un fico secco ma onestamente, quando ho letto “ricatto ai lettori” non ci volevo credere. Roba che nemmeno Orwell poteva pensare.

    • Ti svelo un segreto, Giulia: non esistono gli universi paralleli.
      sssssttttt però non dirlo a nessuno…. 🙂
      No, sul serio, se esistessero, la tesi secondo cui la vita è ciclica, si annullerebbe. e con essa una buona metà di survey di fisici e matematici.

      Poichè la ripetizione dell’identico non presume due rette parallele ma la stessa ripetuta e avvolta su se stessa. Mi capisci?

      Però ci sono anche quelli che la pensano diversamente, eh, non lo nego.
      Grazie di essere qui.

  • Ciao Alessandra, nonostante il mio esilio (volontario) da TI, continuo a seguire con piacere le storie che avevo iniziato a leggere, molte delle quali, si stanno purtroppo concludendo. La tua è una delle migliori e, leggendo i commenti precedenti, vedo che siamo tutti concordi nell’affermare che sei una professionista della scrittura e il livello di ciò che scrivi è alto. Questo capitolo è ricco di azione e di colpi di scena, chiudi con una bella domanda, tra l’altro: l’effetto farfalla su cui spesso si è soffermata anche la produzione cinematografica, sfornando ottimi thriller-fantasy. Ho risposto in modo affermativo alla domanda, più che altro perché mi piace pensare che ciò che viene fatto non è fine a se stesso, ma produce echi di portata indefinita. E che a volte tornano indietro (effetto boomerang) e ci devi frare i conti. Mi complimento di nuovo con te per averci regalato questo splendido pezzo di letteratura, non ho seguito bene tutti i discorsi sui nickname, ma tanto il mio è reale e tangibile. A rileggerti!

    • Angela, molla l’esilio e torna.
      Inventa ciò che vuoi, sei brava, non avrai difficoltà a catapultarci in un nuovo ranch, un grattacielo, un ossario maya o un sepolcro anitdiluviano. Chi, come te, è portatore di invenzioni, mai dovrebbe allontanarsi a lungo, ché spegne il lume della speranza in noi poveri affamati di sogni. E ci costringe, soli, a vagare lì dove non c’è più il sole.
      Vabbè, dicevo… torna tra noi! Ti aspettiamo. Io ti aspetto.

      • Cara Alessandra, il problema è che il 90% dei lettori, su TI, sono in realtà autori che pubblicano a loro volta. Ricevere molte preferenze, singifica dover ricambiare centinaia di visite e questo mi porterebbe lontana da progetti a cui invece tengo molto e che ho purtroppo trascurato.
        Non è escluso che torni in futuro, al momento, però, preferisco privilegiare altre iniziative che mi sarebbero precluse se mi impegnassi di nuovo con un racconto a puntate. Senza contare che a me piace scrivere di getto, non amo dover attendere una settimana per postare un nuovo capitolo, rischio di perdere interesse per il testo. Sono contenta di aver postato il western, era un genere nuovo per me, ma adesso voglio riprendere le vecchie abitudini, senza interferenze. In futuro, chissà.
        Un caro saluto.

        • Sai, Angela,
          quando le mani tremano, carenza glicemica, non puoi scrivere… non puoi spingere sui tasti. Ma di solito… nemmeno li guardi, conosci a memoria la posizione in cui sono ubicate le lettere, e così non fai errori; a meno che le dita non finiscano inavvertitamente sul tasto successivo o sul precedente… Tutto questo, superare i tremori, le convenzioni, i limiti, la paura di non essere mai abbastanza, la spinta emotiva di dire a tutti quello che non dici mai a nessuno, tutto questo – dicevo – è scrivere.
          Fallo e basta, senza porti troppe domande su “chi viene a leggerti, chi ti regala un punto e a chi devi andare a cotraccambiarlo”. E fallo quando vuoi, quando ne hai bisogno, non ogni sette giorni o dieci.
          Fallo e basta, perché lo zucchero sale anche senza averlo messo sotto la lingua per non svenire; perché hai detto quello che di solito ti resta in gola; fallo per quella sola persona – una sola, magari – su trecento che fanno punteggio…- che ti avrà davvero letta, ti avrà davvero ascoltata.
          E credimi, non è un gioco. Questo è più di quanto otterrai al ristorante con gli amici che – delle tue parole – avranno sentito solo il ronzio, per tre inutili ore.
          Torna. Ti aspetto.

          • Cara Alessandra, c’è molto sottotesto in ciò che hai scritto e io l’ho colto, anzi, ha toccato certe corde in disuso che che stanno lì, da qualche parte, nel profondo.
            Io non smetto di scrivere, mi serve per tenere aperto un canale con una parte di me che ho celato per troppo tempo diventando una persona apparentemente fredda e determinata quale in realtà, non sono.
            Si scrive perché non si può fare altrimenti, non importa dove. Buona vita, Ale.

    • Ascolta, Locullo:
      divideremo, sì. Ma tu devi capire cosa stai comprando, devi capire in cosa stai guadagnando… non puoi fare come lo struzzo e pensare solo ai ricavi.

      Ecco:
      https://www.youtube.com/watch?v=F1ctv7Thtw4

      segui attentamente questa musica e queste note sospese… ti spiegheranno per filo e per segno cosa stai comprando.
      In pratica, ti spiegano la natura ciclica e l’utilizzo dei neutrini… ( e non è uno scherzo) e poi, dopo che lo avrai ascoltato, rispondi a una domanda:
      tu, saprai danzare con l’universo ciclico? Ci credi, se ti dico che è una sinfonia?
      Cannocchiale, notte fonda, punta a nord e osserva: vedi che brillano? Non è un pulsare, è un tango.
      Grazie di sopportarmi. 🙂

  • Intenso e anche denso. Autoironico, quando a parlare è Grant (poi però lo punisci). La tua teoria non è ancora chiara, sai che molti non capiranno e pochi condivideranno, ma non importa. Non t’importa.
    Voto per il sì. È il paradosso del viaggio nel passato: se torni indietro nel tempo, potresti uccidere tuo nonno e quindi negare il tuo stesso presente.
    A proposito: abbiamo ucciso le nostre protagoniste, nello stesso momento. Un’ulteriore conferma delle nostre affinità di fondo (sarà perché abbiamo un background simile?): siamo due provocatori, non assecondiamo i lettori, non li blandiamo nei commenti. Che ci facciamo qui?

  • Grande Alessandra!
    Finalmente il nuovo capitolo e con sorpresa… me li hai ammazzati tutti! 🙂
    Ti dico che ho votato per il no.
    L’effetto farfalla cambia gli eventi futuri, sì. ma qui le foto arrivate alla NASA parlano chiaro, loro sono nella foto in una via di una città… significa che prima o poi ci arriveranno. Non so cosa ti inventerai per questo, dato che l’hai uccisa, ma mi sembri abbastanza intelligente da aver calcolato anche questo, non puoi aver dimenticato il primo episodio… quindi hai un piano e io sono qui ad aspettare di vederlo sul piatto nell’ultimo episodio! Per la miseria… Grant mi piaceva… uffa.

  • Sì, può essere interrotta…in base alla mia esperienza di vita che basta un nonnulla per cambiare tutto (lo so, fa ridere come la semplifico io, ma già ti ho dimostrato che non so andare oltre a questo e già mi sono sforzata 😉
    Però abbiamo avuto due perdite due…a meno che la bella Nadine non sia morta…

  • Ciao. Speravo avessi pubblicato un nuovo episodio, stavo leggendo due racconti e sono passata da te perché ultimamente non mi arrivano le notifiche. leggo le tue rimostranze e ti invito a mollare l’osso. Siamo nell’era dell’anonimato, adesso più che mai, fattene una ragione e ricorda che – come accade leggendo te – basta leggere per capire chi hai davanti. Se una persona è valida, di spessore, lo percepisci pure se non l’hai vista in faccia. Che poi… l’aspetto fisico visto in foto è sopravvalutato, la bellezza è movimento, espressioni, gestualità. Che te ne fai di una foto e di un nome proprio?? 🙂
    Voglio gli ultimi due capitoli!!!

  • RISPOSTA DI UNA LETTRICE: 🙂
    Comprendo appieno le tue rimostranze e , come dice giustamente Boost, è lecito che tu le faccia. Sarebbe bello conoscerci tutti, poterci consultare, imparare gli uni dagli altri. Però spesso ci sono ragioni che esulano dal puro e semplice collaborare e che spingono le persone a inserire avatar e pseudonimi per le più diverse situazioni. Io personalmente sono una professionista del settore, seguo qui diverse storie, anche se non partecipo attivamente e non inserisco commenti. A te li mando poichè ho avuto modo di assistere a una tua conferenza e conosco il tuo excursus. So che interagisci con diverse persone qui dentro a cui scrivi in privato e che ti stimano molto, direi di accontentarti. 🙂 Poi sai, sono d’accordo su un punto sicuramente: molti professionisti leggono queste storie anche per trovare nuovi autori, così – sapendo chi le scrive – è più facile contattarli. Ma sono altrettanto sicura che, pur non avendo a disposizione i loro nomi, troveranno il modo di arrivare a loro, se lo scopo è la pubblicazione. Questo è un sito molto utile, certo, gravitano professionisti che leggono molte di queste storie, non solo quelle che sfiorano la vetta delle classifiche, ma proprio tutte le storie, anche quelle con zero incipoints. Perché il talento è dietro ogni angolo e bisogna saperlo cogliere. Tu sei una professionista, perciò affrontare con te un discorso di puro e semplice talento appare superfluo, soprattutto perchè sei tra quelli che invita allo studio delle regole di una buona scrittura creativa e che non si ferma all’ispirazione ma sa che, come ogni buona dote naturale, va curata per essere sfruttata fino all’ultima goccia. Questo sermone, che avrei potuto farti anche in mail, ho deciso di scriverlo qui poiché il mio invito ultimo è certamente a concludere questo tuo racconto che, per molti versi, possiede la scintilla – e tu sai cos’è.
    Al prossimo tuo episodio che spero pubblicherai quanto prima.

    • Sì, grazie, Mia. Molto chiara la tua posizione.
      La mia era solo una provocazione. Ho ricevuto quattro lunghe mail in merito, questa notte. Non commenterò qui, poiché ne ho parlato con loro, che ringrazio moltissimo.. anche per le generalità accompagnate da foto e codice fiscale gentilmente scannerizzati per l’occasione. ( hahahah) In quanto agli episodi rimanenti, ci sto lavorando.
      Come disse Forrest Gump: “Stupido è chi lo stupido fa, signore.”
      E io ogni tanto ci faccio, ogni tanto ci sono… 🙂

  • RICATTO AI LETTORI:
    Ho deciso,
    stasera mi ha preso così.
    Io non pubblico più niente se non vi vedo in faccia e non conosco i vostri nomi. E’ assurdo che un autore non abbia identità. E i miei lettori, che qui sono anche i miei autori, io non so neanche chi sono! Se non avrò facce e nomi entro una settimana, non conoscerete mai la fine di questa storia/scoperta. Può anche non interessarvi, ma io che la conosco già… ovviamente non ho problemi a tenerla per me.
    Detto questo… vi SALUTO! 🙂 🙂

    • Nice try, Startari. Una sorta di casting per selezionare un buon compagno di lettere…

      (Scherzi a parte, dissento. Innanzitutto sulla premessa maggiore: non è affatto assurdo che un autore non abbia identità. A meno di tirare lo sciacquone su una lunga – e notevole – teoria di pseudonimi e nom de plume.
      E nondimeno sulla conclusione: forse che con una fotografia e un codice fiscale puoi dire di sapere chi siano i tuoi lettori? Non credo ci sia bisogno di scomodare Pirandello e tutte le teoria delle maschere per smentire questo assunto.
      Dirò di più: c’è a parer mio molta più verità in un nick-name – per restare al glossario internettiano – che in un nome vero. Per capire, un piccolo aneddoto: tempo fa, frequentai un forum dove tutti gli utenti parlavano sotto la copertura di un nick : ebbene, tutti si sentivano liberi di esprimersi liberamente (altro che maschera!) ed era un fiorire di confessioni sorprendenti e sorprendentemente sincere. Quando i forumisti si conobbero dal vivo, il forum morì d’inedia, ipocrisia, convenienze e buonismo. Insomma, credo che la maschera sia quella che si indossa col proprio nome e la propria faccia molto più di quella che si mette con un nick).

      • “Mento per sentirmi quello che non sono. Mento per divertimento.
        Mento per dimostrare chi non sono, per disincanto.

        Mento e mi fingo quel che non sono e mai sarò,
        poiché non ho certezza di quel che dirò.
        Mento, si lo so. E poi, in fondo, perché no?

        Potrei dirti qui e ora chi io davvero sono, aurora.
        Tu risplendi vera e fresca sul mio davanzale
        Io in cambio mi nascondo dietro a un giornale,
        fingo di leggere, di non averti notata
        sei troppo anche per me, sei più di una giornata

        sei l’orizzonte pieno che dovrebbe destarmi
        e io, vigliacco vero, continuo a mascherarmi

        se fossi sole, arderei lo mondo , eh sì,
        per questo sono qui con la benda e il nome falso…
        non sono sole e né l’aurora, sono solo un uomo scalzo.”

    • Facciamo il gioco al contrario. Ti propongo uno pseudonimo da adottare: Turandot. Come avatar hai solo l’imbarazzo della scelta. Così potrò intonare: il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà. Ti conviene ammorbidire i termini del ricatto, con me non la spunti.
      Con l’unica lettrice-autrice che è riuscita a scoprire la mia identità, ho fatto in modo di rompere (garbatamente) i rapporti. Locullo mi è testimone e sa quanto sono maniacale nella tutela della mia privacy.
      Ebbene sì, mi vergogno di essere un “autore” e non amo affatto ciò che scrivo: sono un cumulo di banalità. Non voglio essere conosciuto e riconosciuto, non voglio aspirare a diventare uno “scrittore” (anche perché questo tipo di aspirazione, in Italia, si trasforma nel 99,99% dei casi in una pluriennale frustrazione). Io qui, e solo qui, gioco. Punto. Per giocare non credo sia necessario esibire credenziali, certificati anagrafici e cv.
      Puoi darmi del matto, ma tu non sei da meno.

  • Non so se sia un cliché ma credo che un contrasto sia alla base di tutto. E poi quelle virgolette mi lasciano pensare a tutto e a nulla. Altro ottimo episodio, che però rimanda ancora a numerosi quesiti sulla trama. Mi aspetto due capitoli piuttosto succosi 🙂

  • Io voto per far scatenare una “guerra”, anche se non è la maggioranza. Sempre per una questione di scelta coerente con la prosecuzione della storia. Perché non esclude né i morti, né l’idea di far recuperare a Benson quello che era suo.
    Anche se in ritardo complimenti per la copertina! I colori sono belli. Così come la scelta della musica per questo episodio.
    Devo dire che io avrei messo la descrizione dell’hangar, dove sono arrivati Benson e Nadine, all’inizio. Più che altro per capire per dove si trovano subito. Ma ciò non toglie che la storia sia avvincente. Non vedo l’ora di leggere il seguito. 🙂

  • Ho dovuto rileggere due volte l’episodio perché ho l’impressione che mi sia sfuggito qualcosa (impressione che non riesco a togliermi di dosso), come se mancasse un pezzo fra il sette e l’otto o all’interno dell’ottavo, soprattutto vedendo le opzioni che hai messo alla fine. Nel prossimo forse i miei dubbi si chiariranno. Di certo è sempre una lettura più che godibile 🙂 (ho votato per Benson che recupera quel che gli è stato sottratto)

  • Voto per la guerra, perché ci dovrà essere una lotta, in un modo o nell’altro.
    Un episodio particolarmente riuscito: scroprire di Grace è veramente un colpo di scena!
    E intanto il finale è sempre più vicino e mi domando come farai a far stare tutto in due soli episodi! (Me lo chiedo, ma so già che riuscirai! 😉 )

  • Gli hanno messo i punti senza anestesia? E poi si sono anche aperti? Alessandra! 🙂
    Anche questo episodio tiene incollati al video e mantiene alta la tensione.
    Visti i tanti colpi di scena a cui ci hai abituati, io non darei per scontato che Grace non sia veramente una “vecchia” fiamma di Benson (magari la donna è solo il doppio invecchiato della vera Grace proveniente da un’altra realtà).
    Altra tacca sulla parete delle conquiste femminili per l’uomo col panama?
    Considerato che con l’azione ci sai fare… guerra sia!

  • Un uroboro e proprio sotto la scapola destra,ti avverto ho studiato,ma aspetto gli sviluppi.
    Grace ha settantanni,brava Alessandra ,ogni capitolo ci suggerisce un’ipotesi e ne distrugge un’altra.Fiato sospeso fino al prossimo,per il quale voto che si scatena una “guerra”.
    p.s.bellissima foto in assoluta sintonia con la bio,stavolta.

        • Mah, in realtà non scenderò in dettagli sul tatoo nel prossimo episodio, ( con tutte le informazioni che dovrò dare in due episodi – legate alla scoperta scientifica di benson – ) non ho ritenuto di complicare anche questo: la scapola destra rappresenta il destino che deve essere compiuto, le azioni che vanno fatte – portate a termine. L’uroboro la vita ciclica, quindi le azioni del destino che vanno attuate e che si replicheranno. Però sei attenta come sempre. 🙂

  • Ogni volta che penso che tu abbia scritto il capitolo migliore, ecco che te ne vieni fuori con uno ancora meglio! XD Davvero ottimo, con un ritmo cinematografico e personaggi interessanti e ben caratterizzati! Bravissima come al solito! 😉 Ho votato perché Grace collabori, ma ripensandoci in un secondo momento forse la storia impone che ci sia un minimo di resistenza e che qualcuno ci rimetta le penne. ^^ Ormai il finale si avvicina e sono troppo curioso! XD

  • Mi è sembrato di aver visto un film d’avventura, tanto l’episodio è stato avvincente e “filante”. Ad un certo punto, mi ė parso anche di sentire un accenno di colonna sonora. I dialoghi sono felicemente efficaci . Bello il colpo di scena di Grace settantenne. Questo racconto avvince dall’inizio, ma in un progessivo cescendo di azione, come si confå ai racconti di avventura / spionaggio. Interessante anche la new entry del Albino, davvero cinematografica.

  • Azione e amore, la comunione maestra del buon racconto popolare mescolata alla tua penna sempre superba. Di bene in meglio, cara Startari.
    Mi aspetto un grande finale, perciò vedi di continuare così! 🙂

    Voto per Grace che collabora.

  • Credo che la collaborazione di Grace sia d’obbligo dopo quello che ha fatto a Benson. Lei lo ha tradito e derubato, forse per questo lui odia le donne e lavora da solo. adesso si è ritrovato con un’altra donna, Nadine, che si è rivelata una sabotatrice. ovviamente non può che essere sul chi va là, anche se la bacia. La bacia, e questo mi stupisce. Però ci sta tutto. Leggerti è un piacere, se fossi sulla carta di un bel libro, sarebbe meglio. Infatti non capisco perchè non sei nelle librerie, e invece c’è Fabio. Boh, vabbè.

  • Debbo ammettere che il tuo racconto è attualmente il migliore su The Incipit, scrittura di alta classe, il racconto è un crescendo di colpi di scena, per non parlare della scena finale, descritta talmente bene, che è facile calarsi nei panni dei protagonisti e viverla. Benson è un gran bel pezzo d’uomo e anche lei ha carattere da vendere. Tra le opzioni, Benson si lancia in un difficile recupero lasciandosi dietro qualche incidente di percorso.

  • Wow! Sono senza parole, veramente! Hai dato un sacco di infomazioni in questo episodio: i paralleli storici, la vita ciclica, l’uroboro, Grace lo ha derubato e ha settant’anni e poi cavolo IL BACIO! 🙂 Non so come tu riesca a condensare in poche battute così tante informazioni in mezzo all’azione che non stanca mai… sei veramente una maestra!
    Voto per Grace che collabora.

  • Benson recupera ciò che è stato rubato, ma qualcuno ci lscia la pelle…
    potrebbe essere Grant, dopo una bella azione di sangue, ma nessuno lo piangerà; Nadine, ma ormai si sono baciati perciò Benson un pò ci resterà male 😉 Benson no, non può morire, lui no. Grace? sì, sarebbe come Grant una vittima sacrificabile.
    Io non amo i baci di fine capitolo o fine film, ma è scritto talmente bene che non li disturberei mai. Sempre bravissima.

  • Ho preso una bella cantonata, stasera. Lei: carina, stile amami-e-basta. Io: ubriaco e ossessivo. Finisce che faccio il figo per difesa, tanto per non mostrarmi, e lei si spaventa e mi pianta. Per un momento mi sono chiesto cosa avrebbe fatto Benson. Grazie per aver riempito la mia vita di fantasie da super ego. Sul serio. Grazie. 🙂

  • Questo racconto – che mi ha tenuto compagnia per l’intera estate, senza essere da me ricambiato (ché facevo in tempo, sia pure spesso con grave ritardo, a leggere e votare, ma non a commentare, una volta perché chiamato da Alitalia, un’altra dal moccioso, talaltra dal profumo delle orate sulla brace) – questo racconto, dicevo, è proprio bello. E la sua autrice proprio brava, ché uno strumento sicuro per riconoscerne l’abilità è la capacità di tenere agganciati alla trama malgrado lunghi intervalli tra una lettura e l’altra.

    (Brava e tutt’altro che dimenticabile…).

  • Faccio i miei complimenti per la copertina: il racconto la meritava da un pezzo! Ma forse meritava qualcosa di più articolato… Insomma, sembra un po’ banale. Mi chiedo perché il grafico non contatti l’autore per un piccolo parere. Bravissima comunque Alessandra 🙂

  • ho votato per nadine, so che sono in minoranza, ma in fondo se benson vuole rivedere grace dovrà piegarsi a tutte le richieste dell’organizzazione
    devo farti i complimenti per la scrittura, a parte la scena alla macgyver non molto credibile e ad un controsenso (o ho capito male io?) su benson che appeso ad una fune la strattona tre volte, questo capitolo è scritto magnificamente, come tutto il racconto del resto

    • Ahahahaha, grazie, Ang.
      garantisco che l’estrazione del chip chicco di riso è fattibile, nulla di macgyveriano…. poi sai quando un uomo è alle strette, con la seria possibilità di essere ammazzato, un buco nella pelle è il minimo… farebbe qualunque cosa per salvarsi. 🙂 Al prossimo episodio, Ang!

  • Eccomi anche qui, recuperato il gap.
    Innanzitutto il voto: benson detta le regole, lui ha la corda dalla parte… “attaccata”, quindi mi sembra logico (oltre che sacrosanto) che sia lui a mettere i paletti.
    Ora le impressioni.
    Wow. Un ritmo crescente, capitolo dopo capitolo la storia si dipana per accartocciarsi subito dopo in un ciclo a spirale che sono sicuro si concluderà, come hai fatto già nel racconto precedente, all’ultimo capitolo.
    Alcuni passaggi sono meno… “lucidi” di altri, sempre tenendo presente il tuo elevatissimo standard però, ma è davvero roba da niente.
    Luc Benson è un personaggio riuscitissimo, a mio parere, che potrebbe meritare un “serial” di racconti scollegati, in stile X-Files per intenderci. Pensaci seriamente a questo.
    Per il resto… che altro dire?
    Ti seguo, e da ora cercherò di partecipare attivamente allo sviluppo della storia col mio voto.
    Ci vediamo all’ottavo capitolo.

    Giò

    ps La copertina… mmh… no, non mi convince affatto. Mi spiace ma questo racconto meritava un lavoro grafico più accurato. Se non altro per l’alta qualità che esprime.
    Complimenti per averla ottenuta, anche se meritavi di meglio.

    • Giò,
      ho letto la lunga missiva che mi hai lasciato in Buio Totale e ora questa, … non posso che ringraziarti per avermi letta e per le parole che mi hai usato. Spero di essere sempre all’altezza, nonostante i momenti di buio… 🙂
      La scrittura, così come la lettura, è per le menti sensibili che fanno di un gesto qualunque un evento straordinario. Perché di solito non si racconta l’ordinario ma lo straordinario. Per farlo bisogna essere in grado di riconoscerlo e trasporlo, per questo non tutti lo fanno. La vita straordinaria di un personaggio aiuta un uomo a sopravvivere nella propria ordinarietà.
      A presto, Giò. E ancora grazie.

  • Ciao Alessandra,
    ho impiegato un po’ di tempo a leggere tutto perché volevo dedicargli la giusta attenzione. Il tuo racconto mi piace molto, ho appressato il tuo modo di delineare i personaggi e alcune tue descrizioni. La storia è intrigante e coinvolgente, sicuramente merita un ampliamento (immagino che tu lo abbia già in programma, o sbaglio? ) Insomma, complimenti 🙂 Ti seguo anche io .
    ps ho votato per l’alleanza fra loro due.

    • Felice di vederti qui!!
      No, non amplio proprio niente… figurati. Sono alle prese col seguito di un romanzo pubblicato l’anno scorso… un tomo che risucchia tutte le mie energie. Non potrei mai mettermi a lavorare su Benson, qui lui esiste… e qui resta. 🙂

  • Leggendo il primo, mi sono ricordata che avevo già iniziato a seguire la storia e forse ho anche commentato. Ho recuperato il seguito e scrivi veramente bene. Inoltre noto originalità nella storia. Complimenti. Al prossimo episodio.

  • Situazione interessante, brava….accattivante…. ti scriverò in privato e ti spiego dei miei cani….Ah, il cane immaginario non è che io sono psicotica, l’ho creato per spiegare la situazione negativa sul posto di lavoro dove esiste il nonnismo,l’ostruzionismo, la maleducazione, la gelosia. Un triangolo perverso in cui vittima, persecutore, perseguitato si alternano nel loro ruolo subdolo e strumentale per far soccombere i più sensibili e quelli che nel lavoro ci mettono il cuore e l’anima…. Anche tu sei sulla stessa mia lunghezza d’onda, divergenze misogine di un ambiente di lavoro….bene.

  • Un’alleanza mi sembrava improbabile, per cui ho votato perché sia Benson a dettare le condizioni. Poi, certo, Nadine potrebbe ribattere e magari si raggiunge un accordo. Ma una vera e propria alleanza mi lascia perplesso… Sono curioso di vedere come gestirai il prossimo episodio!

  • Ciao stamattina ho letto in un colpo solo tutti e sette i capitoli. il genere non è il mio preferito infatti più che la trama mi ha colpito il modo in cui scrivi. Devo essere sincera leggendo spesso altri racconti qui su questa piattaforma ho letto anche moltissimi tuoi commenti/ critiche, e devo dire che stranamente sono più colpita dalla tua analisi critica e puntigliosa che non dalla storia in sè, ( ho scritto stranamente perchè forse è più facile che si verifichi il contrario). Ti seguo sperando che tu possa mettere a disposizione il tuo acuto punto di vista anche nei confronti del mio racconto. Tengo molto in considerazione le osservazioni costruttive da parte dei lettori, penso che possano essere molto utili a chi scrive. Voto seconda opzione. A rileggerti 🙂

  • Con il rischio di apparire banale, scelgo l’alleanza. Questo perché non riesco a capire chi sia in vantaggio, chi possa far prevalere le proprie condizioni. Piccola nota: avrai fatto felici molte lettrici strapazzate Benson 😀 ma immagino ti sia divertita anche tu, vai così!

  • Ho votato in minoranza l’opzione di Nadine, perché la via di mezzo mi sembrava troppo semplice. Ma vedo che la maggioranza ha scelto quella 🙂
    Alessandra, questo episodio è fantastico…non ti danno la copertina perché non leggono i racconti o perché sono pazzi (l’ho detto e me ne prendo la responsabilità).

  • Il problema è capire chi ha il coltello dalla parte del manico. Non sono così convinto che sia Benson, anche perché comincio a vedere doppio… stiamo sull’opzione di mezzo: alleanza.
    Mi chiedevo come potessi sopportare un personaggio così maschilista come Benson; adesso ho capito che stavi solo scaldando i muscoli, però nell’episodio precedente gli hai rifilato un cazzotto – un po’ a tradimento – per interposta persona, questa volta gli hai fatto parecchio male. Mi auguro non ci sia una terza occasione, altrimenti il nostro rischia di non portare a casa il panama.

    • Vero, Massimiliano! E poi ha perso il panama nel cunicolo, è senza sigarette, accoltellato, con gli occhi lividi per il cazzotto in faccia, mezzo sconvolto per Grace… l’ho strapazzato un po’, il nostro Benson. Come si fa con un personaggio che ha bisogno di cambiare… grazie di esserci.

  • Quasi non mi fai respirare con questo episodio.
    L’avrebbe lasciata ammollo sul serio,ma Nadine aveva un asso nella manica.
    A questo punto non ho più certezze. Nadine,Benson,organizzazioni non governative,marina….al settimo capitolo ho solo domande di cui attendo con pazienza le risposte.Una ,però te la devo fare:dove diamine ha Benson quel tatuaggio?possibile che mezzo nudo, lei non lo abbia ancora visto?
    Cercheranno di recuperare Grace.Non credo che Nadine abbia, da sola, il potere di liberarla.

    • 🙂 sorrido.
      Carissima Tiziana, il tatuaggio è una chiave di volta. Lo sistemo all’ottavo capitolo, come un buon punto di svolta che si rispetti e no, Benson non era affatto mezzo nudo. Aveva solo un fianco scoperto. Nadine non può liberare nessuno, in effetti, e ti dirò… lei sa molte cose su Benson, lo hanno studiato, lo hanno cercato per le sue ricerche sulle binarie, potrebbe aver bleffato… potrebbe sapere chi è Grace ma non averla. Insomma tutto è possibile. Grazie di esserci.

  • Mi ero perso il commento la scorsa volta, recupero ora riferendomi agli ultimi due capitoli assieme.

    A me pare che l’ascesa psicologica ed emotiva sia inarrestabile. Mi pare che al cuore di tutto, in fondo a ogni trovata narrativa, dietro ogni ricercatezza stilistica, a monte e a valle di tutte le teorie grammaticali e sintattiche che si vogliano addurre… al cuore di tutto, dicevo, solo una cosa conta: sto provando qualcosa?

    Io vedo un uomo e una donna, un samurai maledetto e una shapeshifter di vogleriana memoria che più di così non si può… e li vedo convergere, divergere, amarsi e odiarsi, cambiare e aprirsi…

    Io provo qualcosa. E mi capita di rado.

    Che bello ‘sto racconto.
    Fortuna che manca ancora una buona metà della storia.

    Grazie Alessandra.

    Il Fruscio.

  • Come al solito superba. Lui che si estrae il chip con una fibbia appuntita, davvero fantastico!
    Perché a te non ti hanno ancora fatto la copertina ?
    Si alleano per trovare un compromesso.
    Comunque ti dirò, mi sto innamorando di Benson, è proprio un figo.

  • Ti ho portata in parità, sorry. Si alleano per trovare risposte, secondo me. lei non è nella posizione di avanzare pretese e lui , se vuole rivedere Grace, non può tirare troppo la corda… quindi non possono che allearsi. Spettacolare questo capitolo… ne ho lette qui dentro di storie, anche quotate devo dire, ma spesso si ha la sensazione che chi le scrive non sappia davvero di cosa sta parlando, invece tu hai le idee molto chiare… su questo non ci piove. Bravissima come sempre.

    • Qui sono in tanti a scrivere e in pochi a leggere, purtroppo. Io sono sempre felice quando vedo un avatar che non pubblica ma che è solo lettore, perché significa che mi ha proprio scelta, non lo fa per generare uno scambio. Però anche chi scrive, legge. E’ un cane che si morde la coda. Grazie di esserci sempre.

  • Mi sono fiondato a leggere… Bell’episodio, molto “film d’azione”, evocativo. Non hai ancora recuperato del tutto la tua lucidità di scrittura, ma riconosco nuovamente lo Startari-style. La fretta di finire questa storia ti fa fare qualche mezzo passo falso che non è da te, come nel caso dello squarcio nella camicia che, a primo acchito, non si capisce se è di Benson o di Nadine. Un piccolo problema di leggibilità che solitamente non hai mai avuto. Mi viene un dubbio: non è che c’è una doppia Startari?
    I personaggi escono ancora più delineati (nella loro doppiezza) da questo episodio.
    Mi piacerebbe una Nadine ancora più “doppia”, quindi prima le binarie e poi, forse…

  • Chiama aiuto e stabilisce le regole.
    Questo capitolo mi ha fatto emozionare: forse perché odora fortemente di mare di salsedine, sento quasi l’acqua salata in bocca.
    La descrizione della Ciosky è tremendamente sexy! 🙂

  • Mi associo alla maggioranza. In due possono fare poco adesso. Se Nadine vuole sabotare tutto avrà bisogno d Benson, così come lui avrà bisogno di lei per capirne di più. E chissà fregargli tutte le informazioni e tenersele per sé. 🙂 Almeno è questo quello che mi immagino.
    P.S. Ho letto i commenti precedenti. Spero che tutto si sistemi in meglio per te.

  • Avventura interessante, anche se i protagonisti sembrano un po’ troppo “fighi” e ormai mi sono convinto che il vero cognome di Nadine sia qualcosa.
    Figurati se Benson molla la sventola (quella che ha preso in faccia farà male per un pezzo): se la porta dietro e poi si vedrà.

  • non sarò originale ma visti i caratteri in gioco direi che nel prosssimo capitolo benson si dedicherà a mettere i puntini su un bel po’ di i
    in bocca al lupo alessandra, spero che la partecipazione a questa piattaforma ti aiuti a pensare ad altro

  • Caspita e chi se lo aspettava da Nadine! Che non fosse esattamente chi diceva di essere lo immaginavo, ma il cazzotto …il dolore solo di Benson, che con disappunto inizia a piacermi, ma la sorpresa è stata anche mia . Brava Alessandra,una trama sempre più avvincente e una scrittura che rende perfettamente l’incalzare degli eventi.
    Per il resto,mi ha molto colpita il cambiamento del tuo…si dice avatar? che sembra cozzare con la frase che hai scelto.Mi affeziono agli autori che seguo su questo sito e mi spiace moltissimo che tu non stia bene.Coraggio Alessandra,la forza ai tuoi personaggi la dai tu,non puoi essere da meno.A presto.

    • Tiziana, sei una lettrice che spinge a scrivere. Io personalmente sono stata sul punto di mollare molte volte per mancanza di tempo, di entusiasmo e, non lo nego, tristezza che mi prende all’improvviso e cancella Benson e Nadine e il motivo per cui ho iniziato quest’avventura: raccontare una interessante scoperta planetaria. Una tristezza che è rispecchiata perfettamente nell’avatar – e ribalto con la citazione del poeta francese. Poi ci sono persone come te che mi ricordano che almeno per altri 4 episodi devo tenere duro.
      Grazie ancora, davvero. 🙂

      • Grazie a te Alessandra.Ho avuto occasione di dire che approdo su the incipit in veste di “parent control” e ci resto, superando tutte le perplessità di lettrice che ama toccare la carta e sentire l’odore del libro che legge,perché mi catturano alcuni autori e la straordinaria possibilità di interagire con loro durante l’elaborazione del racconto.
        Non sempre condivido i metodi ,le scelte e l’atteggiamento ,ma questo è facile per me che osservo dall’esterno senza nessuna fatica. Penso però che se alcuni autori smettessero di “giocare” e iniziassero a leggere e commentare sul serio renderebbero questo sito unico.
        Per quanto riguarda la tristezza,c’è una poesia di W.Withman che mi dedico quando sono giù e recita: Talvolta con uno che amo/mi accendo d’ira per paura di effondere un amore non corrisposto/ma ora so che non esiste amore non corrisposto/la ricompensa prima o poi arriva sempre/ho amato un uomo con ardore /e il mio amore non fu corrisposto/eppure per quell’amore ho scritto questi canti.

  • Io ho votato perché chiami aiuto 🙂 Mi è piaciuto molto questo episodio, sia le descrizioni ben pensate che la sorpresa sull’identità di Nadine! Mi ha entusiasmata 🙂
    Ho letto che non è un periodo dei migliori quello che stai vivendo, ti faccio tutti i miei auguri perché passi presto. Dopo la pioggia c’è sempre l’arcobaleno 🙂 Ti abbraccio

  • Mmm… quindi neanche il rude Benson è insensibile alle grazie della sua compagna, che però è (davvero!) molto più di ciò che sembrava…
    non mi sarei davvero aspettato questo colpo di scena, e in effetti spiega il perché del tunnel e di altre particolarità della ragazza.
    La storia diventa ancora più interessante: penso che la porterà con sé per saperne di più, ma stiamo a vedere ^_^

  • Un ottimo capitolo scritto magistralmente, in particolare ho apprezzato le descrizioni: Nadine e i capelli come liane, gli occhi grigio-illegibile e altri particolari che rendono la storia unica. Quanto alle opzioni ho scelto la più votata, una volta tanto voglio seguire la corrente. Il brano è volato via in un batter d’ali, come sempre accade con le letture piacevoli. Bravissima!

  • Stabilisce le regole e chiama rinforzi. Sei un’abile scrittrice, alessandra. Ho letto – anche se non le ho seguite- molte storie qui dentro e ha ragione Angela quando dice che sei una dea quando scrivi. Certo magari dipende anche dal mestiere che fai, però secondo me non conta tanto perché molti fanno mestieri che però non sanno fare davvero. Tu invece con la scrittura e con la trama sai giocarci bene,. sai dove andare a parare… mi dispiace che stai male ( sì, ho letto sotto) ma se scrivi così pure stando male… quando stai bene cosa fai??
    Ti seguo sempre… fin da buio totale.

  • Sospendo il giudizio. Questo episodio non sembra scritto da te, è meno curato.
    Ho letto altrove che hai altri pensieri per la testa, quindi apprezzo moltissimo che tu abbia comunque la voglia di scrivere e di curarti dei tuoi lettori.

        • Certo che puoi. “A Parma non c’è il mare” possiede un’introspezione drammaturgica notevole, pur districandosi su piani altalenanti di cliché e poesia che destabilizzano a volte, e a volte fanno riflettere, … per cui, in definitiva, hai l’autorità per sospendere il giudizio ma… siccome il tuo giudizio mi interessa, aspetto di conoscerlo.

          • È solo un’impressione la mia, non vuole essere un giudizio: è come se non fosse stata la solita Startari ad aver scritto questo episodio, è meno curato nel lessico e nella punteggiatura, c’è qualche refuso di troppo (anche divertente, come le toghe al posto delle doghe), anche se mantiene un ritmo incalzante che è inequivocabilmente tuo. Insomma, ho avuto l’impressione che tu avessi scritto il canovaccio e non lo avessi poi rifinito, vestito con lo stile che ti è consono, editato a dovere.
            C’è qualcosa di diverso in te e non è solo l’avatar. È solo suggestione la mia? Probabilmente sì. Per questo non volevo commentare…

  • Chiama aiuto… e con lei deve proprio stabilire delle regole, sì. Mi piace l’immagine che hai dato di loro, si mettono a nudo proprio quando stanno in mezzo al mare, fradici, coi vestiti che sembrano pelle e col sangue e il trucco scolati in faccia… mi piace che le persone siano disposte a essere vere solo quando non hanno un posto in cui nascondersi e la maschera che portavano è scolorita, deturpata, strappata via dalla marea. bravissima, come sempre.

    • Sì, è così che le persone perdono la maschera: quando sono colpite, percosse, turbate e non riescono a mantenere integra la copertura, non riescono a ricordare le bugie, non sanno più perché stavano mentendo… sentono solo l’odore del sangue che cola e il sapore di un liquido amaro che impregna le labbra… e le parole escono vere, sincere, perché sembrano non avere più niente da perdere…. a parte se stesse.

  • Come ho già detto in lungo e in largo, sto pian pian recuperando la marea di storie arretrate. Eccomi qui 🙂 A proposito di marea, ho votato per la fuga in mare aperto alla ricerca di nuovi alleati. Son sicuro che questi “amici” scovati in mare saranno fondamentali per la vicenda 😉

    • Di gesti altruisti Benson ne ha fatti nei confornti di Ciosky fin dall’inizio, in verità. Ha cercato di tenerla fuori da questa storia, per il suo bene. L’ha seminata, insultata, depistata, e poi salvata dall’affogamento e dalle mitragliatrici. Purtroppo non sa essere esplicito, oppure non vuole, e se la ritrova sempre tra i piedi… 🙂

    • C’è chi passa la vita a studiare il pianeta Terra, i suoi aspetti geologici e climatici e i suoi aspetti politici e religiosi. E poi c’è chi passa la vita a studiare gli altri pianeti. Chi fa questo è spesso un “fuggitivo”, uno poco interessato a ciò che accade qui e affascinato dall’ignoto, dall’universo oltre i nostri occhi. Benson lo fa, convinto che trovare risposte oltre l’orizzonte del sole, possa spiegare anche cosa accade sulla Terra. Grazie di essere passato. 🙂

    • No, Boost. 🙂
      Parti dal presupposto che il sistema binario sembra ormai assodato regolamentare quasi l’intero sistema universale, per cui anche le nane brune ( gassose, comunque) sono collocate tra le binarie. Ma non è il nostro caso… questo è un caso eccezionale di vita extrasolare di cui Benson ti spiegherà presto…

  • Bellissimo episodio…cinematografico.
    Confesso di aver beneficiato della tua replica al commento di Napo, per il resto Benson ci spiegherà tutto.Mi chiedo: ma il doppio freddo allora è dovuto al fatto che nell’universo freddo le binarie anomale producono a loro volta dei doppi?( Mi sono confusa solo a scriverlo) Se fosse così ci aspettano grandi sorprese

    Alla fine hanno abbandonato il laboratorio.Stavolta spero di conoscere gli alleati

    • Ciao Tiziana,
      è sempre un piacere saperti attenta lettrice. Grazie di essere qui.
      Diciamo che il discorso sul doppio e sul sistema binario è molto complesso e allo stesso tempo semplice, ma non si tratta di doppioni… per ora non posso dirti di più.. 🙂

  • Bel ritmo, ci voleva un po’ di pericolo. In fondo guardare in faccia la morte è il modo migliore per spingere due testardi a innamorarsi…. o sbaglio? 🙂

    Bello, brava. Io voto per farli fuggire in mare aperto.

  • L’universo freddo? Boh, questa è materia tua e non oso contraddirti. Sui prodotti petroliferi e sull’impatto ambientale invece sono ferrato, perciò mi permetto di evidenziarti che un canale di scolo per i carburanti sarebbe illegale. Vabbè – mi dirai – mica in Italia regna la legalità. OK, però il propano nella benzina non c’è, tutt’al più c’è del butano.
    Bel ritmo e… bel casino (in cui si sono cacciati i due, doppi anche loro).
    Ciosky chiama Manetti (& Roberts?).

    • Il butano? Oddio, Napo non essere fiscale! 🙂 poi sì, diomio, certo che ci sono canali di scolo illegali…oh! mica te lo devo spiegare…. eheheheh
      L’universo freddo è il sistema extrasolare. Come sai il pianeta Terra si trova all’interno del sistema solare, detto anche universo caldo, ma al di fuori di esso c’è un altro sistema detto extrasolare, definito freddo poiché inesplorato. Da poco si è scoperto che è anche doppio e viaggia su binarie anomale. Ma te lo spiega Benson. Ciao Napo!!

  • Capitolo intrigante, davvero. Anche grazie alle domande finali, la storia si fa sempre piu interessante. Pur sedotto da questi “invisibili”, voto per la fuga.
    E così il “multiverso” non c’entrava, eh? Oppure è un depistaggio… suppongo lo sia.

  • Al posto loro scapperei…ma forse sono gli “invisibili” che riusciranno comunque a fermarli 😉 sempre ben descritto; mi piace sempre questo personaggio maschile che compare nei vostri racconti, bello ma impossibile, misterioso con un terribile segreto alle spalle…ogni volta, malgrado la trama, mi immagino Gerard Butler che, in questo caso, indossa un panama e fa lo scontroso. Bravissima

  • scopriremo più in là chi sono questi invisibili, ora bisogna fuggire (era prevedibile che decidendo di agire da soli sarebbero stati pedinati); non ho scelto gli invisibili anche perché quelli che appartengono ad un corpo del genere (che ho letto poi si trattava di uomini in nero) tanto invisibili non sono anzi sono piuttosto appariscenti; personaggi del genere, invece, penso possano raggiungere i loro obiettivi solo perché riescono a confondendersi con la gente comune
    brava alessandra, senza nulla togliere ai precedenti, per me questo è il miglior capitolo

  • Dico che non resteranno lì a scoprirlo. Se poi, dalle divise, li riconoscono, allora è un altro discorso… 😉

    Mi ha incuriosito l’imbarazzo di Nadine quando Benson le ha chiesto da quanto è lì. E poi, trovo interessante l’ambientazione romana che hai scelto, sicuramente inusuale. 🙂

  • Mi piace il ritmo della tua storia ,mi piace il modo in cui ci stai facendo conoscere i personaggi,mi piace questo racconto.
    Ho sorriso quando Benson lascia inaspettatamente Nadine da sola con Lenz…per fumare,l’ho capito,ma questo non me lo farà piacere.
    Adesso,qualcosa sappiamo. Loro invece sanno più di quello che vogliono farci credere,giusto?
    Non possono scappare e lasciare in balia di non si sa chi il laboratorio di Nadine. Benson dovrà inventarsi qualcosa con gli invisibili.
    Brava Alessandra.

    • Grazie Tiziana…
      in questo luogo di scrittura viene sempre il dubbio: mi avranno letta davvero o avranno solo votato per una delle opzioni? Eh,eh, tu dimostri di aver letto, di seguire la storia. Io in merito a quanto si sa e quanto non si sa ancora, posso dirti che – per deformazione professionale – tendo sempre a rendere partecipi ed edotti i lettori di quanto ho scoperto io stessa, di informazioni che ho appreso in giro, studiato, anche semplici opinioni che mi sono fatta nel tempo. Perciò costruisco trame sulla base di notizie fondate, per lo più. Se seguite, alla fine danno informazioni, notizie interessanti; se lette al volo o per niente, restano solo racconti che affollano il sito. Non pretendo di essere letta, ma se qualcuno la fa sono felice di dare anch’io qualcosa in cambio del suo tempo: una notizia. Che presto arriverà. Grazie di seguirmi sempre. Al prossimo episodio…

  • Sono l’unico che ha votato per gli agenti segreti? Probabilmente sì. Pensavo che una svolta più da cronaca, più realistica, andasse bene per la tua storia e per la tua teoria. Evidentemente il ritmo serrato di questo episodio ha suggerito ai più di seguire il filone dell’azione e non del complotto internazionale.

    • Ti svelo un “segreto” collega,
      gli invisibili sono comunque agenti segreti, fanno parte però del settore scientifico, non civile. Sono i cosidetti Man in Black. Ci hanno fatto tanti film e forse le masse si sono convinte che siano frutto di fantasia, invece esistono e sono appunto “invisibili”. Chiaro che nel caso di anomalie cosmiche sono i primi a essere coinvolti nell’indagine. Tendono tuttavia a insabbiare, non è che fanno clamore.
      Io personalmente li ho inseriti poichè di default entrerebbero in azione in un caso simile che sfugge all’occhio attento dei militari con due scienziati e presunti tali che se ne vanno in giro a mettere in rete foto top secret… ma non sono per l’azione, in questo caso, si dovrebbe agire in sordina.. per restare vivi. Grazie di essere passato.

  • Direi che fuggono. E direi che le cose che hai volutamente lasciato in sospeso mi condanneranno a giorni di curiosità estrema.

    Chi è Grace, adesso? E il tatuaggio di Benson?

    Lasciaci soffrire un po’. TI è concesso.

    Ma poco, eh!

    Brava!

  • Da oggi ti seguo. sei proprio bravissima.
    Però volevo chiederti: le domande che hai impostato parlano solo degli agenti che li seguono, ma la storia di GRACE e del TATUAGGIO? che poi sono i due indizi che dai nell’episodio,… quando li spieghi? io voglio sapere…!!!

  • Wow! Mi ero soffermata sul tuo precedente racconto qualche tempo fa ma non ho poi avuto modo di seguirlo nel suo svolgimento (troppi impegni per leggere in pace, uff!)… così ora mi accingo a seguire questo! Devo dire che il tuo stile mi affascina, lo sento agli antipodi rispetto al mio e forse proprio per questo sono spinta ad approfondire la lettura!
    Voto lo sviluppo in segreto, nella speranza i due trovino una loro particolare complicità!

  • La caratterizzazione di Benson è sempre ottima (per caso il nome è un omaggio a Luc Besson), tutto molto convincente.
    Ora immagino che i due collaboreranno sfruttando le avanzate tecnologie militari (ma c’è il rischio che i militari li controllino, immagino) e spero venga spiegato a che livello il loro passato e futuro è speculare… ^_^

  • Puoi immaginare che sto capendo poco o punto delle teorie scientifiche che sottendono questo racconto: il fatto che lo legga ugualmente con molto gusto dà conto del fatto che sei assai in gamba a scriverlo.

    (E tuttavia, proprio perché non capisco un tubo delle teorie, punto tutto sulla liaison e voto la complicità del segreto).

  • Li separerei, ma vista la reticenza di Benson sarebbe un rischio. Nadine non lo correrebbe. Non resta che farli agire in segreto……se ci riescono. Il presente sembra il nostro….giusto? Dammi una certezza nell’attesa di conoscere la tua scoperta.

  • Alessandra, non saprei proprio cosa votare: da un lato le apparecchiature moderne potrebbero aiutarli parecchio, dall’altro agire in segreto rafforzerebbe il loro legame. E secondo me, prima o poi i due a letto ci finiranno comunque. L’abbiamo già visto, no?
    C’è una cosa che vorrei capire: come mai Benson è così avverso alle donne? Prima o poi ce lo dovrai dire…
    Non dividiamoli, facciamoli agire in segreto.

    • Ciao Boost.
      Qui si torna al caro vecchio rompicapo: è nato prima l’uovo o la gallina?
      Alcuni scienziati hanno risolto l’enigma, una volta per tutte. Prima l’uovo. Depositato da quella che era la specie precedente che, per evoluzione, nel tempo è diventata la gallina moderna. In fondo, se ci pensi, è scontato. Se non c’è uovo, non nasce essere.
      Questo per dire che il difetto fatale ( fatal flaw) di Benson è legato a filo doppio con il tema della storia. Ogni buona storia continene due plot principali, A e B , e di solito le relazioni amorose – quando si scive di missione – sono relegate al B. Ma i due elementi devono essere combinati o avrebbero la stonatura di un occhio nero sul volto pulito. Perciò Benson risolverà il suo difetto e noi capiremo la ragione di questa misoginia, quando anche il tema avrà preso via di definizione. 🙂

    • Danica hai una bella fantasia! In verità le indagini lontane da occhi che intercettano servono a trovare risposte per poi decidere arbitrariamente se renderle note oppure no. Prassi investigativa vecchia scuola, anche nel ramo giornalistico. Agire in sordina serve a preservare informazioni. Benson è un giornalista, la sa lunga. Pensa muoversi con cimici addosso che ti intercettano ad ogni passo, quando ti renderebbe insofferente…
      Grazie di essere qui.

  • scelta molto difficile, ogni opzione ha il suo perché. alla fine ho votato perché collaborino in segreto, anche se spero che lascerai a benson un po’ di indipendenza e di respiro, la strada per l’idillio con nadine credo sarà lunga e complicata; peraltro credo che anche nadine dovrà superare qualche ostacolo…
    brava alessandra, mi hai suscitato una grande curiosità!

  • Ho votato che lo faranno avvalendosi delle tecnologie militari, ma ormai è chiaramente fuori gioco.
    Ho letto i tre episodi e mi sono piaciuti molto, la trama è avvincente ed è scritto benissimo ma questo già lo sai 😉 capitolo per capitolo mi pronuncerò meglio, per ora ho solo gradito assai. Buona domenica

  • Non mi arrivano più le notifiche, ho segnalato la cosa al team di TI ma cerco di seguirvi lo stesso. Altro brano ben scritto e molto interessante. Hai uno stile maturo da cui si può solo imparare 🙂
    Quanto all’opzione direi che i due finiscono per collaborare utilizzando la tecnologia che gli verrà messa a disposizione.A te la tastiera 🙂 Brava!

  • Efficace anche questo episodio. Ho l’impressione però che stavolta tu ti stia concentrando più sulla trama che sulla forma, focalizzata come sei sulla tua teoria scientifica. Lo dico perché, a differenza del racconto precedente, il lessi e la punteggiatura sono meno curati. Non è da te. L’uso della virgola prima del “ma”, per esempio: non la usi prima delle frasi avversative, dove ci vuole, ma la usi in “piacevole ma non necessario”, dove non ci vuole.
    A chi non comprende questo mio commento (perché non ha il background giornalistico che abbiamo Alessandra e io) suggerisco di leggere “Piccolo manuale per scribacchini” di Antonella Senese, Libro Aperto Edizioni.
    Ho votato per l’opzione meno votata.

    • La forma è sempre al primo posto quando scrivo, Napo. 🙂 Poi è chiaro che refusi o dimenticanze possono capitare, in queste circostanze. Si dovrebbe avere accanto un editor perenne per non cadere nell’errore comune.
      (citazione) Oggi si tende a diradare i segni d’interpunzione e anche ad abolirli del tutto, talvolta per eccesso di raffinatezza, ma spesso per ignoranza.
      La punteggiatura (e ogni altro segno grafico di pausa) è comunque un elemento soggettivo, il cui uso dipende dall’intuizione, dalla carica emotiva, dalle predilezioni stilistiche dipendenti non solo dal mondo interiore dell’autore, ma anche dalle condizioni storiche del fatto espressivo. (fine citazione)
      In una battuta tra le virgolette, come nel caso Nadine con la virgola prima del “ma”, ho ritenuto necessario inserire un elemento di pausa, poichè quella non era narrazione ma battuta di personaggio e io ci tenevo che si leggesse la sua pausa. Altrimenti si poteva ritenere che Nadine avesse parlato di getto, ma lei non lo ha fatto, ha respirato tra una frase e l’altra. E i respiri, nelle battute, in sceneggiatura si inseriscono col segno / e se sono lunghi col segno //, in un racconto basta una semplice virgola.
      Sempre felice di colloquiare con te, anche se preferirei argomentassimo di storie e invenzioni piuttosto che di interpunzioni noiose! 🙂

  • So di andare parzialmente controcorrente, ma credo che indagare segretamente sia prematuro. L’apparato militare, oltre a non minacciarli in alcun modo (almeno allo stato attuale) potrebbe fornir loro tecnologia all’avanguardia e mezzi di trasporto. Poi più avanti la situazione potrebbe cambiare e potrebbe rendersi necessaria un’indagine segreta. A quel punto anche la relazione tra i due sarebbe a uno stadio più avanzato e risulterebbero piu complici. 😀 Ad ogni modo complimenti vivissimi per questo capitolo, Alessandra! Luc Benson è un personaggio memorabile e stai dando gli indizi con il contagocce, mantenendo sempre altissimo l’interesse! Sempre più curioso di dipanare la matassa insieme ai nostri due protagonisti! 😉

  • Credo che la potenza di questa storia sia tutta nella relazione tra i protagonisti. Nei difetti di Benson, e nella sua personale sfida di riuscire ad aprirsi a una donna per cambiare.

    Come si può separarli proprio ora?

    Io voto affinché indaghino insieme, e lo facciano coprendosi le spalle a vicenda, con l’uno che può contare solo sull’aiuto dell’altra. Io voto affinché indaghino insieme nella maniera più pericolosa, romantica e intima possibile: in segreto.

    Brava Star.

  • Ovvio che restano insieme e che lo faranno, per me, in segreto. Più intrigante. Ma dico “ovvio” perché se li dividi che senso ha tutto quel discorso sul NOI, ?
    Poi mi piace molto il modo in cui scegli i titoli… ogni cosa è DOPPIA.
    Bello questo episodio.

  • Brava Nadine.Teniamo gli ormoni sotto controllo e mettiamo a posto quel simpaticone di Benson(per un attimo in ascensore mi ero preoccupata).
    Questi due capitoli letti di fila mi hanno incuriosita,divertita e fatto venire voglia di continuare.Voterò che hanno ragione entrambi,perché Manetti ha fatto intendere presentandolo che il filmato era su pellicola in quanto proveniente da un posto dove ancora non era presente nessuna delle tecnologie a loro note, mentre l’altro filmato mostrava …..lo sai.Potrebbero essere realtà parallele.
    p.s.Personaggio interessante Manetti ,ma il Decamerone lo ha letto?

  • nessuno dei due; potrebbero aver ragione entrambi ma non c’è certezza: il primo filmato (su pellicola) si potrebbe riferisce al passato (si vedono “vecchie” auto elettriche e ad idrogeno), ma benson non è sicuro di riconoscerle, non è un esperto e poi sono stranamente compresse, che vorrà dire? d’altra parte la foto mostrata da nadine raffigura un uomo molto più vecchio di quanto non sia ora, ma l’identità è stata stabilita da un computer che ha simultato come apparirebbe il volto di quell’uomo dopo trent’anni
    non c’è che dire, ci sono tutti gli ingredienti per un racconto avvincente!

    • Ciao Ang, felice di trovarti.
      Non si vedono auto vecchie, sono apparentemente rivoluzionarie, invece, di quelle che qui non sono ancora in commercio. Tuttavia sembrano schiacciate, come se un’immagine concepita in quattro terzi fosse rilasciata in sedici noni… questa è la verità… questa è la risposta al rebus… ma va letta tra le righe…eheheheheh

  • Hanno ragione entrambi, anche se non so dire il perché! In ogni caso, sono sicuro che riuscirai a fornire un’ottima spiegazione. 🙂
    Sono curioso, poi, di scoprire meglio le ragioni del maschilismo di Benson. D’accordo che preferisca lavorare da solo, ma perché questa avversione verso le donne?

    • La sua avversione verso le donne è un fatal flaw del protagonista. Scoprire le ragioni e vedere se riuscirà a superare questo problema interiore farà parte del racconto… ma nessun difetto giunge a caso.. ogni caratteristica è legata in qualche modo al tema della storia… sei un ottimo ossservatore, devo dire. Grazie!

  • Uhm, sono davvero colpito? Non è facile giocare con le fanta-bubbole (se mi passi il termine) ma ci riesci in una maniera davvero convincente.
    Per come è posta la situazione, parrebbe che entrambi possano avere ragione, ma è molto interessante la sfida pregiudizi-competenze dei protagonisti.
    Sono certo che Saggitarius A abbia un peso sulla vicenda. Vai alla grande!

  • Davvero intrigante come inizio.
    Mi hai detto che hai fatto una ricerca personale e che hai scoperto qualcosa, questa storia quindi ha a che fare con tale scoperta?
    Voglio giocare io: il “futuro” non mi convince… cioè, potrebbe essere, ma lo spazio-tempo è relativo, quindi “futuro” è un termine obsoleto per descrivere una determinata posizione in questo frangente (che tra l’altro, è indeterminabile per la fisica quantistica, a meno di non compromettere la conoscenza sulla velocità).
    Ok, la smetto di buttare termini a casaccio: questa cosa puzza di stringhe e di “bolle”, di un multiverso. Tiè.

  • Mmm, gli elementi sono pochi, ma azzardo un’ipotesi, giusto perché lo trovo divertente. Universi paralleli. Tecnicamente dovrebbero esistere infiniti universi o un unico, infinito univeso che comprende tutte le possibilità. Ergo, da qualche parte un Luc Benson e una Nadine Qualcosa possono essersi incontrati e possono collaborare insieme già da anni. La frase del generale mi dà da pensare: “deve spiegare cosa vogliono da noi”. Suppongo che questo implichi una loro presenza nella nostra attuale realtà o comunque una loro “separazione” fisica dalle versioni locali dei nostri due protagonisti e che quindi non siano semplici proiezioni di quanto accadrà nel futuro. Quasi sicuramente mi sbaglio, ma in ogni caso ti faccio i complimenti per questa partenza eccezionale. Mi hai incuriosito moltissimo, soprattutto perché adoro questo genere di argomenti e tutte le possibili implicazioni delle nuove scoperte della fisica! Ti seguo come sempre! 😉

    • Non mi hai detto cosa hai votato, però…
      Sei l’unico che ha dato peso alla frase del generale Manetti. Uno che ti dice che i led non sono ancora stati inventati… lascia supporre che l’immagine non provenga dal futuro. Qui però tutti votano il contrario e si fa arduo spiegare il concetto scientifico quando la storia viene deviata verso una strada che non è quella della vera scoperta. Sarà quindi mia cura, e ancor più arduo compito, riportare poi nei binari giusti la situazione per svelare la teoria quantistica che ha generato il rebus di questa storia. Come sempre sei un acuto osservatore, un lettore attento, il primo che mi abbia letto e dato fiducia e per questo hai tutta la mia gratitudine. Grazie Michele.

  • Ti devo fare i miei complimenti, con poche parole sei riuscita a tratteggiare benissimo il maschilista Benson e l’emozione che prova Nadine “qualcosa”. Hai uno stile veramente invidiabile, ricco e coinvolgente, per non parlare dell’incipit che stimola subito la curiosità.
    La spiegazione più “sensata” che mi viene in mente è l’anomalia temporale, non so quanto sia accettata nel mondo dei protagonisti, ma voto per quella: ora sono curioso di vedere il crudo Luc costretto a interagire con la poco apprezzata signorina ^_^

  • Ottimo inizio. Apprezzo l’idea di partire da un personaggio interessante, e poi di calarlo in qualche casino! Intelligente la tecnica del suggerire fin dall’inizio il discorso dei doppi.
    E dio sa se non sono stato un fumatore amante delle attese…

    Sono curioso di andare avanti. Con Luc Benson che può ovviamente spiegare ogni cosa.

    • No, Locullo, credimi. Questa storia spiegherà qualcosa di molto importante. Sì, sono appassionata di astrofisica, scienza, fisica quantistica, ma la verità è che ho recentemente fatto una scoperta unica e ho deciso di trasporla in un racconto. La scoperta è per metà fondata, per metà “farina del mio sacco”. Qualcosa mi dice che un giorno la scienza mi darà anche ragione. Lo so, sembro esaltata, ma solo il tempo potrà deciderlo. 🙂

      • Non che sia particolarmente difficile vista la mia natura, ma se volevi incuriosirmi, beh, ci sei riuscita.

        (Solo, mi chiedevo perché ce la bruciamo su theincipit, questa scoperta. Considera la possibilità di fare un salto nel mio studio, prima di procedere col racconto… 😀 )

        • Sei uno scienziato? Perchè servono alcuni strumenti sofisticati per provarti la scoperta. Sì, si può provare. E sì, è gia stata testata cinquant’anni fa e poi insabbiata per tornare in auge nell’ultimo anno. Ma no, nessuno l’aveva vista sotto il profilo in cui l’ho sezionata io e che ha, ebbene sì, dato grandi risultati. E tu… che genere di studio hai? Perchè se sei un dentista… non credo potrai collaborare… 🙂

            • Allora, avvocato, facciamo che leggi dieci episodi e ti fai un’idea sostanziosa della scoperta… poi mi chiami e ci mettiamo d’accordo sulle percentuali e sulla eventuale linea strategico-difensiva che dovremo adottare nei confronti di quegli organismi militari operanti nel settore scientifico che mi ostacoleranno quando la scoperta verrà resa nota. Che ne dici? 🙂

  • La prima metà l’ho letta piuttosto volentieri! La seconda invece … se posso dirtelo, senza che neanche ti offenda visto che devo imparare pure io, collega di più. A me sembra che ci siano come dei salti delle volte o comunque non è sufficientemente collegato! Poi non so che dirà un altro! Comunque dal futuro ovvio! 😉

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi