G come Gaia

Dove eravamo rimasti?

Nell'episodio finale... Anche Dave viene condannato insieme alla professoressa per concorso in omicidio e violenza (50%)

Petali di Tarassaco

Sul davanzale si era posato un petalo di tarassaco.

Lo prese in mano e iniziò ad osservarlo da vicino, mentre faceva consumare la sigaretta. Era bellissimo, piccolo, bianco, trasparente e leggero come una piuma, lo aveva intrappolato tra le sue dita. Dopo qualche secondo inarcando leggermente le labbra, soffiò, liberandolo. Prima il petalo di tarassaco iniziò a svolazzare attorno a lei, poi si allontanò. Gaia lo seguì con lo sguardo e all’improvviso si rese conto di una cosa che non aveva mai visto in vita sua. Sembrava nevicasse, eppure non c’era neve sui tetti. Lo spazio tra il suolo e il cielo era ricoperto da miliardi di petali di tarassaco, sospesi, e immobili. Li vedeva in lontananza, li vedeva da vicino, attorno alle sue mani, attorno alle sue braccia e al suo bacino. Alla luce del sole brillavano come minuscoli diamanti incastonati in una corona.

Spense la sigaretta.

La porta di casa si chiuse con un rumore assordante. Scese le scale a quattro a quattro, voleva ammirare da vicino quello spettacolo mai visto prima. Ma una volta precipitatasi in strada non vide nulla, né per terra, né attorno a sé. Solo quando sollevò il capo li ritrovò. Ma ora erano troppo distanti. Troppo lontani da lei.
Ripercorse le scale, facendo i gradini di nuovo a due, a tre, a quattro alla volta.
Voleva contemplare quel paesaggio quasi mistico, quasi surreale, così si precipitò di nuovo sul balcone.

Loro erano lì ad attenderla.
In migliaia.

Piena di entusiasmo si sporse dalla ringhiera e guardò giù.

Osservava le persone che passeggiavano sotto di lei, quelle che parlavano al telefono, quelle che litigavano, quelle che ridevano.
Tanti corpi che si vedevano ma non si sentivano.
Tanti corpi che si scontravano ma non si incrociavano.

E mentre guardava quello squarcio di vita precaria, la sua mente, più forte del suo animo, all’improvviso tornò a farle le stesse identiche domande alle quali non era riuscita ancora a dare una risposta. E pertanto, quel fuoco di speranza che poco prima l’aveva bruciata, rendendola per un’attimo viva, si spense

Ossessionata da molteplici interrogativi, ossessionata dal dubbio di non sapere la verità, finì per farsi trasportare da quelle voci deboli e melodiose, che ad intermittenza continuavano a bombardarle la testa; a volte desisteva dall’ascoltarle, altre volte vi cedeva.

La vita continuava, i bambini crescevano, il tempo cambiava, ma lei non se ne accorgeva, si limitava solo ad emettere improvvisi e ingiustificati sospiri; lunghi e pensanti sospiri che facevano tremare l’aria del limbo in cui era imprigionata, limbo che esisteva solo nella testa di Gaia ed era invisibile al resto del mondo, oppure di fatto, limbo che esisteva in ognuno di noi.

Perché del resto, non è questo che facciamo ogni mattina quando ci svegliamo e ci guardiamo allo specchio?

In uno spazio vuoto e senza dimensione, lottiamo contro la vita.

Prese coraggio.

<<al tre…>> si disse

In fondo, era stata lei a mettere nella borsa della professoressa quella morbida e sottile catena che al centro presentava una targhetta placcata in oro rosa, sulla quale era incisa una data di nascita, e il nome di Valentina.

<<questa volta lo faccio..>> ribadì a se stessa.

Quel morbido e sottile braccialetto che aveva preso il giorno in cui era andata a casa della sua compagna di scuola, per scoprire cosa ci fosse nel doppio fondo del cassetto.

Quel morbido e sottile braccialetto che voleva tenere per ricordo.

Quel morbido e sottile braccialetto che sarebbe servito a ben altro.

Dave e la professoressa erano stati condannati. Finalmente il caso era stato portato a termine, chiuso e conservato in uno di quei vecchi archivi abbandonati. Insomma era stata fatta giustizia; eppure Gaia non era sicura di cosa volesse dire perseguire la strada della giustizia, probabilmente perché una strada per la giustizia non esiste.

<<ora>> sussurrò

Con il tempo le persone avrebbero dimenticato la storia, riponendola sullo scaffale accanto a vecchi libri solitari, mentre Gaia avrebbe continuato a sospirare per l’eternità.

<< Sono pronta >> disse ad alta voce

Poi finalmente, con gli occhi che le brillavano di felicità, senza più pensare, si sporse dal balcone e si lasciò andare, abbandonandosi a se stessa.

Ma qualcosa la bloccò ancora. Si. L’istinto a sopravvivere.


I petali di Tarassaco l’ avvolgevano, mentre il vento le scompigliava i capelli.

Riemerse dai ricordi.

Ora, un anno dopo, era a scuola, seduta al suo solito posto, in attesa di settembre. Sospirava nella speranza seppur fioca e quasi impossibile, di rivedere almeno da lontano, quel suo dolce incubo. Colui che aveva sacrificato per qualcosa di più grande: La custodia del segreto di una vita.

Passiamo tutta la vita a crearci

una rispettabile reputazione,

una rispettabile famiglia,

un rispettabile posto di lavoro.

Passiamo tutta la vita a recitare.

E quando emergiamo

per ciò che siamo veramente,

proprio in quell’istante,

ci rendiamo conto che,

niente di quello che abbiamo fatto

ha avuto senso.”

G

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336 Commenti

  1. lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
    bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
    complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
    baci e a prestissimo!!!!

  2. Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.

  3. Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.

    • ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo

  4. Voglio essere sincera, non te la prendere:
    innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
    Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
    Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.

    • Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
      Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.

      • Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
        Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
        A rileggerti.

        • Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
          Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀

    • Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah

    • Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
      Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂

  5. La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉

    • Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora

  6. Ringrazio apertamente il Team di The Incipit per la bellissima copertina.
    L’ impatto è avvincente, pertanto rispecchia a pieno la linea perseguita dal racconto medesimo. Benché le sensazioni forti e penetranti occupino a prima vista tutta la copertina, esse non rubano la scena al vortice di malinconia, paura e angoscia che incarnano la figura di Gaia in penombra.
    Per non parlare della scelta dei colori: il rosso e il nero, a livello cromatico sono colori altrettanto pieni ed esplosivi, colori che sussistono nella loro autonomia e indipendenza, ma che al contempo possono essere fusi tra loro al fine di creare una fitta trama di sfumature.
    Ben fatto e grazie!

    • Ciao Napo, grazie mille per il tuo intervento, molto gradito 🙂 Non saprei dare una risposta alla tua domanda perché sono iscritta da poco su questa piattaforma; tutto sommato spero che le cose stiano proprio così 😉 Ti aspetto per il finale, grazie ancora a presto.

    • Ciao Giulia, grazie mille per il tuo supporto! non sai quanto mi faccia piacere! Forse la copertina d’impatto può risultare un po’ triste ma del resto rispecchia perfettamente la storia e le emozioni che essa rilascia, tra le quali appunto la malinconia. 😀 ti aspetto per il finale! 🙂 grazie per il commento

    • Ciao danica, si si hai ragione per quanto riguarda Gaia, infatti non sai quanto è stato difficile, del resto chi legge una storia, me compresa, si affeziona al personaggio perciò se è buono tende a vederlo sempre nello stesso modo e viceversa. A presto

  7. Condanno la professoressa ma non Dave.
    Omicidio doloso? Credo non esista… forse intendi “volontario.”
    Non sono d’accordo sulle azioni di Gaia in questo episodio… non avrebbe dovuto interferire.
    Perciò brava l’autrice – tu – per aver creato un conflitto con la protagonista stessa. Non tutti hanno il coraggio di farlo.

    • Ciao alessandra grazie mille per il tuo commento! In effetti hai ragione, mi sono resa conto che quando si crea un personaggio è difficile fargli cambiare posizione all’interno della storia, in particolare quando compie azioni non marginali ma azioni appunto che, indipendentemente se positive o negative,potrebbero compromettere l’ andamento della storia stessa. Quanto all’omicidio, nel linguaggio comune o parlato se preferisci, si usa dire omicidio volontario ma nel linguaggio tecnico- giuridico si parla di omicidio doloso, l’articolo di riferimento è il 575 cp

    • ciao! in realtà penso che il tuo sia il secondo voto.. comunque mi dispiace per Dave alla fine cerca solo di proteggere sua madre, ” nel bene o nel male” ma del resto quel che è giusto e giusto.. vediamo come andrà a finire haha 😀 grazie per aver votato 🙂

      • E’ un piacere! Mi piace proprio questo racconto.
        Il voto non era per una sorta di giustizia, ma una karmica punizione della ragazza per aver “manipolato” i fatti; hai mandato il carcere il “cattivo” barando, paghi lo “scotto”

        • Penso che a questo proposito ci possano essere letture diverse, fino a che punto è giusto manipolare i fatti se si sa che comunque l’autore è colpevole anche se non ci sono le prove? e il contrario?
          Inoltre il discorso di fondo che porta fino a questo punto, e che a mio avviso è anche molto più complesso è: morale e giustizia vanno a braccetto tra di loro oppure no? diritto e giustizia sono la stessa cosa? oppure no? ecc.. ecc…ecc…

    • ciao, bene bene sono contenta haha 🙂 grazie per il voto e per il tuo commento, sai non pensavo di riuscire a trasmettere così tanta ansia anche nei miei scritti, forse devo rivalutarmi, oppure forse, sarebbe il caso di iniziare una buona cura a base di camomilla! xD 😀 a presto

  8. Ciao!
    Eccomi qui, come promesso.
    Ho votato per un Dave buono a conoscenza del reato della madre.
    L’erotico non è esattamente un genere che gradisco, quindi non lascerò commenti sulla trama. Però devo dire che hai uno stile gradevole, molto introspettivo. In alcuni passaggi mi ricordi alcuni Shojo Manga che ho amato particolarmente da ragazza. Complimenti!

    • Ciao! Grazie per il tuo commento per me queste parole sono importanti, e ovviamente non fanno che rendermi felice 😀 tengo molto in considerazione il giudizio dei lettori, in fin dei conti pur se indirettamente, si scrive anche per loro. Ti seguo anche io, a presto 🙂

  9. personalmente pensavo ad una registrazione, audio… non mi sono ricordato che siamo nel 2000…

    La storia prende molto, unire l’Eros al “Giallo” rende il tutto più intrigante, al contrario di molti racconti “erotici” in questo vuoi sapere cosa accadrà

  10. Io mi unisco alla minoranza, personaggio buona ma a conoscenza del reato. Io mi immagino un figlio che sa cosa ha fatto la madre, ma non condivide la sua scelta. Specie dopo la morte della ragazza.
    Io nel cassetto pensavo che avrebbe trovato una prova per incastrare la prof, nel caso gli fosse successo qualcosa. Ad esempio una registrazione audio.

      • Non sono un autore horror. L’ho già detto! Getto pensieri e li coltivo! Poi spero mi escano fuori brividi, paure, cadaveri, gole sgozzate, ecc. ecc. ecc. xD 😀

        Definirmi un autore horror è troppo! 🙂

        Comunque a me è piaciuto la descrizione di horror con quelle scene un po’ …. non ho neppure io il coraggio di chiamarle con quel nome, quindi diciamo FORTI,ecco, sullo sfondo di diario! La perfidia con cui la professoressa comandava la sua alunna della serie “O fai quella cosa o ti boccio” è magistrale! Un filino classico ma sempre d’effetto! Brava! 🙂

        Mi è venuto proprio qualcosa alla gola. E’ come se mi son ritratto su me stesso là e poi abbia scaricato il mio brivido partendo da là ed arrivando alle spalle! Ce la farai ad arrivare quindi fino all’addome lungo la spina dorsale ? A te la scelta, comunque, secondo me se prosegui e ti ci metti ancora un po’ credo (e temo) di sì! Bye-bye Vudi.loca! Ti auguro una serena domenica! 🙂

  11. Santo cielo mi scuso per l’errore di grammatica!!! quando ho scritto l’opzione sul personaggio cattivo l’ho modificata più volte ed evidentemente ho dimenticato di rileggere la versione finale dell’opzione! Non ho proprio visto, chiedo scusa ancora!

  12. Io ero convinto ci fosse una lunga lettera per Gaia in cui erano scritte tutti i suoi problemi.
    Ho votato perché Dave sia cattivo. Altrimenti suonerebbe troppo strano il fatto che si trovava a scuola proprio mentre sua madre si approfittava di Valentina…

  13. Per rendere tutto più torbido (e ci sta, nel genere Eros) Dave dovrebbe essere un personaggio negativo. E finiamola con tutto ‘sto buonismo di TI!
    Fila bene questo racconto, sempre più thriller.

    Mi aspettavo, non so perché, che nel cassetto ci fosse una scheda SD per foto digitali, sottile, facile da nascondere.

    • Ciao napo, grazie mille per aver votato e grazia ancora per il tuo commento! 🙂 hmm.. idea interessante, però se fosse stata una scheda per foto, dato che è piccola,forse sarebbe stato più semplice nasconderla direttamente tra i vestiti, senza usare un doppio fondo.

  14. Dave non può essere un personaggio buono ebello che non ha parte nella vicenda e che si limita a elargire fascino quando incontra la protagonista. Se così fosse sarebbe un personaggio inutile nella storia poichè la sua presenza non contriubuirebbe in alcun modo all’evoluzione della trama. Ergo: se proprio vogliamo farlo buono, ok, deve essere al corrente però del crimine e magari tacere per paura od altro. Perché nessun personaggio è mai totalmente buono o totalmente cattivo. Nemmeno nella vita.
    Per cui ho votato che sa del crimine.
    Nel cassetto avrei pensato a prove schiaccianti: un cellulare con in memoria filmati girati di nascosto delle malefatte dell’insegnante, foto incriminanti. Ma certamente non dei video veri e propri e non i suoi, di Valentina , che rilascia informazioni a livello diaristico. Poiché non sono prove schiaccianti ma possono sembrare solo deliri di una mente disturbata. Questo perché, penalmente parlando, c’è solo la sua parola. Ma le prove di quello che dice, dove sono? Un inquirente non le considererebbe prove ma tutt’al più indizi.
    Comunque… vai avanti, Vudi… 🙂

    • Ciao Alessandra, dunque in parte la penso come te in parte no. hai perfettamente ragione nell’affermare che i video non possono essere considerati prove schiaccianti, ma è proprio questo il bello della storia, come nella vita, anche qui, non sempre è tutto semplice, non sempre si hanno prove, e ancor peggio, non sempre si riesce ad individuare il colpevole. Per quanto riguarda il personaggio di Dave, è vero nessuno è mai totalmente buono o totalmente cattivo, però (e qui non la vedo esattamente come te) non credo ci debba essere per forza di cose, una connessione tra Dave e Gaia o tra Dave e la storia in sè, nonostante esso sia il figlio della presunta assassina. Questo racconto è improntato al verosimile e al realismo, e come nella realtà molte persone entrano nella nostra vita ed escono senza che noi ce ne rendiamo conto. Come per gli eventi, anche per i personaggi si possono delineare due teorie al riguardo: chi pensa che gli incontri di persone avvengano per un motivo (perché era destino, perché doveva andare per forza così) e chi invece ritiene che ogni cosa avvenga per un moto puramente casuale delle cose, insomma per 1 incontro casuale di circostanze. Poi sta a noi interpretare la realtà secondo un punto di vista o l’altro 🙂 grazie mille per il tuo commento ancora una volta molto profondo e accurato 🙂 a presto 🙂

      • Vudi, ognuno è libero di inserire nella propria storia “personaggi meteora” che arrivano e svaniscono senza lasciare traccia, se lo desiderano. Ma il punto è che farlo è un errore. Non secondo me, secondo le regole della narrazione. Si scrive di persone “straordinarie”, non “ordinarie”. Se la nostra storia fosse quella realistica di una donna che va al lavoro, a casa tutto bene, difficoltà con le bollette e con la febbre del bambino ma tutto sommato se la cava… dimmi tu, che senso ha scriverla? Cosa ce ne frega di leggerla? Ogni protagonista vive in un contesto realistico un’esperienza “straordinaria” e per questo è valso la pena raccontarla. Per “straordinario” non intendo che diventi Spiderman dopo una puntura di ragno durante una gita scolastica, non si pretende questo, ma che sia un personaggio che affronta le situazioni in modo diverso e per questo interessante da raccontare. E, in tal caso, le “meteore” che gli gravitano intorno devono avere senso, perchè di come la gente entra ed esce dalla nostra vita di solito, non interessa a nessuno. Ma di come un semplice incontro fugace ci abbia fatto battere il cuore più di mille altri incontri, sì.
        Almeno, secondo il vangelo di scrittura creativa… 🙂 ma ognuno fa come vuole, certo.
        Baci

        • Si in effetti le mie sono piu che altro considerazioni filosofiche. In ogni caso ti ringrazio per il consiglio sicuramente supportato (almeno da come mi sembra di leggere) da esperienza e pratica. A questo punto ho lasciato in mano ai lettori la decisione quindi vediamo insieme come va. 😀 grazie ancora 🙂

  15. Un capitolo molto bello e forte! Mi è piaciuto il modo in cui hai presentato le varie registrazioni: rendono molto bene l’idea!
    Voto perché Dave sia all’oscuro del reato commesso dalla madre e che sia un personaggio buono.

    Per rispondere alla tua curiosità: non immaginavo delle registrazioni, ma pensavo più ad un diario o a delle lettere.

    • Ciao! meno male, che sollievoo! non immagini..! avevo proprio timore di non riuscire a rendere l’idea dei video che si aprono e si chiudono, che vengono stoppati e poi riavviati..!! in effetti è più facile a vedersi che a descriverlo! 🙂 ahahh non sai quanto questo tuo commento sia importante per me grazie mille 😀 Aahhaa

  16. Sono riuscito finalmente a passare e a leggere tutta la storia fino a qui. Non è forse il mio genere, ma devo dire che hai costruito una storia decisamente avvincente! Apprezzo molto il modo con cui hai interpretato il genere, non come una scusa per scrivere volgarità, ma l’espediente con cui raccontare una storia accattivante! Sono molto curioso di scoprire cosa succederà nei prossimi episodi. Ho votato per un faccia a faccia con la professoressa (prima della fine, dovrà succedere!), ma sono anche curioso di scoprire il contenuto del doppio fondo.
    Ti seguo! 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo, non fa che riempirmi di gioia 🙂 🙂 🙂 ti ringrazio anche per aver votato, spero di riuscire a mantenere viva l’attenzione anche per questi ultimi capitoli che rimangono, dato che ormai siamo quasi alla fine! 🙂 e forse, credo che questa sia la parte più difficile di ogni racconto, in particolare il finale. 😀 a prestoo!! 😀 😀

    • ciao, grazie mille per il tuo commento, si l’intento sarebbe proprio quello di far apparire Gaia più adulta della sua età, dunque deduco che almeno questo messaggio sia passato! 🙂 meno male! aahha grazie ancora a presto 😀

  17. Letti tutti i capitoli tutti d’un fiato! Complimenti davvero, la tua scrittura non annoia da tanto è scorrevole, mi sembra quasi di conoscerla personalmente Gaia 🙂 Ho votato per l’opzione più probabile, ossia il doppiofondo. Dopotutto mi sembra la cosa più logica da fare anche se, da qualche parte del mio cervello, mi aspetto un colpo di scena. A presto per la prossima…D.

    • Ciao grazie mille non sai quanto le tue parole mi diano soddisfazione e mi rendano felice! 😀 😀 😀 😀 😀
      Ora, quello che hai scritto è molto importante per me ” mi sembra quasi di conoscerla personalmente Gaia” anzi direi importantissimo, perché credo che una delle difficoltà più grandi dinnanzi alle quali si trova uno scrittore, indipendentemente dalla sua esperienza in questo campo, è proprio quella di rendere veri i personaggi in primis, e poi di conseguenza, ovviamente la storia. Si devo dire che i colpi di scena non mancano in questa storia! ahaahah grazie mille ancora a presto 🙂

  18. Carissima, ho letto il tuo commento nel mio racconto e ho preso tempo per leggere i tuoi sette episodi e farmi un’idea per risponderti.
    Ecco cosa penso: tu mi scrivi che non sei un’appassionata di genere fantascienza e per questo non ci eravamo mai incontrate, io leggo che tu scrivi di eros e capisco le tue perplessità. Tuttavia, le cose non stanno così. 🙂
    Uno dei massimi esperti di scrittura creativa raccomanda a tutti gli scrittori ( romazi o film che siano) di non appartenere a nessun genere. Vedi, la settorialità di genere nasce per una comodità commerciale e pratica delle case editrici, si fa presto a trovare… si prima a comprare… ma il genere in realtà non esiste. OGNI BUONA STORIA CHE SI RISPETTI MESCOLA I GENERI. Nella tua storia, ad esempio, sotto la specifica di EROS, trovaimo anche: amore, avventura, giallo, azione e poi, sì, anche eros. Come vedi il segreto sta nel mischiare i generi. Tuttavia saperlo, esserne coscienti, non basta a risolvere il problema, ogni NODO deve essere SPECULARE in una buona storia. Il giallo che dovrai risolvere sull’omicio di Valentina deve essere connesso paradossalmente a Dave, o non avrebbe senso che tu lo abbia inserito nella storia. Dave a sua volta deve essere connesso alla professoressa e così via. I generi si mescolano, ma devono sempre collimare, come quando si mettono insieme i pezzi i un puzzle per comporre una figura.
    Infine, nessuna storia appassiona veramente senza sentimenti umani, che sia spionaggio, fantascienza, horror o eros, ci vogliono i sentimenti. Cosa che ci accomuna tutti. La prossima volta ti darò un consiglio sulla tecnica, per ora spero tu abbia colto. Ti seguo volentieri. ( ho votato per il cassetto doppiofondo)

    • Ciao Alessandra, scusami se rispondo solo ora.
      Dunque innanzitutto non posso che ringraziarti, in secondo luogo ti dico subito che sono perfettamente d’accordo con te, non c’è che dire, le tue parole sono profondamente vere, e pertanto non possono essere messe in discussione 🙂
      Come ti dicevo, tengo in considerazione ogni buona critica (indipendentemente se questa sia positiva o negativa) perché sono la prima che mette in discussione ogni cosa, senza dare nulla per scontato, e l’idea che anche i lettori possano apportare il loro contributo in questo senso non fa che esaltarmi !!!!
      In particolare devo dire che sono rimasta molto affascinata dalle tue abilità di analisi, credo che saper fare una buona critica sia tanto difficile quanto scrivere un racconto, e per ciò non è così semplice come sembra.
      Grazie mille di tutto davvero. Il tuo messaggio è arrivato forte e chiaro.
      Anche io ti seguo volentieri a presto 😀

  19. Il racconto inizio come un erotico piuttosto forte, poi però degrada sul giallo…. è una scelta interessante, ma se puoi, a questo punto ti conviene cercare di mantenere entrambi i generi in ogni episodio. L’esposizione e ben fatta, ed invoglia a leggere. Ho votato per un faccia a faccia con la professoressa erotico-(assassina?) 🙂

    • Ciao, innanzitutto ti ringrazio per il tuo intervento. Dunque premetto come ho già ribadito in un commento iniziale che non sono assolutamente 1 esperta di questo settore, infatti l’idea era semplicemente quella di mettermi alla prova 🙂 devo dire che grazie all’aiuto dei lettori stiamo costruendo insieme una storia a mio avviso molto avvincente e dinamica e l’idea di creare una trama particolare mixando due/tre generi (erotico/giallo/horror) così forti e per questo in un certo senso simili tra loro, mi piace molto. Ma a questo punto tu hai assolutamente ragione, perchè una volta deciso di coinvolgere più generi, questi dovrebbero essere presenti allo stesso modo in ogni capitolo. Diciamo che avendo un limite per ogni episodio diventa più complicato seguire questa linea, però se ci fai caso cerco sempre di inserire al di la degli eventi che occupano la scena principale e sono improntati più sul giallo, ulteriori elementi di sottofondo che rimandino alla sfera dell’eros, non è ad esempio un caso il nome della professoressa che ritorna quasi sempre 😉 a presto 😀

  20. Ok, finalmente ce l’ho fatta a leggere tutto d’un fiato questi sei capitoli!
    Mi piace molto il modo in cui sdogani il genere, introducendovi del nuovo e del diverso.
    Non capito mai, come ti dicevo, in questo genere perchè suole essere piuttosto ripetitivo e scontato. Invece tu riesci a renderlo interessante… quindi… ti seguo 🙂

  21. Questo capitolo mi è piaciuto molto, pieno di colpi di scena. secondo me dave è il figlio della professoressa, in questo modo la relazione tra dave e gaia sarebbe piu difficile da gestire. Speriamo vada cosi! al prossimo capitolo! Non vedo l’ora di rileggerti 🙂

  22. Anche l’eros non è il mio genere preferito ma vedo che gli hai dato una sterzata verso il giallo. Ottimo. Scrivi bene, anche se ti consiglio di evidenziare di più lo stacco fra la narrazione di Gaia e dell’autore. Ho votato per il detective. Ti seguo anche perchè ora devo sapere. 🙂

  23. Hai pasticciato un po’ tra formati e colori dei caratteri, tra “” è <>, tra refusi vari (schioccando le dite…), ma il tutto in sostanza regge.
    Non lamentarti se evidenzio gli errori che hai commesso: è il segno che ho letto davvero ciò che hai scritto, a differenza di molti che fanno solo pr, commentano per mettersi in mostra e neanche leggono.

  24. Arrivo in ritardo, perché poco interessato a questo genere. Ho recuperato i quattro episodi. Hai scelto una strada difficile, per l’argomento e per la gestione del narratore. Te la sei cavata bene finora. Ti seguo.
    Dave è la mia opzione.

  25. Ho letto un tuo commento ad una storia e ho deciso di venirti a leggere anche se questo non è proprio il mio genere,ma ho fatto bene: la scrittura è piacevole e ho letto i capitoli tutti d’un fiato. Ora ti seguo fino alla fine, se hai voglia vieni a vedere la mia e dimmi che ne pensi. Ps io ho votato perché vada a scuola facendo finta di nulla. Aspetto prossimo episodio!!!! 🙂

    • Grazie mille per aver votato e grazie mille ancora per questo commento,mi fa davvero molto piacere, sei stata gentile. Pensa un pò neanche io leggo Eros, nè tanto meno sono un’esperta di scrittura di questo genere. E’ il mio primo tentativo 🙂 speriamo vada a buon fine. Alla prossima ciao 😀

    • Grazie mille 🙂
      in effetti è vero ma prendendo anche spunto dai vostri suggerimenti, sto cercando di creare qualcosa di un po piu particolare rispetto alla classica storia genere Eros. Inoltre ho seguito il tuo consiglio e ho diminuito la lunghezza dei periodi. 🙂

    • Ahahhaha grazie 🙂 si lo so 🙂 Forse ti sembrerà strano ma per me questa è sempre una forma d’arte, un tipo di scrittura non dissimile dal thriller o dal romantico, il mio approccio non cambia a seconda delle scene o dei contenuti 🙂

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