La Bella e la Bestia – la maledizione continua

Il grande lago

Tutti, pensando alla favola La Bella e la Bestia, credono che la storia sia finita lì con il grande epilogo a lieto fine; ma si sbaglia chi è convinto di sapere il vero finale della favola…

Il castello era appena tornato al suo antico splendore sotto gli occhi meravigliati dei sudditi e di Belle, quella ragazza dall’animo buono e gentile che non si era fatta corrompere dai pregiudizi ed era riuscita, così, ad eliminare la maledizione. La rosa distrutta, i petali rossi rovesciati per terra e lo specchio scomparso insieme con le tenebre che ricoprivano in passato la maestosa fortezza e dimora del principe. Questi brandelli soltanto erano rimasti come traccia di una dura battaglia.
Sembrava un giorno felice, col cielo azzurrino, il sole primaverile e il cinguettio degli uccelli che sovrastavano le torri del castello sillabando qualche suono melodioso. La foresta folta e buia si lasciava attraversare ora dalla candida melodia di un grande specchio d’acqua dolce, dove si riusciva a percepire con il solo senso dell’olfatto l’odore del prato verdognolo e il profumo incontrastato dei fiori ed ancor più meraviglioso era scorgere dal balcone reale le vallate in piena fioritura al di là del lago: uno spettacolo fiabesco!
<<Primula, torna qui!>>
Ma oramai era tardi; la fanciulla era riuscita a scappare. Aveva spalancato le porte del castello; era andata via da quella vita monastica a cui era abituata. Si sentiva libera e leggiadra. Fece qualche saltello, poi una giravolta su sé stessa mentre tre farfalle colorate le danzavano intorno divertite. Continuò ancora avanti e si protrasse fino alla riva del lago dove si bloccò un attimo ad ammirare l’immensa natura che le era stata donata. Se ne prendeva cura ogni giorno, pur solo guardandola.
La cuoca di turno le correva dietro quasi impazzita, con il mestolo ancora in mano. Il sudore grondava lungo la fronte per irrorare poi tutto il grembiule bianco, ancora sporco di farina. Si tolse per qualche secondo il suo copricapo da chef e se lo strofinò grottescamente su tutto il viso inumidito. Rimproverò ancora una volta la giovane ribelle, ma questa non le pareva dare ascolto. Primula continuò, pertanto, in quel giorno così soleggiato, a marciare sempre dritta valicando a piedi nudi l’acqua gelata del grande lago, che non si presentava poi tanto profondo. Schizzava dappertutto per innaffiare l’erba e godeva nello stare lì ad eseguire piroette, bagnandosi il vestito di seta che portava indosso. Un passo. Poi ancora un altro, ed infine l’ultimo. Il lago era stato appena oltrepassato.
E, dopo aver compiuto l’ultima azione, si sentì come pervadere da qualcosa. Pareva di melma e le attorcigliò la caviglia in tutta fretta; il cielo parve ombrarsi di nero all’improvviso e il prato verdeggiante assopirsi in una morsa di gelo perenne. Pure il canto delle rondini si depravò nella cupa atmosfera e questa si era velata di un’iniquità quasi parcettibile. Le vallate parvero scomparire sotto il buio della notte e l’acqua mescolarsi ad esse.
S’abbatté tempestosa una folata di vento che tutto percosse e la cuoca, che era rimasta inerte fino ad allora, venne sconvolta insieme col creato oscillato dalla forza motrice del fenomeno.
Tutto tacque ad un tratto, come per magia e Primula, quella dolce signorina, era sparita tra le profondità inesplorate del grande lago blu.
La cosa melmosa aveva trasportato la piccola principessa giù, appoggiando in seguito il suo docile corpo su una distesa di sabbia gracile e fine. L’acqua lì era tiepida e di un inusuale calore, come se fosse inquinata.
I suoi sensi erano morti, lei pareva morta! I suoi begli occhi sbarrati la esiliavano dall’ambiente circostante e i suoi lunghi capelli setosi divisi in due da una riga in mezzo si confondevano con quei piccolissimi chicchi di rena. Il viso impallidito, forse perché scioccato dall’impatto quasi violento con l’acqua, si tramutò rapidamente, pur rimanendo restio. Acquisì nuovamente un chiaro colorito sulle due morbide guance, dopodiché anche le labbra si mossero e si atteggiarono in una smorfia quasi forzata. Le orecchie ripresero ad udire il silenzio tombale del posto e tutte le articolazioni ricominciarono a funzionare. Bisbigliò qualcosa in modo confuso e sbirciò poi da un occhio soltanto ciò che le stava sopra e lì, proprio in quel punto dove guardava, vi era acqua e null’altro. Schiuse meglio l’altro occhio, per spalancarli infine tutti e due quasi contemporaneamente. L’acqua non le dava fastidio alcuno. Doveva essere un’acqua miracolosa o dagli effetti magici. Forse colpita da una strana maledizione. Primula rimase ancora un po’ attonita sul manto sabbioso; in un primo momento, infatti, non osò girare lo sguardo verso altre angolazioni, e lo puntò severamente verso l’alto. Successivamente, lo spostò là dove non aveva ancora osato guardare e scoprì con grande meraviglia che vi era vita dietro di lei. Si alzò aiutandosi con la sola forza delle braccia e, voltatasi, analizzò curiosa ciò che le stava alle spalle.

Cosa si cela dietro le spalle di Primula?

  • Nota una strana rosa spinosa e pungendosi cade in un sonno profondo, nel quale vede una donna velata di mistero che le profetizza il fato. (0%)
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  • Dietro il fogliame sono imprigionati i vari personaggi delle favole tenuti in ostaggio da una potente strega. (20%)
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  • Dietro le alghe appiccicose si nasconde indisturbata una donna misteriosa che ritiene di essere la fata della maledizione della rosa. (80%)
    80
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61 Commenti

  • Credevo di essere uno dei più piccolini qui in giro, ma tu hai davvero bruciato le tappe. Complimenti! Smuovo un po’ le acque votando per il folletto. Seguo la storia, compatibilmente con la mia orribile linea internet.

  • Sono passato a leggerti dopo il gentile commento che mi hai lasciato. Che dire finora? Per quanto sia il seguito di una fiaba, mi pare una bella idea. Molto originale! Sono curioso di vedere che inventerai più avanti. Intanto aspetto la comparsa di un misterioso principe. A presto!

  • Bravo! Bell’idea quella di continuare una fiaba! In oltre è raro trovare un ragazzo della tua età a cui piace così tanto la scrittura, ma sopratutto che sa utilizzare un linguaggio abbastanza elaborato come quello che usi 😀 sono sicura che più scriverai e più migliorerai e affinerai il tuo modo di scrivere! 😉 ho votato per i personaggi delle fiabe, è la più originale, anche se per niente romantica :p

  • Bravo! Bell’idea quella di continuare una fiaba! In oltre è raro trovare un ragazzo della tua età a cui piace così tanto la scrittura, ma sopratutto che sa utilizzare un linguaggio abbastanza elaborato come quello che usi 😀 sono sicura che più scriverai e più migliorerai e affinerai il tuo modo di scrivere! 😉 ho votato per i personaggi delle fiabe, è la più originale, anche se per niente romanyi romantica :p

  • Bella storia! Usi oltretutto un linguaggio molto colto, bravo davvero! 🙂
    Io ho scelto la strega perché i personaggi femminili, quelli di carattere, in una storia fanno sempre la loro figura 😉

  • Voto per i personaggi delle favole tenuti in ostaggio. La donna ( Primula) è la tua protagonista, inserire da subito un’altra donna che ha potere nella storia ( vedi streghe e strane figure femminili) non mi sembra appropriato. Non amo il linguaggio aulico, ma leggendo la tua età mi complimento perché denota padronanza di linguaggio e maturità narrativa. Resterò a vedere se c’è anche la “trama”, che non è la storia ( attenzione ) è la “trama”. 🙂
    Bravo. Ti seguo.

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