Questioni di famiglia

Dove eravamo rimasti?

Marco è stato chiamato da uno sconosciuto. Cosa farà? Decide di fidarsi: si siede al tavolino (100%)

Marco e Ninì

Marco era spaventato. Ma era anche curioso, troppo curioso: nuovo in una città sconosciuta, aveva una voglia disperata di parlare con qualcuno. Abituato alle stranezze di madre sorella, non si faceva certo impressionale da un “normale” disperato da bar. Così, si sedette al tavolino, in attesa.

La faccia del vecchio fu spaccata da un sorriso, o da un ghigno: “Pazzo o coraggioso. Come tua madre, la Gianaria. Ti ho visto arrivare sai? Eri in macchina con lei”.

Marco ribattè, duro: “Annalisa non è mia madre. Mia madre si chiamava Serena”.

Ancora, il sorriso. Od il ghigno: “Si, guardandoti meglio sembri troppo normale. Lei era già strana alla sua età”. Lo stupore del giovane era evidente. “Si, conosco tua madre…ops, la tua matrigna. Lavoravo con suo padre, il Capitano Gianaria: un pazzo, perchè solo un pazzo poteva stare con Donna Assunta”.

Alzò tre dita, segnate dal lavoro e dall’età. “Tre figlie, hanno avuto, tre pazze. Carmela, la prima, ha ucciso la figlioletta e l’hanno spedita alla prigione dei matti, a Montelupo. La seconda, Assuntina, ha visto la Madonna, “ il sorriso-ghigno sempre più odioso, “ed è andata a fare l’eremita sul Monte Mutria. E la terza, Annalisa è andata al nord in cerca di un fesso”.

“Mio padre non è un fesso!” La pazienza di Marco era al limite: un altra parola e lo avrebbe colpito.

Questa volta il vecchio sembrò sorridere sul serio: “Tieni a tuo padre. E’ una cosa buona, dai. Facciamo così. Quando avrai bisogno di me, cercami vicino alla Chiesa di Santa Sofia e chiedi di Ninì. Ma preparati a pagare per il mio aiuto!” Il sorriso-ghigno era tornato, ed il vecchio era uscito, trovando in una tasca una vecchia sigaretta e chiedendo da accendere a due turisti inglesi piuttosto seccati.

“Stai tranquillo.” Marco si trovò davanti un bicchiere pieno di Coca-Cola ghiacciata: “Ninì è strano, ma non cattivo. Aveva lavorato per anni col Capitano. Poi iniziò a bere, bere pesante. Un giorno alla villa spari dell’argenteria. E Donna Assunta incolpò Ninì, licenziandolo. Da quel giorno non ha più trovato un lavoro stabile, e vivacchia. No, quello pericoloso è suo fratello Giobbe, ladro e violento”.

“Ma…la mia matrigna, sua sorella…E’ vero quello che ha detto?” La Coca ghiacciata aveva eliminato la rabbia, ma non la curiosità.

Il barista, saggio tra birre e salatini, si strinse nelle spalle: “Sono persone particolari, sensibili. Carmela non ha ucciso nessuno ed è stata mandata in una clinica per un esaurimento. Assuntina è sempre stata una ragazza devota. E Annalisa…lei è una pittrice. Perchè non vai alla galleria qui vicina? La porta verde laggiù, vedi? Ci sono dei quadri della tua matrigna, sono belli”.

“Ah, sei qui!” Brutta notizia: Lucilla l’aveva trovato. Buona notizia: sembra di buon umore. Ridendo, gli tirò il braccio: “Allora, fratellino cosa fai qui tutto solo? La mia amica Vincenza fa una festa, Dai vieni, così ti diverti e la smetti di fare il musone”.

Ancora una volta, Marco deve scegliere. Cosa farà?

  • Solo divertimento! Andrà alla festa di Vincenza? (0%)
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  • Andrà alla galleria d'arte, osservando i disegni e cercando di capire qualcosa di Annalisa (100%)
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  • Andrà a parlare con Ninì, vedendolo come alleato? (0%)
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22 Commenti

  1. Cari lettori, oggi si conclude il mio primo racconto.

    Spero vi sia piaciuto e spero abbiate voglia di commentare. Scrivetemi cosa avete apprezzato e (ancora più importante) cosa non vi è piaciuto. Grazie a tutti per la collaborazione .-)

    Continuate a seguirmi: entro metà settembre, inizierò il mio secondo racconto “Profondo Nero”.

  2. Oh santo cielo, sono confusa! Voto per la carica, mi sembra la reazione più istintiva… Che cosa ci stai raccontando? Temo di essermi persa. Per fortuna hai ancora due capitoli per sbrogliare la matassa e farci capire qualcosa. Aggiorna presto, mi raccomando!

  3. A livello letterario scrivi davvero bene, non c’è che dire. Ho divorato l’incipit e questi primi 6 capitoli alla velocità della luce. Hai uno stile scorrevole e incalzante e dei personaggi ben fatti, anche se appena tratteggiati. Mi ha stupita poi la naturalezza con cui in pochi paragrafi hai raccontato il passato del protagonista all’inizio, ci vuole maestria per farlo così bene.
    La scrittura presenta qualche problema a livello grammaticale e ci sono troppe “d” eufoniche, ma questo non mi ha fermata dal seguirti, perché la trama è interessante. Ti inviterei solo a rileggere con attenzione prima di pubblicare, per evitare refusi e vere e proprie mancanze all’interno delle frasi, che spesso si interrompono all’improvviso o hanno le parole mozzate, rendendo difficile la comprensione.
    Vedo che il racconto è vecchio di cinque anni, forse non hai intenzione di portarlo a termine, ma io voto lo stesso: “via libera”.

    • Valentina, ti ringrazio per i complimenti e (sopratutto) per le correzioni. Da oggi, cercherò di rileggere meglio.
      Grazie anche per il discorso sulle “d”: da solo, non l’avrei mai notato.
      Per quanto riguarda la continuazione della storia ho deciso di portarla a termine. Anzi, conto di offrire un nuovo episodio entro la fine di questa settimana.

  4. ehilà ho votato per : entrano senza permesso!
    Bell’inizio ti seguo,
    Vieni a trovarmi!
    So che il genere nel quale ho inserito il romanzo è un pò particolare, ma sto cercando di creare una trama che richiami anche l’ horror, (perché mi piace) e creare così un mix! se ti va dimmi cosa ne pensi e se ti piace l’idea.
    Grazie

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