Questioni di famiglia

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno i due ragazzi? Entreranno nella stanza riservata, anche senza permesso (67%)

Colore su colore

Non era stato difficile trovare la chiave: Lucilla era andata a colpo sicuro, aprendo il cassetto di un brutto mobiletto marrone.

Era difficile farla funzionare: o Lucilla era troppo debole, oppure la porta del laboratorio era incastrata, rovinata da anni di incuria.

In ogni caso, Lucilla spingeva e girava la chiave, ma la porta non si apriva. Marco decise di agire: una volta, si sarebbe spaventato, paralizzandosi in attesa della punizione, magari chiamando egli stesso il dottor Landruschis. Adesso, era molto interessato ai quadri di Annalisa, troppo per farsi fermare da una porta o da una serratura vecchia. Con un grugnito di sfida, unì la sua forza a quella della sorellastra, spingendo deciso. Dopo pochi minuti, la porta si aprì, lanciando un ultimo cigolio di resa.

“Ottimo lavoro…insomma”. Come al solito, Lucilla era ironica e pungente, ma Marco non poteva ribattere. Davanti a loro, uno stanzone semi-vuoto: al centro un tavolaccio ricoperto da una telo, ai lati casse piene di opere d’arte varie, accatastate senza molta cura. Il giovane si strinse nelle spalle: aveva forzato la porta, poteva bene superare un po’ di disordine.

La prima cassa fu una delusione: conteneva solo i dipinti di un pittore maschio, firma “Luca Gaetano”: gatti e cani, per di più realizzati modestamente.

Il primo successo nel contenitore seguente: sotto la scultura in terracotta di una torre, un dipinto   titolo e firma coperti dalla polvere: “Custodisci”e “Assuntina”. Tre bambine, i tratti del volto ad indicare parentela, dormivano in una stanzetta. Sopra di loro, un monaco dal saio scuro, il volto coperto da una cappuccio ma incorniciato da un’aureola.

“San Benedetto,” Lucilla parlava come se avesse la bocca piena di spilli, “la zia gli dedicava molte preghiere”.

Marco si concesse un sorriso: aveva ottenuto un successo, benché parziale. E poi, vedere la sorellastra in difficoltà era così raro, ma così piacevole!

“Ecco, questo l’ha dipinto mamma”. Immerso nella soddisfazione, fu riportato alla realtà dalla sorellastra.

“Le sue mani stringevano una piccola tela, mutata in campo di battaglia di tinte e pennellate.

Il soggetto generale era il volto di Annalisa Gianaria, con i suoi grandi occhi neri ed i capelli: tuttavia, tale volto sembrava diviso in due parti. Un volto felice, i tratti armoniosi ed i colori caldi, combatteva con un volto furioso, dipinto in chiaroscuro, la bocca piena di denti aguzzi, gli occhi due fessure crudeli. Due parti che si scontravano senza esclusione di colpi, usando il pennello come arma. Forma su forma colore su colore.

“Mi ricordo.” La voce di Lucilla era lamentosa e debole, da bambina piccola. “Mamma si chiudeva in camera e dipingeva. Piangeva, e dipingeva. Rideva, e dipingeva. Come due persone diverse”. Le parole si fermarono, due lacrime spuntarono ai lati degli occhi. Più che mai, sembrava una bambinetta smarrita ed abbandonata.

Marco l’abbracciò: spesso non la sopportava, in quel momento la compativa. Anche lui sapeva fin troppo bene cosa era una madre malata. I ricordi di Serena, attaccata ai macchinari dell’ospedale, lo colpirono come pietre contro un muro.

“Ah, eccovi”. Una sagoma umana bloccava la porta.

Chi è il nuovo arrivato?

  • Un nuovo personaggio (17%)
    17
  • Ninì, pronto vendicarsi su Lucilla in quanto membro della famiglia Gianaria (0%)
    0
  • Il dottor Landruschis, arrabbiato per l'intrusione nel laboratorio (83%)
    83
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22 Commenti

  1. Cari lettori, oggi si conclude il mio primo racconto.

    Spero vi sia piaciuto e spero abbiate voglia di commentare. Scrivetemi cosa avete apprezzato e (ancora più importante) cosa non vi è piaciuto. Grazie a tutti per la collaborazione .-)

    Continuate a seguirmi: entro metà settembre, inizierò il mio secondo racconto “Profondo Nero”.

  2. Oh santo cielo, sono confusa! Voto per la carica, mi sembra la reazione più istintiva… Che cosa ci stai raccontando? Temo di essermi persa. Per fortuna hai ancora due capitoli per sbrogliare la matassa e farci capire qualcosa. Aggiorna presto, mi raccomando!

  3. A livello letterario scrivi davvero bene, non c’è che dire. Ho divorato l’incipit e questi primi 6 capitoli alla velocità della luce. Hai uno stile scorrevole e incalzante e dei personaggi ben fatti, anche se appena tratteggiati. Mi ha stupita poi la naturalezza con cui in pochi paragrafi hai raccontato il passato del protagonista all’inizio, ci vuole maestria per farlo così bene.
    La scrittura presenta qualche problema a livello grammaticale e ci sono troppe “d” eufoniche, ma questo non mi ha fermata dal seguirti, perché la trama è interessante. Ti inviterei solo a rileggere con attenzione prima di pubblicare, per evitare refusi e vere e proprie mancanze all’interno delle frasi, che spesso si interrompono all’improvviso o hanno le parole mozzate, rendendo difficile la comprensione.
    Vedo che il racconto è vecchio di cinque anni, forse non hai intenzione di portarlo a termine, ma io voto lo stesso: “via libera”.

    • Valentina, ti ringrazio per i complimenti e (sopratutto) per le correzioni. Da oggi, cercherò di rileggere meglio.
      Grazie anche per il discorso sulle “d”: da solo, non l’avrei mai notato.
      Per quanto riguarda la continuazione della storia ho deciso di portarla a termine. Anzi, conto di offrire un nuovo episodio entro la fine di questa settimana.

  4. ehilà ho votato per : entrano senza permesso!
    Bell’inizio ti seguo,
    Vieni a trovarmi!
    So che il genere nel quale ho inserito il romanzo è un pò particolare, ma sto cercando di creare una trama che richiami anche l’ horror, (perché mi piace) e creare così un mix! se ti va dimmi cosa ne pensi e se ti piace l’idea.
    Grazie

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