Questioni di famiglia

Dove eravamo rimasti?

Chi è il nuovo arrivato? Il dottor Landruschis, arrabbiato per l'intrusione nel laboratorio (83%)

Medico cura te stesso

“Sapevo di trovarvi qui”. L’uomo si fece avanti, spolverandosi una manica e con un espressione di tenue disapprovazione.

La faccia di Lucilla era strana “Dottor Lanbruschis” disse, il cattivo umore più che evidente.

Landruschis trovò uno sgabello libero, osservandolo in maniera preoccupata. Dopo averlo pulito con un fazzoletto, si sedette con attenzione, continuando a fissare i ragazzi con faccia corrucciata: “Siete entrati senza permesso. La sala è chiusa per una ragione: potevate farvi male, o danneggiare qualche opera”. Seguirono minuti di silenzio: imbarazzato, Marco non riusciva a capire se il problema maggiore fosse la loro sicurezza, quella delle opere o la polvere sui vestiti.

Lucilla si era ripresa in fretta, ritrovando l’arroganza abituale. “Dottore, perchè non è in ospedale? Non ha qualche malato da curare? Non è meglio andare dai pazienti? Non sa che la galleria è stata pagata con i miei soldi?”

La risposta era pacata, con una punta di noia: “La galleria è finanziata dai soldi della tua famiglia, Lucilla. E quei soldi servono anche per tenere alcune opere al riparo da ragazzetti curiosi. Ora, se per favore volete uscire…”

Marco non amava i medici. La malattia e la morte della madre gli aveva lasciato un risentimento verso i dottori, sopratutto quelli con l’aria da so-tutto-io. Troppe ore in ospedale per nulla, troppe visite inutili, troppa arroganza caduta nel nulla. Ma la necessità di conoscere di più sulla matrigna era forte, abbastanza da superare le sue resistenze. Così, si fece avanti: “ Per favore, signore. Mi chiamo Marco, sono appena arrivato. Annalisa Gianaria è la mia matrigna e vorrei sapere di più su di lei”.

Landruschis sussultò, appoggiandosi con un braccio al tavolo, per una volta non badando a polvere e sporco. La sua voce era flebile, quasi un sibilo: “Tu sei…quello nuovo?” Il fazzoletto uscì di nuovo dalla tasca, ed il dottore vi si aggrappò come un naufragò ad un salvagente, passandolo sul volto, poi su una mano dopo l’altra, infine sulle braccia. Prima tremando, poi con mano decisa.

Alla fine dell’operazione di pulizia, il fazzoletto ritornò in tasca ed il dottore aveva riacquistato parte della sicurezza. Sorridendo, rispose a Marco: “Avevo sentito che la signora voleva sposarsi; non sapevo che avrebbe acquisito un figlio maschio”. Prese in mano il quadro che i ragazzi stavano osservando. “Ah, avete trovato Volto contro Volto?” Le sue dita sfiorarono la superficie, come se accarezzasse la pelle di un amante. “Annalisa ha sempre saputo disegnare bene. Voleva studiare arte, a Napoli, ma la…malattia gli impediva lunghi viaggi”.

L’uomo si interruppe, prendendo fiato come un sub prima dell’immersione. “Ho conosciuto due Annalisa. Una era una ragazza gentile, espansiva, amante della vita e degli amici. L’altra era una ragazza chiusa, arrabbiata, a volte cattiva. E le due Annalisa erano in lotta tra loro. Come su questo quadro”.

La mano fu passata ancora sul quadro, ma questa volta fu ritirata bruscamente. “Ahì, una scheggia nel legno…Comunque, mi ricordo quella cena di martedì, a maggio. Te ne ricordi, Lucilla?”. Le lacrime segnavano il volto della giovane, i singhiozzi in gola. “Tutta la famiglia era riunita, per festeggiare il compleanno d Tutto stava andando bene: la pasta era ben cotta ed Annalisa era l’anima della festa. Poi… “Un altro respiro, questa volta corto e sofferto. “Sarracino è saltato sul tavolo. Ricordi, Lucilla, il vostro gatto nero? Luisa ha smesso di mangiare è gli ha infilato la forchetta negli occhi. Hanno cercato di fermarla, ma gli ha tagliato la gola con un coltello. E urlava <<Il rituale, il rituale!>>…il rituale” Landruschis s’interruppe di colpo: tentò ancora di prendere fiato, ma non ci riuscì. Poi le mani lasciarono il quadro ed il corpo piombò a terra. Proprio in mezzo ad una chiazza di polvere e sporco ma, per una volta, il dottore non sembrava preoccupato.

I medici erano usciti da poco e la stanza sembrava più vuota che mai. I due ragazzi si guardavano in silenzio, Lucilla di cattivo umore, Marco dubbioso. 

Il dottor Lambruschis è stato portato via. Cosa è successo?

  • E' inutile stare dietro ad un morto, o moribondo. Meglio andare a casa. (33%)
    33
  • E' in ospedale. I ragazzi devono tentare di contattarlo. (67%)
    67
  • E' morto. I ragazzi devono cercare un'altra strada (0%)
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22 Commenti

  1. Cari lettori, oggi si conclude il mio primo racconto.

    Spero vi sia piaciuto e spero abbiate voglia di commentare. Scrivetemi cosa avete apprezzato e (ancora più importante) cosa non vi è piaciuto. Grazie a tutti per la collaborazione .-)

    Continuate a seguirmi: entro metà settembre, inizierò il mio secondo racconto “Profondo Nero”.

  2. Oh santo cielo, sono confusa! Voto per la carica, mi sembra la reazione più istintiva… Che cosa ci stai raccontando? Temo di essermi persa. Per fortuna hai ancora due capitoli per sbrogliare la matassa e farci capire qualcosa. Aggiorna presto, mi raccomando!

  3. A livello letterario scrivi davvero bene, non c’è che dire. Ho divorato l’incipit e questi primi 6 capitoli alla velocità della luce. Hai uno stile scorrevole e incalzante e dei personaggi ben fatti, anche se appena tratteggiati. Mi ha stupita poi la naturalezza con cui in pochi paragrafi hai raccontato il passato del protagonista all’inizio, ci vuole maestria per farlo così bene.
    La scrittura presenta qualche problema a livello grammaticale e ci sono troppe “d” eufoniche, ma questo non mi ha fermata dal seguirti, perché la trama è interessante. Ti inviterei solo a rileggere con attenzione prima di pubblicare, per evitare refusi e vere e proprie mancanze all’interno delle frasi, che spesso si interrompono all’improvviso o hanno le parole mozzate, rendendo difficile la comprensione.
    Vedo che il racconto è vecchio di cinque anni, forse non hai intenzione di portarlo a termine, ma io voto lo stesso: “via libera”.

    • Valentina, ti ringrazio per i complimenti e (sopratutto) per le correzioni. Da oggi, cercherò di rileggere meglio.
      Grazie anche per il discorso sulle “d”: da solo, non l’avrei mai notato.
      Per quanto riguarda la continuazione della storia ho deciso di portarla a termine. Anzi, conto di offrire un nuovo episodio entro la fine di questa settimana.

  4. ehilà ho votato per : entrano senza permesso!
    Bell’inizio ti seguo,
    Vieni a trovarmi!
    So che il genere nel quale ho inserito il romanzo è un pò particolare, ma sto cercando di creare una trama che richiami anche l’ horror, (perché mi piace) e creare così un mix! se ti va dimmi cosa ne pensi e se ti piace l’idea.
    Grazie

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