Seditio

L’inizio

Amo guardarli mentre si allenano nella grande arena.

Vorrei essere come loro, ma non posso.

Ogni giorno alle cinque di pomeriggio vengo qua, mi siedo sugli spalti e li osservo mentre tirano pugni e calci a manichini o addirittura fra loro. 

Adoro i Guardiani e il loro lavoro.

Suona la Grande Tromba; la sua musica riecheggia tra le alte pareti dell’arena, come se fosse un grido di battaglia.

Tutti si accerchiano al centro del Campo e iniziano a riscaldarsi per il combattimento a corpo a corpo.

Il primo a iniziare è Steve Harris, il Fulmine Blu

Il suo sfidante è un novizio entrato da poco; se non sbaglio dovrebbe chiamarsi Samuel Walker. Non so molto sul suo conto, tranne che ha una muscolatura abbastanza scolpita.

Mi alzo in piedi e inizio a esultare e tifare per Harris, urlando a squarciagola; continuo finché non sento un dolore alla guancia e cado a terra stordito.

-Ahia!- Esclamo.

-Max! Muoviti!-

-Mamma?!? Cosa ci fai qui? E come mi hai trovato?- Chiedo stupito.

-Non sono cose che ti riguardano… Ora cammina, c’è molto lavoro al magazzino.-

Cerco di protestare ma mi zittisce subito.

Ci avviamo assieme e durante tutto il tragitto mia madre mi tira con forza per un braccio.

Osservando il suo volto noto che è di un rosso acceso, talmente tanto che se non la conoscessi, l’avrei scambiata per un Peperone Ambulante!

Mia madre si chiama Celia Tyler ed è una donna splendida; ha un carattere forte, ma sa essere anche molto dolce. Ha degli splendidi capelli biondi che le arrivano alla schiena e le incorniciano la faccia come se fosse un magnifico quadro. I suoi occhi sono di un color ghiaccio talmente profondo da far rabbrividire.

E’ severa e pretende molto da me… d’altronde sono l’unico su cui può contare.

Arriviamo a casa per le sette di sera.

Casa mia è molto lontana dall’arena, perciò la strada da percorrere è abbastanza lunga. Appena entrato in soggiorno mi getto a tuffo sul divano, tanto pesantemente da far uscire qualche piuma dall’imbottitura. Non faccio in tempo neanche a stendermi che mia madre mi butta, letteralmente, per terra.

-Max alzati! Ti ho fatto venire per lavorare non per dormire, muoviti!-

-Mamma, sono stanco… La settimana scorsa ho lavorato pesantemente. – Le faccio capire io.

-Non mi interessa!- Replica lei.

– Basta! Da quando è scomparso Papà sei cambiata, non sei più la stessa! So che sei stressata e arrabbiata, ma non puoi scontare la tua rabbia su di me!- Le urlo io in lacrime.

Dopo qualche secondo mi tira uno schiaffo, tanto forte da farmi colorare la guancia completamente di rosso.

Esita un attimo e scoppia a piangere, mi abbraccia e mi sussurra in un orecchio.

-Scusami… Scusami tanto Max. So che è dura passare la vita in questa maniera, ma è l’unico modo che abbiamo per vivere. Quando c’era tuo padre, tutto andava per filo e per segno. Lui dirigeva il magazzino, le entrate e le uscite dei fornitori e pagava tutte le bollette. Ora che non c’è più, non so cosa fare. Conto su di te. Sei tu il Capofamiglia ora.- Mi dice sorridendo e asciugandosi le lacrime.

-No scusami tu, hai ragione.- Le rispondo io.

Mi dirigo velocemente in camera mia, apro la cassettiera, prendo una maglia bianca sbracciata e un pantalone vecchio e usato, infilo delle scarpe, mi vesto e corro.

Passo di fretta per la cucina e prendo le chiavi della porta; mia madre mi saluta, ma non riesco a rispondere perciò le faccio solo un cenno con la mano.

Apro il garage e trovo la più grande confusione.

Mi alzo le maniche e inizio a darmi da fare, mettendo a posto le cassette un po’ qua e un po’ la.

Dopo un’oretta d’intenso lavoro il magazzino torna in ordine, ma io cado a terra senza forze e chiamo mia madre.

Lei arriva di corsa con un bicchiere d’acqua, mi fa bere e appoggia sulla mia fronte un panno bagnato.

-Bravo Max! Sono fiera di te. Per oggi basta, continueremo domani.

Mi accompagna in camera, toglie i vestiti sporchi dalle coperte, stende le lenzuola pulite, mi sfila le scarpe dai piedi e mi fa stendere sul letto.

Riesco a dormire per un paio di ore, non più, poi vengo svegliato da mia madre.

-Tesoro vuoi qualcosa da mangiare?- Mi chiede lei dolcemente.

-Si mamma, grazie.- Le rispondo io mentre cerco di aprire gli occhi.

-Allora vieni, la cena è pronta.- Mi dice lei sorridendo

-Va bene, ora arrivo.

Dopo qualche minuto mi alzo, infilo le pantofole e inizio a camminare per il corridoio.

Arrivo in cucina, mi siedo e accendo la televisione.

In Tv c’è un bellissimo film, “Il Grande Incontro”, che tratta di un pugile intento a farsi gloria sul ring.

A un certo punto il segnale s’interrompe e un annuncio appare sullo schermo: “IMPORTANTE”.

 Un giornalista inizia a parlare.

-Ci scusiamo per l’interruzione del programma, ma ci è appena giunta in redazione una sconvolgente notizia: La Rivoluzione è iniziata.- Afferma il giornalista nervosamente.

Chiamo mia madre più forte che posso, ma non c’è n’è bisogno.

Era lì, ad ascoltare, aveva gli occhi sgranati e trasudava terrore.

Come reagirà Max?

  • Cercherà di entrare nei Guardinai. (14%)
    14
  • Cercherà di scoprire i motivi della rivoluzione. (21%)
    21
  • Cercherà di proteggere quello che ha. (64%)
    64
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21 Commenti

  • Ho votato perché cerchi di proteggere ciò che ha.
    Notevole, davvero. Un bell’incipit: la trama sembra abbastanza interessante, hai una scrittura piuttosto pulita e fluida. Considerando, poi, la tua giovane età meriti senz’altro dei bei complimenti, sperando che ti siano d’incoraggiamento. Ti seguo, vediamo dove ci porti.

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