Trovami un posto in cui restare.

Dove eravamo rimasti?

Dove incontrerà il personaggio misterioso? In stazione. (80%)

Il Sole in tempesta .

Era un sabato mattina, un sabato di Sole, una giornata che sentivo potesse appartenermi, un giorno in cui potevo giocare a riscaldarmi da sola. Sono meteoropatica senza che il mio nome mi permetta di esserlo,ci si aspetta sempre troppo da una persona che si chiama come me.

A Milano mi chiamano Sole.
Vivo a Londra da undici mesi, mi chiamano Sun.

Quel giorno mi svegliai alle 10.39 , era il sette Marzo.

Ho una finestra che s’affaccia su una piccola stradina silenziosa, al mattino passano solo anziane signore in compagnia dei loro cani, ci sono gli uccellini che cantano, iniziano ad innamorarsi, io no, a me l’amore aveva sempre e solo sfiorato le braccia, non era mai arrivato dritto al cuore. Sì, insomma, gli uccellini si innamoravano e io di loro.

Mi vestii, un maglione oversize di lana pesante, non mi è mai piaciuto mettermi in mostra, ho sempre pensato che le persone che ti meritano sappiamo fare quel passo in più: spogliarti della tua armatura e scoprirti.

Camminai con andatura lenta sino alla stazione della metropolitana più vicina, ci sono prati qui intorno, iniziano a fiorire presto, sono abituati a questo clima un po’ avverso. Mi godetti ogni raggio, da quello più insicuro a quello che ti arriva dritto sul viso e ti taglia lo sguardo a metà. Guardai il cartellone degli orari, il prossimo tra soli due minuti. Sarebbe bello se qualcuno ti avvisasse dell’arrivo di qualcuno di importante, o forse no, forse ci toglierebbe la sorpresa. Forse ci aggrapperemmo a quei minuti senza goderci la vita. Io farei così, rimarrei inerme ad aspettare, non sono mai stata una persona impaziente.

La metro si riempì fermata dopo fermata, non osservai nessuno, solo i miei piedi, come se non ci fosse nessuno oltre a me, nessuno che potesse valer la pena di studiare e scoprire.

Scesi, e proseguii con la stessa andatura, era il mio giorno libero. “Libero”, quanta paura può fare la libertà quando no  la si può riempire?

Il centro di Londra contiene vite infinite, vite che sembrano non potersi concludere mai, frenetiche ed immobili allo stesso tempo. C’era solo un posto in cui mi sarebbe piaciuto andare: il mercatino dei libri usati. Ne analizzai parecchi, uno per volta, ne annusai il profumo, riuscii a percepire lo spessore delle loro pagine. Erano libri con una doppia storia, quella scritta e quella delle impronte digitali di cui erano ricoperti. Forse mi attraeva di più la seconda. Ne comprai tre, grandi classici in lingua originali. Ne lasciai lì uno, a malincuore: “Cime Tempestose”. A volte mi manca il coraggio di entrare in una storia che solo dalla copertina minaccia una “tempesta” di emozioni incontrollabili. Non lo so se sono pronta a questo, di certo non sono pronta a tutto.

All’imbrunire decisi di tornare a casa, a testa alta questa volta. I libri hanno un grande potere, mi fanno sentire invincibile, come se fossi in possesso del mio scudo e niente mi possa ferire davvero.

Scesi le scale per arrivare in stazione, li tenevo tra le mani, per paura che qualcuno potesse portarmeli via, io mi son sempre aggrappata alle storie. 

Controllai il cartellone delle partenze, otto minuti. Non succede spesso di dover aspettare così tanto a Londra, nessuno ha tempo da perdere.

Mi sedetti su una panchina in prossimità del binario, era occupata, c’era un ragazzo, aveva gli occhiali con la montatura spessa e nera, e lo sguardo basso, non avrei saputo dirvi il colore dei suoi occhi, ma dovevano essere trasparenti, non intendo occhi chiari, ma trasparenti.

Aprii il primo libro, mi sedetti all’estremità opposta, cerco sempre un angolo per me, non condivido quasi nulla con le altre persone. Leggevo e sorseggiavo il mio hot tea appena comprato facendo attenzione a non scottarmi. Arrivai a pagina sette, leggevo in fretta, me la son sempre cavata bene con l’inglese. Osservai di nuovo il cartellone, mancavano tre minuti. Un rumore mi distrasse, mi voltai di scatto, il ragazzo si stava allontanando a passo veloce verso l’uscita, non si sarebbe voltato per nessun motivo al mondo. Abbassai lo sguardo, vidi un libro lì in terra. Doveva essere suo. Lo raccolsi come si fa con gli oggetti preziosi, sgranai gli occhi alla vista del titolo, quel titolo: Cime tempestose.

Arrivò la metro, corsi a prenderla e mi appoggiai alle porte che si chiusero rapidamente dietro di me. 

Non ho mai creduto nel destino, eppure adesso..

Scesa alla mia fermata quella volta corsi a casa, corsi per davvero, col fiatone. Aprii la porta facendo un gran rumore con le chiavi, buttai la borse per terra e mi sedetti sul letto. Sfogliai la prima pagina del libro, mi tremavano le mani. 

Trovai un post-it lì attaccato, un post-it verde mela.

C’era una frase appuntata lì sopra, con inchiostro blu.

Fu come il primo respiro dopo essersi svegliati dal coma.

Cosa trovò scritto su quel post-it ?

  • Una frase tratta da quello stesso libro. (60%)
    60
  • Un appuntamento. (35%)
    35
  • Il numero di telefono. (5%)
    5
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

34 Commenti

  • Appuntamento per saperne di più su questo ragazzo misterioso che non lascia lì il libro forse per caso!!! Continua così sei bravissima adoro quello che scrivi!!! Ti sto seguendo grazie ad un’amica carissima in comune e aver letto “Non sono mai dove mi vedi” !!!

  • Bellooooooo!!! mi è piaciuto tutto: le descrizioni dal punto di vista della protagonista (ps anch’io sono meteoropatica , la capisco eccome!), l’incontro casuale poi è scritto molto bene, mi sono immedesimata con Sole! voto per l’appuntamento… così può andare ad incontrarlo 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi