71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Dove eravamo rimasti?

E anche quest'anno siamo alla conclusione. Come vogliamo procedere? Si accettano proposte eccentriche, scrivetele nei commenti. (67%)

(Western Smicksmukken’s) Death in Venice

Sigla

Ripresa aerea di un immenso acquitrino. Qua e là spuntano le cime dei palazzi. Piove a dirotto.

VENEZIA

appare scritto sullo schermo

07.09.2014

con tanto di rumorino di macchina da scrivere.

Un grosso leone d’oro galleggia tra le palme affioranti. Viggo Mortensen, appollaiato su una palma, scruta l’acqua. Accende una sigaretta.

Area Lounge sommersa. Sedie e tavolini fluttuano attorno ai cadaveri delle ragazze-panino. Una sagoma si muove dietro il bancone del bar. La telecamera si avvicina, la sagoma schizza verso l’alto.

Giulio Peralta emerge dall’acqua, prende un gran respiro. Tra le mani stringe una bottiglia di prosecco e un’arancia.

Viggo: -Hai trovato il Campari?

Peralta si arrampica su una palma. -No. Neanche l’Aperol.

Viggo spegne la sigaretta nella pioggia. -Poco male. Dobbiamo andare.

Peralta: -No.

-Hanno bisogno di noi, là!

-Ah sì, e cosa posso farci? Io sono solo un accredito verde!- Peralta  mostra l’accredito consunto. -Cosa posso io contro … l’orrore

Una lacrima solca il volto di Viggo.

Tredici ore prima

A bordo del battello che porta al Lido tutti sono eccitati per l’ultimo giorno della Mostra. Il sole è limpido, nessuno fa caso alle nuvole scure all’orizzonte. Peralta e i tre cinefili comunicano allegramente. Appare il controllore del battello, Peralta e i tre cinefili, istrionici, cantano:

Ballata del Senza Biglietto

Tutti i passeggeri cantano con loro, ma il controllore è irremovibile: l’uso di questo battello è consentito ai soli accrediti blu. I verdi, come da regolamento, hanno da essere buttati a mare.

Il cinefilo Bizzarro salta sul parapetto della barca, si cala il berretto in ecopelle e intona:

Canto del Cinefilo Bizzarro 

ma prima che possa dilungarsi il controllore riceve una chiamata. 

-A quanto pare dovremo fare una deviazione. Alla proiezione speciale cui andremo ad assistere saranno ammessi tutti gli accrediti. Vi è andata di lusso.

Il cinefilo Bizzarro si butta a mare lo stesso, per coerenza. Gli altri vengono condotti attraverso un canale mai visto prima, che porta a una sala gigantesca e affollatissima.

Peralta, felice di un simile colpo di scena, prende posto. Mentre attende l’inizio della proiezione, sente levarsi dal chiacchiericcio il canto di una spettatrice annoiata. Una voce carica di celeste nostalgia. Gli spettatori accolgono bene il fuori programma, la ragazza viene spronata a continuare. Peralta si mette in piedi sul sedile, la vede: è Violetta. Bella e minorenne come l’aveva lasciata. 

Canzone della Violetta, e del Peralta che la riconobbe (attenzione: il nome di Violetta è erroneamente sostituito con “Christine”)

alzatosi per andarla a salutare, Peralta è colto di sopresa dall’abbassarsi delle luci. Tutti gli spettatori si mettono comodi. Peralta non vede più il suo posto.

-Maledizione!- impreca, smarrito nel buio.

Parte la sigla. Peralta brancola, qualcosa lo tira per il braccio. La security del buio! La più spietata tra le security della mostra!

-Aspettate!- sussurra Peralta -Ho un posto!- ma l’ombra lo trascina fuori dalla Sala. Peralta le afferra il braccio, sente qualcosa di caldo, si guarda la mano. Nel fievole bagliore della sigla, la vede rilucere di rosso. Sangue!

Si infilano nelle tende tra la Sala e l’esterno, nella penombra Peralta la riconosce:

-Ragazza del bancone!

La ragazza del bancone, sua quasi salvatrice nella crisi dell’accredito smarrito, stringe Peralta con dita tremanti. Nel corpo della ragazza è conficcato un pezzo di bancone divelto. Le restano pochi secondi di vita.

-Per me è già troppo tardi. Questa è la mia punizione. Ma tu devi scappare, Giulio Peralta! La proiezione speciale è una trappola! Devi …- e spirò.

-Ragazza del bancone!

Ma ecco sopraggiungere la vera security del buio, nelle tipiche uniformi da monatto. Imbracciano dei gatling e sparano sul Peralta, che scappa. Fuori dalla Sala imperversa il diluvio, Peralta viene gettato in acqua da un’onda anomala.

Stacco. Primissimo piano di Viggo.

-Sono io che ti ho salvato.

-E ti son grato, Viggo. Già che ci sei salva anche la gente in sala.

-No, Peralta. Violetta, i cinefili. Tu devi aiutarli.

Peralta sospira. -E va bene. Ma solo se mi mi trovi dell’Aperol.

Nuotano fino alla Sala. Si odono scrosci di applausi. Un applauso furioso, senza soste. Scostano le tende, nessuno li nota. Applausi. Le mani sanguinano dagli applausi. Sullo schermo, a ripetizione, viene proiettata la sigla della mostra. 

-TU!

L’immagine si blocca sul volto di Simone Massi, che sfonda lo schermo.

Entra in scena Simone Massi

-Oh no! Simone Massi vuole ipnotizzare tutti con la sua faccia ipnotica, per riportare il mondo allo stato agricolo! Nooo!

-Peralta, prendi!- Viggo gli lancia una bottiglia di Aperol.

Peralta l’afferra e la combina con gli altri oggetti dell’inventario. Urla: -Il pubblico di Venezia non vuole la tua faccia, Massi! Loro vogliono lo SPRIZ!

Una pioggia di spriz cade sul pubblico, che smette di applaudire.

Uno dopo l’altro, si alzano e cantano.

E infine Violetta e Peralta, a bordo di una gondola fotonica, si perdono nell’orizzonte.

THE END

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92 Commenti

  • Allora alla fine sei diventato amico di Viggo?
    Tra il serio e il faceto, ho capito una serie di cose seguendo questo tuo spassoso viaggio.
    Che uno spriz salverà il mondo, per esempio. Che un accredito contiene un potere ammaliante. Che, alla fine, diversamente da quanto avevi lasciato trapelare nel resoconto della precedente edizione, Violetta non è poi così male (mi chiedo comunque come sia possibile che tu non abbia usato il potere dell’accredito su qualche ragazza-panino o ragazza-bancone. Non ce n’erano di passabili?). Che Simone Massi sarà presto considerato un maestro.
    Molte e molte altre cose ho appreso, grazie a te. Ma ciò di cui ti sono veramente grato, è నిత్యం వయస్సు ఆవరించు క్రింద భాష చతికలబడు చివరి ఏడు అప్ వెళ్తుంది. భారీ గోధుమ తో ప్రారంభమైన గడ్డం

    • Vedo che hai colto i punti che più mi premevano. Solo una cosa voglio precisare: lo spriz non salverà il mondo. Già lo salva, adesso, quotidianamente (intendiamoci, io comuqnue sono più per la birra).
      Le ragazze-panino e bancone (e non dimentichiamo le ragazze-security) erano mediamente piacenti, piuttosto e anzichenò, in qualche singolarità anche eccezionalmente piacenti. Il problema è che col lavoro che fanno sviluppano l’immunità al potere ammaliante dell’accredito. Lo so, è un peccato.

      (Vedo che ormai padroneggi la segreta lingua ప్పువ్రేనించి. Fanne buon uso. E ricorda: లబ స్సు ఆవప్రారిం అప్ అప్ అప్ అడు! )

  • Concordo pienamente con Napo, anche ci ho visto una parodia molto chiara (non sottile) nei confronti del Festival, divertente e veramente ben fatta.
    Ci hai messo anche Emily Rossum che impersona Christine in The Phantom of the Opera (adoro quel musical) per riferirti a Violetta…poi il re leone per Simone Massi è perfetto. Sinceri complimenti.

  • In certi testi ogni lettore può leggerci ciò che vuole, aldilà delle intenzioni dell’autore. Magia delle parole.
    Io ci ho letto una sottile presa per il culo generalizzata, dall’organizzazione del Festival ai divi presenti (riconosciuti o autoreferenti), senza escludere i divi di TI e l’uso dei link ai video come companatico.
    Finalmente qualcuno che gioca davvero, sapendo giocare. Peraltro Peralta.

  • Non conosco Simone Massi, e sono quindi andato a curiosare googlando in giro. Non ho osato, perché messo in allerta dal tuo giudizio, guardare alcun video, però, così, di primo acchito, faccio onestamente fatica a odiarlo, dato che in alcune foto mostra una somiglianza non indifferente con Alessandro Bergonzoni.
    Almeno nell’ultimo episodio spiegaci l’origine del tuo soprannome (no, non Giulio Peralta, intendevo Western Smicksmukken).

  • Il J’accuse verso S. Massi oltre a essere esilarante è ritmicamente ineccepibile; inizia con i toni bassi di contrabbassi e flauti, per poi esplodere nel finale al culmine del livore con piatti, tamburi e fiati vari. Mi sono documentato sommariamente prima di commentare questo episodio e meno male.
    Non avrei infatti comprese le ragioni di tanto livore verso uno dei tanti soloni che imperversano negli ambienti intellettuali. Ma dopo aver visto qualche immagine di Simone Massi ho capito : narcisista, sì, ma della specie peggiore di quelli che amano se stessi, per significarti di essere migliori di te. Però, per onestà intellettuale, mi preme dirti che mio padre sull’uccisione dei maiali mi raccontava le stesse cose.

  • Condivido l’odio per Simone Massi, per tutti i Simone Massi del mondo…e ce ne sono tanti. Questo episodio l’ho capito tutto 🙂 e ne sono felice perché mi dispiaceva non capirti visto come scrivi bene.
    Non potevo certo farti una proposta eccentrica, considerata la tua palese originalità, e dell’ultima recensione ho avuto paura, perciò…considerazioni generali.

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