71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Sequel

Rieccoci al consueto (?) nonché ultimo (almeno per qualche anno) appuntamento con le recensioni dall’umida Venezia!

Per i due/tre/forse-a-un-certo-punto-quattro aficionados di questa simpatica rubrica: benritrovati!

Per tutti gli altri: ciao!  

Tante sono le novità tra un anno e l’altro. Innanzitutto il genere delle recensioni non è più “avventura”, ma “storico”. 

Non ho più il tablet, ma il pc, quindi dovrei fare molti meno errori di battitura.

Stiamo a Mestre e non più in Venezia stessa, pur pagando qualcosa come cinque volte tanto.

Ho già vomitato dalla finestra del bed & breackfast. Ma non è colpa mia, mi ci hanno istigato. E poi ho pulito.

Il clima è direi forse un pelo più freddino.

In sostanza non è che ci siano tutte ‘ste novità, ma esordire ammettendo una cosa simile è contrario a ogni legge dell’apertura a effetto. Passiamo quindi al sodo, ossia a una breve descrizione dei film che potrei andare a recensire:

Réalité – da quel regista dal nome francofono (nulla gli vieta d’essere belga, o canadese, per quel che ne so), autore di capolavori come Wrong e Wrong Cops (questo non l’ho visto, ma andiamo sulla fiducia). Film tendenzialmente apprezzati da chi non tiene in gran considerazione la logica e il buon senso; a proposito di ciò si dice che il regista abbia dichiarato di essere, con Réalité, uscito dai propri canoni. Siamo felici di dire: ha mentito. Monumentale interpretazione di quella brutta bambina che c’è anche in Walking Dead. 

H. – le storie parallele di una vecchia matta (e il suo povero marito) che tratta un bambolotto iperrealistico come fosse vero (nessuna connessione con l’indimenticato Lars e una ragazza tutta sua) e di una coppia di giovini, che non è molto chiaro quale sia il punto (confesso di aver dormicchiato un pochinino), ma lei è molto fica. Uno pseudo-horror/psychological-apocaliptic/mithological/mah, che mi ha ricordato, tanto per dire qualcosa, Kafka sulla spiaggia di Murakami e le colonne sonore di Utopia, ma solo alcuni pezzetti

Heaven Only Knows – non sono manco sicuro che sia il titolo giusto, ma questo è il succo. “Lo sa il cielo perché abbiam visto ‘sto film” hanno detto alcune amiche mie, a me invece devo dire che non ha fatto poi schifo. Storia di tossiconi newyorkesi; non fanno che insultarsi, scopacchiare e strafarsi. Ma certi momenti sono memorabili (a un certo punto si tirano gli shuriken! Shuriken, dico, shuriken!). E aldilà di questo la protagonista assomiglia un sacco a una nostra compagna di classe. Capirete le risate.

Alla luce di ciò, quale film volete recensito?

  • Heaven Only Knows (17%)
    17
  • H. (67%)
    67
  • Réalité (17%)
    17
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92 Commenti

  • Allora alla fine sei diventato amico di Viggo?
    Tra il serio e il faceto, ho capito una serie di cose seguendo questo tuo spassoso viaggio.
    Che uno spriz salverà il mondo, per esempio. Che un accredito contiene un potere ammaliante. Che, alla fine, diversamente da quanto avevi lasciato trapelare nel resoconto della precedente edizione, Violetta non è poi così male (mi chiedo comunque come sia possibile che tu non abbia usato il potere dell’accredito su qualche ragazza-panino o ragazza-bancone. Non ce n’erano di passabili?). Che Simone Massi sarà presto considerato un maestro.
    Molte e molte altre cose ho appreso, grazie a te. Ma ciò di cui ti sono veramente grato, è నిత్యం వయస్సు ఆవరించు క్రింద భాష చతికలబడు చివరి ఏడు అప్ వెళ్తుంది. భారీ గోధుమ తో ప్రారంభమైన గడ్డం

    • Vedo che hai colto i punti che più mi premevano. Solo una cosa voglio precisare: lo spriz non salverà il mondo. Già lo salva, adesso, quotidianamente (intendiamoci, io comuqnue sono più per la birra).
      Le ragazze-panino e bancone (e non dimentichiamo le ragazze-security) erano mediamente piacenti, piuttosto e anzichenò, in qualche singolarità anche eccezionalmente piacenti. Il problema è che col lavoro che fanno sviluppano l’immunità al potere ammaliante dell’accredito. Lo so, è un peccato.

      (Vedo che ormai padroneggi la segreta lingua ప్పువ్రేనించి. Fanne buon uso. E ricorda: లబ స్సు ఆవప్రారిం అప్ అప్ అప్ అడు! )

  • Concordo pienamente con Napo, anche ci ho visto una parodia molto chiara (non sottile) nei confronti del Festival, divertente e veramente ben fatta.
    Ci hai messo anche Emily Rossum che impersona Christine in The Phantom of the Opera (adoro quel musical) per riferirti a Violetta…poi il re leone per Simone Massi è perfetto. Sinceri complimenti.

  • In certi testi ogni lettore può leggerci ciò che vuole, aldilà delle intenzioni dell’autore. Magia delle parole.
    Io ci ho letto una sottile presa per il culo generalizzata, dall’organizzazione del Festival ai divi presenti (riconosciuti o autoreferenti), senza escludere i divi di TI e l’uso dei link ai video come companatico.
    Finalmente qualcuno che gioca davvero, sapendo giocare. Peraltro Peralta.

  • Non conosco Simone Massi, e sono quindi andato a curiosare googlando in giro. Non ho osato, perché messo in allerta dal tuo giudizio, guardare alcun video, però, così, di primo acchito, faccio onestamente fatica a odiarlo, dato che in alcune foto mostra una somiglianza non indifferente con Alessandro Bergonzoni.
    Almeno nell’ultimo episodio spiegaci l’origine del tuo soprannome (no, non Giulio Peralta, intendevo Western Smicksmukken).

  • Il J’accuse verso S. Massi oltre a essere esilarante è ritmicamente ineccepibile; inizia con i toni bassi di contrabbassi e flauti, per poi esplodere nel finale al culmine del livore con piatti, tamburi e fiati vari. Mi sono documentato sommariamente prima di commentare questo episodio e meno male.
    Non avrei infatti comprese le ragioni di tanto livore verso uno dei tanti soloni che imperversano negli ambienti intellettuali. Ma dopo aver visto qualche immagine di Simone Massi ho capito : narcisista, sì, ma della specie peggiore di quelli che amano se stessi, per significarti di essere migliori di te. Però, per onestà intellettuale, mi preme dirti che mio padre sull’uccisione dei maiali mi raccontava le stesse cose.

  • Condivido l’odio per Simone Massi, per tutti i Simone Massi del mondo…e ce ne sono tanti. Questo episodio l’ho capito tutto 🙂 e ne sono felice perché mi dispiaceva non capirti visto come scrivi bene.
    Non potevo certo farti una proposta eccentrica, considerata la tua palese originalità, e dell’ultima recensione ho avuto paura, perciò…considerazioni generali.

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