A Parma non c’è il mare

Dove eravamo rimasti?

I risultati dell'autopsia daranno una svolta alle indagini. Bisogna aspettare. Poi il resoconto a chi lo volete affidare? Al vicecommissario D'Antonio (43%)

Nulla finisce davvero

Il 6 agosto del 2003 fu a Parma la giornata più calda degli ultimi cent’anni. Dieci giorni prima, a Lao e Lillina erano stati notificati gli avvisi di garanzia. I due avevano interpellato l’avvocato Iori, amico del padre del Sogliola, e avevano convenuto di restare a Parma in attesa degli sviluppi dell’indagine sulla morte di Amina.

 Dal giorno dell’arresto di Ferrari, Lao ogni mattina comprava la Gazzetta di Parma all’edicola vicino la chiesa di S. Vitale. Il caso Villa Aubert riempiva sempre le prime pagine del quotidiano. In città, del resto, non si parlava d’altro. Lao nel tratto fino all’edicola sentiva le ultime notizie già dalle voci di strada.

«Et capì, l’omo? La ‘ndrangheta a Parma è ovunque. Ecco Ferrari dove aveva preso i soldi…»

«È impossibile che la moglie e il figlio non sapessero…»

«Hai letto? La sala operatoria l’han trovata per caso, cercando il nascondiglio di un ricercato…»

«La Polizia ha capito subito che la dépendance aveva un impianto di condizionamento sovradimensionato…»

«…poi in palestra han sentito l’odore di disinfettante per sale operatorie…»

«La sala era sotto la palestra. Avevano già fatto sparire tutto: niente cadaveri nelle celle frigo…»

«Partivano dall’Africa sperando in un futuro migliore…»

«Stanno indagando su un centro polidiagnostico di Bologna. Sembra che gli accertamenti sanitari a quei poveretti li facessero lì…»

«Entravano con i loro piedi in sala operatoria, credevano di vendere un rene e ricavarci una bella cifra…»

«I calabresi che han preso son pesci piccoli. Non parleranno, te lo dico io…»

«Finirà tutto in una bolla di sapone, quelli hanno amici potenti a Roma…»

 

Anche la Gazzetta del 6 agosto non parlava di Amina. Sulla via del ritorno, Lao aveva dato una rapida occhiata ai titoli e ai sommari. La sala operatoria era stata installata a Villa Aubert cinque anni prima. Si stimava fossero stati effettuati almeno un’ottantina di espianti clandestini, ma era impossibile risalire al numero esatto e all’identità degli immigrati coinvolti.

A casa, Lao e Lillina lessero insieme, nel dettaglio, tutti gli articoli di cronaca: neanche un cenno su Amina. D’altra parte, fin dall’inizio, la morte della ragazza era stata liquidata nelle brevi di cronaca come “incidente domestico”.

Alle tre del pomeriggio arrivò una telefonata inattesa: il vicecommissario D’Antonio li convocava in Questura per comunicazioni urgenti.

 

«Ci tenevo a farvi sapere subito che nei vostri confronti non sarà formulata nessuna imputazione» disse D’Antonio, dopo aver fatto accomodare i ragazzi.

«Avete scoperto chi è stato?» chiese Lao.

«Non ancora, ma siamo giunti alla conclusione che non potete essere stati voi. L’esame autoptico ha stabilito l’ora e la causa della morte. Il decesso è avvenuto tra le 19:00 e le 22:00, quando voi siete stati visti da più testimoni prima nell’hall dell’albergo e poi al ristorante, senza mai allontanarvi. E poi…»

D’Antonio si fermò. Non avrebbe dovuto fornire altri particolari a indagine ancora in corso.

«E poi» continuò «La morte è sopravvenuta per annegamento, ma nei polmoni della defunta è stata trovata acqua salata.»

«A Parma non c’è il mare» sussurrò Lao, incredulo.

 

Quella sera stessa, Lao telefonò al Sogliola e gli parlò del colloquio in Questura.

«Andrea, ascolta» disse Lao alla fine «Io e mia cugina partiamo venerdì sera per Messina. Per favore, leggi il giornale ogni giorno e, se ci sono novità, chiamami.»

«Tranquillo, a mia nonna non sfugge neanche una virgola di questa storia. Lo dico a lei.»

 

La telefonata tanto attesa arrivò sabato 30 agosto, l’ultimo giorno di Lao a Messina prima del rientro a Parma.

«Ti leggo il pezzo della Gazzetta» disse il Sogliola «Il fascicolo del P.M. Montanari sul caso Villa Aubert si arricchisce di una nuova indagine integrativa relativa alla morte della giovane senegalese A. D., studentessa di Medicina a Bologna. La ragazza fu rinvenuta…»

«Salta, questo lo so» tagliò corto Lao.

«L’analisi del liquido presente nei polmoni della defunta ha rilevato la presenza di cloruro di Sodio in ragione di 4 grammi per litro, concentrazione tipica delle piscine ad acqua salata che adottano una tecnologia ancora poco diffusa nel parmense. Tracce di un flocculante nell’acqua hanno consentito poi d’accertare, senza alcun dubbio, che l’annegamento è avvenuto nella piscina di Villa Aubert.»

 

Il processo “Ferrari + 8”, nei suoi tre gradi di giudizio, durò anni. Lillina e Lao nel frattempo si erano laureati ed erano tornati in Sicilia.

Non si accertò mai chi avesse ucciso Amina.

 

Il 16 novembre 2013, durante la cerimonia di nozze della sorella, Andrea volle accanto a sé un invitato speciale: il suo amico Lao.

«Mio cognato è di origine sarda» diceva Andrea sottovoce «C’è tanta gente che non conosci. Alle tue spalle c’è anche la figlia diciassettenne della cugina di mia madre. Poverina, il padre si è ucciso un anno fa. Vivevano a Liegi, ora son tornate a Parma.»

Lao si voltò ed ebbe un tuffo al cuore. Noor Labeaux era nera e bellissima. Somigliava ad Amina.

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718 Commenti

  1. Napo, mi è piaciuto tanto questo tuo racconto (caspita se sono in ritardo con questo commento!) ma il finale mi ha lasciato con l’amaro in bocca. O forse semplicemente la morte di Amina mi ha deluso. Non saprei. Non spreco altro tempo qui anche perché fake mi sta chiamando.
    Bravo
    Sono felice tu sia tornato 🙂

  2. Non ero psicologicamente pronta per la morte di Amina.
    Ci ho messo un po’ prima di riprendermi e poter continuare a leggere la storia.

    Napo, ho infranto le regole ed ignorato il bollino rosso.
    Ne è valsa la pena.

    Sei riuscito dar vita a Lao. Leggendo vedevo le sue espressioni, sentivo il suo tono di voce.
    L’hai reso il “siciliano d’hoc” .
    Mi sono trasferita da poco a Palermo e ho riconosciuto frasi, atteggiamenti e modi di fare che per me ormai sono quotidianità. Come hai fatto?

    Che sei bravo, lo sappiamo tutti.
    Che mi avresti sconvolta in questo modo non me lo sarei mai aspettata.
    Ad un certo punto ero certa di aver capito come avresti chiuso il cerchio. Avevo già ordinato lente, impermeabile e cappello alla Sherlock Holmes su ebay e tu mi stravolgi tutto così?!

    Non ti perdonerò mai per averla uccisa, prima che si dichiarasse a Lao ( perchè io lo so che lei lo amava!) per di più!

    Adesso, devo intendere che nel prossimo la protagonista sarà la figlia di Ruben o il Sogliola?

    • Oh, piccola mia… Mi dispiace che ci sei rimasta male. Hai ragione: sono imperdonabile.
      Grazie comunque per avere letto tutto il racconto. Non so se scriverò il giallo d’autunno, ho perso interesse in questo mio piccolo progetto e anche in TI. Diciamo che, in generale, per ora non mi va di scrivere nulla. Una cosa però la sto facendo, in controtendenza a ciò che fanno di solito gli autori di TI: sto editando i due racconti per farne una versione breve (sì, breve, non estesa), a mio uso e consumo.
      Rispondo alla tua curiosità: i protagonisti del giallo d’autunno sarebbero stati la sorella del Sogliola e il marito. Il giallo si sarebbe svolto tutto in un giorno, durante l’alluvione nella zona di Olbia.

      • Ti avevo perdonato, poi tu nell’ordine mi dici che:
        – Non sai se scriverai il giallo d’autunno ( sul quale mi sono dubito documentata. Non voglio essere impreparata 😉 )

        – Hai perso interesse per TI

        Ma come? E’ qui che scrivono persone come Boost, Massimiliano, Alessandra, Locullo, Caroli, Bricoleur.. TU! Che vi sta prendendo a tutti? Sappi che io non riesco ad accettarlo. Quindi aspetterò che tutto torni normale.

        Okay Napo?

        p.s Ma davvero dopo avermi svelato i nomi dei protagonisti, e aver dato il via a tutti i miei “viaggi mentali” pensi di mollare tutto?

        • Ecco, appunto… Hai citato autori che apprezzo molto, ma tutti loro hanno lasciato o stanno per lasciare TI.
          La buona notizia è che sta tornando Alessandra, dopo aver subito due interventi chirurgici. E questa è la prima parte della novità. La seconda è che lei, andando a scovare l’empatico Roberto Nascosto sotto la scorza del burbero Napo, mi ha strappato la promessa che, se fosse tornata, avrei scritto un nuovo racconto intitolato Fake. Io e lei abbiamo infatti giocato spesso sulle nostre affinità che lascerebbero pensare che l’uno potrebbe essere il fake dell’altra. E così ora sono costretto a tornare su TI a tutti gli effetti.

  3. Nei racconti contemporanei, il “ genere” è un termine elastico.
    I generi si evolvono.
    Il termine resta amorfo e l’assegnazione di un racconto è arbitraria e soggettiva.
    Il tuo giallo, che come caratteristica deve raccontare la risoluzione di un reato, ci ha trasportati in una città, in cui “il mare non c’è”, ma gli eventi e le persone, che il protagonista incontra, lo hanno trascinato in un “mare”, dove ha messo a nudo: sentimenti ed emozioni, di cui non aveva il controllo; attirando l’attenzione di noi lettori in un viaggio, in cui si poteva intuire la meta ma, non né abbiamo avuto mai veramente la certezza.
    In attesa del prossimo viaggio:
    Porgo i mie saluti a Watson.

    • Grazie del commento.
      Sono molto d’accordo sul superamento dei generi, sull’ibridazione tra generi diversi, sull’abolizione delle gabbie classiche.
      Ormai questo racconto è finito. Se potessi riscriverlo cambierei molte cose, ma lascerei al centro della storia Parma e tutti i sentimenti e le emozioni che sa racchiudere.

  4. Un finale molto ricco, ma molto equilibrato. Hai gestito tante cose, tante esigenze e tanti fili che si sono uniti in una trama veramente solida e ben tessuta. So di non riuscire a convincerti che quello che scrivi non è banale, ma posso comunque dirti che hai uno stile molto solido, che sa catturare l’attenzione. Leggerti è un vero piacere!
    Pazienterò per una nuova storia. 🙂

  5. Davvero un bel finale, bravo Roberto! 🙂
    Allora, con questa storia mi hai fatta ridere e piangere insieme e, mi hai donato sensazioni differenti ma sempre molto belle. Io credo che la parte “rosa” si sia amalgamata bene con quella del “giallo” 🙂
    I tuoi personaggi sono tutti ben definiti e ti entrano dentro il cuore 😀
    Aspetto il tuo prossimo racconto, non farci aspettare troppo 🙂
    Grazie per avermi dedicato la parte “rosa” del tuo racconto, per me è stato un vero onore 😀
    Ti mando un abbraccio, a presto 🙂

  6. purtroppo sono arrivato tardi per poter votare per l’ultimo bivio, avrei voluto ascoltare l’epilogo dalla voce del sogliola
    finale completamente inaspettato viste le lunghe premesse; mi si è gelato il sangue quando ho letto del tampone buccale e del possibile collegamento con le premurose e frequenti incursioni di lao nei cassetti di amina
    come spesso accade ho esitato a leggere l’ultimo capitolo, mi succede così con le storie che mi appassionano, e così non di rado finisco per lasciare il segnalibro al penultimo capitolo
    prima di postare queste due righe sono andato a leggermi un po’ di commenti qui sotto ed ho potuto apprendere con sollievo che hai (almeno per il momento) desistito dall’idea di mollare tutto e darti alla macchia, neanch’io sono d’accordo con te quando giudichi scontato quello che scrivi, anche se un po’ capisco il tuo atteggiamento; invece apprezzo il tuo stile specialmente nei dialoghi che a mio avviso sono il tuo vero punto di forza e che mi sono mancati nel finale
    ad ogni modo rassegnati, quello che scrivi e il modo in cui lo fai piace ed è altrettanto chiaro che rispondi ad un’esigenza di molte persone che vengono a visitarti e ti seguono con interesse

  7. Sapevo che avresti chiuso col botto, conclusione stupenda. La tua storia è come un cerchio perfetto. Si apre con Amina che si reca a Borgo della Posta e si conclude con un pensiero dedicato a lei che pur non essendo la “protagonista ufficiale” della storia ne è il filo conduttore.
    Spero di rileggerti presto.

  8. Sono andato in giro per casa per cercarlo. Ora l’ho trovato, lo posso mettere in testa. Finalmente, posso levarmelo: tanto di cappello per questa storia fantastica! So già che mi rimproverai per il commento, ma non esagero. Ammiro le tue narrazioni ma qui ti sei superato. Alcuni passaggi sono strepitosi, come quello che richiama il titolo. La spiegazione degli eventi è dettagliata, verosimile ma straordinaria. Qui abbiamo un testo che andrebbe letto e riletto solo per imparare. Sono lieto di sapere che non lascerai TI, almeno so dove trovarti. Grazie mille per questa storia eccezionale.

  9. Oh,finalmente.Non rispondermi se non ti va, vedere che ci sei oltre che immaginarlo,mi basta.
    Napo,non so come tu ci sia riuscito,come un mago hai tirato fuori dal cilindro la bellissima sciarpa gialla che avevi messo dentro” a pezzi” e l’hai fatta svolazzare con maestria sotto il nostro sguardo stupito.Avevo ,in un paio di occasioni, espresso le mie perplessità sulla conduzione del racconto,col senno del poi ,immagino ne avrai sorriso(è il massimo che posso concederti),ne sorrido anch’io,adesso.
    Farci conoscere la fine di Ruben,è stato un bel regalo.
    Questo racconto;è stato un bel regalo.
    Torna presto.

    • Grazie, Tiziana. Sai quanto tengo ai commenti dei lettori puri (non me ne vogliano i lettori-autori). Non ho mai sorriso dei tuoi commenti né di quelli altrui, ma ci ho sempre ragionato su e ne ho fatto tesoro. Concordo con tutte le critiche che mi sono state mosse, nessuna esclusa. So che molti non mi crederanno, ma non sono io che mi faccio piccolo, sono loro che si illudono di essere grandi.

  10. La punizione per Ruben, alla fine, è arrivata, ed è stata anche peggiore di quella che avrebbe ricevuto se il suo delitto perfetto fosse stato scoperto.
    Con Noor hai restituito, più a noi che a Lao, una protagonista cui tutti si erano affezionati, rendendo il testimone ai personaggi della storia precedente e chiudendo un cerchio composto non di dieci ma venti episodi.
    Grazie Napo, è stato veramente emozionante leggere questo racconto.

  11. Bellissimo finale. Bravissimo autore. Peccato che, ora, siano pochissimi quelli che vale la pena di seguire qui. Ho letto cose, negli ultimi giorni, “che voi umani”…. te prego, torna tra noi pure tu, perché altrimenti, per leggere qualcosa di buono, mi toccherà chiedere ad Angela, qui sotto, dove va a scrivere… E rispondici!!!!

      • In ogni caso, mi chiamo Giuliana Ognibene. Sono fatta di carne e ossa e ho una mente pensante, a volte traspirante 🙂 se vuoi prendiamoci un caffè, che ti dimostro che non sono un avatar. ( il caffè l’ho già preso con altre due persone, qui. Non mordo.) Se mi vuoi, mi trovi su fb.

        • Non avevo nessun intento provocatorio o denigratorio nel dire che avevo pensato che fossi un avatar. Per dirla tutta, pensavo tu fossi un fake di un’attrice a me cara, perchè hai uno stile molto simile nel commentare. Dimostri di essere una lettrice attenta, analitica, a conoscenza delle tecniche di scrittura, insomma hai tutte le caratteristiche di chi sa leggere perché sa innanzitutto scrivere.

          • Facile confondermi con lei, allora ( se ho capito di chi parli, anche perchè non mi pare di avere nientedi simile a nessun altra qui). Veniamo dal gruppo di scrittori italiani ( dove io ero uditrice, eh), questo posto ce lo ha suggerito Franzoso che sta lì, tre mesi fa più o meno( a lei e lei a me). Ci conosciamo, insomma. Ammetto di essere entrata per seguire lei, poi mi sono lasciata prendere. leggo molto, per questo ci capisco un pochino, mio padre è docente di filosofia. studio da una vita, ma sono una veterinaria. se ti sono sembrata simile nei commenti grazie, lo ritengo un onore.ma io non scrivo, non ci penso proprio. lei è una grande perdita. lo dico pure io. ma da quello che diceva di qui dentro, tu sei il suo fake, non io. ( se parli di lei)
            se ti va, il caffè ce lo prendiamo e ne parliamo,ci conosciamo, una volta. ( vedo che abbiamo una persona cara in comune). ciao

  12. Mi è piaciuto molto il capitolo finale, ora capisco il perché del titolo! Avevi programmato tutto, anche la morte di Amina. L’unica cosa che avrei omesso è la frase finale, ma solo perché io sono molto tenace in amore e prima di dimenticare ci metto una vita. Per gli uomini è diverso, lo so per esperienza, dunque, probabilmente hai scritto quello che è nella realtà.
    E ora che farai? Lunga pausa anche per te? Sono sincera, non credo di tornare su TI per tanti motivi che non sto ad elencare e poi mi trovo molto bene sulla piattaforma che frequento ora. Davvero molto bene. Un caro saluto.
    AC

              • Io non lascio TI, già ho fatto questo errore una volta. Fino a quando troverò qui giocatori puri – che amano sperimentare, che non s’illudono di essere degli “scrittori” – e fino a quando ci saranno lettori puri – che commentano con sincerità perché non hanno nulla da perdere – resterò su TI. Ho provato altre piattaforme: sono eccessivamente autoreferenziali, piene zeppe di poveri illusi e di frustrati che credono di essere grandi scrittori incompresi. Mi prendo una pausa, per disintossicarmi dai troppi complimenti. Spero che anche tu e altri autori che stimo non facciate l’errore di sparire per sempre.

              • Dato che hai sottolineato più volte l’importanza del “lettore puro”, colui che non legge per il punteggio ma per il solo gusto di leggere, tengo, e ripeto, tengo a precisare che un “lettore puro” non è colui che non scrive, è colui che possiede gli strumenti per leggere. Chi non ha strumenti per scrivere, non li ha neanche per comprendere una lettura valida. Od anche: chi non ha gli strumenti per comprendere una lettura valida, non dovrebbe avventurarsi alla cieca all’approccio con la scrittura. Ergo: chi possiede gli strumenti ( anche se a sua volta autore e vittima di votazioni) ha un valore assolutamente paragonabile al semplice lettore di passaggio. Se non maggiore.
                PS
                Avevi ragione su tutto. Ho navigato, controllato, letto e appurato. Meglio qui che altrove. Di sicuro. Grazie del consiglio valido.

              • Non fraintendere l’Elogio del Lettore Puro. Sai perché ho cominciato a scrivere? Per imparare a leggere. Quindi sono d’accordo con te, ma non tutti gli autori sono dei buoni lettori.

  13. Come promesso, sono venuta a leggere l’epilogo della tua storia.
    Ci sono molti modi per concepire un giallo:
    scriverlo nella veste del carnefice. (poco frequente)
    scriverlo nella veste della vittima. ( frequente)
    scriverlo nella veste dell’indagatore. ( tipico)
    Tu hai fatto di più: hai scritto nella veste del “testimone”, né vittima né carnefice, tantomeno il solito indagatore.
    Complimenti. Scelta saggia e poco battuta, per questo originale. Guadagni il plauso della platea. Ottimo epilogo, linguaggio asciutto, nemmeno una piega tra le righe o tra le pagine; sempre in equilibrio e mai prolisso o didascalico.
    Solo un rimprovero: quando si giunge alla fine di un viaggio, ci si congeda dagli amici che – con noi – hanno viaggiato, gioito e sofferto. Il commiato è d’obbligo, non dovresti esimerti dal ringraziare i tuoi tanti lettori. Tuttavia, come si dice, il silenzio vale più di mille parole – lo comprendo – ma sei certo che sia questo il caso?
    A rileggerti, sempre molto, molto volentieri.

      • Niente di particolare, volevo dire qualcosa di più (le solite banalità da “addio struggente a una storia + ti prego torna presto” ma poi sono dovuto fuggire; ma una faccina “napesca” mi sembrava un po’ poco…

        Così ho citato una frase che in sé è un piccolo “cosmo” (sempre in tema).

        Non ho letto gli altri commenti: adesso che farai ora che hai abbandonato il tuo progetto di giallo “completo”?

        • Per il momento il progetto è accantonato. Molto dipende anche se resterà o meno su TI il gruppo di autori-lettori che inconsapevolmente con le loro opere mi hanno spinto a ricominciare a scrivere. Il parterre de rois però sembra che inizi a sfaldarsi. Segnali in questo senso arrivano da te, Massimiliano, Alessandra, ecc.

          • Una pausa è d’obbligo, effettivamente è così.

            Quanto a Lao, questa vicenda sembra per lui un’iniziazione, una sorta di formazione o “passaggio”. Ricorda un po’ il Max loculliano, lo andrei a rivisitare tra qualche anno.

            Buona domenica.

  14. Bravo Roberto….Qualsiasi finale sarebbe stato scontato, hai fatto la scelta giusta. Un sospeso dove dici e non, l’assassino non c’è, ma c’è invece il luogo. Direi, che nonostante il groviglio te la sei cavata benissimo. Ero trepidante dal vedere come finiva, sono soddisfatta…Teniamo presente sempre che si tratta di 5000 parole, il bignami di una storia e la sintesi è la virtù di pochi eletti, di certo è la tua. Un bacio.

  15. Accidenti, Roberto. Proprio oggi che a Roma sembra essere tornata l’estate, la colonnina sfiora i trenta gradi centigradi, i miei vicini sono partiti in bicicletta verso la ciclabile e mi sentivo meglio. Proprio oggi pubblichi l’ultimo episodio e mi sprofondi nella triste nostalgia che ho provato in questi giorni. Dovrei dirtene quattro, ma a cosa servirebbe?, ormai è fatta. Però, con questo finale, mi hai fatto bruciare gli occhi e ho dovuto nascondere lo sguardo ben più di volta, qui dove sono.
    Difficile immaginare nei polmoni di Amina quell’acqua salata che a Parma non può stare e poi affacciarsi e vedere questo sole. Stride da far rabbia.
    Stò farneticando. Sei la migliore “storia” che abbia “letto” qui.

  16. Minchia Napo (!!), è la spiegazione del titolo più amaramente nella che abbia mai letto in TI, varrebbe da sola la lettura del racconto.
    Ti sei divertito (per me è evidente) e ci hai divertiti mescolando stili (v.mio commento del 25.9) e contenuti, spezzando la storia, inserendo storie nella storia e creando connessioni con la precedente e con la futura.
    Ma la cosa che mi è piaciuta di più è l’aria di provincia che ci hai fatto respirare, in particolare con quest’ultimo episodio.
    Infine un accenno alla storia di Lao, lo hai fatto crescere e maturare gradualmente episodio dopo episodio, oserei dire con affetto.
    Ah già, mi devo adeguare al tuo nuovo linguaggio: 🙂 🙂 🙂 😉

  17. Letto due capitoli di seguito perché non mi hai dato tempo per commentare il precedente.
    Un giallo degno di questo nome, dovresti farlo diventare un romanzo breve riappropriandoti degli spazi che non hai avuto qui per approfondire alcuni passaggi.
    Non fare scherzi, non sparire di nuovo, già questo silenzio non mi sa di buono.

  18. Unirmi alla petizione per votare la Gazetta di Parma non è servito a niente, è in netta minoranza. Ma avrei preferito leggere l’articolo, si adatta meglio allo stile sintetico e conciso di questo episodio. Ti ammiro per aver condensato momenti diversi insieme, dandogli linearità. E adesso capisco anche che odore aveva sentito Amina.

  19. Che peccato vedere la fine di questa storia buttata via così. Non che sia eccessivamente stonata col resto della storia o che non coinvolga il lettore ma da una storia come la tua in cui il livello è molto più che degno di nota ci si aspetta indubbiamente di più. Il difetto principale è che gli avvenimenti sono condensati in troppe poche righe. Se magari avessi avuto più spazio a disposizione (e magari anche più voglia) di certo il tutto sarebbe venuto fuori egregiamente, perché l’idea del coinvolgimento mafioso e del commercio clandestino di organi è senza dubbio geniale. Ma il lettore, come pure lo stesso Lao, non avuto nemmeno il tempo di piangere Amina che è già tutto concluso, i sospettati principali delineati, la fine già scritta a parte la definizione gli ultimi particolari.
    Di sicuro puoi permetterti di scrivere un finale degno di questa storia lo hai dimostrato in tutti gli 8 episodi del tuo racconto, magari prendendoti il tuo tempo, impiegando di più e concludendo la storia nel modo in cui ritieni più giusto. Per me dovrà essere chi ha cominciato la storia a finirla, quindi a Lao l’ultima parola 😉

  20. La proprietaria della casa di Lao, che parla con una conoscente. I ragazzi se ne sono andati via, nel frattempo hanno cambiato casa.

    Lao ha riconosciuto la guardia della villa, per caso?

    Capitolo “sbrigativo”, sei stufo di scrivere?

  21. Ho votato il proponete voi. Sono indeciso tra varie voci che Lao sente, come suggerito più giù, oppure da una terza persona, Ruben per esempio, che è in quhe modo a conoscenza dei fatti. A me il capitolo è piaciuto molto, dialoghi, descrizioni

    La trama è fin troppo reale. Contento di aver recuperato la storia

  22. Io credo che in genere la storia abbia un andamento circolare, si torna al punto di partenza. Hai iniziato con Lao e con lui dovrebbe concludersi questo racconto. Questo episodio è denso, ma è inevitabile, io avrò lo stesso problema… quando sei alla fine devi condensare avvenimenti, dialoghi, situazioni… questo infatti è uno dei limiti di questa piattaforma, lo so, non è che si può continuare all’infinito, ma quando si arriva al denouement è necessario serrare i tempi e i risultati non sempre sono i migliori. Il tuo è stato un bellissimo racconto, mi è piaciuta molto la prima parte… ora a Lao il compito di chiudere il sipario. Alla prossima (che brutto il tuo silenzio stampa…)

  23. Ciao Napo, sei già al nono capitolo… molte delle storie che seguivo stanno volgendo al termine: alcune sono già archiviate. Ho avuto la stessa impressione di Alessandra, lei l’ha definita stanchezza, a me sembra più disinteresse o comunque fretta di chiudere.La narrazione è più serrata, non ci sono punti morti. Forse è solo perché avevi due capitoli a disposizione. Comunque finalmente sei di nuovo al primo posto e devo dire che il cavalletto si abbina perfettamente all’immagine di copertina: sembra un quadro 🙂
    Siamo in attesa del finale che affido senz’altro alla voce del Commissario D’Antonio. A presto.

  24. Ciao, (posso?) Roberto.
    Avevo letto il tuo pezzo già molte ore fa, in ospedale. Chiedo scusa per essere arrivata tardi. Mi è piaciuto moltissimo il risvolto tentacolare criminoso dell’espianto di organi, a conferma che sei una mente brillante.
    Noto una lieve stanchezza nella scrittura, qualche ripetizione, qualche refuso. Non ti indebolire, sei agli sgoccioli, devi dare il massimo.
    E poi, voto per un suggerimento:
    voci di strada.
    Parma: odori riconoscibili, stradine acciottolate, aiuole curate, dove siamo? Di certo al nord.
    Voci sovrapposte; le ascolti camminando lentamente e con lo sguardo perso nel vuoto. Tu sei Lao, anzi, sei Laò.
    Ricordi la sua bocca, la sua pelle dorata, quei suoi cappelli eccentrici e, all’improvviso, t’interrompe una voce stridula, quasi gracchiante. La voce non è una, sono molte. Sembrano ferirti. Ti gravitano intorno. Ognuna racconta una versione diversa di come sono andate le cose. Nessuna è attendibile. Oppure lo sono tutte. Perché la verità è nebbia che si dirada.
    Ti abbraccio.

  25. Mi piacerebbe proporre qualcosa che sia degno del tuo racconto, ma è un’impresa proibitiva in condizioni normali, figurati oggi che la mia fantasia langue stanca e inaridita.
    Vediamo cosa racconta il vicecommissario.

  26. Beh, voto per proporre io: secondo me il resoconto deve farlo il Commissario, né il Vice, né la stampa. ( Perdonami, Max, non posso aderire alla petizione) perchè sono cose delicate, c’è di mezzo il traffico di organi e Lillina e Lao hanno il diritto di conoscere la verità dettagliata che solo il capo delle indagini può fornire.
    Sono nostalgica, davvero… le mie storie preferite sono finite o in via di definizione e i miei autori preferiti non rispondono più alle note. Un silenzio che mi mette tristezza. Ragazzi, il bello qui è scrivere e poi parlarne insieme, no? Dove sei, Napo?

  27. Mi appaleso tra i commentatori di questo gran bel racconto (sebbene invero abbia preferito gli Otto giorni) unicamente per fare un minuscolo gesto di campagna elettorale: voto Gazzetta di Parma e invito tutti a farlo.

    (Non solo perché il linguaggio giornalistico è nelle corde del Napo, né perché quel giornale mi ricorda certi giorni di vacanza della prima adolescenza trascorsi nella campagne parmensi: soprattutto perché sono certo che ne uscirà un gran bel finale, originale e stilisticamente perfetto. Pure istanze estetiche, insomma).

  28. Userò la Gazzetta di Parma per leggere il frutto della tua abilità giornalistica. Capitolo fenomenale: non sto qui a lodare le ormai consuete perfette scelte stilistiche, ma sono rimasto impressionato dall’evolversi della trama. Una sorpresa dietro l’altra. Spero di ricevere una tua faccina sorridente. A presto.

  29. Con questo episodio hai dimostrato la tua bravura, sei riuscito a saltare da un momento all’altro con facilità. Non mi è piaciuta molto la digressione alla laurea di venerina, ma certamente serviva per mantenere la naturalezza dei fatti.
    Il resoconto tra il sogliola e lao.

  30. Accidenti, non mi aspettavo che Amina morisse! Ho la vaga idea che non era nelle tue intenzioni, devi averlo deciso strada facendo. Forse, con due capitoli a disposizione, avresti avuto difficoltà a farci rientrare anche la storia d’amore, magari a discapito di altri argomenti più interessanti. Da una parte mi dispiace, ma tutto sommato io non amo il rosa o meglio, le storie d’amore mi piacciono solo se sono tormentate.
    Ho guardato i commenti e ho notato una certa stanchezza verso certi meccanismi e non posso che essere d’accordo con te. TI è una piattaforma straordinaria che ti permette di avere molti contatti e di leggere tanto, ma per contro è anche impegnativo. Dopo quattro racconti ho sentito l’esigenza di staccarmi e sperimentare altro. E non mi sono affatto pentita della mia scelta, anzi. Forse scegliere di non commentare tutto e non ricambiare ogni singola visita è la scelta giusta per sopravvivere. Altrimenti finisci per essere stritolato dai meccanismi del gioco e non ti piace più. A presto!

  31. Che storia. Di un livello superiore. Trascina, c’è poco da fare. L’ho letta tutta ed è una di quelle storie che vanno pregustate. Lentamente, con calma per assimilarne ogni particolare. La frase “Amina è morta” è proprio una pugnalata nel petto. Era stato fin ora un personaggio perfetto, quasi angelico da emigrante africana a studente di medicina in una delle più prestigiose università italiane nel settore, sempre tenendo a mente la sua Africa che oltre ai copricapi doveva avercela nel cuore. C’era da aspettarselo però, si era immedesimata così tanto nella storia di Mamadou che probabilmente ha fatto la sua stessa fine, la fine di chi conosce troppo e viene messo a tacere per sempre. Voto per la chiamata alla Polizia, la vedo un po’ inevitabile in ogni caso a meno che Lao non si sbarazzi personalmente del cadavere e non mi sembra questo il caso! Aspetto con ansia il prossimo episodio. 😉

  32. Finalmente sono riuscito a ritagliare del tempo utile per leggere il tuo operato senza disturbi o pause.
    Ho notato, oltre a un sapiente uso dei dialoghi e dei dialetti (questi mai troppo invasivi), anche una buona caratterizzazione dei personaggi e degli eventi.
    Anche se l’inizio può risultare lento, ammetto che di episodio in episodio, la storia si appiglia al lettore e lo trascina.
    Dici di scrivere cose banali… forse lo saranno, ma la storia risulta comunque interessante e (secondo me) merita di essere letta.

    Termino votando per lo “svenimento”.
    La parola “invano” mi trasforma automaticamente quell’opzione in una sorta di voto a “vuoto”, mentre la Polizia la reputo una cosa abbastanza scontata (probabile che arrivi con o senza voti).

    Attendo il prossimo episodio 😉

  33. Ho recuperato settimo e ottavo episodio. Del settimo, l’idea che mi ero fatta di non tornare alla coppia Lao e Amina, si è rafforzato ancora di più. Non si sono detti molto, a parte le informazioni sui calabresi. So che è un giallo, ma le battute della coppia Lao e Sogliola sono troppo divertenti. 🙂 L’ottavo episodio è finito proprio male. Malgrado questo ho votato per il tentativo di rianimazione. Utile o inutile che sia. Però un dubbio mi è rimasto … che odore ha sentito Amina?

  34. Buongiorno, Napo.
    Mi permetto di di commentare il tuo racconto che ho letto oggi e che mi ha incuriosito leggendo i tuoi commenti in giro. Continuavi a dirti autore banale in diverse discussioni e anche qui, volevo capire se fossi modesto o folle.
    Faceva un caldo “africano” quando hai iniziato il tuo racconto, e ora c’è il gelo di una vasca da bagno senza rumore. I suoni, gli odori, i dialetti sono al posto giusto, curati nei dettagli. Sai argomentare, non solo quando lanci stoccate ad altri racconti, anche quando le infili nei tuoi stessi episodi. Ti consiglio di continuare a scrivere, hai ottime capacità narrative. Immagino che Amina sia stata uccisa perché sapeva troppo. E’ così che si muore, di solito: quando si è capito tutto.
    Ti ho trovato brillante, in ultima analisi, e mai banale come tu dici. Resta da capire perché lo dici, ma immagino che la giovanissima età porti molti autori a non darsi il giusto peso.
    Mi ha fatto piacere leggerti. In realtà ho letto una trentina di storie qui, ma di solito non commento.
    Buon proseguimento. Verrò a leggere l’epilogo.

    • Grazie per il commento.
      In realtà, se io volessi argomentare certe mie affermazioni sulla banalità delle cose che scrivo qui, dovrei dilungarmi troppo. Non sono modesto, tantomeno falso modesto, al limite sarò un po’ folle. Sono sempre stato dell’avviso che un bravo autore, attraverso i suoi scritti, debba aprire delle porte – almeno degli spiragli – per indurre il lettore a guardare oltre la storia, a porsi domande, a documentarsi, in altre parole a crescere, a formarsi una coscienza critica. I miei racconti sono storielle, un gioco per me e per i lettori di TI, senza nessuna pretesa letteraria. Almeno io so – e ne vado fiero – di non essere uno scrittore, non mi faccio inutili illusioni e non mi faccio illudere dai lettori di TI.
      Mi piace questo sito e mi piace questo gioco, ma è tutto qui.
      Parlo poco e malvolentieri di me, però mi costringi a dirti che non ho una giovanissima età, tutt’altro.
      Grazie ancora.

  35. Finalmente un colpo di scena degno di questo nome! Beh, chiunque tenterebbe di rianimarla, no? Comunque, poco importa, queste tre opzioni non mi sembrano per nulla decisive… la polizia arriverà in ogni caso, a meno che non succeda una tragedia e Matt… ehm, cioè l’assassino sia ancora in casa!

    PS: no, Mattia non può essere l’assassino… con un nome così! E poi, troppo scontato. E se il “sogliola”…? Mah!

  36. Complimenti, Napo. Gli ultimi due capitoli sono veramente belli. Aumentano notevolmente il ritmo, senza tradire, però, le premesse iniziali. Lao che continua a provare interesse per Amina, ma che, al tempo stesso, la aiuta ad indagare, facendo assumere al racconto le tinte di un giallo.
    Ho votato perché chiami la polizia.
    Ancora complimenti.

    • Grazie, Francesco. Sono davvero convinto di scrivere delle grandissime banalità di cui non mi vanto affatto, perciò mi allontanerò dal sito appena avrò finito questo racconto.
      I complimenti li meriti tu per il tuo racconto, così carico di significati. Ti confesso che ti seguo in silenzio perché, per il caratteraccio che ho, rischierei di entrare in polemica con quelche tuo commentatore.

      • Personalmente, non trovo che tu stia scrivendo delle banalità. Per esempio, un ragazzo che si innamora di una ragazza è certo banale (da un certo punto di vista) perché, in fondo, a chi non succede? Ma questo non lo rende meno interessante. E poi, ritengo che un tuo punto di forza sia veramente il tuo stile che riesce a rendere la lettura scorrevole, semplice, adattandosi alle situazioni. Inoltre tocchi argomenti che accendono l’interesse. Per cui non ti dico di cominciare a vantarti, ma spero, comunque, di rileggerti qui su questo sito. Ovviamente, assolutamente libero di smettere.
        Ti ringrazio, poi, per i tuoi complimenti. Mi chiedevo, effettivamente, se seguissi il mio racconto. E sapere che lo leggi, anche se in silenzio, mi fa davvero piacere. Se posso chiedere, non mi dispiacerebbe un tuo commento quando avrò concluso.
        A presto, Napo.

  37. Sei veramente bravo e un grande giocatore.
    Continuavo a chiedermi dove fosse Amina,e se l’avessi persa anche tu,invece…che colpo.Per me ,letteralmente.
    Adesso l’unica certezza è che sia morta.
    Io penso che Lao dovrebbe seguire il consiglio dato ad Amina (invano) e chiamare la polizia,tanto è a due passi.Avranno sentito l’urlo di Lillina?

    • Grazie, ang. Sai che sono molto attento ai tuoi commenti. Come hai visto ho risolto radicalmente il problema di un’Amina fuori dalle righe: troppo bella, troppo elegante, troppo affascinante, troppo empatica. Mi serviva una vittima perfetta 😉

  38. Leggere tutti e otto i capitoli insieme è stata un’esperienza meravigliosa. Mi hai regalato emozioni, sorprese, risate. Questo è davvero un bellissimo racconto. Poi il colpo di scena finale dell’ottavo capitolo, stai attento che qualche tuo lettore ti potrebbe fare come Misery 😛
    Scherzi a parte mi è piaciuta molto la cura del dialogo, sei stato molto attento ai dialettismi, sei riuscito a scherzare con i dialetti. La storia poi è davvero interessante dall’inizio, prende e c’è voglia sempre di andare avanti.
    Mi dispiace non averla presa dall’inizio ma avevo problemi con la pagina di Incipit dalla campagna, quindi ho mollato tutti. Ora stavo iniziando a riprendere le storie e le tue due sono state le prime. E non me ne pento per nulla…
    Ora restano due capitoli, dove se ho capito bene, il nono sarà il preludio di un’altra stagione (inverno o autunno).
    L’estate del 2003 fu davvero la più calda di sempre, lo ricordo benissimo!!

    • Diego, sono contento che sei di nuovo da queste parti. Grazie per il commento fin troppo positivo.
      Non ci sarà un terzo giallo ambientato in autunno. Era un mio progetto iniziale, ma nelle ultime settimane ho deciso di abbandonarlo. Penso perciò che utilizzerò anche il nono e il decimo capitolo per chiudere questa storia e… anche quella precedente.
      L’ho detto in giro in più di un commento che ero tornato su TI per leggere e votare i tuoi racconti. Aspetto la tua prossima storia trash (non è che sei già tornato sotto pseudonimo? c’è una fiaba scorrettissima che è nelle tue corde “Perdinci Pit!”).

  39. ATTENZIONE:
    Qualcuno mi ha fatto notare che la Startari e io, da quando abbiamo pubblicato i nostri ultimi rispettivi episodi, non abbiamo replicato ai vostri commenti.
    Tranquilli: non ci siamo uccisi a vicenda (dopo avere ucciso i nostri protagonisti),
    Io sono in viaggio. Ci sentiamo lunedì.

  40. Ho riletto più volte perché non ci potevo credere. A me non piace quando uno dei protagonisti muore, mi fa rimanere dentro una tristezza incredibile. Comunque non discuto mai la scelta dell’autore, anche perché per ogni cosa c’è una sua spiegazione 🙂
    E dopo tutte queste parole ti dico che ho scelto che cerca di rianimarla invano. Mi sembra il minimo 😀

  41. Beh.. ma… ma che vi è preso stasera a tutti quanti?! La seconda storia che leggo e la seconda volta che ammazzate la protagonista! Io proprio non vi capisco… va bene che io non sono una che scrive, ma non credo che ucciderei i miei personaggi così… ecco.
    Scherzo…
    tenta di rianimarla, ovvio!
    P.S. Credevo che amassi Amina, ma visto che l’hai affogata… forse non la sopportavi più. Deve averti fato arrabbiare.

  42. Ma come! Passi dalla scena della verifica dei completi i intimi nel cassetto… Al dramma finale?!? Proprio non me lo aspettavo! Gran bel colpo di scena (bel inteso da un punto di vista letterario, non per la povera fanciulla…) comunque per me chiama la polizia, non lo vedo svenire e neppure tentare di rianimarla…

  43. Napo autore si sta muovendo verso i lettori come un felino verso una facile preda:
    – prima ci fa ridere;
    – poi ci fa intravedere l’alba di un giallo senza far mai giorno;
    – e ancora ci fa apparire una possibile svolta della storia (Amina che parla di Mamadou)
    – tutto d’un tratto si allontana con l’episodio di Mamadou;
    – poi ritorna con i personaggi a cui siamo legati, divertenti con Amina un persoanggio che resta ancora un po’ distante;
    – improvvisamente, quando ormai la “guardia è bassa”, Amina muore e noi restiamo storditi.
    Il narratore ci porta dove vuole e non dove vorremmo egoisticamente noi, ma il luogo ci piace anche perchè non lo conosciamo ancora.
    Tenta invano di salvarla. Anche se lo immagino uscire per strada inferocito con il mondo pronto ad aggredire chiunque meglio se un gruppo numeroso e collerico. Però Lao sta crescemdo e non lo farà.

  44. Adoro i colpi di scena alla chiusura dei capitoli, li adoro anche troppo, lo sai. In questo caso però siamo davanti a un colpo… da maestro. Amina, inspiegabilmente, ci lascia brancolare nel buio tastando dubbi e incertezze. Io azzardo: che questo sia il preludio di un terzo racconto della catena? Comunque, Lao tenterebbe di rianimarla, poco ma sicuro.

  45. Nooooooooooooo!!! Bastardo, tutto premeditato da parte tua!!! Chiama la polizia e ti denuncia. Testimonio per Lao contro un autore disamorato nei confronti dei suoi personaggi e dei suoi lettori. Ci sono rimasto troppo male.

  46. Mah, la prima reazione, almeno per me, mi metto nei suoi panni, sarebbe quella più irrazionale di tutte… cercherei di rianimarla, perché quando si ama, difficilmente si può accettare un evento del genere. Però, c’è un cambio di testimone nella storia. Forse Amina era uno di quei personaggi di raccordo, una sorta di pretesto per raccontare qualcos’altro… sembrava una storia divertente, hai cambiato completamente registro. Scelta davvero coraggiosa, forse per qualcuno sarà difficile da digerire… ma d’altronde questo non è un prodotto, che deve necessariamente rientrare nei gusti massificanti del pubblico, è la “tua” storia e portala avanti, dove ti dice il cuore…

  47. PAAAM! uno schiaffo in faccia la morte di amina.. La faccenda é più intricata di quello che sembra e tu napo ce l’hai nascosta fino ad ora. Ora sono curiosa di vedere come continua. Ho scelto sviene, lo shock é troppo per laó.

  48. Morta?
    arrivo all’ottavo, il tanto giusto per affezionarmici, e tu la fai morire…sigh.
    Lao dovrebbe chiamare la polizia, ma non lo farà perché la prima reazione naturale sarà quella di provare a rianimarla. Potrebbe svenire se fosse un cacasotto, ma nego che mi costruisci un protagonista del genere…neanche Lillina sviene, anzi è già molto che ha urlato come nei telefilm anni 80 😉
    ari-sigh

  49. Quella frase, Amina è morta, ineluttabile come scritta nella pietra, è un pugno allo stomaco. Il tuo temporeggiare sull’evolversi del giallo ha fatto sì che ci affezionassimo ai protagonisti (Amina e Lao in primis), quasi come fossero persone reali. Ho letto l’episodio (in particolare le ultime righe) letteralmente in apnea.
    Emozionare il lettore con un racconto (a maggior ragione se tratta di eventi e persone inventati) è dote rara e preziosa.
    Solo adesso capisco come la staffetta tra Ruben e Amina avesse un significato nascosto: il testimone è passato da carnefice a vittima.
    Credo che Lao provi disperatamente a rianimarla, talmente scioccato da non rendersi nemmeno conto dell’inutilità del suo agire.

  50. Deve avere delle informazioni in qualche modo, quindi è costretto ad attaccare bottone. Ma… siciliani e calabresi vanno d’accordo? 🙂

    Ok Napo, hai inserito degli indizi. Ma manca ancora la chiave per comporlo, il puzzle.
    Per ora possiamo solo segnarci alcune “cose”…

  51. Mi è piaciuto il dialogo tra Lao e Amina, l’imbarazzo di lui alla domanda diretta riguardo sul suo interessamento. Del resto, non ho mai amato gli uomini che approfittano delle situazioni. Invece la parte in cui Amina, il giorno successivo rivela particolari di Ferrari, è scritta troppo in fretta, un’accelerazione che non sei riuscito a mascherare.
    Le battute del sogliola sono sempre esilaranti 🙂
    Per la scelta, attacchiamo bottone con il calabrese, magari si ricava qualche notizia utile. Altro bel capitolo, bravo.

    • Grazie del commento, Angela.
      Ne convengo con te che il dialogo “del giorno dopo” è affrettato e lacunoso. Affrettato per mia manifesta incapacità, invece è volutamente lacunoso per non svelare dettagli importanti. Eppure in quel dialogo c’è una sfumatura che è un indizio…

  52. Secondo me scappa, io lo farei. Non per codardia, ma per riorganizzarsi, pianificare un’azione che non sia dettata dall’impulso del momento. E questo Lao, che qui ho letto per sette episodi tutti di fila, non mi sembra proprio un impulsivo. Sì, è verace ma no, non è sciocco. Di solito organizza pedinamenti, riflessioni, chiama complici, quindi non è uno che si lascia afferrare al volo ma ti fa faticare un po’ prima di prenderlo. In quanto ad Amina è affascinante…

    • Bellissima “lettura” del personaggio e gran bel commento. Ti ringrazio, Giulia.
      Devo dire che sono abbastanza d’accordo con te. Continuo a stupirmi delle scelte dei lettori di TI. Credo che specialmente i lettori-autori ci mettano un po’ di sadismo a scegliere le opzioni più innaturali (Oddio, ora scateno una nuova diatriba…).
      Per me la cosa più naturale, per come immagino Lao, era che trovasse una scusa, magari fingendosi sciocco e sprovveduto, e si dileguasse.

    • La sfumatura rosa è un pegno che dovevo pagare da tempo per avere più volte preso bonariamente in giro i fumettoni rosa di Emma77. Una piccola innocente sfida tra me e lei.
      Tu dici che il morto non ci può scappare? in senso letterale hai perfettamente ragione. Ma se poi nel mio giallo non ci scappa il morto, tu prima cadi dalle nuvole e poi mi pianti in tronco (e voglio vedere come fai a farlo “letteralmente”).

          • Messier Napo non mi permetterei mai di giudicare se sia o meno cattivo.
            In questo gioco formuliamo una “critica pedante” ovvero la critica da parte di pensatori e opinionisti che giudicano nuove opere, ognuno si affida al proprio talento critico per segnalare le opere più belle, o criticare un qualcosa che non piace. Ognuno di noi ha una propria visione, “non sempre piace ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.
            Capisco il vostro impegno.
            Ma vedermi commentare la tua storia ti dovrebbe suggerire molto. Non si segue qualcosa che non piace.

          • Messier Napo non mi permetterei mai di giudicare se sia o meno cattivo.
            In questo gioco formuliamo una “critica pedante” ovvero la critica da parte di pensatori e opinionisti che giudicano nuove opere, ognuno si affida al proprio talento critico per segnalare le opere più belle, o criticare un qualcosa che non piace. Ognuno di noi ha una propria visione, “non sempre piace ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.
            Capisco il vostro impegno.
            Ma vedermi commentare la tua storia ti dovrebbe suggerire molto. Non si segue qualcosa che non piace.

  53. mancano ancora tre capitoli, ma già comincio a temere che questa storia mi mancherà
    bravo napò, riesci a mescolare con grande naturalezza elementi comici e drammatici, un po’ come nella vita insomma, penso che è anche per questo che ti leggo volentieri
    voto perché attacchi bottone con il gorilla

    • Ang, ti dico ancora una volta che apprezzo i tuoi commenti perché sono sempre motivati.
      Anche se non fossero positivi, li apprezzerei ugualmente, anzi di più. Le critiche aiutano a migliorarsi, gli elogi invece fanno solo montare la testa. Possibile che tu, proprio tu, da lettore “puro”, non abbia una critica da muovermi?

      • ahahahah! una critica? ma perché? comunque, se proprio devo…
        una (piccola) nella caratterizzazione di amina, mi pare che qualcuno l’avesse già sottolineato all’inizio: a meno che non siano gli occhi (ben) poco obiettivi di leò a mostrarcela così, amina appare troppo, troppo perfetta, sotto tutti gli aspetti
        di fatto di lei sappiamo che è bellissima, elegante, con un affascinante accento afro-francese, gentile, discreta, forse un po’ malinconica (e quindi ancor più affascinante), insomma un po’ irreale

        • Tecnicamente – direbbe l’ottima Startari – il narratore in terza persona limitata segue l’ottica di Lao e pertanto ne risulta influenzato. Però la tua critica in realtà è molto appropriata. Il mediocre autore, nell’intento di fare affezionare il lettore al personaggio di Amina, ne ha fatto una sorta di archetipo della bellezza, una Venere nera posta sul piedistallo. Ha così ottenuto il risultato opposto: un senso di lontananza, di irrealtà che rischia di trasformarsi in antipatia (specialmente nelle lettrici).
          Ottimo, ang. Ne farò tesoro. E stai certo che risolverò. 😉

  54. L’opzione più credibile è quella di scappare, dei calabresi addetti al servizio d’ordine sanno tanto di criminalità.
    Poi,dipende dal contesto: se la fuga appare tanto vale provare attaccar bottone, i dialetti si assomigliano.
    Voto.per l’opzione più inverosimile ma,più potenzialmente divertente tra le,due.
    Per il resto,dopo l’episodio,di Mamadou, è stato insolito,ritrovarsi Lillina, Lao che fa l’imbranato, il Sogliola. Dialoghi come sempre frizzanti (il contatore che si azzerò…). A presto

      • Effetti della piccola tastiera touch.. RIPROVO
        L’opzione più credibile è quella di scappare: dei calabresi addetti al servizio d’ordine sanno tanto di criminalità.
        Però, a seconda del contesto, anche la soluzione di attaccar bottone può essere verosimile: ad esempio, se la fuga dovesse apparire inutile, tanto varrebbe provare attaccar bottone, visto che i dialetti si assomigliano.
        Voto quindi per l’opzione più inverosimile, ma più potenzialmente divertente tra le due: l’attaccar bottone.
        Per il resto, dopo l’episodio di Mamadou, è stato insolito ritrovarsi Lillina, Lao che fa l’imbranato, il Sogliola che fa il cazzaro.
        Dialoghi come sempre frizzanti (il contatore che si azzerò…). A presto
        P.s. Meglio così?

        • Decisamente meglio. 😉
          Io ci tenevo molto alla storia di Mamadou, ma non sembra sia stata apprezzata, visto che sono tornato indietro di almeno quattordici punti. Non è per i voti, è che se il gradimento di un racconto si misura a colpi di “minchia”…

            • Non so se dopo Mamadou o dopo la polemica con bricoleur… Domenica mentre scrivevo il settimo episodio – e avevo sott’occhio il sito per controllare la congruenza con gli episodi precedenti – in poche ore ho visto calare gli incipoints di dodici punti (non so quanti ne avevo persi prima). Poi anche dopo la pubblicazione di questo episodio, a ogni commento, invece di andare un punto avanti, tornavo indietro di un punto.
              Non me ne frega niente del punteggio, ma la cosa è singolare. Credo di non aver mai visto nulla del genere, anche se il mio amico Diego Zucca (lo trovi nelle storie complete di maggior successo di tutti i tempi) mi ha detto che a lui è capitato anche di peggio, tempo fa (credo che abbia perso un centinaio di punti).
              Credimi, m’interessa questo fenomeno come tale, degli incipoints me ne stracatafotto. Vorrei solo capire se è l’effetto Mamadou o l’effetto polemica. Propenderei più per il secondo, vista la tempistica: la reazione dei fans di bricoleur all’attacco a un mostro sacro (che poi non voleva essere una attacco a lui ma alla regola di TI: a che serve sospendere gli autori dalla classifica se poi possono ritornarci indenni anche dopo un secolo?). Insomma, mi sa che anche nel piccolo, in Italia appena tocchi una lobby… Interessante, no?

              • Se dopo ogni commento ricevuto perdevi, nel contempo, un voto, la soluzione più plausibile appare quella dell’errore tecnico in quanto l’evidente legame cronologico difficilmente appare causale.
                Nell’ipotesi peggiore tra quelle da te descritte, il fenomeno sarebbe sì interessante, ma come fenomeno di studio dei “social”.
                P.s. Saluta Perla che non conosco 😉

              • Ciao Napo,
                non risultano problemi al sistema di punteggio su THe iNCIPIT.
                Nel caso riscontriate problemi, o abbiate dubbi o domande o semplici osservazioni, vi invitiamo a contattarci direttamente tramite la pagina Contatti.
                Come abbiamo sempre fatto, siamo felici di discutere con la community di come migliorare questo sito che è stato creato con l’intento di far giocare e divertire autori e lettori con il meccanismo di storie a bivi in divenire.
                Ti assicuriamo che non ci sono nè ci sono mai stati interventi di carattere “personale” a favore o sfavore di autori o racconti. I rari casi in cui siamo dovuti intervenire sono relativi a comportamenti scorretti da parte di utenti, e in tutti questi casi contattiamo direttamente le persone interessante.
                Detto ciò, crediamo che in Italia la cosa ben più triste delle lobby sia accusare gratuitamente di lobbismo. Ci dispiace, dato il lavoro che siamo felici di fare per mantenere questa bella comunità unita. Cercheremo di fare meglio. Nel mentre, siamo a vostra disposizione tramite la pagina Contatti.

                Buon divertimento a tutti!
                Marco

            • I punti che sono venuti a mancare erano di lettori che hanno ritirato il loro “segui la storia”. La lobby alla quale mi riferivo è di quelle che si generano nei meccanismi social. Ho chiarito con TI e ho offerto anche la mia testa, nel caso volessero.

  55. Non sono molto legato alla mia terra, ma questa volta credo che leggerò con piacere di un calabrese. E questa volta posso confermare per esperienza diretta quanto sei minuzioso nel documentarti per scrivere i tuoi racconti. Quanto ho letto Isola Capo Rizzuto hai veramente sfoderato un colpo da maestro. Si nota una certa attitudine giornalistica, dico il vero? Inutile aggiungere (ma lo farò lo stesso) che i dialoghi sono davvero curati: si alternano momenti spassosi a sprazzi di preoccupazione. Non valgono un fico secco, ma accetta i miei più sinceri complimenti.

    • Ma hai iniziato un nuovo racconto! Anche questa notifica non mi è arrivata.
      Non colpevolizziamo tutti i calabresi. Il riferimento è a un’organizzazione criminale che fu sgominata nel 2005 e che realmente “gestiva” da anni il CPA di Isola Capo Rizzuto. A Parma è inoltre notorio che la ‘ndrangheta ha interessi vari.
      (Comunque la risposta è: dici il vero. Quindici anni d’esperienza, per la precisione)
      Grazie, Giuseppe

    • Fine dell’unanimità sull’attacca-bottone.
      Grazie, Giulia.

      Stranamente continuate a votare ma i miei incipoints continuano a diminuire: un punto avanti e due indietro. Giuro che non me ne frega niente, ma temo che i calabresi abbiano in mano TI…

  56. Visto che sei già al settimo episodio, attacca bottone col calabrese inventandosi una scusa…magari scopre qualcosa, tipo orari, frequentazioni del posto…
    Mi sarebbe piaciuto che avessi messo i collegamenti alle località come hai fatto altre volte 🙂 me li cercherò io appena uso il pc.

    • Sì, stavolta niente mini sito con riassunti e foto. Ma i luoghi, le strade, i ristoranti, i negozi sono comunque tutti reali, tranne Villa Aubert.
      Avrei voluto fare un omaggio anche alla tua terra in uno dei prossimi gialli – quello d’autunno lo avevo già in mente – ma il mio progetto si ferma per ora con il giallo d’estate.

  57. All’unanimità, direi: attacca bottone anche secondo me. Lao ha il coraggio dettato dalla determinazione (di carattere e per amore.) Non lascerebbe mai Amina da sola e non è abbastanza sottile da trovare una scusa per allontanarsi. Sono curiosissima di scoprire come e se riesce ad intavolare un discorso col calabrese. Corri tanto, con gli episodi. Sembra quasi tu non veda l’ora di arrivare alla fine. Da una parte ti capisco anche se non so, se i motivi della “fretta” siano gli stessi miei.

    • Non so i motivi della tua fretta. Io ho sempre detto che qui gioco (e non è una bugia), quindi ogni bel gioco deve durare poco, altrimenti… Già ci sono segnali che qualcuno comincia a prendermi un po’ troppo sul serio, non vorrei finire per prendermi sul serio anch’io. TI può dare alla testa.

      • No, semplicemente … Ho una storia da raccontare e mi va di farlo con il ritmo col quale mi cresce dentro. Ma se la metto su TI è perché mi interessa il parere altrui quindi attendo un minimo sindacale di avere del feedback (che sia positivo o negativo), scoprire se una certa idea può piacere, sia da sviluppare, eccetera eccetera. Per esser uno che lo considera un gioco, mi sembra che tu ne sia un po’ troppo “preoccupato”, passami la considerazione. Ma so che c’è chi ragiona così e preferisco una riflessione del genere a chi si spaccia per scrittore arrivato senza esserlo.

  58. Plebiscito per l’opzione “attacca bottone”. Se continua così, mercoledì pubblico il prossimo episodio e, nel giro di altri sette giorni, sarò fuori da TI. Tanto, se continuano a non arrivarmi le notifiche…
    Grazie, Lucia.

    • Un “grazie, lucia” mi è partito anche nel mio commento generale, qui su.
      Ti ringrazio per la stima (eccessiva) che dimostri nei miei confronti in uno scambio di battute con Giuseppe. Non correre a chiamare Maestro chi maestro non è. Maestro è un termine altissimo, non va sprecato.
      Grazie ancora.
      P.S.: aspetto il tuo episodio lavato con Napisan. Controllerò almeno una volta al giorno, visto che le notifiche non mi arrivano più.

      • Ciao, appena postato il bucato fresco di Napisan…. Fammi sapere se ti sembro sbollita…Intanto mi si è ribaltata la situazione sul pelo di pelliccia dell’ultimo minuto, ovvero non ha vinto per un punto la denuncia..Io sono “maestra” veramente…. Mannaggia, era quello che volevo fare a dieci anni (anche scrivere), maestra “della scuola cinofila”….. Ovvero insegnare a tantissimi bambini meravigliosi che se potessero esprimere il loro dissenso sugli atteggiamenti di Noi “Cani” non sarebbero certamente felici della situazione. ..Ok…. Bacissimi…

  59. Attacca bottone, non è uno che si arrende ed è abbastanza intraprendente da rasentare l’incoscienza e poi… sì, la battuta «Povero scimunito. Tutte cose t’ammucchi.» mi è piaciuta tanto, l’ho sentita nelle orecchie. Ogni scena è vivida, la guardo. Dote rara.

      • Eccomi. Trovato il tempo di replicare ciò che è andato perduto. ( come ti anticipavo stamattina)
        Ti chiedo subito scusa se replico qui sotto: per scrivere un commento nuovo di zecca dovevo finire prima della lista… e preferisco non farmi notare. Ho molte cose da dirti.
        Non so ripetere quel che ho scritto nei giorni scorsi, non ricordo tutto, a parte il fatto che ho notato la coincidenza: abbiamo pubblicato nello stesso momento, abbiamo ucciso le nostre protagoniste, abbiamo glissato i commenti. Insomma sembra anche che – quel viaggio di cui parlavi – lo abbiamo fatto insieme, a questo punto. 🙂 Ma, a parte quelle che sono le nostre oggettive affinità – su cui si è già convenuto – c’era altro che volevo dirti. Lo sintetizzo di seguito, poiché non saprò mai usare gli stessi vocaboli di quella sera in cui – addirittura in francese – ti ho chiesto di non sparire.

        L’acqua.
        Le regole di scrittura dicono che l’acqua si usa nel penultimo atto di una storia, poiché l’acqua rappresenta la RINASCITA.
        Ci sono film in cui il protagonista arriva a un “punto di non ritorno” e finisce immerso in acqua. Quando emerge, le cose cambiano. Lui rinasce. Cioè cambia registro. Inizia a mostrarsi per quello che è, a vincere la sua battaglia, a mettere tutti i tasselli al loro posto.
        Beh, tu hai affogato Amina, sì. Hai usato l’acqua per farlo.
        Hai chiuso un atto e ora se ne aprirà uno nuovo, In cui il protagonista avrà la sua rivincita.
        Non ha importanza che lui sia vittima o carnefice, tu hai usato l’acqua… e ogni cosa cambierà e tornerà al suo posto. Questo perché lo hai fatto all’ottavo capitolo.
        Perché te lo dico? Cosa te ne importa?
        Napo, tu sei stato un giornalista per 15 anni almeno, sbaglio? Conosci il lessico e le sue regole. Conosci le 5 W.
        Sarà solo istinto, mio amico di penna digitale, mio collega di altra città, mio coetaneo sicuramente, ma tu sai dove mettere i “punti e le virgole” .. infatti hai messo l’acqua nel punto giusto. Smetti di dire che giochi, che tu non sei uno scrittore. E’ vero, non tutti quelli che scrivono sono scrittori, di solito sono scrivani. Ma tu scrivi… non scribacchi. Smetti di dirlo, perché mi offendi. Ci offendi.
        Ti stimo moltissimo e spero di conoscerti, un giorno. Ma, in ogni caso, io già ti conosco. Quelli come noi, che si caricano qualcuno solo per conoscere la sua storia, la sua vita, troppi ne hanno presi di treni e di traghetti e di aerei per scoprire storie vere di vita vissuta. Quell’iracheno che mi ha detto che Dio è nei dettagli e che anche il Diavolo lo è, ricordi? Lo sai dove me lo ha detto? Lì, mentre si sparava. Mentre mi chiedevo quanti minuti mi restavano. Io e te, (che ti carichi in macchina il tipo per scrivere un episodio, e che me lo racconti con un tale entusiasmo), sappiamo bene che cos’è la scrittura. Serve a dire al mondo: apri gli occhi, cazzo.
        Il resto è finzione.

        Ho votato perché la rianimi. Lo vede che è morta, ma non può farne a meno.

  60. Lao ormai c’è dentro fino al collo. Se non si fosse spinto così avanti con Amina, forse avrei votato per la sua fuga, scusa o non scusa. Sentire parlare calabrese lo stuzzica, magari vuol dimostrare ad Amina il suo coraggio. Tutte supposizioni logico, ma io la vedo così. Ottimo episodio, buon proseguimento.

  61. Pirla com’è, figurati se non attacca bottone!
    Sulla storia dei punti persi e sulla battuta del Sogliola non sono riuscito a trattenermi. Menomale che non mi ha visto nessuno ridere da solo come un… Laò.
    La faccenda si fa intricata; comincio a preoccuparmi per i nostri eroi.

    • Massimiliano,
      scommetto che già cominci a mettere insieme un po’ di tasselli.
      La storia dei punti persi mi è venuta in mente perché ieri, nel giro di poche ore, il mio racconto ha perso una dozzina di incipoints. Aggiungi anche non mi arrivano le notifiche…
      Sono segnali. Il mio istinto mi dice che è arrivato per Napo il momento di eclissarsi. E io, come Amina, mi fido dell’istinto.

  62. Io voto per Lao e il sogliola, anche se non è la maggioranza. A rigor di logica questo episodio avrebbe dovuto raccontare ciò che Amina sapeva. Ma a questo punto, per me, non ha più senso. Visto che ora conosco in parte la storia di Mamadou. Invece il duo comico di pseudo investigatori mi incuriosisce di più.
    Anche se in ritardo, complimenti per la copertina. Per un attimo ho pensato che la ragazza fosse Lillina. Che fosse la sua rivincita per non essere stata coinvolta in prima persona nelle ricerche. Riguardo l’HR Café, secondo me è stato messo il logo per ricordare che non solo a Parma non c’è il mare, ma non c’è nemmeno il locale. Scherzo. 🙂

  63. Eccomi qui. Anche io ho problemi con le notifiche, ma per fortuna ho pensato di passare a vedere se ci fossero aggiornamenti 🙂
    Il racconto di questo viaggio “della speranza” mi ha fatto venire i brividi. Non perché sia scritto male, tutt’altro, bensì per via di quel che mi richiama alla memoria; la storia di mia cognata, la quale dalla Moldavia è arrivata in Italia a piedi, clandestinamente, evitando (per fortuna) la fine terribile che capita a molte sue connazionali, pur di sfuggire a una vita senza speranze. Quella è una storia a lieto fine, mentre purtroppo il viaggio di Mamadou temo non lo sarà del tutto. Ogni volta che penso a queste persone e a quello che devono affrontare, non posso far a meno di pensare a quanto siamo fortunati noi, che non dobbiamo fronteggiare nulla del genere.
    Ho votato per Amina e Lao, quella sera stessa. Sono curiosa di scoprire se lui la affronterà.

  64. Chiedo scusa ai miei lettori e agli autori dei racconti che seguo, ma mi sono reso conto che non ricevo tutte le notifiche: alcune le ricevo con notevole ritardo, altre vanno a finire nello spam, ma le rimanenti non arrivano affatto.

    • Chiamatemi Roberto. Qualche anno fa – non importa ch’io vi dica quanti – […] pensai di mettermi a navigare per un po’ […]
      Scherzi a parte (chiedendo umilmente scusa a Herman Melville), tempo fa ero iscritto a TI come Roberto Mocher, poi mi sono cancellato. Non c’è più neanche il racconto che avevo scritto. A distanza di un anno sono tornato con un nuovo nickname, all’inizio solo per commentare, ma qualcuno (anzi qualcuna) mi ha riconosciuto già dai commenti.
      Roberto è il mio vero nome, ma pochi sanno qualcosa in più.

  65. Io vorrei tornare da Amina e Lao.Vorrei conoscere Amina delegando Lao per le domande.
    Questo capitolo mi è piaciuto,sei riuscito a far sentire la grande solitudine di chi inseguendo una speranza o obbligato a crederci approda su lidi dove anche l’identità è naufragata. La similitudine tra il deserto e il mare e l’immagine in cui stringono il sacchetto che rappresenta la loro possibilità di farcela, sono molto belle.Solo,ma questo è un mio gusto,lo avrei usato all’inizio .Una specie di prologo.
    Bravo,come sempre.

  66. Letto tutto ad un fiato… Mi chiedevo chi fossi, perché ti trovavo ovunque a commentare con la presunzione di chi sa scrivere bene. Oggi ho appurato che non si tratta di presunzione ma di una reale capacità. Bel racconto, mi ha colpito anche il tuo uso accorto di un sofisticato metalinguaggio. Quando nelle parole dei protagonisti compare un riferimento alle opzioni scartate dai lettori e i personaggi ammiccano ai lettori, ho pensato che forse, da qualche parte, questa storia esiste davvero…

    • Prima mi dai un pugno nello stomaco, poi una carezza. Quindi do l’idea del “prezzemolino” presuntuoso? Un punto di vista interessante, il tuo. Ho tanti difetti, ma chi mi conosce sa che sono tutt’altro che presuntuoso. Apprezzo la tua franchezza. Le critiche stimolano a riflettere e a migliorarsi. Qui, in generale, c’è troppo buonismo, troppa ipocrisia. Ci sono autori che leggono solo se stanno scrivendo un racconto e commentano per avere visibilità. Non sempre votano e non sempre leggono davvero, ma si sperticano sempre in elogi.
      Rifletterò. Forse devo smettere di commentare tanti racconti. Non smetterò di leggerli.
      Quanto alle belle parole sulla mia “capacità”, te ne sono grato. Sono il peggior critico di me stesso: non c’è il rischio che mi monti la testa.
      Ora mi hai incuriosito: passo a leggere il tuo racconto. Senza commentare.

      • Era più che una carezza! Anche io sono della tua linea di pensiero che sia necessario dare dei consigli costruttivi e sinceri su questo sito piuttosto che delle pacche sulle spalle. Mi chiedevo solo se chi stava dietro a questo ruolo avesse realmente della stoffa… E secondo me c’è l’ha:) quindi commentami e farò tesoro delle tue parole!

  67. …questo episodio, è completamente diverso come registro, sei passato a dei toni decisamente più disincantati, lasciando da parte l’aspetto gioviale e l’atmosfera indolente e ironica dei precedenti, mi ricorda molto un racconto che ho scritto sul viaggio dei migranti… un argomento difficile e tu lo hai appena accennato, omettendo trascrizoni più crude, come invece ho fatto io. Ma d’altronde il contesto di questo racconto credo non sia adatto a svolte troppo brusche, certo contiene un sottofondo di tristezza e malinconie che rimangono come sospese, ma è giusto che la storia principale sia quella dei due protagonisti iniziali e quindi io voto per tornare da loro. Apprezzo questo tua capacità di cambiare atmosfera!
    PS: ti sto tenendo al calduccio il primo posto in classifica, ti passo volentieri il testimone… penso sia questione di ore! 🙂

    • L’avevo detto che avrei cambiato registro. Hai ragione: l’argomento non è affatto semplice, poi trattarlo in cinquemila battute è impossibile, perciò ho puntato su quello che c’è a monte della traversata in barcone. Dopotutto Mamadou è un fortunato perché faceva parte di un “carico sicuro”.
      Il cambio di registro non credo possa piacere a tutti, soprattutto spiazzerà i lettori che si erano convinti che questo fosse un racconto Humor. Perciò è probabile che tu riesca a conservare il primo posto in classifica. Certo dipende anche dal ritmo con cui pubblicherai. Personalmente penso di andare avanti pubblicando un episodio a settimana, quindi regolati.
      Non ci tengo a scavalcarti in classifica, credimi. Te lo ricordi dalla mia vita precedente – spero – che mi accanisco solo con i bimbiminkia.

  68. “Da Amina e Lao”: per nulla al mondo vorrei un altro capitolo che tagliasse fuori il simpatico siciliano.

    Dunque, due cose: la prima è che questo capitolo è stato davvero un viaggio emozionante. La storia di Mamadou ti prende tantissimo e varrebbe la pena di scrivere solo su quella un racconto singolo. Effettivamente, da come siamo abituati a vedere nei vari documentari, il suo viaggio sembra quasi una “prima classe” rispetto ai poveretti che tentano la fortuna via mare…
    La seconda cosa è che mi sono sforzato e risforzato, davvero tanto, fino a farmi venire le gote rosse, gli occhi fuori dalle orbite, e un anche altro ma… non capisco quale scorcio di Parma sia quello della copertina!

      • Non saprei dirti. L’uso della punteggiatura, come ben dice anche la Startari, è in buona parte soggettivo. Io, comunque, apprezzo molto i commenti critici.
        Credo (o meglio, spero) che tu non abbia letto i comment precedenti, altrimenti la tua osservazione, più che lecita, suonerebbe come una presa di sistanza polemica dal nostro comune amico Massimiliano.

          • “Perla” è il nick di una mia collega. Pirla invece sono io che ho risposto dal suo profilo quando, dopo aver letto l’episodio e i tuoi commenti, mi ha chiesto: “E ora cosa rispondi? Anche a me sembra che metti una virgola ogni due parole…”
            In realtà certe cose sono sbagliate: leggere i racconti di TI in ufficio! (Cosa avevi capito?)

              • Perla Olmi è un’altra persona (che, tra l’altro, ho perso di vista da un po’). La mia collega te la saluto, ma i ringraziamenti li devi fare a me che l’ho costretta a leggere il tuo racconto, sperando che ci capisse qualcosa e mi desse qualche dritta. Invece, non solo non mi ha dato nessun aiuto, ma si lamenta pure che il firewall aziendale le impedisce di vedere i video. Dice che con i video avrebbe capito tutto. Figuriamoci.
                (Se legge questo commento, m’ammazza)

    • Ma infatti la città in copertina non è Parma e non so nemmeno una citta italiana. Sul vetro di una porta finestra, sulla sinistra, c’è il logo dell’Hard Rock Cafe (che a Parma non c’è).
      Amina però è una bella ragazza, anche se è mulatta (!). Credo che, a causa della mia pedanteria, sarò costretto a inventarle un padre europeo, magari un belga, così chiudo il cerchio. Ma no, nella “quarta di copertina” c’è scritto: una splendida ragazza nera…

    • Ma come? L’opzione “quella notte stessa” era fatta per te. Era la più romantica delle opzioni: luce fioca, loro due soli che parlano a bassa voce per non svegliare Lillina, lei è preoccupata per Mamadou, lui diventa partecipe e protettivo, le loro mani s’intrecciano, le loro labbra s’avvicinano e… Invece no: la sera successiva!
      Non ci si può fidare più nemmeno delle romanticone. 🙁

      • Ahahahahah 🙂
        Lo so, ma non volevo metterti in difficoltà nel descrivere le scene più romantiche ahahahahh 😀
        Beh, ma anche la sera successiva può accadere qualsiasi cosa, o no?!! 🙂 Quando c’è davvero interesse l’atmosfera si crea lo stesso, anche la sera dopo 🙂
        Ecco, questa era una cosa da romanticone ahahaha 😀

        PS: comunque il mio primo istinto è stato quello per l’opzione “quella notte stessa” poi…non so mi sono persa ahahahhah 😀

  69. Napo, ho percepito questo episodio come un racconto nel racconto, forse un corpo a parte, come una pausa di ruvidità che interrompe la ricreazione e fa rammentare che appunto si tratta della ricreazione: ben meriterebbe di divenire la traccia di un nuovo progetto, anche al di fuori di TI, pensaci.
    Infondump dici? Non sono d’accordo, a parte le prime righe, sei stato – e lo sei spesso – autorevole espressione del Show, don’t tell.
    Stile documentarista, asciutto e rigoroso: niente fronzoli, ma tanto, tanto rispetto e ricognizione della condizione umana.
    Tanto rispetto, ho scritto, lo stesso che avverto quando leggo i tuoi scritti.
    A Parma non c’è il mare, con questo episodio, ci fai capire che a Parma (a Milano, a Padova, etc. nelle nostre comode case) il mare non c’è nel bene e nel male (deserto di acqua…).
    Torniamo da Amina

    • Esatto, Max, è un racconto nel racconto che avevo in testa fin dall’inizio (anche se avevo immaginato qualcosa di diverso).
      Quanto alle altre tue considerazioni – di cui ti ringrazio di cuore – vorrei ricordarti che io ho solo un po’ di mestiere, conosco qualche tecnica di scrittura e nulla più. Siete voi che siete dei bravi lettori. Non faccio il falso modesto, sono cosciente dei miei limiti.
      Con lettori come voi, è bello giocare a scrivere racconti su TI. Anche quando avete critiche da farmi, le vostre osservazioni sono preziose e bene accette.

  70. Anche stavolta la perfezione nel documentarsi viene messa in bella mostra. L’episodio ci svela il tormento di un giovane immigrato, magari il focus non é quello classico. Forse per colpa dei giornali, ma oggi pensiamo solo al barcone e non agli accordi che questi profughi devo stringere. I caratteri limitano i personaggi da inserire a bordo, ma la vicenda è narrata perfettamente. Fantastico.

  71. Da Lao e Sogliola tre giorni dopo, perché dopo questo salto nella spiegazione di quanto successo a Mamadou mi sembra serva un salto temporale a Parma.
    Vediamo costantemente il risultato di tanta sofferenza, ogni giorno e dappertutto gli occhi spaesati o, al contrario, determinati di queste persone che hanno lasciato la propria terra per provare a trovare un miglioramento. Perciò mi immagino il viso di Mamadou come il concentrato di tutti gli africani incontrati nella mia vita. Ho visto forza e bellezza, disperazione e fame, tristezza e nostalgia per la famiglia abbandonata. Quanto da te esposto è, oltre che scritto bene, anche interessante.

  72. Complimenti, questo è l’episodio che preferisco. Ogni giorno sentiamo queste notizie nel TG, ma leggere una storia ha un sapore diverso perché ti porta “dentro” la notizia. E secondo me l’impatto è maggiore perché penetri nei pensieri dei personaggi, vedi le cose con i loro occhi, rifletti. Agghiacciante la sorte di quel bambino, ma anche quella di tutti quei poveretti che partono sulle carrette del mare con pochi viveri e molti rischi. Rischi che ben conosciamo. Mi fa piacere che tu non abbia atteso troppo nel pubblicare il seguito, ma io ti batto 🙂 A presto!

  73. Ti ho mandato nuovamente in pareggio. Ho scelto Lao e Sogliola. Questo capitolo mi ha commosso. E’ reale, spesso parlo con le immigrati e mi raccontano storie come questa, anche più brutte, donne violentate nel deserto…Delle cose assurde. Penso che forse, se loro sapessero a cosa vanno incontro non partirebbero, persino la morte in patria sembrerebbe migliore…Non lo so, personalmente ammiro chi rischia così tanto la vita…Io vita per vita starei a casa mia…. Bello spaccato della realtà e salto da un capitolo all’altro.

    • Grazie, Lucia.
      Come dicevo nella mia replica al commento di Alessandra, tante cose ho dovuto escludere dal racconto: le donne violentate, gli “adulatori” che si fanno cedere dai padri, più o meno ignari, i bambini promettendo loro un futuro migliore e invece…
      Non è che i migranti non sanno a cosa vanno incontro, la loro è una sorta di cecità, è l’incapacità di pensare al futuro (tipica degli africani). Fuggono dal loro passato e dal presente.

  74. Con le opzioni vai sul velluto, perché vorranno tutti vedere come prosegue la storia tra Amina e Lao (carina la tua idea di inserire un tocco di rosa nel tuo avatar per sottolineare il fatto che questo racconto è un giallo con una punta di romanticismo); proprio per questo voto a favore della dinamica coppia (di imbranati).
    Mi verrebbe da dire che questo episodio, vivido e particolareggiato (sembra che tu l’abbia fatto con Mamadou, quel viaggio), lo farei studiare a scuola ai ragazzi per insegnare loro l’uso delle virgole. Siccome però so che ti inca22eresti, non lo dirò (siete tutti testimoni).

    • Il tocco di rosa l’ho tolto un attimo fa. Come avevo detto a Emma77, mi ricordava il triangolo rosa dei deportati nei lager nazisti.
      La punteggiatura – come dice giustamente la Startari – segue varie scuole di pensiero. Io sono rimasto pedantemente legato alle regole classiche. Il fatto che tu le riconosca come un canone è un problema tutto tuo (e, purtroppo per te, conferma delle affinità tra noi).
      Dici che la coppia romantica, Amina e Lao, vincerà a mani basse? Non sottovalutare l’appeal che ha la coppia comica, Lao e il Sogliola (per la quale credo che tu abbia votato).

      • In realtà significa che le virgole vanno dove le mette chi scrive (ho già preso una scudisciata da Napo nel commento sopra, vorrei evitare di ripetere la brutta esperienza).

        • Massimiliano, la mia replica non voleva essere una scudisciata. Mi rendo conto però che molto spesso, nonostante i miei sforzi, sono percepito come tranchant (che poi, purtroppo, è nella mia natura).
          Ho riletto l’episodio (cosa che non faccio mai) dopo il commento di boost. In effetti la punteggiatura è un po’ più ridondante del solito. Eccedere è stato istintivo, ma non me ne pento.
          Boost, vorrei ricordarti che la punteggiatura dà il ritmo alla lettura: pausa breve per la virgola, pausa lunga per il punto. Questo episodio andava letto lentamente, con molte pause. Anche troppe.
          Io, per esempio, Gaza lo leggo molto lentamente, anche grazie alla punteggiatura.

          • Il mio era un commento tra il serio e il faceto, Napo. Sono comunque convinto che la punteggiatura, se ben usata, dia il corretto ritmo di lettura, così come è in grado di stravolgere il senso della frase se non vi si pone la dovuta attenzione.

  75. Se questa è la storia che Amina ha raccontato a Lao, io tornerei alla notte stessa. Anche perché mi piaceva moltissimo la cucina illuminata solo dalla cappa, nel cuore della notte.
    Posso chiederti se, per caso, hai avuto modo di parlare con qualcuno che abbia vissuto l’esperienza di Mamadou?

    • Wow. Stavolta hai battuto tutti i record: hai letto addirittura prima che io riuscissi a dare un’occhiata all’episodio appena pubblicato.
      Per risponderti devo dirti innanzitutto che non sono per niente contento di questo episodio. Tu conosci le tecniche di scrittura, ma sei stata così gentile da non farmi notare l’infodump sfrenato. In origine avevo pensato a tutt’altra struttura dell’episodio, poi le due opzioni “uomo” e “bambino”, sempre testa a testa, mi hanno mandato in tilt e, ieri notte, ho deciso di puntare sulla parte del viaggio che solo pochi conoscono. Tutti pensiamo alla traversata in barcone, la immaginiamo come qualcosa di epico nella sua tragicità, ma ignoriamo cosa c’è prima, cosa c’è sotto.
      La lunga premessa serve a rispondere alla tua domanda. Anche se gli altri ci prenderanno per matti o per palloni gonfiati, sai bene che chi ha formazione giornalistica non può prescindere dal documentarsi.
      Sabato scorso ho fermato un senegalese alla fermata dell’autobus. Lui dapprima si è insospettito, poi mi sono offerto di darli un passaggio in auto (a lui e a tutto il suo armamentario) e si è sciolto un po’. Io e Sek (così ha detto di chiamarsi) abbiamo parlato a lungo, non solo della sua esperienza ma anche di quella dei suoi coinquilini. Non ha fatto che confermare il risultato delle mie ricerche pregresse.
      Questo episodio avrebbe potuto essere un intero racconto di dieci episodi.

  76. … Io ci infilerei dentro il bambino… come personaggio lo vedo bene in questo intreccio. Ho letto tutti gli episodi uno dopo l’altro… talmente ero presa dalla storia. Che tenerezza sto ragazzo, con queste espressioni dialettali fuori dal contesto… in questo è accomunato al mio Nando. La scena poi della biancheria intima è geniale. Bravo Napo, direi che sei pronto a conquistare la vetta della classifica, questo racconto promette bene e mi piace molto! 🙂

  77. La vedo solo adesso… – ho letto i commenti sotto – potrei essere d’accordo con le tue critiche e le tue perplessità come anche con quelle di Mone, però ho deciso di esplicitarti unicamente la mia reazione quando l’ho vista in classifica e non avevo ancora letto nulla di questo:
    “Nooooooo, hanno fatto la copertina a Napo! Che bellaaaa! Sono proprio contenta.” ( il tutto detto ad alta voce e con l’espressione della bimba di cinque anni davanti al suo cartone animato preferito.

  78. Appena ho visto la copertina la mia reazione è stata una cosa del tipo ” bella ma…”. Quella è Amina? Ha fatto parecchi lavaggi, allora. E poi ho un dubbio: su una delle finestre sembra di leggere HR Cafè. Mi sbaglio o è proprio così? Perché se così fosse, o hanno aperto un nuovo Hard Rock oppure qualcuno ne ha copiato il logo. Scusa se ti ho disturbato con la notifica di questa filippica, però magari ai piani alti prima o poi si rendono conto di che lavori grafici combinano…

    • Le copertine le dovrebbe fare solo un appassionato delle letture…Una mia amica mi ha fatto delle copertine come fossero state l’anima del mio racconto è una del mestiere…Si qui potevano prendere una foto di Parma, pure da internet, caspita ! Oppure, si potevano divertire con il Mattia Ferrari Aubert. Amina l’hanno lavata con la varechina, se “sbiancaoo o cacacoo”! Chissà, se uno se la fa personalmente se la mettono…Bho….Ancora non mi è chiaro il discorso copertine, non ho capito come funziona. Pare ho capito che la danno a pochissimi la copertina.

      • La copertina può essere realizzata solo ed esclusivamente dal grafico del team di The Incipit, senza alcun preavviso o accordo con l’autore. Spesso il grafico nemmeno li legge i racconti… La copertina è assegnata di solito ai racconti che hanno più incipoints, ma resta un premio che lo staff può assegnare a suo insindacabile giudizio.
        Per Roberto: non avevo letto i commenti sotto, pardon. Angela ha condiviso il racconto su Facebook e vedendo l’immagine di copertina sono corso a commentare. Di positivo, se proprio ci sforziamo, è che almeno hai trovato un lettore che ti capisce.

        • Cari Napo e Giuseppe, ho visto che nel testo mettete i collegamenti ipertestuali, come si fa a metterli? Giuseppe mi comprerò il libro così me lo leggo formato kindle… Ora siccome i miei cagnolini aspettano e mi piacerebbe inserire nel testo un collegamento che porti all’immagine del cane o a dove ho preso l’informazione vorrei che voi due mi erudiste in questo. Grazie.

          • Lucia,
            è facile. Dopo avere incollato il testo sulla pagina di TI, evidenzia la parola alla quale vuoi linkare un indirizzo web e premi il secondo pulsante da destra (l’icona della catena), ti apparirà una finestra. Il resto è intuitivo. Prima di mandare in pubblicazione il testo, ti consiglio di verificare che il link funzioni.

              • Il pulsante del mouse? Intendevo dire che devi cliccare sull’icona del menù, la seconda partendo da destra. Se ci passi su il mouse esce anche la descrizione “Insert/modify link”. Il menù è quello nella finestra dove si scrive il testo dell’episodio.
                Di solito scrivo su Word e poi copio-e-incollo sulla piattaforma, poi inserisco i link (nel caso) e metto in corsivo i termini dialettali.

            • Ho pronto il capitolo, il secondo mio capitolo “cinofilo!” Messi i collegamenti ipertestuali, calmata e sbollita la rabbia….Diciamo l’ho lavato con il NAP-isan! Solo che mi vince l’opzione antipatica. 88 Incipoints…. Arrivasse qualcuno che mi votasse la pace, che mi mandasse almeno in pari…. Sono curiosa cosa mi dirai del capitolo NAPO, maestro….Vediamo se vi piace, anche a Giuseppe…… Sono stata 32 giorni, a sbollirmi… Con varie provocazioni, che poi non so che ci faccio, per adesso me le sono lasciate scivolare, che me frega a me ? Non mi sento vittima e neanche colpevole….Per adesso il capitolo ancora non lo metto…. Domani ???

          • Cara Lucia, per inserire dei link nel racconto c’è un apposito tasto nella barra strumenti dell’editor di scrittura. Il tasto è più o meno simile a due anelli uniti tra loro. Ti mando una foto dove è indicato: http://www.guidawordpress.it/wp-content/uploads/2010/07/inserisci-modifica-link-bottone.gif (è una guida per wordpress, ma il tasto è lo stesso). Praticamente, quando vuoi inserire un link, selezioni con il mouse le parole che vuoi che rimandino al link e poi premi il tasto che ti ho indicato. Si aprirà una piccola finestra di dialogo, in cui dovrai esprimere l’indirizzo web dove saranno rimandati i lettori. È un cosa più difficile a dirsi che a farsi, e poi non sono mai stato un bravo maestro, questa ne è la conferma.
            PS Non serve che compri il libro, non voglio guadagnarci. Il prezzo l’hanno fissato quei maledetti di Amazon! Se ti fa piacere leggere la storia puoi scaricare il racconto nel formato adatto per il Kindle dal blog http://ilmomentodiscrivere.org/download
            Nella sezione “ebook” trovi anche altri racconti 🙂

    • Ahahah, la copertina! Per carità, fa sempre piacere… però…
      Sul vetro dell’edificio di sinistra c’è il logo dell’Hard Rock Cafe che, in Italia, è a Roma, Venezia e Firenze…
      Amina – sbaglio? – si è schiarita un po’ troppo per essere una senegalese. Ovviamente Lao, essendo già chiaro, è sparito.
      E pensare che, furbescamente, nella “quarta di copertina” avevo indicato gli elementi essenziali: una ragazza nera, un ragazzo biondo e una città con i suoi palazzi gialli.
      Ecco, quelli almeno, per esser gialli, son gialli.

  79. Sto scrivendo il prossimo episodio – che stavolta mi risulta particolarmente ostico – puntando sul vantaggio dell’opzione “giovane uomo”. Se il bambino recupera posizioni sono perso perché ho preso una strada completamente diversa. L’episodio con il bambino andrebbe riscritto daccapo.

  80. Bello bello bello.
    Ho votato un bambino solo perchè mi sembra l’ipotesi più originale. Andavano bene anche le altre, comunque.
    Insomma, vuoi presentarci davanti a tutti i lettori di TI come una razza protetta, dotata di modi di dire inusuali e alterazioni della laringe. Ok, ci sta.
    Però è anche vero che ogni volta che leggo “Mattia Ferrari Aubert” piango dal ridere…

  81. finalmente mi sono messo in pari con il tuo racconto, mi dispiace di non aver potuto votare per alcuni episodi ma poco importa, il racconto sta venedo proprio bene
    ho letto anche i commenti di chi mi ha preceduto e mi accordo ai molti e meritati complimenti, spero proprio che riesca a resistere all’impulso di dare forfait e lasciarci con uno scriptum interruptum, scrivi davvero bene
    ho votato per una giovane donna (e come spesso accade mi trovo in minoranza)

    ps vedo che anche tu a modo tuo hai iniziato a provare il gusto di cambiare avatar…

    • Ti aspettavo, ang. Senza togliere nulla agli altri, tu sei il mio lettore di riferimento in quanto lettore “puro”, senza ombra di rischio di… voto di scambio (anche se mi fido della maggioranza dei miei lettori).
      Bentornato.

  82. Giochi con noi come il gatto con il topo come tuo solito. Lo hai ammesso che non vuoi farci capire niente. Un mezzuccio per tenerci legati? Mi aspetto da un momento all’altro un pugno nello stomaco. Non voto per il bambino perchè nel primo tuo racconto c’era già un bambino inquietante, perciò preferisco il giovane uomo.

    • I tuoi commenti mi mettono un po’ d’ansia. Hai sempre qualche accusa da muovermi. “Mezzucci” non ne uso mai, se poi vogliamo parlare (come ha fatto giustamente Grey) della tecnica del page-turner, ne posso anche convenire. Non è una tecnica così difficile, quindi la può applicare anche un dilettante come me: finire ogni episodio con un piccolo colpo di scena.

  83. Siamo a metà e ancora non ci sono avvisaglie circa il delitto (o i delitti, visto che questa volta hai minacciato di fare una mezza strage). Mi dispiacerebbe che a rimetterci le penne fosse uno dei personaggi cui finora mi sono affezionato.
    albertoricci dice che sei un diesel, più che altro credo che tu sia un attento pianificatore. A Ravello sapevamo chi sarebbe stata la vittima ma non come e perché, adesso non conosciamo (almeno apparentemente) nulla se non come avverrà l’omicidio.
    Mamadou è l’ago della bilancia (insieme, dico io, a Ferrari Aubert) per trasformare definitivamente questo racconto in un giallo?
    Una giovane donna (giusto perché votano tutti per il bambino).

    • Uno dei principali motivi delle mancate avvisaglie dei “delitti” sei tu. Se io avessi inserito, negli episodi già pubblicati, molti indizi, tu avresti già capito tutto, con il tuo fiuto investigativo (infatti hai ragione su…).
      Come hai detto in un tuo passato commento, io non scrivo polizieschi (anche se, stavolta, in omaggio a Parma, ci sarà una fugace apparizione dei RIS), quindi dal primo delitto in poi l’evoluzione sarà rapidissima: il caso si risolve subito, ma solo negli ultimi due episodi.

  84. Si avverto un vero e proprio cambio di tono in questo capitolo. Dalla situazione spensierata (Amina che mangia con Lao e Lillina gli arancini), passando per l’azione (l’inseguimento con la punto), fino al momento più intenso (i due che si ritrovano in cucina a mezzanotte). Sono molto curioso di sentire il racconto e di scoprire di più su Mamadou e il bambino (che anche io ho votato).

  85. Ho scelto il bambino, credo che possa aprire più scenari rispetto alle altre due opzioni. La tua precisione nel documentarti sui luoghi dei racconti si conferma maniacale anche in questo episodio. Il mio modesto parere è che questo capitolo sia fondamentale per tutta la storia, specie nella parte finale. Laò (mi piace più così) intavola un discorso con Amina, in maniera diretta, senza mezzucci vari. Amina, poi, con quel “cominciò a raccontare” ci lascia col dubbio: il suo racconto sarà condiviso con noi lettori o per il momento è bene che sia solo nella testa di Laò?
    Piccola nota: Lillina è un perfetto nome da gatto, concordo col sogliola 😀

    • Dici che gli assessori al turismo dei Comuni di Ravello e di Parma mi dovrebbero almeno un ringraziamento per la pubblicità che ho fatto nei miei ultimi due racconti? Scherzo, ovviamente (dei ringraziamenti non me ne faccio niente: un week end gratuito sarebbe preferibile).
      Grazie, Giuseppe. Sei un lettore attento, oltre che un autore appassionato.
      Spoiler: nel prossimo episodio, a meno di un particolare (ovviamente fondamentale) sapremo di Mamadou tutto ciò che lui stesso ha raccontato ad Amina.

  86. Stavolta ti sei messo d’impegno, dialetto poco e niente, concentrato sulla storia. E hai visto giusto perché il racconto è di nuovo al centro della scena senza… distrazioni. Comunque mi pare chiaro che quel Mattia è interessato ad Amina, la gelosia è più che motivata. Bisogna capire bene cosa ha in mente lei e soprattutto dovrai svelare l’interrogativo che hai posto nel finale: cosa ha combinato Mamadou? Tra le scelte, ho votato per un compagno di viaggio al maschile. Non è la più votata ma siamo ancora ai primi commenti. Non vorrei sbagliarmi ma la prossima copertina… Baci.

    • Grazie, Angela. Come ho già accennato in altre repliche ai commenti, per ora sto cercando di… non farvi capire niente, ma una svolta prima o poi ci sarà. Ho detto che questo racconto è un giallo e allora giallo deve essere.
      Ancora una volta non ho una opzione preferita e non temo neanche un’eventuale parità tra due opzioni, visto che sono perfettamente compatibili tra loro.

  87. Egregio Napo, non sapevo se leggere il capitolo o il fiume di commenti e contro commenti, lì ho letti entrambi e ora sono sfinito e inviso a chi avrei dovuto prestar compagnia…
    Il giallo non decolla, vero, o se preferisci non impenna: ma è necessariamente un male?
    Secondo me, nel tuo caso, il giallo è uno strumento, per qualcos’altro. Vediamo cosa. Comunque anche in questo (forse) depistaggio p, secondo me, ti stai divertendo.
    Lao, come mi avevi anticipato, sta mutando, l’amore lo sta rendendo un filo più grave: si cresce caro Lao….
    Posso esprimere un attimo la mia vena di iper puntatore? Eddai… Grazie
    Non vedo l’ora (!!) di leggere il seguito. Che cosa accadrà ?!? Voto per un bambino

    • Avvertenza: la replica che segue contiene uno spoiler sul prossimo episodio; chi (come boostwriter) odia le anticipazioni è invitato a non leggere oltre.

      Caro Max, il prossimo episodio, a cui tengo molto, ma che temo anche molto perché dubito di essere all’altezza del tema trattato, parlerà dei migranti. Sarà un flashback sul passato recente di Mamadou.

  88. Ho votato per un bambino.
    L’episodio è molto vivido, si fa leggere. Però fossi in te andrei “al sodo”. Sono ben descritte le corse in auto, le espressioni, le intenzioni, tutto insomma, sei un buon narratore ma ora voglio sentirti ingranare la marcia con i fatti salienti, col pragmatismo di qualcuno che ha un obiettivo e vuole raggiungerlo a costo di fallire e smette di essere testimone e ospite degli eventi. Spero tu abbia capito cosa intendo, perché tengo molto a leggerti in quella dimensione/piega.

    • Poi, tanto per chiudere definitivamente la storia – spesso fatta notare dai più – “virgola sì, virgola no” – che in questa sede interessa molto relativamente tutti noi ma che in molti continuano a far notare – direi che c’è chi ha costruito una carriera di fama mondiale senza mai inserire in un suo romanzo o testo NESSUNA VIRGOLA. (lui è Cormac McCarthy, ma ce ne sono moltissimi) per cui non pensiamoci più e scriviamo la nostra storia con le virgole dove ci conviene. Che ne dici? 🙂

    • Ho capito perfettamente, Alessandra. Se hai letto qualche mia risposta ai commenti, avrai forse notato che io stesso mi sono posto il problema del baricentro del giallo troppo spostato verso la fine del racconto. In realtà, aldilà dei miei depistaggi, credo tu abbia capito che, nel “piano dell’opera”, questo ritardare l’episodio clou è previsto fin dall’inizio, per correre poi rapidamente alla soluzione negli ultimi due capitoli.
      Intanto, al prossimo episodio, ci prenderemo una pausa, lontano da Parma e dai personaggi che già conosciamo.
      Apprezzo molto i tuoi commenti.

  89. Tra me e Napo. Non ti rispondo di là perché è visibile ai miei colleghi. Sono stata io ad inviare la mail promozionale alla Preside! Volevo renderla partecipe, non è stupida ed è molto preparata. Da lei mi aspetto ben altro dei consigli “pilateschi” che ha fornito in passato. Infatti so che non mi deluderà, è troppo intelligente per farlo. Quando le mandai la mail, il 18/8 le scrissi solo di votare la storia. Certo, non le ho scritto che lei è un cane, anche perché non la tengo con nessuno, descrivo solo gli ambienti di lavoro dove ohimè c’è: nonnismo, ostruzionismo, gelosia, invidia, pressione da tutti i fronti.
    Per quanto concerne la punteggiatura e anche qualche errore del mio incipit, ho corretto e devo inviare copia alla redazione. La tua idea del bambino era già in mente, infatti c’è questa opzione dato che i bambini sono i veri insegnanti in questa storia.
    Non mi piace l’opzione che i lettori stanno scegliendo però, pazienza! Sono stata impicciata con un concorso letterario al quale tenevo tantissimo e quindi la pubblicazione di the incipit l’ho fatta con i piedi. Però mi riprenderò. Aspetto il tuo capitolo…baci. Grazie.

    • Il secondo domandò appesantisce un po’, ne convengo. Però, considerata la presenza di Lao, possibile terzo interlocutore, la leggibilità del dialogo poteva soffrirne. So bene che molti bravi autori non si pongono questo problema, ma io non sono un bravo autore, sono pedante.

  90. Un amica mi ha detto: vuoi leggere qualcosa di divertente?…….ho cercato rispondendo ma è un giallo!
    Tra chi legge e chi scrive c’è una differenza.
    Il lettore non è consapevole di tutto quello che c’è nel libro si abbandona al piacere della lettura, penso che nemmeno lo scrittore è consapevole a volte.
    La curiosità del lettore non è infinita dopo un po se non è soddisfatta il lettore lascia perdere.
    Nell’essenzialita del principio lo scrittore costruisce il suo patto con il lettore ed è li che
    deve scattare la magia .
    La curiosità che s’ innesta nei gialli ti porta alla “page-turner” non puoi più smettere ti tiene con il fiato sospeso. La provocazione ” prova a vedere chi è l’assassino?” rafforza questo concetto…..
    Naturalmente non esiste una ricetta come scrivere un giallo e le regole in genere sono fatte x essere infrante anche se “bisogna seguire la cosa giusta”.
    Nel giallo deve emergere il Tono il Ritmo in cui è stato catalogato il genere…
    Ci ritroveremo sull’Orient Espress con Poiroit scoprendo che la ragazza è un’assassina?
    “È ELEMENTARE WATSON”

    • Che commento articolato! Quasi un giallo nel giallo: una lettrice sconosciuta consiglia a un misterioso personaggio, che si cela sotto un grigio avatar (sarà maschio, sarà femmina?), una lettura “divertente” che poi si scopre essere un giallo. Ma può essere davvero divertente un giallo? Il dubbio di Grey è più che fondato. Però non ho capito se poi il racconto ti è piaciuto o no. Credo che tu abbia sospeso il giudizio. La cosa più giusta da farsi.

      • Ciao, in effetti neanche io so dove voglio andare a parare, non è una pubblicazione già fatta, la sto inventando durante il tragitto. Il tuo racconto è per il momento un “comico giallo”, i gialli mi piacciono. Apprezzo questo tuo modo di raccontare, il dialetto siciliano, il personaggio e ora so dove Angela ha preso il suo personaggio! La tua storia è divertente.
        Amo il romanzo psicologico, mi piace scriverlo. Sto lavorando a due cose importanti tra cui un romanzo che parla di una parafilia sessuale. Ci lavoro da cinque anni, nel senso che ho scritto solo l’incipit che sarà un dieci pagine. Per scriverlo sto studiando da cinque anni testi di neuro-psichiatria, ed osservo la vita di questo personaggio di cui racconto lo sdoppiamento di personalità. Nel mio: quando il mobbing ti fa “Cane”! Non so dove andrò a finire. So dove sono finita, però! Giorno due settembre la mia preside mi ha invitata a leggere il racconto davanti a tutto il collegio. Un forte imbarazzo mi è preso, però non sono vigliacca e sono andata a leggere qualcosa che con il collegio non c’entrava un fico d’india. Arrivati alla parola (bastardina), lei mi ha domandato questa sono io? Io le ho detto si. Perché mai me lo ha chiesto ? Voleva quella risposta ed è stata accontentata. Ci sono rimasta male per la collega, alla quale prima che leggessi si è rivolta dicendole che se le faceva male potevamo non leggerlo. Altra grande bassezza! Il mio è un racconto di fantasia, avrò preso spunto dalle tante Kapò che ho incontrato e ne ho incontrate tantissime. Avrò preso spunto dal fatto che quando sono andata a lamentarmi la preside ha detto: denunciatevi tra di voi….Ma è un racconto di fantasia, i cani sono allegorici, rappresentano le diverse personalità che si incontrano nel posto di lavoro. Il mio cane, rappresenta tante cose è la depressione che ti prende quando devi entrare in posto dove esiste: l’ostruzionismo, il nonnismo, la maleducazione. Mi hanno chiesto di ritirare la storia, non lo farò. Mi hanno chiesto di chiedere scusa, non lo farò. Volevo smuovere le coscienze e ci sono riuscita. Finalmente in riunione abbiamo parlato in maniera tranquilla. La preside, che è una persona che ammiro, ha preso delle decisioni in merito a come intende condurre le cose quest’anno. Ha tolto il potere di completa comunicazione alle coordinatrici, vuole che parliamo direttamente con lei. Ci stiamo salutando e saluto anche la coordinatrice che non volevo più salutare. Però dopo la cosa del collegio, sono stata male per lei. Il cane Kapò è tedesco, non si tratta di lei è una figura allegorica. Il giallo non l’ho mai scritto. Se vuoi ti mando una cosa che ho presentato ad un concorso, se mi scrivi in privato sul gruppo the incipit su facebook….
        La tua storia come quella di Angela Catalini, boostwriter ( che già conoscevo da wattpad), Nunzia Assunta Daquale….Seguo circa sette storie o di più…… Angela, mi ha fatto sudare, corre come un treno! Un giallo, può essere divertente…..Come può esserlo una storia di mobbing, dipende sempre da che punto di vista la racconti. E’ difficile scrivere un humor, il giallo non lo so, non l’ho mai fatto.

  91. Penso che Lillina non accetterebbe.Secondo me, è coinvolta da Amina più di quanto sembri.
    E’ reticente quando Lao tenta di approfondire, le parla come se …sapesse bene cosa accade.Forse è solo discreta….
    Dialoghi deliziosi.
    Indaga con Andrea

  92. Voto per il trio, anche se non è la maggioranza. I due ragazzi hanno una personalità comica che Lillina, da sola, potrà bilanciare con la sua serietà. In più sembra in confidenza con Amina. Che sia lei la persona giusta per far avvicinare Lao a Amina? Sembrava conoscere tutti gli spostamenti della ragazza.

  93. Ho votato per il trio.
    Li vorrei vedere tutti nell’indagine poiché hai delineato magistralmente la caratterizzazione di ognuno di loro prospettando al lettore tre reazioni diverse e compatte che sarebbe coinvolgente leggere. Tre relazioni che stabiliscono i ruoli, sì, ma li coincidono dando l’idea di un gruppo coeso ma di diverso punto di vista che, nella ricerca della verità, potrebbe finire in un circolo vizioso di criminilità in una Parma/bene – che nulla ha del verace sud – ma che ne segue le tracce come per fargli da competitor. Il tutto a causa della donna tanto scura quanto enigmatica che troneggia su ognuno di loro come l’ombra lunga del campanile sulla piazza gremita.
    (scusa, forse sono stata poco chiara… “colpa del sole”)
    Bravissimo.

  94. Eccomi, ho letto tutti i capitoli e ho adorato lo stile scorrevole che hai. Sei capace di dare vita ai personaggi con poche frasi significative, me li sono figurati tutti in un sol colpo ed è una qualità che apprezzo, soprattutto perché con cinquemila caratteri e pochi episodi non è facile raccontare una storia completa come stai invece facendo tu. Mi piace questo miscuglio armonioso di etnie diverse, ben caratterizzate. Amina è proprio degna del suo nome, Lao, Andrea e Lillina sono realistici. Perfino il tassista del primo episodio, lo è.
    Ho votato per le indagini insieme a Andrea.

  95. Che maschio selvaggio questo Lao! Anche un po’ mezzo maniaco, a dire il vero…

    Ah, Parizzi… ci ho portato la mia donna due volte. Pensa, Napo, che il sito attuale l’ho quasi disegnato io: nel senso che Marco per ogni modifica chiedeva il mio aiuto. Comunque è un posto eccezionale, lui è davvero un gran cuoco e un uomo tuttofare. Se ti capita di passarci vacci assolutamente… ma prima riempi il portafoglio! 😉

    Dio mio: sono esploso e caduto letteralmente a terra quando ho letto di Mattia Ferrari Aubert… ma sei sicuro che questa storia sia un giallo e non un “humour”? Quella del ninjutsu è una chicca d’altri tempi!

    Comunque ti devo ringraziare: questa storia è bellissima e da parte mia davvero commovente… la mia città… così ben descritta… fantastico.

    Sai che la banca dove fa bancomat è la mia davvero? Ahaha.

    Io userei tutti e 3 gli investigatori!

    • Caro boost,
      lo sai, e lo sa anche qualcun altro, che questa storia è un omaggio a te e alla tua città. Credo però che tu sia l’unico che abbia capito che la protagonista assoluta del racconto è Parma, perché è l’unica vera, con le sue strade, i suoi locali, con i dettagli e con il caldo infernale del 2003.
      Temo di dovere infatti precisare che i fatti e i personaggi descritti nel racconto sono frutto di fantasia (non vorrei che qualcuno si riconoscesse…).

      • Ahah, ma vai tranquillo. Lo adoro il mio Mattia Ferrari Aubert! L’unica cosa che mi spiace, infatti, è che durerà solo dieci capitoli, di cui ahimè ne mancano solo sei.

        Adoro le storie ambientate nella mia città e, se posso dire la mia, in questo stai davvero facendo la pelle a Grisham

  96. “A maddunuzza t’accompagna” è un cammeo, un’epifania.
    Credo, in gioventù, di aver fatto una telefonata simile a quella di Lao, con gli stessi toni per gli stessi motivi: finimmo col seguire la ragazza peggio di Totò e Peppino.
    In altre parole: l’episodio è scritto realisticamente bene.
    Forse, al posto di “non rompere i ….” ci stava “non ci scassare la m….”
    Si vede che ti stai divertendo e ci stai divertendo.
    Ma se continui a divertirci così, il giallo consisterà nell’interrogativo quale sarà il lettore a morire per primo dalle risate? Non è una brutta prospettiva… 🙂
    Voto per la partecipazione straordinaria di Lillina, tra i cugini vi è sempre stata una solidale ruffianeria

    • Ti ringrazio per il tuo commento articolato che mi dà l’occasione per rispondere in maniera seria (ma sempre senza prendermi troppo sul serio).
      Se io fossi un vero autore (cosa a cui non miro) e se questo raccontino fosse stato un vero romanzo (cosa che mai diverrà), “A Parma non c’è il mare” andrebbe catalogato come “romanzo di formazione”. Il numero limitato di caratteri per episodio e l’insipienza del sottoscritto portano, però, a introdurre nel testo una serie di salti logici (quelli che, per una maggiore comprensibilità ed efficacia, Lao chiamerebbe minchiate). Lao dice “non rompere i ….” al posto di “non ci scassare la m….” perché sta crescendo, sta uscendo dall’enclave messinese in cui lo costringevano le iperprotettive cugine (figure macchiestistiche, nel solco degli stereotipi sui meridionali di scontata banalità) e si sta aprendo al mondo, partendo dall’assimilazione dei modi di fare e di dire di Parma fino ad arrivare a immaginare un rapporto di coppia con una senegalese, altrimenti inconcepibile. Lao, dal prossimo episodio in poi, parlerà sempre meno in dialetto messinese, con un’accellerazione innaturale dettata dai tempi e dai modi di THeiNCIPIT.
      Hai ragione quando dici che mi sto divertendo a scrivere. In realtà scrivo sempre per me stesso, per giocare, per mettermi alla prova, e penso poco a chi mi legge. Ruben di “Otto giorni di primavera” era un personaggio contorto, psicotico: avevo bisogno di cambiare completamente registro ed è saltato fuori Lao. Però ora non posso richiare di far morire dalle risate uno di voi lettori. Perciò, inconsapevolmente, mi avete aperto un nuovo fronte, una nuova sfida: mutare la commedia in tragedia.
      Io speriamo che me la cavo.

      • Condivido l’affermazione centrale del tuo intervento: si scrive per se stessi. Anche perché, se dovessimo scrivere su commissione, sarebbe una lavoro, non un hobby.
        Forse non era tua intenzione far sorridere il lettore, ma considera che se io scrivessi una tragedia usando il dialetto romanesco, riderebbero comunque tutti a prescindere. Non a caso i maggiori comici italiani parlano nella loro lingua madre. Tuttavia penso che la tua delusione sia dovuta al fatto che ciò allontana il lettore da alcuni punti focali del racconto. Ma queste sono informazioni importanti, sai già che se scrivessi qualcosa in lingua madre, avresti molti sostenitori. Sono scelte. A presto 🙂

        • Ma non sono affatto deluso! Sono affascinato da questo gioco: scoprire cosa “leggono” i lettori tra le righe e, come impressione generale, fuori dalle righe. D’altra parte, Marcel Proust diceva: “ogni lettore, quando legge, legge se stesso” o qualcosa di molto simile (vado a menoria e detesto fare citazioni).

      • Te la caverai.
        Solo se un autore si diverte i lettori possono fare altrettanto.
        Solo la passione scritta diventa passione che possa essere letta.
        Nel corso della storia relativa al pedinamento cui ti raccontai nel,commento,crebbi davvero.
        Sono d’accordo con te: Se Lao vive, se si innamora non può,non crescere, non può non cambiare. Attendo la mutazione con un unica certezza: sarà credibile, perché ben scritta

    • Ma povera Amina! Sembra proprio che voi ragazze l’abbiate in antipatia. Cosa devo fare per renderla interessante ai vostri occhi? Nessuna di voi che abbia mai fatto nemmeno un piccolo commento sugli abiti etnici ma eleganti che le faccio indossare. E pensare che quelle descrizioni dell’abbigliamento sono inserite apposta per le lettrici, per portare l’attenzione su Amina. Proprio vero: le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse.
      Io voglio bene ad Amina, è una bravissima ragazza, non ne farei mai un personaggio negativo.

      • ok, comunque proprio oggi a Milano ho visto una ragazza bellissima che secondo me assomigliava ad Amina. Davvero! Comunque non mi è antipatica, è che all’inizio credevo potesse essere lei legata al giallo (magari un’assassina?) .. ma ora penso che il tuo piano sia diverso. Vedremo se ho ragione. 🙂

  97. «’A Madunnuzza t’accumpagna» rispose lui (prima risata)
    «Sogliola, ascolta: (seconda risata)
    «E che minchia!» (terza risata)
    Era maestro di Ninjutsu.«Ninuzzu? (risata finale).
    Testo godibilissimo come al solito, gli incipitpoints sono meritatissimi, sei veramente bravo. Tra le opzioni ero indecisa, ma penso che il Sogliola sia una buona spalla. Avanti così!

  98. Seconda opzione.
    Devo dire molto bene, mi piace il modo in cui dai voce ai personaggi. I dialoghi sono una delle cose più difficili secondo me, dato che spesso si tende a scadere nella banalità, o peggio in discorsi privi di filo logico, non trovi? a rileggertiiiiii 🙂

    • Sì, notoriamente i dialoghi non sono facili da gestire. C’è il rischio di usare una dialettica innaturale e, quel che è peggio, di far parlare tutti i personaggi nello stesso modo, con una sola voce.
      Con questo non sto affermando che io me la sappia cavare.

  99. Quel Laò è semplicemente fantastico. E la coppia che forma con il Sogliola lo è ancora di più, tanto che la vorrei rivedere nel prossimo capitolo. Come ho imparato dai tuoi precedenti racconti, la trama è già ben delineata. Questa volta, però, c’è un tocco di comicità che accompagna una storia intrigante, regalando più di un sorriso.

  100. Menomale che non ci sono omaggi in questo episodio (BW te la sei cercata)…, anche se il comportamento da mulacchione di Laò comincia a ricordarmi qualcuno (ma non farò nomi, nemmeno sotto tortura).
    Io sto godendo come un riccio a leggere questo racconto e la tua bio dalla ironica dinamicità (nella prossima ti proporrei di citare la tua seconda vita da Grande Capo pellerossa).
    Andiamo avanti con il lungagnone e il Sogliola, che Lillina mi sembra di troppo.

    p.s.: a me personalmente non interessa un fico secco se ne viene fuori un giallo, un rosa, un altro colore o nessun colore. Scrivi quello che ritieni opportuno che va benissimo così.

  101. Cerca di capire perché Amina frequenta quel ragazzo 🙂 E qui secondo me ci potrebbe essere l’aggancio per la parte del “giallo”.
    Per la parte del “rosa” stai andando molto bene 😀
    E’ difficile portare avanti entrambe le trame, lo sai che io sono coinvolta nella parte “rosa” l’altra parte per me è secondaria 🙂
    Mi hai fatto ridere come una matta in questo episodio 🙂 E poi tra le righe ho trovato anche tanta poesia, bravo Roberto 😀

    • Sì, mi devo dedicare alla parte “gialla”. Il giallo si fonderà col rosa e si finirà di sorridere alle battute di Lao. Basta con il Lao caricaturale, divertito e divertente, diventerà geloso e ansioso. La commedia si muterà in tragedia.

  102. Se solo Parma avesse avuto il mare….
    Con questa frase che conclude il flusso di pensieri di Lao,lo hai portato su un altro livello,per me.Bravissimo.
    Seguo con piacere l’evolversi degli eventi,ma ho una domanda:ci vuoi depistare?
    Penso che cercherà di capire.

    p.s.come fai a sapere che un diploma di ragioniere è sintomo di scarsa attitudine allo studio?Lillina dovrebbe parlare meno,mannaggia a idda.

    • Eheh, stavolta l’omaggio criptico contenuto nell’episodio era ai ragionieri che fanno gli scrittori (se di omaggio si può parlare: era più che altro uno scherzo a una ragioniera-autrice che però non mi sta seguendo).
      La risposta alla tua domanda è: mi sa che mi sto depistando da solo. Intendo dire che, in questo racconto, mi sto divertendo a tratteggiare i personaggi, trascurando la trama. Non ho ancora in mente un plot decente, errore gravissimo soprattutto per un “giallo”. Ma, per dirla con Lao, “mi nni staiu stracafuttennu”, sto giocando, mica sono un a u t o r e io (e nemmeno un ragioniere)!

  103. Conosco davvero una persona che pensava fosse “salame di gatto”, giuro, ma è un errore che fanno in molti. Felino… prima di trasferirmi in città ero praticamente lì!

    “Mamlò” e “Nador”? E questi fove li hai trovati?! Ahah, manca solo il “Bagolò” e siamo a posto. “Nadorman” è il nickname pubblico di un mio caro amico, comunque…
    Non so dove sei tu, ma qui in Emilia ci chiamiamo tutti storpiando i cognomi: Generali > Gene, Capelli > Cappo, Guareschi > Guaro… e via dicendo 😉

    Grande Martyn Mistere, però io ero più un DYD.

    La “r” francese a Parma? Sì, ce l’hanno in molti come ci ricorda anche il topo del formaggio, ma la percentuale è comunque meno della metà. Se invece vai a Fidenza e Salsomaggiore, la percentuale è del 100%. 🙂

    Bravo, ti sai aggirare per la mia città abbastanza bene. Ma Amina perché frequenta quel ragazzo?

    • Bada che vi conosco bene, anche se non sono emiliano. E mica abbreviate solo i cognomi, abbreviate un po’ tutto (ma questo è comune a gran parte del Nord): pesante>peso, nuvoloso>nuvolo, ape>aperitivo e mille altri esempi.
      Un amico “Nadorman”? non è poi tanto elogiativo come nick (per decodificare, sarebbe tipo “Tardoman” o, per dirla con Lao, “Loccoman”).
      Mi chiedi perchè Amina frequenta quel ragazzo? Vuoi uno spoliler? Sono pronto.
      Dunque… [omissis]. Ma no, lasciamo perdere…
      Che te ne pare di Mattia Ferrari Aubert come nome del ragazzo della Parma bene?
      Mi sa che stavolta dovrò aggiungere la nota che i fatti e i personaggi sono frutto di pura fantasia…
      (Devi aspettare poco, intendo pubblicare il prossimo episodio entro questa settimana)

      • Te lo chiedo perché era il mio voto, no spoilers! 😉
        “Nador”, per chi non lo sapesse, significa “anatra”…

        Mattia Ferrari Aubert? “Aubert” per prendere un po’ di francese?
        Suona proprio da figlio di papà, non è comune qui il doppio cognome, tuttavia ci può stare.

        Che diavoletto.

  104. Votando per avvicinare il ragazzo, l’ho portato in parità con capire perché Amina lo frequenta. Scusa. Ma immaginandomi un seguito, l’dea di Lao che affronta il proprio rivale in amore mi sembra la migliore. 🙂 E così può anche capire perché i due si frequentano. Bellissimo questo episodio, mi ha fatto ridere.

    • A quanto pare la parità di cui parli è durata molto poco. Sta prendendo piede la teoria del sicilianista MaxLap.
      Son contento che questo episodio ti abbia fatto sorridere. A dire il vero, all’inizio non avevo in mente di usare il personaggio di Lao per farne la chiave macchiettistica/umoristica del racconto. Dopo il primo episodio, però, mi sono accorto che mi stavo annoiando a continuare a scrivere un altro giallo dopo “Otto giorni di primavera”, quindi dovevo trovare uno stimolo nuovo o rischiavo di lasciare il racconto incompleto e darmela a gambe.

    • Giuseppe,
      credo che un chiarimento sulla statua dell’inculato fosse necessario per i non parmigiani. Ho scelto questo link perché dà anche qualche informazione sull’oltretorrente, citato da Lao, luogo della movida degli studenti di Parma, e inoltre dà qualche cenno storico che non guasta.
      Prendendo esempio da te, ho intenzione di intensificare la pubblicazione dei prossimi episodi.

  105. Episodio come sempre divertente e “minchioneria siciliana” di Lao espressa magistralmente. La battuta del salame felino è esprime benissimo un certo umorismo volutamente sicilianamente rozzo che ho sentito spesso in quel di Trinacria (ad es. “indirizzo IP? IP? E che è cosa di benzina?”).
    La prima reazione di un Lao è quella di avvicinarsi all’avversario per studiarne i difetti e i limiti aggredibili. Per andare fuori di testa ci sarebbe ancora tempo: in quel caso, li segue, la segue folle di gelosia mal riposta , per ritrovarsi a sospirare sotto la sua finestra da bravo siciliano ingravida balconi (Verga).
    Ciao
    M

  106. Complimenti con un giro di parole ci hai rifilato “la sogliola” x la votazione per poi arrivare succo…….
    Scerzando è il primo pensiero che mi è balenato in testa leggendo, sicuramente è un personaggio che avrà la sua importanza.
    Lao cercherà di capire ……..x poi sapere come guadagnare punti…..deve ancora rivelare il suo sentimento è lo farà nel momento giusto.