Family mysteries

L’inevitabilità del destino

Ci sono due cose che difficilmente un libro, un film, un qualsiasi genere di storia raccontano: il momento successivo al “e vissero per sempre felici e contenti” e il momento successivo alla morte, ad un lutto.

Il momento in cui mi fu detto che i miei genitori erano morti non fu terribile come si può immaginarlo. I miei polmoni avevano continuato a pompare aria, il mio cuore a palpitare ed il sole a splendere, come se nulla fosse successo. Anche la tv aveva continuato a trasmettere la stessa ridicola serie tv, allo stesso orario di sempre.

Avevo lasciato cadere il telefono, ma tutto era ancora lì, immutato.

I miei fratelli continuavano a ridere, seduti davanti al televisore, mentre un poliziotto continuava a parlare dal ricevitore sul pavimento.

Ebbene, sembra incredibile, ma il tempo passa anche in questi momenti. Il sole è tramontato anche quel giorno. E poi è rinato, il giorno successivo.

Il calendario va girato, gli abiti negli armadi vanno cambiati, la luce della vita cambia e si adatta alla nuova vita.

Eppure ero ancora io: Julie Tyler, una ventiduenne diventata improvvisamente tutrice di due adolescenti problematici: Amy e Bryan. I miei fratelli, due gemelli di appena sedici anni. Non potevo immaginare niente di peggio nella mia vita, nessuna tragedia peggiore di quella che mi aveva colpita, stravolgendo completamente la mia vita ed i miei sogni.

Avevo perso tutto: mia madre e mio padre, la possibilità di studiare e rincorrere i miei progetti, il rapporto con Seth, il mio ragazzo e migliore amico. Tutto era sfumato e, senza nemmeno accorgermene, mi ero ritrovata costretta in un lavoro da odiare e in una famiglia che di familiare non aveva ormai più nulla.

Tutto era buio nel piccolo appartamento che una volta avevo considerato casa. Ogni cosa era un ricordo, ogni angolo una prigione.

Fino a quando, sotto un acquazzone, non comparve la figura di un uomo ed il campanello suonò.

La signorina Tyler?” mi chiese l’uomo sull’uscio, fradicio dalla testa ai piedi ed affannato per la corsa sotto il diluvio.

“Julie. – mi presentai frettolosamente. – Posso esserle d’aiuto?.

“Salve, sono il notaio Philipp Deveraux, di Gate Street. Ho una cosa per te, posso entrare?”.

Forse non avrei dovuto far entrare uno sconosciuto in casa, ma l’avevo fatto e, ripensandoci, forse non farlo avrebbe cambiato completamente il corso degli eventi…

“Si accomodi. Posso offrirle qualcosa da bere?” gli chiesi accompagnandolo in cucina.

“Quello che vuole, ma solo se lo prende anche lei” rispose l’uomo, togliendosi la giacca gocciolante.

Gliela presi per appenderla e, per un attimo, i miei occhi furono attratti dai suoi.

Era di bell’aspetto per essere un uomo di mezza età. I ciuffi di capelli brizzolati gli si appiccicavano al viso e i suoi occhi mi fissavano come volendo trovare nei miei la chiave di qualcosa, la somiglianza con qualcuno, o chissà quale altro enigma da risolvere.

Ci sedemmo alle due estremità del tavolo da cucina, mentre il tè bolliva nella teiera. Il silenzio imbarazzato era quasi palpabile, lo sentivo nell’aria e mi stringeva lo stomaco in una morsa, mentre fuori la pioggia batteva su ogni superficie esposta.

Allora… Beh, che cosa la porta da me in una giornata come questa?” domandai, sfregandomi i palmi sulle ginocchia.

Lo sconosciuto notaio di Gate Street si limitò ad aprire una valigetta sul tavolo, senza smettere di guardarmi negli occhi. Perché controllava le mie reazioni? Mi metteva a disagio.

Ho saputo della morte dei tuoi genitori e… Beh, sono molto dispiaciuto, eravamo buoni amici io e tuo padre, lo sapevi?

No, non lo sapevo. Mio padre era più il tipo da birra e biliardo con gli amici il venerdì sera, non un frequentatore di notai in giacca e cravatta.

Lo guardai sorpresa, ma abbassai subito lo sguardo. L’argomento genitori era ancora un tasto dolente.

Sì, insomma, ci siamo conosciuti al college. Prima che lasciasse gli studi…“.

Oh, capisco… Mi dispiace, non mi aveva mai parlato di lei“.

Lo capisco, non ci frequentavamo molto ultimamente. Comunque, non sono qui per tirare fuori antiche memorie… Sono qui per qualcosa di molto importante e ho bisogno di sapere che cosa i tuoi genitori ti hanno raccontato di… Insomma, per prepararti a prendere in mano la loro eredità“.

Rimasi qualche istante a bocca aperta, incerta su come rispondere ad una simile assurdità. Come potevo essere stata preparata ad una morte inaspettata ed accidentale?

Per fortuna, fummo interrotti dal fischio della teiera che spaventò entrambi.

Andai a servire il té, cercando di mantenere la calma.

Io proprio non capisco a cosa si riferisce. Quale eredità? Il conto in banca era semi-vuoto e comunque mi è già stato intestato. Tutte le procedure di successione e tutela dei miei fratelli sono state seguite. Sono passati mesi ormai…“.

Non sai niente allora.. Come temevo!

Cosa non so?” chiesi, sempre più irrigidita da un freddo che non aveva nulla a che fare con l’inverno e la pioggia.

Philipp Deveraux appoggiò la tazzina alle labbra e distolse lo sguardo.

Cosa mostrerà Philipp a Julie?

  • Una lettera dei genitori di Julie (25%)
    25
  • Un libro antico di tradizioni familiari (38%)
    38
  • Un antico documento con una profezia (38%)
    38
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29 Commenti

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  1. Red Dragon ha detto:

    Strane cose accadono. Si entra nel vivo della storia. Complimenti per le descrizioni.

    Ciao 🙂

  2. ha detto:

    Un po’ in ritardo ma in tempo. La terza opzione.

  3. Danica ha detto:

    Certo che Deveraux poteva darla una spolverata al libro! Scherzo! 🙂
    Bellissimo episodio! Mi piace l’idea alla base del concetto di luce e ombra.
    Io mi dissocio dalla maggioranza e voto perché accadano strane cose ai ragazzi. Nella trama hai parlato di una casa in campagna. Quale miglior motivazione ci può essere per lasciare l’attuale casa per una in campagna se non perché dove vivono accadono cose strane e pericolose?
    Per il resto brava!

  4. Rey Agostinelli ha detto:

    Vaiii Auroraaaa 😉 voglio il documento con la profezia

  5. Danio Mariani ha detto:

    Lo ritrova sul tavolo, inevitabile. E lo leggerà con miglior attenzione, libera dalla presenza ingombrante del notaio e dalla sua strana quanto inquietante apparizione. Coinvolgente e molto brava, complimenti…D.

  6. Banshee ha detto:

    Tradizioni di famiglia e mistero…cosa si può volere di più? Il libro sarà di nuovo su quel tavolo 😉

  7. Nickleby ha detto:

    L’incipit è molto toccante, in effetti il lettore si sente trasportato assieme alle sventure di Julie. Un piacere da leggere, ora mi aspetto che i genitori della ragazza avessero preparato una lettera da consegnarle dopo la loro morte ^_^

  8. Angela Catalini ha detto:

    La mia gemella qua sotto (Danica) mi ha già fregato l’opzione e il commento. Interessante incipit, a rileggerti.

  9. Danica ha detto:

    Bello come inizio. Io voto per il documento e la profezia. Anch’io sono curiosa di vedere come proseguirà la storia.

  10. Un antico documento con una profezia… mi ispira troppo questa opzione!
    bell’incipit, sono curiosa di scoprire come va avanti la storia!

  11. Vudi. loca ha detto:

    ciao e benvenuta, bene bene.. bell’incipit !!!!!!
    Ti seguo fino in fondo, vediamo come va a finire, ho votato per il libro antico, lo trovo più in linea con il genere 🙂
    a presto

  12. federica78 ha detto:

    Che storia interessante!! Io ho votato per la lettera!! Ti seguo fino alla fine! 🙂

  13. ha detto:

    Per un attimo ho pensato fosse stata lei… Ho votato per tradizioni familiari 🙂 Ottimo inizio, brava Aurora.

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