La schiava bianca e il pistolero

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio ci sono dei fili da riannodare... Sophie e il padre di Shary (57%)

Ritorno a Cotton Valley

Era trascorso un mese da quel giorno. Shary aveva seguito il padre che era venuto a prenderla, e, insieme a Sophie, erano tornati a Cotton Valley.

Elvira Swanson era rimasta uccisa, insieme al sovrintendente, durante una rapina mentre cercava di mettere al sicuro il denaro ricavato dalla vendita degli schiavi.

Il padre di Shary non aveva più un cent e questo lo tenne lontano dalle sale da gioco. Accettò di lavorare come agricoltore per Joseph Swanson.

La famiglia era finalmente riunita, e tutto sembrava andare per il meglio se non fosse che Sophie e Shary soffrissero il mal d’amore.

Sophie, ad Atlanta, si era innamorata di un tenente con i baffetti da sparviero che le aveva promesso di sposarla subito dopo la guerra e Shary, suo malgrado, continuava a pensare a Leonard.

Un giorno arrivò una visita.

“Il signor Darcy”  disse Sophie.

“Leonard?”

Shary, senza attendere la risposta della sorella, volò per le scale e si precipitò nel salone con il cuore in gola, ad attenderla però, c’era il nonno. Si abbracciarono.

“Che bello, rivederti, Shary!” le disse il vecchio. “Come stai?”

“Sto bene, signor Darcy, adesso la famiglia è riunita”

“Ottimo. Sono venuto per darti una cosa.”

Tirò fuori dalla tasca un foglio ripiegato e lo porse alla giovane.

Era il certificato di proprietà che la legava a Leonard. Mentre leggeva, le tornarono in mente le immagini una dopo l’altra: il fortino, la casa in montagna, i giorni di malattia, le passeggiate…

“Adesso sei una donna libera a tutti gli effetti, Shary. Tra l’altro, nel dare sepoltura ai due malviventi, abbiamo recuperato la pepita che era servita per pagarti.”

“E… Leonard?”

“Leonard ha di nuovo la pistola al fianco. Lo avresti mai detto?”

Shary sorrise, però si aspettava una risposta diversa.  

Il vecchio continuò: “Il padre di Leonard aveva un passato turbolento, non voleva che il figlio diventasse come lui, per questo aveva lasciato le cattive compagnie; purtroppo sono venuti a cercarlo. Il resto lo sai. Leonard è come il padre: veloce con la pistola e sostanzialmente uno spirito libero.”

Shary sapeva a cosa si riferisse. “E di voi cosa mi dite?”

“Mi sono trasferito ad Atlanta, la guerra sta per finire, hanno bisogno di medici, c’è posto anche per un vecchio come me.”

Rivedere il Signor Darcy non aveva giovato a Shary, non riusciva a togliersi dalla mente Leonard e sua madre. Un tarlo che le impediva persino di dormire.

Leonard se la ritrovò davanti qualche settimana dopo. Stava lì, vicino al recinto del cavallo, sembrava più pallida e più matura.

“Shary!” disse Leonard. “Ma come hai fatto a…?”

Shary si staccò da Anacleto che aveva coccolato fino alla comparsa di Leonard.

 “Sono venuta con il calesse, l’ho lasciato più a valle. Sono tornata perché ho una domanda da farti.”

“Non vuoi entrare?”

“No.”

“Ok, vogliamo sederci sulla veranda, come facevamo un tempo?”

“Voglio soltanto sapere come hai conosciuto mia madre, solo questo; eravate amanti?”

Leonard aprì la bocca per dire qualcosa ma poi ci ripensò. Si mise seduto sugli scalini, le mani sulle ginocchia.

“Avevo sedici anni e un omicidio alle spalle. Ero sempre ubriaco, avevo seguito una ragazza che lavorava in un bordello. Tua madre aveva quarant’anni, non era interessata ai ragazzini. Però, mi ha aiutato a trovare un lavoro; se non fosse stato per lei, non ci saremmo mai incontrati. Indirettamente tua madre ti ha salvata Shary.”

Lei attese che Leonard terminasse di parlare. Ma lui aveva finito, non c’era altro da dire. Allora si voltò, perché le lacrime le pizzicavano gli occhi e non voleva che lui se ne accorgesse.

“Buona fortuna, Leonard” disse soltanto.

Lui  la guardò andare via e gli sembrò che il filo che li univa si tendesse fino allo spasimo.

“Aspetta!” gridò balzando in piedi. “Ti prego, porta con te Anacleto, tra poco nevicherà e resteremo isolati per mesi. Non ho abbastanza foraggio per l’inverno.”

Shary scosse la testa. “Gli mancheresti, siete troppo legati.”

“Gli passerà.”

No che non gli passerà, trascorrerà le giornate ad aspettarti come faccio io, pensò Shary, ma non disse nulla. Una lacrima si fermò sulle ciglia, tremò, poi le scese sulla guancia. Prese la briglia di Anacleto e voltò di nuovo le spalle a Leonard.

“Forse…” disse lui in un sussurro. “Forse c’è un posto di lavoro alla tenuta”

Shary si asciugò furtivamente la lacrima e si voltò.

“Il posto di sovrintendente è ancora vacante” disse. “Mi dicono che sei un buon pistolero.”

“Uno dei migliori” disse Leonard facendo girare la pistola e riponendola nella fondina.

“Ma a te farebbe piacere, Shary?”

Lei si avvicinò tanto da poter contare le pagliuzze dorate negli occhi di lui. Toccò la pistola, fece scivolare le dita lungo il manico, lui le bloccò la mano, le passò l’altro braccio intorno alla vita e la strinse a se. Si abbassò per baciarla con un tale ardore che lei fu costretta a tirare indietro la testa. Restarono così, a lungo, stretti per paura di perdersi di nuovo. Anacleto rimase a guardarli per un po’, poi seguì la traiettoria di un falco, le ali spiegate, padrone assoluto del cielo.

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651 Commenti

  • Carissima,
    mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.

    • Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
      Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂

  • Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
    Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀

    • Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo

  • Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂

    Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
    Scritto in modo fantastico, brava!

    • Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
      Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
      Grazie per avermi commentata, un caro saluto.

  • Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
    Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
    Il finale rosa… ma lo sapevi già.
    Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
    Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.

    • Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
      Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!

      • Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
        Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
        In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.

        Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.

  • Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂

    • Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂

  • Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!

    • Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
      Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
      Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!

    • Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!

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