La seconda madre di mio figlio

Dove eravamo rimasti?

e adesso? il funerale è di suo padre (52%)

Capitolo TRE

«Adrian»

Abbraccio mia sorella Loren. Ha un viso talmente pallido, nonostante indossi il suo solito profumo buono.

Rimaniamo in silenzio per un po’, fino a che non si stacca da me, soffocando un singhiozzo. Continuo a cingerle la vita con un braccio, mentre entriamo insieme in chiesa, con al seguito facce familiari, di cui ho evitato gli sguardi.

La funzione dura circa un’ora, questa solennità mi provoca quasi uno strano senso di nausea. 

Finalmente ci disponiamo in fila per stringere le mani dei presenti per le condoglianze, mentre lo sguardo si sofferma altrove, sul legno lucido della bara di mio padre.

E’ un po’ come trattenere il fiato, aspettare prima che il cuore scandisca un nuovo battito, è un po’ come… alienarsi.

«Pronto?»

Mia sorella era rimasta in silenzio per un po’, prima di scoppiare in un singhiozzo.

«Adrian…»

«Loren…»

«Adrian… papà… papà…»

«Capisco…» le ho risposto d’un fiato. Era così sconvolta da non riuscire a pronunciarla quella parola: morte.

Soltanto più tardi, dopo aver pianto, era riuscita a richiamarmi per spiegarmi che nostro padre si era spento nella notte.

Certo, era solo questione di tempo, lo sapevamo. Ci aveva lasciato già da tempo, da quando l’Alzheimer che gli avevano diagnosticato aveva raggiunto la sua fase avanzata.

devo riconoscerlo… è stato davvero un brutto colpo.

Dopo la morte della mamma, mio padre era rimasto il nostro unico punto di riferimento, insieme allo zio Marcus.

Adesso anche l’altra colonna portante della nostra vita era definitivamente crollata, sollevando nelle nostre menti… una fitta nebbia di polvere.

Era un uomo saggio, mio padre, stimato e amato da tanti, anche se lui, di amore, non sapeva dimostrarne. 

Ecco, era un uomo talmente saggio che la malattia non era riuscita a togliergli la sua filosofia, la sua letteratura, la sua musica, ma insomma… negli ultimi tempi aveva fatto sì che fosse ben lontano da noi.

Gli ultimi parenti ci precedono nell’uscire dal forno crematorio, mentre io e Loren accogliamo quel cumulo di ceneri che ci restituiscono, prima di spargerle lungo il Tamigi, nel rispetto delle sue ultime volontà.

Ed è così che scegliamo di concederci una birra, tornare a casa soffoca al solo pensiero. Soffoca il pensiero dei suoi libri ancora aperti sulla scrivania, i farmaci ordinati sul comodino, le fotografie in bianco e nero.

E mentre ingollo l’ultimo sorso di birra, prima di ordinare la terza, faccio cenno di no a mia sorella, preferisco dormire nel mio alloggio, invece che con lei e Brian, il figlio nato dalla sua ultima relazione finita male.

Intendiamoci, non che non lo adori, quel piccolo lattante, ma preferisco stare un po’ da solo, ne ho bisogno.

E mentre la saluto le prometto che sì, ci sarò l’indomani, che sì, l’aiuterò con gli scatoloni, che sì, ancora non prenderò quell’aereo, questa volta.

Le prometto, mentendo, che dormirò questa notte, mentre invece, l’unico pensiero che mi torna alla mente è quella scollatura, quel nome, il pensiero che sarei potuto rimanere ancor qualche minuto, davanti a quel caffè, con quella donna.

Dunque... adesso Adrian...

  • rivedrà Alma (si accettano consigli sul dove... e forse anche sul come) (67%)
    67
  • si sveglierà, come sempre, nella sua prigione (0%)
    0
  • aiuterà la sorella con gli scatoloni (33%)
    33
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106 Commenti

    • Ciao Caterina, devo ammettere che il tuo commento è stata una delle poche gioie di questa giornata. Sono lusingata per ciò che hai detto. Spero di riprendere, questo mese sono stata impegnata tra esami e pensieri vari, il blocco poi sta sempre lì dietro l’angolo. Fortuna avere voi che mi sostenete, spero di esserne all’altezza! ?

  • Ciao! Altri hanno già fatto notare che non è facile ricongiungere il primo capitolo con questo flashback e personalmente la cosa non mi dispiace, è sempre bello quando pezzi apparentemente scollegati si ricompongono. L’horror poi è un genere con così tante sfaccettature che può sempre riservare belle sorprese… A tal proposito io vado controcorrente e penso che Adrian potrebbe fare il galantuomo e lasciare che sorella e collega si distraggano un po’, accollandosi il bambino. Il che, in qualche maniera, potrebbe riportarci al genere della storia 😀

  • Usciamo a cena: fratello e sorella possono rilassarsi un po’ invece di intristirsi sul passato e lui approcciare la bella.
    La storia sembra intrigante, non so come conti ricollegare queste vicende londinesi al primo capitolo, ho una mia idea, ma forse è totalmente sballata 🙂
    E tanto di cappello per la sfida di riprendere in mano qualcosa di scritto e abbandonato anni fa. Bentornata!

    • Ciao Maan, grazie per l’apprezzamento e per il “bentornata”. Come dicevi riprendere è stato arduo, ma anche molto stimolante!
      Mi diverte notare che anche tu hai colto nella cena l’occasione di avvicinare Alma.
      Come ricollegare il tutto? Bella domanda, mi piacerebbe sapere della tua ipotesi, io… Bo, ho una mezza idea, ma mi lascio anche guidare dalle vostre scelte, al momento sto ancora cavalcando il flashback.
      Spero vorrai continuare a leggere, io conto di leggere presto anche il tuo racconto. A presto!

  • Uscire tutti a cena, so che non è la cosa più romantica, ma del resto questo è un horror 😀
    Ciao, Fra.
    Una storia scorrevole e intima, l’atmosfera è quieta, ma, a giudicare dal genere scelto, non durerà ancora per molto 😉
    Chi è questa Alma? Non credo alle coincidenze, l’incontro al bar non è stato casuale! Cosa vuole da lui? Perché vuole ucciderlo? 😀
    Curioso di leggere il seguito 🙂

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