La seconda madre di mio figlio

Dove eravamo rimasti?

Dunque... adesso Adrian... rivedrà Alma (si accettano consigli sul dove... e forse anche sul come) (67%)

Capitolo QUATTRO

«Il solito tea inglese senza neanche un biscotto?» domando a Loren prima che scompaia oltre la porta del bagno.

Mugugna in tono di assenso.

Le donne e la dieta… non le capirò mai…

Trovo che siano quasi più belle, o quantomeno più vere, tipo quando, come stamattina, le costringi ad aprirti il portone con ancora il trucco indosso, magari sbavato dalla notte, e la camicetta di seta tutta stropicciata. Tipo quando ti minacciano con quegli occhi troppo dolci o troppo colmi di non sai quale dolore, che tu fingi di credere a quelle minacce, quasi quanto loro fingono di credere a te.

Eppure, mentre guardo Loren prendere posto di fronte a me, in attesa che le versi il tè caldo… beh, mi sorprendo nel pensare che stamattina sembra molto più forte della donna a pezzi che era ieri.

Lo riconosco, sono stato un vigliacco… sono stato un vigliacco a lasciare che si occupasse da sola della salute di nostro padre, prima ancora che sapesse di aspettare il bambino, mentre io mi nascondevo dietro la scusa della mia musica, per girare il mondo.

Solo ultimamente mi sono chiesto quanto sarà stato difficile per lei raccogliere i cocci della memoria sempre più fragile dell’uomo che ci ha cresciuti, di un’altra relazione fallita, i suoi stessi cocci. Mi sono chiesto come avrà fatto ad accettare un figlio come compromesso, lei che il corpo è sempre stato tutto il suo lavoro. Lei che non sembra portare i segni della gravidanza, che trova il tempo per la palestra, che scommetto sia riuscita a rientrare nella trentotto dei suoi pantaloni a vita alta. Lei che “non immagini quanto è dura fare la modella”. Lei che si lascia abbracciare, ma la verità è che quello perso sono io, mentre lei.. lei è sempre stata brava a ritrovarsi e sì, anche a ritrovarmi.

«Sono felice tu sia qui, Adrian»

«Io di più» mormoro, sperando di poter rimediare, in qualche modo, a tutta la mia assenza, alle mie mancanze.

«Vado a vestirmi, ok?»

Annuisco, prima di chiederle se c’è altro che io possa fare.

Mi prega di scaldare il latte per Brian, mentre lava e veste anche lui.

Poi, come le ho promesso ieri, potremo occuparci degli scatoloni.

«E’ appena arrivata l’auto che ho noleggiato, sei pronta?» le domando varcando la soglia della sua camera da letto, dopo aver bussato.

«Quasi, finisco di mettere il rossetto! Nel mentre potresti mettere il cappottino al bambino? Ah… e… Adrian? Già che hai noleggiato l’auto, ti spiace se si unisce a noi una mia collega?»

«Non vedo il motivo per cui dovrebbe, se per te non è un problema…»

E mentre accosto l’auto, subito dopo aver attraversato il Millennium Bridge, quasi stento a crederci nel riconoscere quelle gambe, quella scollatura, la cornice rossiccia dei capelli…

«Alma! Quanto mi sei mancata…» esclama Loren accogliendola «lascia che ti presenti mio fratello Adrian».

Interdetti seguiamo da prassi i convenevoli, mentre inizio a pensare che questa giornata si prospetta meno ardua di quanto temessi!

Adesso che Adrian ha rivisto Alma, suggerirà alla sorella di...

  • uscire tutti a cena per ottenere più informazioni sulla ragazza (95%)
    95
  • fare qualsiasi cosa (suggerite voi a me) pur di rimanere da solo con Alma (5%)
    5
  • lasciar perdere gli scatoloni e di passare tutto il giorno con la sua collega, lasciando a lui Brian (0%)
    0
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106 Commenti

    • Ciao Caterina, devo ammettere che il tuo commento è stata una delle poche gioie di questa giornata. Sono lusingata per ciò che hai detto. Spero di riprendere, questo mese sono stata impegnata tra esami e pensieri vari, il blocco poi sta sempre lì dietro l’angolo. Fortuna avere voi che mi sostenete, spero di esserne all’altezza! ?

  • Ciao! Altri hanno già fatto notare che non è facile ricongiungere il primo capitolo con questo flashback e personalmente la cosa non mi dispiace, è sempre bello quando pezzi apparentemente scollegati si ricompongono. L’horror poi è un genere con così tante sfaccettature che può sempre riservare belle sorprese… A tal proposito io vado controcorrente e penso che Adrian potrebbe fare il galantuomo e lasciare che sorella e collega si distraggano un po’, accollandosi il bambino. Il che, in qualche maniera, potrebbe riportarci al genere della storia 😀

  • Usciamo a cena: fratello e sorella possono rilassarsi un po’ invece di intristirsi sul passato e lui approcciare la bella.
    La storia sembra intrigante, non so come conti ricollegare queste vicende londinesi al primo capitolo, ho una mia idea, ma forse è totalmente sballata 🙂
    E tanto di cappello per la sfida di riprendere in mano qualcosa di scritto e abbandonato anni fa. Bentornata!

    • Ciao Maan, grazie per l’apprezzamento e per il “bentornata”. Come dicevi riprendere è stato arduo, ma anche molto stimolante!
      Mi diverte notare che anche tu hai colto nella cena l’occasione di avvicinare Alma.
      Come ricollegare il tutto? Bella domanda, mi piacerebbe sapere della tua ipotesi, io… Bo, ho una mezza idea, ma mi lascio anche guidare dalle vostre scelte, al momento sto ancora cavalcando il flashback.
      Spero vorrai continuare a leggere, io conto di leggere presto anche il tuo racconto. A presto!

  • Uscire tutti a cena, so che non è la cosa più romantica, ma del resto questo è un horror 😀
    Ciao, Fra.
    Una storia scorrevole e intima, l’atmosfera è quieta, ma, a giudicare dal genere scelto, non durerà ancora per molto 😉
    Chi è questa Alma? Non credo alle coincidenze, l’incontro al bar non è stato casuale! Cosa vuole da lui? Perché vuole ucciderlo? 😀
    Curioso di leggere il seguito 🙂

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