Morire due volte

Dove eravamo rimasti?

Che finale volete? Nel parco, solo Pellegrino e Emma per l'ultimo confronto. (38%)

Innocenti e colpevoli

La giornata stava volgendo al termine, i lampioni del parco erano accesi per illuminare il buio della sera. Pellegrino era seduto sulla panchina dove era stato seduto il giornalista tempo prima. Il suo cane Nero si era avvicinato con la pallina da tennis in bocca. Pellegrino si era alzato per prenderla e rilanciarla. Dopo aver messo le mani in tasca, si era voltato verso Emma che era rimasta seduta. Pellegrino aveva avuto la sensazione d’essere ritornato a sera del delitto.

«Tuo padre è stato seduto proprio dove sei tu adesso, a bere fino allo sfinimento. Poi si è alzato, ma è stato trattenuto. Ha iniziato a discutere, perché qualcosa è andato storto. La ricerca deve essere stata alla base del litigio. Ed è stato allora che è stato soffocato. L’autopsia parla chiaro: asfissia da compressione. Potrà essere stata anche tua madre, ma anche tu puoi aver fatto queste cose.»

Emma aveva iniziato parlare e a muoversi come una persona ubriaca. «”Non l’ho proprio dimenticata … la ricerca … è difficile … dire dove sia quel medico. Cioè sì lo so … un pezzo qui … un altro là … Forse qualcosa è rimasto in Pakistan … magari il mignolo.”» Finita la sua imitazione, Emma aveva fatto una piccola aggiunta. «Ho proposto di tornare al residence per prendere la ricerca, ma lui si è rifiutato. Ha cominciato a chiedere solo di lei.»

«Quindi tua madre non era qui. Casa sua è nella direzione opposta a quella dove lui è morto. Da qui si può andare solo al residence o a casa tua. Questo gioca a tuo sfavore.»

Emma aveva ripreso a imitare il padre ubriaco. «“Sei arrivata prima tu di lei. Ha creato una ricerca migliore della mia.”»

«Quindi tua madre è coinvolta?»

Emma si era alzata, continuando a imitare il padre ubriaco. «“L’urna … nella mia tomba. Tua madre vuole usare quel corpo … tanto che differenza fa? … Tua madre è un genio!”»

Pellegrino credeva d’aver capito. «L’hai soffocato per rabbia. Mentre lo tenevi fermo, hai messo le mani sulla bocca.»

Emma era scura in volto. «Poco dopo è arrivata mia madre con la ricerca. Mi ha chiesto che cosa era successo e le ho proposto di scegliere: tra “papà si è sentito male” o dire che era stata lei. Non ha detto niente e ho scelto io.»

Pellegrino non faticava a immaginare la faccia della vedova mentre guardava impotente ciò che aveva fatto la figlia. Così come immaginare il suo pensiero successivo e a come tirarsi fuori dalla vendetta della figlia.

Emma aveva abbracciato il commissario. «Non puoi capire come mi sono sentita. Hanno tramato alle mie spalle per tutto questo tempo. Mentre io ricevevo pressioni su pressioni da Terruzzi. Non so quante volte ho chiesto aiuto a mia madre. E lei niente. Perché non mi hai mai detto niente? La odio.»

Pellegrino si era scosta e aveva tirato fuori dalla tasca un cellulare. Chiese a qualcuno d’intervenire prima di spegnere il telefono e rimetterlo in tasca. Dopo pochi secondi era arrivato Santo con un altro poliziotto e avevano dichiarata in arresto Emma. Quest’ultima si era sentita afferrare per un braccio, aveva guardato Pellegrino con aria confusa. Fino a quando non aveva capito. «Io mi sono fidata! Come hai potuto farmi questo?»

«Potrei farti la stessa domanda anch’io. Abbiamo solo avuto la sfortuna d’incontrarci.»

«E’ vero sei molto sfortunato.»

Santo aveva preso Emma per un braccio mentre il poliziotto le aveva messo le manette e l’avevano portata via.

 

Pellegrino era seduto sulla panchina del parco e il suo cane Nero gli aveva riportato la pallina da tennis. Lui si era alzato per prenderla e rilanciarla. Era stato allora che aveva visto Santo camminare verso di lui. Era passato qualche giorno dall’arresto di Emma.

Il poliziotto aveva delle novità riguardanti il caso del giornalista. «La vedova è riuscita a dimostrare di non essere mai stata al parco. Invece i legali di Emma Toscanelli si appelleranno alla legittima difesa. Hanno detto che il padre era talmente ubriaco d’averla aggredita e la figlia si è difesa. Diranno che non si è resa conto d’averlo soffocato. Così sarà presto libera. E’ un vero peccato che i legali siano riusciti a smontare le sue indagini. “Complicità … confessione estorta con la forza”, le hanno gettato parecchio fango addosso. Si sarebbe dovuto tirare fuori da questa storia quando ne ha avuto la possibilità.»

Il commissario si era seduto con lo sguardo basso, per evitare gli occhi del suo amico. «Così imparo a fare attenzione. Ho accettato l’offerta ricevuta, il trasferimento è quanto di meglio mi sia potuto capitare. Ha persino effetto immediato.»

Santo aveva chiesto a Pellegrino che cosa avrebbe fatto dopo. Il primo pensiero di Pellegrino era quello di buttarsi tutto alle spalle. Si era alzato e aveva richiamato il suo cane Nero. Dopo aver attaccato il guinzaglio, aveva stretto la mano a Santo per salutarlo un’ultima volta. Poi ognuno si era diretto per la propria strada. Pellegrino stava andando via con la sconfitta di non aver reso un colpevole alla giustizia. Sentiva che il giornalista era morto due volte.

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277 Commenti

  1. Finale amaro x chiedere questa “doppia” morte 🙁
    Ci hai insegnato che purtroppo trovare il vero colpevole non implica riuscire a consegnarlo alla giustizia e questo, in un certo senso è anche il motivo della partenza di Pellegrino. Però potrà sempre ricominciare, a partire dai suoi errori.

  2. bello, mi è piaciuto come hai fatto confessare emma ma soprattuto perché pellegrino, pur avendo ottenuto l’arresto del colpevole, esce sconfitto da questa vicenda
    complimenti danica!

  3. Molto bello questo senso di malinconia che caratterizza il finale, finire il racconto dove è iniziato. Pellegrino diventa un antieroe triste che paga per le sue debolezze : “È vero sei molto sfortunata”
    Bella l’immagine della panchina già evidenziata da Napo.
    Tuttavia, per il rispetto che nutro verso l’autore, sento il dovere di dirti che l’epilogo investigativo e giudiziale, oltre ad essere troppo sbrigativo, è inverosimile: la legittima difesa va provata così come la la confessione estorta.

  4. Un bel colpo di scena, Danica.
    Credo – ma non sono un avvocato, sono solo un’amante della cronaca – che a livello giuridico non sarebbe attendibile appellarsi alla legittima difesa dopo molto tempo, sono dinamiche che vanno indagate subito, direttamente sulla scena del delitto e preferibilmente supportate da testimonianze valide; invece così si aprirebbe un’istruttoria basata su prove indiziarie che – il nostro codice penale – ha più volte dimostrato incriminanti ugualmente. Persone note sono finite in galera con forti prove indiziarie e nessuna prova schiacciante ( mai trovata l’arma del delitto). Tuttavia la tua storia ha retto fino alla fine. La chiusa è professionale e ben data, poi: il titolo che trova la sua condizione nella storia e così, con la sconfitta dei due è come se fosse morto due volte. Ottimo. Spero di leggerti presto con una nuova storia.

    • Ti ringrazio per il tuo commento. 🙂 Ammetto la mia ignoranza in materia giuridica. Mi sono limitata a provare a rendere l’idea di come avrei voluto che finisse la storia. Il tempo di riprendere fiato e trovare l’idea giusta e sicuramente tornerò. Nel frattempo continuerò a seguire i racconti che sto leggendo. 🙂

  5. Come dice Danio, sia Emma che Pellegrino sono usciti sconfitti da questa avventura, ma allo stesso tempo ad entrambi gli si presenta un’occasione: a Pellegrino con un nuovo lavoro lontano dai recenti avvenimenti, a Emma con la libertà. Sei stata brava ad architettare un simile finale, e grazie per averci presentato questo racconto complesso ma ben esposto. Alla prossima spero 😉

  6. Sono in minoranza, vedere tutta la famiglia a casa Toscanelli è solo nelle mie corde.
    Bellissimo il capitolo, ben scritto e architettato. Mi piace come Emma e Pellegrino si affrontano e mi pare di capire che già sono state date le basi per svelare il mistero.
    Dall’altra parte sono meravigliata di come il livello di quasi tutti gli autori che seguo si sia alzato, tu sei diventata un geniaccio. Brava, brava, brava… Siamo cresciuti tutti, ma il tuo progresso è pazzesco. Rinnovo i complimenti e aspetto il gran finale.

  7. Sicura sia il nono capitolo? Secondo me ne hai saltato qualcuno! Non è possibile, uff!
    Opto per il confronto a due nel parco. La riunione in casa è troppo classico. 🙂 O , come suggerisce Alessandra e sono d’accordo, potresti dividere il finale in due scene. 😀

  8. Io li metterei in una scena di confronto al parco, solo loro due. Ma potresti anche dividere in due scene l’altumio episodio. L’ultimo? Cavolo, un vero peccato che sia l’ultimo. Sempre migliori, i tuoi episodi, Danica. Brava.

      • Non mi permetto di dirti come concludere, intendevo dire che nella mia folle fantasia… io dedicherei le prime 2500 battute a un flashback, le ultime 2500 al confronto/scontro finale tra Emma e Pellegrino.
        Flashback:
        come davvero andò quel giorno. Cosa, chi e come uccise il giornalista.
        seconda parte:
        il modo astuto in cui Emma riesce a evitare di dire la verità. O quello che lei sa per certo. Pellegrino ne esce sconfitto. Emma ne esce vincitrice.
        E solo NOI LETTORI sappiamo com’è andata veramente, poiché lo abbiamo visto nell’iniziale flashback.
        (naturalmente dovresti sconvolgere le nostre convinzioni costruite fin qui)

        Ma tu falla come vuoi, sei brava, farai un capolavoro… le mie sono elucubrazioni… 🙂

  9. Affida l’arresto a Santo e resta in disparte, sa di figo 😉
    Cara, perché usi il trapassato prossimo? Impieghi un numero maggiore di caratteri in questo modo, non sarebbe meglio il passato remoto? È soloun consiglio per recuperare spazio 😉

    • Ti ringrazio per avermi sottolineato questo passaggio. E ti rispondo che attualmente sto usando i tempi verbali in maniera inconsapevole. 🙂 Il bello è che con tutto che ho usato il trapassato prossimo, di caratteri a disposizione ne avevo ancora un bel po’. 🙂

  10. Ciao Danica, sono venuta a leggere il tuo racconto. Non sono ancora alla pari, ma intanto ti seguo. Per adesso il racconto mi piace, e spero di mettermi in pari il prima possibile. un mistero rinchiuso nelle mura familiari- se così vogliamo dire. Non sono un esperta di gialli. Diciamo che li ho iniziati a leggere su The incipit, non ho mai acquistato un libro giallo o Horror, ma i racconti brevi, mi piacciono. Poi sono aperta a nuovi generi 😀 bravissima. A presto per dirti cosa ho votato, aspetta ad andare avanti 😀 dammi il tempo.

  11. Dò una risposta scientifica e non emotiva. Troverà prove schiaccianti con i risultati dell’autopsia. Tuttavia ero combattuta se ripondere per istinto… Emma si tradirà. Sarebbe interessante che lei si tradisse, ma l’una non esclude l’altra ipotesi. Potrebbe tradirsi e non sarebbe comunque conclusivo ma indiziario, poi l’autopsia chiuderebbe la porta a ogni dubbio. Molto interessante che lo stesso commissario sia stato usato, un alibi vivente che finisce per metterlo in crisi. Sembra incastrato ma potrebbe cavarsela. In fondo il coflitto è dato e anche bene, ora va risolto.
    Brava giallista!

    • Scusa la domanda che significa “mettere in share”? No perché non conosco proprio questa opzione di TI. Mi ritengo già fortunata a avere persone come te che stanno seguendo la storia che scrivo, per me sono già tante. 🙂 Ti ringrazio per il pensiero.

  12. Oh! Qualcuno ha fatto sparire l’urna! E così la vedova non parlerà e il figlio invece rivelerà qualcosa di importante 🙂 non voglio sostituirmi a te e alla tua bravura, ma non sapevo quale scelta votare e allora ne ho unite due 😉

  13. Ciao, Danica.
    Perdona l’assenza, ho subito recuperato i due episodi persi.
    In questo ultimo episodio noto che hai fatto uso di dialoghi serrati per portare avanti la storia e lo trovo un buon compromesso. Sei stata spesso più narrativa e meno battutista e – in questa veste – te la sei cavata bene, devo dire.
    Una volta devo averlo spiegato a qualcuno, qui, ma lo dico anche a te adesso, perchè sarebbe un peccato non prestare attenzione a questa regola per una storia interessante come la tua: i tempi verbali. L’uso del passato e del trapassato prossimo al posto del passato remoto rallenta l’azione e crea confusione sulla cronologia delle scene. Ti faccio un esempio:
    Tu scrivi “Quest’ultimo solo dopo aver rimesso gli occhiali riuscì a vedere chi c’era davanti, senza distinse solo una testa rossiccia e nulla più. ” Qui sta l’errore che porta a rallentare l’azione. Dopo aver inforcato gli occhiali da vista mise a fuoco l’uomo che gli stava davanti e , a questo punto non tornerei nemmeno su cosa non vedesse senza occhiali, poichè la narrazione va sempre sul positivo, mai sul negativo, cioè: non scriviamo cosa non sarebbe se, scriviamo cosa è, ; per una questione di chiarezza e praticità. Tuttavia, finendo di analizzare quella frase, dopo dici che, senza occhiali, gli era apparsa solo una testa rossiccia. “Senza, aveva distinto”, non “distinse”. Ma comunque la narrazione si rallenta.
    Vabbè 🙂 , Daniela, tu sei brava, sai quello che scrivi e conosci bene il tema che tratti, i tempi verbali sono il tallone d’Achille di tutti, però sistemarli eleva la storia, per questo te l’ho fatto notare, perché la tua storia merita di essere elevata.
    La vedova insisterà…

    • Alessandra! E’ un vero piacere rileggere i tuoi commenti! Spero che adesso stia andando tutto per il meglio!
      Riguardo i dialoghi, ho seguito un consiglio di Massimiliano (Vertuani). Aveva sottolineato come te che non c’erano molte battute. Così ho scelto di usare questo episodio per fare pratica. 🙂 Di sicuro negli prossimi episodi farò ancora qualche tentativo.
      Gli errori sono il mio marchio di fabbrica. Grazie mille per la tua iniezione di fiducia, mi fa piacere che questa storia stia piacendo. 🙂 Quando avrò finito qui, di sicuro riprenderò la grammatica italiana in mano per fare un bel ripasso generale. Perché ne ho proprio bisogno.

  14. Oliver Toscanelli, il nome mi attira troppo.
    Secondo me, Daniela, questo racconto è scritto decisamente bene, ma potrebbe essere ancora migliore se lasciassi più spazio ai dialoghi.

    • Lucia tranquilla, anch’io sono una sempliciotta. Se ci sto riuscendo io a scrivere un giallo (e ti dico che non è il mio genere preferito, ne ho letto chissà quanti gialli) di sicuro potresti farcela anche tu. 🙂 L’intreccio allucinante è frutto di mettere tante informazioni in solo cinquemila caratteri e renderle comprensibili. Ti ringrazio per le tue parole!

  15. Ho letto anche il capitolo uno e due e ora posso dire: la storia è ben costruita tanto che si può leggere anche partendo dall’ultimo episodio. E’ accattivante, scorre leggera e mette mistero. Le opzioni sono interessanti e congeniali a quanto accade. Un lavoro fatto bene. Bravissima. Avevo già votato ma non fa niente, sono tornata a leggere i capitoli che mancavano. Ciao

  16. scelgo anch’io la pista giornalistica, vediamo cosa aveva scoperto nella sua inchiesta
    devo dire, ho faticato un po’ a leggere i resoconti che intercalavano i dialoghi, perché non riportare tutto l’interrogatorio con discorso diretto?
    molto gustosa invece la scena di pellegrino che non riusciva a liberarsi della stretta di mano di emma!

  17. L’idea alla base del racconto è ottima, intrigante è dire poco. Hai anche ottime potenzialità e sono sicuro che verrà fuori un bel lavoro, come lasciano intuire questi tre capitoli. Ho scelto per qualcuno che potesse accedere al conto. Mi viene subito da pensare a un familiare, ma so che non è un’opzione allettante, Vedremo 🙂

  18. Un uomo dalla doppia vita, ma soprattutto dalla doppia morte.
    Ammiro molto chi si cimenta nello scrivere un giallo, perché è un genere tutt’altro che facile.
    Opterei per qualcun altro in possesso della firma per accedere al conto. Chi è? La moglie o… la figlia.

  19. Scusa, Danica, ma oggi ho fatto una scoperta agghiacciante: ho letto la tua storia almeno tre volte ( praticamente sapevo a memoria i primi due episodi) e non ho mai cliccato su segui la storia… per questo non ti avevo mai in aggiornamento… ero davvero convinta del contrario, finché non ho fatto una rapida carrellata tra le mie storie seguite e ho notato che non c’eri. Mi dispiace tanto, anche perchè questo racconto mi piace molto… qui ho votato in minoranza perché la carta sia stata usata dal giornalista stesso, potrebbe essere un valido indizio se questa fosse l’ultima cosa che ha fatto……. per dare una pista nuova… ma sto divagando… 🙂 ( e poi oggi sono dislessica)

    • Appena ho letto agghiacciante ho pensato: “Lo sapevo, ha visto tutti gli errori!” 🙂
      Poi andando avanti ho tirato un sospiro di sollievo. Sono lusingata del fatto che ti siano piaciuti questi episodi! Nessun problema. Io per un po’ sono stata fermamente convinta che cliccando su “segui l’autore”, avrei ricevuto le notifiche per gli episodi nuovi. Ma non succedeva. Qualunque suggerimento è ben accetto. 🙂

  20. O magari la moglie o un’amante. Potrebbe essere anche Emma. Hai capito che ho votato per la seconda persona che ha accesso al conto corrente? 🙂 si fa sempre più interessante questa storia. Spero di rileggerti presto, buona giornata.

  21. Una seconda persona aveva la delega sul controcorrente: la moglie (come accade quasi sempre). L’ho capito, sai, che vuoi far ricadere i sospetti su di lei. Ti assecondo.
    Vedo che sei della scuola della punteggiatura scarsa, a differenza di me che sono un dispensatore di virgole (ne avrei messe, nel tuo testo, una ventina in più).

  22. Risali alle spese bancarie! Chi sarà ? Forse proprio Emma o forse no … chi lo sa ? Comunque sull’ultimo il chiedergli alla vedova è un po’ un pugno in un occhio! 😀

    E si che faccio errori peggiori io! Dai che son sicuro che puoi fare benissimo il lavoro! Mi piace il tuo modo di scrivere! 🙂

  23. dalla famiglia bisognerà passare, tanto vale cominciare da lì
    interessante il protagonista, che non ricorda il nome della bionda incontrata la sera prima ma ricorda invece il nome di un giornalista morto in pakistan cinque anni prima!

    • Grazie! Mi hai dato l’idea su come sviluppare il prossimo episodio. Ti faccio una piccola anticipazione. Riguardo al giornalista ha letto tutti i suoi articoli e ecco spiegato il perché si ricorda di lui. Riguardo la bionda, questa piccola amnesia gli costerà cara. 🙂

  24. Dalla presunta morte in Pakistan…ma come sempre ho scelto l’opzione meno votata ^^ Sinceramente, l’inizio mi è sembrato il solito dei gialli, soprattutto qua su ti, ma già il titolo promette novità e anche il finale fa pregustare qualcosa di interessante 🙂

  25. La cosa più logica, anche più banale e quindi più probabile, è chiedere alla famiglia.
    Che strana idea iniziare un racconto nella settimana di Ferragosto, quando i più sono in ferie. Ancor più strano – mi dirai – è che spariscano i lettori di TI, proprio quando uno dovrebbe avere più tempo per leggere.
    Per ora ci sono tutti gli elementi di un classico poliziesco, bionda compresa. Stupiscici (ma non c’è fretta).
    Stavolta ti seguo fin dall’inizio.
    P.S.: Che ne dici di questa innovazione di poter vedere le opzioni votate, prima di esprimere il proprio voto? Temo che incentivi l’effetto gregge…

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