Quando il mobbing ti fa “Cane”!

Dove eravamo rimasti?

Ringrazio tutti per avermi seguito fin qui, da adesso in poi sarò solo un lettore. Che tipo di finale vi piacerebbe ? 3) Risolutivo (considerando che la storia presente ha aiutato veramente a risolvere un problema esistente) (52%)

Quando il cane ti fa mobbing

Maestra, ca-ca-ca…-

-Non ora, amore, sto spiegando a quelli più grandicelli, puoi andare in bagno se vuoi…-

C’era una volta una scuola, dove il personale litigava per questioni futili. C’erano i cattivi che facevano cose prepotenti verso gli altri e c’erano i buoni che sopportavano, non dicevano niente. Un giorno i buoni si stancarono di essere compartecipi del male e decisero di fare una rivoluzione. Solo le persone oneste possono vincere sui disonesti.

Ovvero, c’era una volta il mobbing nella scuola come c’è in tantissimi posti, ma nessuno ne parla. C’erano gl’integri (disonesti) e c’erano le persone rette che non si ribellavano mai.

Come ben avrete capito il mobbing lo soffre la gente perbene mentre è praticato dai disonesti. Questi ultimi credono di essere molto leali e giusti, ma esercitano il loro potere per fare del male alle persone che gli sono intorno e – cosa peggiore – godono di questa azione.

Il fenomeno non ha una vera età perché, prima che esso sia parte del mondo del lavoro, è praticato da bambini e ragazzi sotto il nome di “bullismo”.

-Per questo dici “sbullonatevi”, quando litighiamo!-

Prende il nome di “bossing” quando è in linea verticale tra datore di lavoro e lavoratori.

Litiga oggi, domani e dopo domani, si era arrivati addirittura alle querele e a riportare per iscritto la situazione. E nulla era cambiato.

Un bel giorno alcune persone decisero di guardare a questi individui non più come a delle iene umane ma come dei cagnolini di razze diverse. Cani rabbiosi. Eppure i cani sono animali bellissimi, ma loro sembravano solo bestie. Questo perché esercitavano il potere di fare del male agli altri.

Sentendo di avere a che fare con tante razze diverse iniziarono a gestirli e trattarli come tali. Se avevano fame, gli davamo la pappa, raccoglievamo i loro bisognini sparsi ovunque, impararono che accarezzarli era meglio che evitarli. Vedendoli così e non come iene umane e ingiuste, cominciarono a coccolarli quando non se lo aspettavano, li portarono fuori quando nessuno ce li portava, usarono la paletta per spazzare via i loro bisognini sulla strada, e ora loro pur non avendo coscienza di questo gioco psicologico, sono diventati debitori degli altri.

A forza di questo comportamento le bestie feroci diventarono cagnolini che scodinzolavano ed è successo solo grazie alle loro sembianze canine.

Ma i cani, non erano solo i cattivi, bensì tutti, perché ognuno aveva dentro di sé un oscuro passeggero: la depressione. Andare a lavorare era come portarsi un cane di qualsiasi taglia dietro. Che per quanto bello, dolce, simpatico sia è sempre un peso.

Giocando a fare i cagnolini scoprirono la cultura della gentilezza intesa non come educazione, ma come vicinanza di animi. La fecero propria e finalmente ne goderono non per ipocrisia, ma per stato illuminato dell’animo cosi come insegna la cultura orientale a differenza delle buone maniere ipocrite di noi occidentali.

-Maestra, è come quando un bambino ci ruba le merendine e ci prende a cazzotti e noi non gli rispondiamo alla stessa maniera? Perché tu dici sempre fai finta di essere un angelo guardati con le manine giunte, l’aureola e cerca di capire cosa  passa per la testa del monello, nel frattempo chiamami-.

In effetti, poteva essere anche una cosa simile descritta dal bambino. La verità è che solo formando culturalmente le persone si possono evitare queste situazioni. Più persone si formano e più si può evitare. Più si è educati e più si ha idea su come interagire, agire e reagire. Persone ben formate dal D.S. in giù formano un ambiente sano e produttivo. Ruoli di potere vanno dati solo a persone mature.

Legislativamente si può fare poco e nulla, anzi spesso l’unica salvezza è abbandonare tramite trasferimento l’ambiente. Bisogna solo sperare di avere un Dirigente che comprenda le azioni degli altri anche quando questi sono ruffiani e lecchini. Del resto, chi fa queste cose viene prima o poi colpito dalla legge del Karma e tutto gli ritorna indietro, spendendo il proprio stipendio in medicine.

Maestra, ca-ca-ca…-

Un successivo boato…

Nel voltarmi vedo tre colleghe a terra. La scrivania dove erano sedute non aveva retto il peso e si erano schiantate al suolo distruggendola.

-Maestra, te lo volevo dire che caccavano! Quando il cane ti fa mobbing prima o poi, cacca!-

Una fragorosa risata uscì dalla bocca di tutti.

Avevamo trovato la soluzione a un fenomeno di cacca. Aspettare era sicuramente la cosa giusta. Nel frattempo, molte di noi si erano organizzate per cambiare scuola.Qualcuno gli aveva fatto notare con voce altisonante di non essere persone gradite a loro, che tanto oneste parevano, sia a chi stava più in alto, di cui si riempivano la bocca per il solo motivo di farsi grandi.

La maestra Terranova non denunciò mai nessuno, questa storia è la sua denuncia. E’ bastata da sola a far alzare un polverone e far sentire gli animi offesi dal fatto di essere stati messi in ridicolo. Del resto, chi cane si sente cane è solo quando il mobbing ti fa tale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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732 Commenti

  • Arrivo a storia già conclusa. Noto che si trova in cima alla classifica dei racconti già terminati, purtroppo noto che fin dall’inizio del primo capitolo ci sono problemi nell’inserimento delle virgole. la storia sicuramente sarà carina, ma trovo che in un sito che tratta proprio letteratura almeno la punteggiatura una persona se la possa aspettare corretta.

  • Ciao =)
    Mi dispiace essere arrivata solo alla fine e di non aver partecipato alle scelte :C ..
    Penso sia la cosa più difficile raccontare la verità, trattare di una tematica attuale, attraverso una storia, utilizzando il pretesto della storia anzi, e dire che ci sei riuscita alla grande è poco. Già scrivere solo un racconto che abbia un senso è difficile, ma addirittura trasporre concetti in “favoletta” , non è da tutti…
    Alla, spero, prossima storia !

  • Con un clamoroso ritardo (e devo ancora leggere il decimo dello scacchista, alessandra e il mentitore) ho finito questo racconto. Hai dato un finale intelligente, a coronamento di una delle storie più strane e direi anche sconclusionate (nel senso che ogni capitolo era una storia a parte), nel senso buono, che abbia letto su theincipit. Però ti ho seguita fino alla fine e così in molti, visto il numero di punti che hai.

  • Grandiosa, Lucia, davvero brava! Hai visto, sei riuscita a dare un bellissimo finale alla tua storia anche se eri preoccupata. Il tuo modo di affrontare il problema del mobbing è stato unico e speciale, come sei tu. Chiudo con una frase che mi è piaciuta molto “chi cane si sente cane è solo quando il mobbing ti fa tale.”. Aspetto la tua prossima storia! Un bacio!

  • ciao, lucia….sono riuscita a recuperare i capitoli che avevo da leggere …finale compreso….tutti d un fiato….
    che dire…non potevi concludere questo racconto in modo migliore…hai avuto coraggio, nel rendere pubblico un problema che ti riguardava da vicino….un disagio molto diffuso attualmente…attraverso questa storia sei riuscita ad attirare l attenzione delle persone a cui ti volevi rivolgere e sei riuscita a trovare una soluzione. allo stesso tempo hai attirato l attenzione di moltissime altre persone che come me ti hanno letto, apprezzato, stimato, sia come persona, sia come autrice. peccato che tu nn voglia scrivere ancora qui. spero ci ripenserai….un abbraccio….sei speciale.

  • Brava Lucia! Bel finale, per una bella storia, spero di poterti seguire qui su TI per un’altra storia, io sono indeciso se lasciare il sito o meno, perchè avrei un’idea ma non ho tempo per svilupparla, quindi ritornerei su TI quando avrò tempo per curare meglio il mio spunto, però leggerò qualche storia qua e là, e spero che una di queste sarà la tua
    A presto=)

  • Una storia ci piace per tanti motivi differenti; una storia è bella per altrettanti differenti motivi; la tua è bella per il messaggio che hai voluto lasciarci e per la tua esperienza personale a cui va tanto di inchino!
    Spero di leggerti di nuovo!

    • Grazie. Vale solo per il messaggio, un sacco di errori di punteggiatura e ortografia è una storia così emotiva che è stato veramente difficile metterla giù. Ogni cosa che racconto è un fatto veramente accaduto. Tranne che ci siamo trasformati in cani, mi sarebbe piaciuto fosse stato vero anche se le anime le ho viste mentre si trasformavano in qualcosa che non era di certo umano. Purtroppo le hanno viste anche i bambini. E’ questo il dolore che mi porto dentro, la vera sconfitta della missione di una vita. Speriamo che la provvidenza stenda la sua mano misericordiosa come ha già fatto.

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