Country Lil Love Story

behind blue eyes - the who

Era da poco iniziata l’estate, la scuola era definitivamente finita ed erano cominciate le vacanze…prima di andare al college.
Erano più di due anni che non tornavo nella fattoria dei nonni, dove avevo vissuto fino a quando mia mamma, divorziata, si era risposata con un tipo di Chicago ed entrambe ci eravamo trasferite in quella metropoli.
Durante quei due e passa anni, erano sempre stati i nonni e venirci a trovare, così non ero più potuta tornare a trovare gli amici d’infanzia.
‘Qualcuno di loro’ era poco propenso ad usare la tecnologia per mantenere contatti, anche se avevo, agli inizi , provato…altre, poco a poco, prese della loro vita, come io dalla mia, erano diventate fantasmi.
Ora stavo tornando.
Fino a pochi anni prima ero una ragazzina pelle e ossa, piatta come una tavola da stiro e con la fissa del seno grosso che non avevo. Un piccolo maschiaccio con un corto caschetto riccio e ribelle.
Ora, a 18 anni, mi consideravo una ragazza carina, slanciata, magra ma non troppo, con lunghi capelli castano chiari ricci. Ero tranquilla del mio aspetto, senza grandi ossessioni e fissazioni. Una normalissima ragazza.
Il pullman entro’ in paese e il cuore inizio’ a battermi forte.
Fuori dal finestrino la main ave era come la ricordavo, nessun cambiamento radicale: il ristorante, il bar, la farmacia, la parrucchiera, i pic-up parcheggiati ai lati della strada, gente che passeggiava tranquilla…Niente era cambiato.
A pochi metri dalla fermata, il cellulare vibrò’. Un sms della nonna:’Viene a prenderti Paul’.
Non e’ possibile! Perché proprio lui?
I primi tempi a Chicago, gli avevo scritto varie e.mail, ma lui non aveva mai risposto! Era il mio migliore amico in assoluto, eravamo stati inseparabili fin da piccoli! Ero rimasta molto male, non me lo ero aspettato un comportamento simile da lui, non scrivermi mai una volta, non chiamarmi… All’epoca avevo chiesto qualcosa alla nonna, ma lei mi aveva confermato che era sempre tutto normale.
Ero un po’ risentita di quel suo comportamento menefreghista nei miei confronti e la mia amicizia si era un po’ raffreddata, anche se ci stavo ancora male.
E adesso la nonna manda lui a prendermi! Mi imbarazza doverlo incontrare! Bhe sara’ meglio far finta di nulla, essere indifferente almeno in apparenza!
Il pullman si ferma. Faccio scendere tutti per avere il tempo di calmarmi un po’.
Mi alzo e scendo con la mia maxi borsa in spalla…mi guardo intorno, ma non vedo nessuno che possa essere Paul.
C’e’ diversa gente li’ intorno, ma nessun ragazzo alto e magro con i capelli biondi di media lunghezza.
Mi guardo intorno; fa caldo li’ fuori, quanto dovrò’ aspettare?
“Cathrin!”
Come Cathrin? Nessuno mi chiama col mio nome per esteso! Mi giro.
Davanti a me c’è un ragazzo alto, magro ma muscoloso, un cappello da cowboy e i capelli biondi cortissimi, una siga tra le labbra In poche parole un gran figo.
“Sei Paul!” constatai dopo un attimo di esitazione. Bhe si era lui, ma com’era cambiato rispetto al ragazzino che conoscevo io!
Non mi rispose neanche. Andò invece a ritirare l’unica valigia rimasta nel portabagagli del pullman e la carico’ sul suo pik-up rosso senza dire una parola.
A me non rimase altro da fare che salire sul sedile del passeggero e aspettare che la portasse a casa.
“Che cambiamento che hai fatto!’ ero così sorpresa che quel tipo…così figo…fosse il mio vecchio amico Paul!!! Mi sentivo in imbarazzo vicino lui.
Avrei voluto aggiungere che era diventato anche un musone e che se la tirava…ma per il momento ho preferito tenerlo per me quel commento acido. “Non ti avevo riconosciuto subito”.
“Anche tu sei cambiata” disse con una voce calda e dandomi appena un’occhiata di traverso.
Mi erano proprio mancati quei posti! I primi mesi a Chicago avevo sofferto per il trasferimento…ma col tempo la grande citta’ ti assorbe completamente.
“Mi mancava tanto questo posto! E i primi mesi non facevo altro che aspettare tua mail!! Col cavolo che l’argomento era morto e sepolto! Un po’ di risentimento covava ancora sotto la brace.
“…e tu non mi hai mai risposto!” aggiunge lui secco.
“Ti scrivevo quasi ogni giorno! Avrò scritto un milione di mail, e tu non mi hai mai risposto! Non ho mai ricevuto niente da te! Non mi piaceva stare a Chicago, e tu non mi scrivevi!”
“TU non mi hai mai scritto!” ribadì lui.”IO” sottolinea nuovamente” ti scrivevo tutte le sere. Avevamo fatto un patto e tu non mi hai mai risposto. Alla fine mi sono stufato!” sembrava arrabbiato.
“Io non ho mai ricevuto nulla…” ero rimasta così male all’epoca, e adesso scoprire che uno stupido problema di uno dei due comp. aveva creato quel pasticcio.
Sembrava ancora arrabbiato; ma non aveva capito che era stato tutto un disguido?

Alla fattoria scarica velocemente i bagagli e se ne va senza quasi salutare.
A cena, davanti a una bella bistecca, commento con la nonna “E’ cambiato Paul! In macchina non ha detto una parola!” a parte il mezzo battibecco che non racconto alla nonna!
“…e si…” sogghigna lei come se sapesse qualcosa d’altro.

cosa succederà domani?

  • Paul torna al ranch e in qualche modo si spiega con Cath (22%)
    22
  • Paul non si fa più vedere (56%)
    56
  • Paul si presenta nel ranch e litiga con Cath (22%)
    22
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63 Commenti

  • Ma brava, Cat, mi sei piaciuta…. molto figurativa la scena del dialogo tra il nonno e Paul. Molto sincero lui come personaggio… vero che hai qualche problema sintattico di tanto in tanto ma, d’altro canto, possiedi un ottimo spirito di osservazione che concede aria e verità a trama e personaggi. E non è cosa scontata né diffusa. Per cui consiglio di limare la struttura, perché la fantsia c’è tutta. 🙂 alla prossima, ti seguo.
    Qui ho votato Cath è costretta a partire.

    • Grazie mille dei complimenti! Eh si! Ho davvero qualche problema di sintassi! Se tu potessi leggere la versione estesa mi farebbe molto piacere e magari potresti lasciarmi qualche commento costruttivo! Chiedi a Lucia (in privato visto che questa non è una cht) dove trovarmi, se ti incuriosisce un pó!
      Ciao

  • Stamattina mi son svegliata nervosa e, quindi, litigano… Scherzo, scherzo. Ho scelto quell’opzione così smuoviamo un po’ le acque. Se si mettono subito insieme, altri 4 capitoli che facciamo? 😀
    P.s.leggevo il tuo commento sotto che vuoi concludere la storia, beh, allora falli pizzicare ancora un po’ e poi ti conservi il lieto fine. 😀
    Un bacio

    • Nella versione ‘ufficiale e quasi completa’ (pubblicata su efp e wp) quasi ogni capitolo ha il titolo di una canzone che, spero, renda l’atmosfera che voglio dare in quel momento. Sono tutte canzoni che mi piacciono (tranne una, ma era quella con le parole che si adattavano maggiormente) e, anche se a volte il testo non è proprio ‘fedele’ al capitolo, il titolo che la musicalità rendono bene.

  • Mettiamo un pò di pepe nella storia, ho votato per l’opzione di Cath che scopre Paul con la ragazza. Se posso… vorrei farti solo un paio di piccole osservazioni: ho notato che l’inizio del primo episodio è scritto al passato e poi sei passata bruscamente al presente, forse io avrei scelto di cominciare tutto il racconto con questo tempo, un’altro passaggio repentino è sul finale dove dal punto di vista della ragazza si passa ai pensieri di lui senza nessuna descrizione del tipo: … Pensa Paul mentre guarda la ragazza… Non so, le mie sono impressioni molto personali, prendile così… 😉

    • Si avrei dovuto rifare il primo, perché tutta la storia è al presente. Però non so se qui posso cancellae e rifare tutto…è stato un mio errore imperdonabile!
      Per i pensieri di Paul nell’originale sono scritti in corsivo e l’ho fatto apposta a non indicare ‘Paul pensa….’ perché così si entra maggiormente dentro il personaggio. Avessi scritto che Paul stava pensando diventavo narratore in terza persona, mentre è Cath che, più che raccontare, vede le sue vicende.

  • Voto per lui che non si fa più vedere.
    Ehm… detesto suggerire correzioni, ma trovo che questo racconto abbia un buon potenziale ed è un peccato trovare apostrofi invece di accenti e virgolette. Anche le abbreviazioni le avrei evitate (comp. per computer, avresti potuto usare la sigla PC a questo punto).
    Mi permetto di scrivertelo perchè io per prima lascio un sacco di refusi nei miei racconti, e mi accorgo di essere cresciuta parecchio grazie ai consigli degli utenti di questa piattaforma.
    Spero che il mio commento non ti abbia infastidito.
    A rileggerti!

    • Nessun fastidio! Grazie dei suggerimenti, sono sempre ben accetti se si vuole migliorare! Per gli apostrofi al posto delle virgolette…è che quando l’ho scritto non ero ancora pratica della tastiera del tablet…. 😉 ….anche se preferivo un sltro tipo di voto….mi state spiazzando completamente….

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