Il decimo giorno

Giorno Uno

Il caffè si spande sul tavolino bianco, allungandosi in un uncino informe. Il bruciore sulla punta delle dita è immediato.

– Ma che diavolo combini! – Strilla lui, facendo voltare tutti.

Lo guardo negli occhi. Voglio fissarmeli nella mente, con quell’espressione istupidita che hanno adesso. Voglio imprimere nella mia testa il suo volto, così com’è ora. Questo momento devo ricordarmelo, e a lungo. – Perchè? – Ringhio. – Cosa c’è che non va? Mi piace rovesciare il caffè sui tavoli dei bar. Adoro scottarmi quando sono bollenti.

Lui sospira, offeso. – Ecco a cosa mi riferivo. Non sopporto quando fai così.

– Così come? – Sibilo. – Così come quando mi lasci per un’altra?

Appoggia i gomiti sul tavolo, avvicinando il viso al mio. – Forse è il tuo carattere che non va. – Sussurra. – Forse ti lascio perchè sto meglio con lei.

Mi avvicino anch’io, accorciando notevolmente la distanza fra i nostri volti. Quasi come quando ci siamo scambiati il primo bacio, quattro anni fa. – Già. E sei stato tanto uomo da scoprirlo dopo avermi tradito ripetutamente. Avrò un carattere difficile, ma io almeno non sono una schifosa bastarda.

Mi alzo. Tiro fuori qualche moneta dalla tasca.

– Lascia stare – dice lui, indicando i soldi con un cenno del mento. – Pago io.

Mi sale il sangue agli occhi, non ci vedo più. Pago io. Pago io un par di palle. Sono io quella che ha pagato tutto, in questa stramaledettissima storia. – Non esiste. – Dico. E in un attimo gli scaglio le monete sulla testa, con tutta la forza che ho.

Mi allontano, sentendomi addosso lo sguardo delle persone e le parolacce furiose di lui. Accelero il passo, tappandomi le orecchie con le mani. Và all’inferno, và all’inferno! Ma come diavolo ha potuto?

Percorro un paio di isolati stringendo forte i denti. Non piango, no, ma i pensieri mi accoltellano il cervello ed il cuore. Non posso impedirmi di immaginare lui con lei, e poi con me. La nausea mi galoppa nello stomaco, e forse sto per cedere, quando la donna mi piomba addosso.

Non capisco da dove sia spuntata, ma nello scontro accuso un leggero dolore alle costole. Mi ritraggo.

La donna è piuttosto anziana. Si scosta da me, palesemente confusa. Si guarda attorno con un’espressione vacua , come se non capisse dove si trova.

– Signora? – La chiamo. – Tutto bene? Si è fatta male?

Improvvisamente mi rendo conto che c’è qualcosa che non va. Si guarda le mani, sembra sussurrare qualcosa tra sè e sè, ma non riesco a sentire cosa stia dicendo.

– Signora? – Insisto.

Lei pare scuotersi. Gli occhi sembrano riprendere coscienza di sè. – Che? Cosa?

– Si è fatta male?

Sembra totalmente sperduta. Poi mi guarda negli occhi, così come poco fa ho fatto io con  quel gran bastardo traditore. Ma non è uno sguardo normale. Lo stupore è grande, quando riconosco l’emozione che provo nel guardarla: questa donna fa spavento.

Mi sorride di sghimbescio. – Sto bene. Adesso.

Da quel sorriso sbilenco, spunta la punta della lingua. Sembra la grossa larva di un insetto.

Si guarda attorno, poi riporta lo sguardo spiritato su di me. Ride.

Voglio tapparmi di nuovo le orecchie: è la risata più sguaiata che abbia mai sentito.

La donna si volta in uno slancio, cominciando a correre in mezzo alla strada con una insospettabile agilità. Rimango a guardarla ipnotizzata.

E mentre il traffico scorre, si getta sotto le ruote di un autobus in corsa.

Questa storia e’ nata su THe iNCIPIT ed e’ ora in fase di trattativa con un editore per una possibile pubblicazione. Riportiamo qui solo l’inizio, speriamo di poterla leggere in versione completa molto presto.

Non sappiamo ancora nulla della protagonista, nè di quello che è appena successo. Forse un nuovo personaggio potrà aiutarci. Introduciamo:

  • Un carabiniere (22%)
    22
  • Un medico (30%)
    30
  • L'autista dell'autobus (48%)
    48
Loading ... Loading ...
Categorie

302 Commenti

  • Dimmi che non sta prendendo la piega di Resident Evil, ti prego. No, seriamente, l’ho letto tutto, ho sentito le canzoni come le hai linkate, so che non dormirò stanotte, ho fatto la brava bambina. Ora… C’è qualche pezzettino minimal autobiografico in “Come se…”, che ti aiuta e non si nota tantissimo. Hai usato tutta te stessa in questo racconto e il riscontro è veramente ottimo, a tratti splatter, ma penso che tu avessi questa intenzione. Completalo che sta bene.

  • Esperimento !! Sono senza fiato. Ho vistotutto, perché mi ci hai portata tu. Io c’ero ! Anzi, ci sono ancora. E sono letteralmente terrorizzata!! Semplicemente
    WOW !! COMPLIMENTI !
    aspetto con ansia che mi “liberi”. C’è troppa
    Polvere in questo archivio 🙂 ( per non parlare dei cadaveri ) p.s a breve il mio racconto
    ! Un abbraccio

  • Mi ispira un esperimento scientifico governativo 🙂 la tensione si sente, dai un ottimo tocco di realismo e ho apprezzato in particolare la parte sul dolore che la fa rimanere lucida. Brava 🙂

  • Ho letto tutti gli episodi. In particolare mi è piaciuto il secondo ( mi sembra), dove tutto ha inizio con il rumore dei tonfi. Mi sono piaciuti i cambi di scena e mi piace il personaggio del vecchio soldato. Ho votato per l’esperimento e ora aspetto di sapere di cosa si tratti in realtà .
    Brava. Alla prossima 🙂

  • Una stanza chiusa mi sembra l’opzione più affascinante, anche se fino ad ora poco quotata. Bravissima ancora una volta, una nuova superstite si aggiunge al gruppo ma sarei curiosa di saperne di più sulla vicenda in se a questo punto della storia! Alla prossima 🙂

  • Computer. L’ho letto con il sottofondo musicale da te suggerito, siccome mi saliva l’angoscia ho chiuso prima. Il capitolo era soft e quindi angosciarmi con la musica non mi pareva logico. Questo capitolo rientra nel mio gusto dove l’horror c’è ma è soft…Poi bella lei che si mette a ridere e la narrazione in prima persona è l’unico motivo che mi ha portato a seguirti da subito.

    • Ciao Lucia!
      Ahahaha mi sa che era quello il motivo per cui il vecchio fa volare il cd dal finestrino… L’idea era quella di farvi venire il mal di pancia e poi spingervi a “chiedere di spegnere”, esattamente come fa la nostra protagonista 🙂
      Anche a me piace molto la narrazione in prima persona. Ha i suoi difetti (per esempio, è difficile far accadere qualcosa in assenza del protagonista), ma è molto coinvolgente. L’eroe può trasmettere immediatamente le sue sensazioni al lettore. E non è poco.
      😉

    • Ciao Mago!!!
      intanto complimentissimi per la copertina, scusami se non avevo ancora avuto modo di farteli!!!
      Grazie per il commento! Ihihih si, questo racconto forse è un po’ troppo hollywoodiano 😀

  • Troveranno qualcuno in vita. Come stai ? Da tanto non parliamo. Il capitolo va benissimo che devo dirti odio semplicemente l’horror…Ma ho iniziato a leggerti e ti finisco pure non con una scoppettata! Io sono al sei, non saprei dirti in merito…Bho, vado avanti intanto scrivendo ottengo il miglior premio dell’universo vengo mobbizzata di meno, perchè la mia scrittura fa da arma e mobbizza a sua volta, hanno paura di quello che posso scrivere e quindi mi trattano un pochino meglio. Ha preso una bella svolta …ed anche il tuo racconto vedo…

    • Ciao Lucia!
      Intanto complimenti per come sta andando il tuo racconto, vedo che ha un’ottima odience!!! 😀
      Mi sono persa qualche episodio, spero di passare presto a rifarmi (ormai per fare tutto quello che dovrei le mie giornate dovrebbero durare 48 ore… e forse non mi basterebbero nemmeno ahah!)
      Io sto abbastanza bene, e tu?
      Grazie per la lettura, a maggior ragione sapendo che questo genere non ti piace! Un caro saluto!

  • Oh sì! Dio veramente! Troppo bello il dialogo del vecchio. Penso che vorrà andare a trovare qualcuno di caro! Magari proprio il figlio. E chi lo sa ? Lo voglio deserto da paura! Deserto da Pripiat tipo! Presente ?? La cittadina accanto a chernobyl tipo. La voglio orribilmente deserta da far gridare e far rendere che il nulla può essere ancora più terrificante del male. Scrivi un libro ti prego. Altro che cell. Questo funziona cacchiarola! Scrivi da Dio non mi stuferò mai di dirlo! 🙂

    • Addirittura mentre lo leggevo avevo pure pensato per un millisecondo che potrebbe andare a suicidarsi il vecchio ma poi ha chiesto compagnia.

      Magari quelli che si ammazzano ma non avendo quella specie di “germe” di pazzia. Ammazzarsi magari perché presi dalla solitudine a vedere un mondo che si sta prendendo dal virus! 🙂 Bye bye! Grazie per la lettura! 🙂 Stavolta ci ho messo di più a scriverti ma non importa! 🙂

      • Ciao Valerio!!!
        Ahahahah ma tu veramente sei troppo buono nei miei confronti!!! Sono felice che il racconto ti piaccia, grazie per questi commenti così entusiasti 😀
        In questo periodo ho un progetto molto più impegnativo in corso, è uno dei motivi per cui sto seguendo poco “Il decimo giorno”. Spero di riuscire a finirlo, perchè è una storia a cui tengo davvero molto 🙂
        Grazie ancora una volta, di cuore!

  • Ciao, Annalisa, come stai?
    Ho perso qualche episodio per via del mio ricovero in ospedale, ma mi sono ripromessa di rimettermi in pari. Lo farò quanto prima.
    Ti chiedo subito scusa per l’invasione. Spero non me ne vorrai. Ma ti stimo e volevo rispondere alla tua domanda fatta su FB stasera, mi è stata raccontata poiché io non sono su FB. ( per cui scusami se sono costretta a farlo qui)

    Io studio scrittura creativa da molti anni e vorrei suggerirti – in base ai tuoi dubbi – come elaborare una storia in un contesto interattivo come questo:
    innanzitutto la storia che decidi di scrivere deve essere scalettata subito. Non puoi iniziare a scrivere senza aver preso decisioni , la scrittura è come la vita: si fanno scelte, poi si agisce. Nulla è a caso.
    Si costruisce la struttura portante dell’edificio, inserendo i muri portanti in modo che non possa crollare al primo soffio di vento.
    Una volta stabilito il genere, il tema, il personaggio chiave, puoi dare un titolo.
    Il titolo è facile se sai già cosa vuoi dire.
    Le storie si basano su due concetti elementari: la domanda e la risposta.
    Il tema ( plot, trama) si stabilisce sempre a priori. Ti faccio un esempio: Pretty Woman. La domanda: l’amore vince sul pregiudizio? La risposta finale (che scopriamo alla fine della storia) è ” sì, a patto che si sia disposti a sacrificare il proprio ego”.
    Ora: tu decidi il tema: ( esempio) “Può la follia contagiare l’umanità facendola crollare nel baratro?” E poi ti dai subito la risposta: ( altro esempio) “No, se si è disposti a lottare per non lasciarsi sopraffare dal dolore.”
    Poi incarni nel tema un personaggio ( protagonista) che sembra sopraffatto dal dolore ma poi lo affronta e alla fine lo supera e vince.
    Ecco, lui è la metafora, l’incarnazione del tuo tema, del tuo plot, della tua domanda iniziale ed è portavoce, incarnazione, della tua risposta finale.

    Queste cose devono essere ben chiare da subito nella tua mente, altrimenti la storia va alla deriva. I muri non sono portanti? Il palazzo crolla al primo soffio.

    Come si fa, se il racconto è interattivo?
    Semplice: tu hai in mano la storia ( i muri portanti: la domanda e la risposta) e devi raccontarcela. Quindi nessuno deve mettere mano ai muri portanti; solo a quelli cavi, vuoti, quelli che si possono eliminare, buttare giù, perché non incidono sul tema. In pratica: mai fare domande che cambiano le scelte del protagonista. mai fare domande che devino dal tema ( domanda e risposta finale, morale della favla) che hai scelto fin dall’inizio)
    Le scelte del protagonista ( quindi tue) sono la struttura portante e vanno decise prima, non si devono toccare, solo tu sai come portarle avanti. Le domande dovono incidere sugli eventi: scelgo di guidare, dove vado? Io posso dirti cosa guidi ( audi, fiat) ma solo tu puoi decidere dove andare.
    Mi capisci? Non puoi sbagliare, in questo modo. Il titolo si dà all’inizio, poiché il titolo è la tua domanda. Se non sai cosa vuoi dire, come puoi dirlo? Il titolo è ciò che hai deciso di raccontare. Non puoi non conoscerlo da subito, poiché quello è il tema.
    So di te che sei una buona scrittrice e una ottima lettrice, per cui sono certa che mi hai capita. E ti chiedo scusa per l’invasione, volevo solo esserti utile.
    Un abbraccio. leggo e mi metto in pari quanto prima.

    • Ciao Alessandra!
      Innanzi tutto spero che tu ti sia rimessa del tutto, non sapevo del tuo ricovero. Spero non sia stato nulla di grave e che ti sia lasciata già tutto alle spalle!
      Grazie per il tuo intervento, anzi scusami tu se leggo e rispondo solo ora, ma sono assorbita da moltissime cose in questo periodo.
      Ho letto tutto con molto interesse e ti ringrazio per la disponibilità, apprezzo tantissimo, davvero!
      Quindi in pratica si tratterebbe di partire già con una idea e una scaletta ben precisa in mente. E la questione del titolo si risolverebbe con il fatto di avere già una storia definita.
      Ci sono siti di scrittura interattiva come questo, o – più ancora 20lines – in cui invece si parte proprio solo da un titolo (l’altra piattaforma che ho nominato chiede addirittura una copertina in primis e non si ha proprio modo di sapere come si snoderà il racconto, trattandosi di storie scritte a più mani). Per me questa cosa rappresenta una grande difficoltà. Sono dell’idea che un titolo debba racchiudere simbolicamente tutta la storia (credo infatti che una volta completato questo racconto, pubblicandolo altrove, lo cambierò mantenendo “il decimo giorno” come sottotitolo).
      Questa cosa è perfettamente applicabile comportandosi come suggerisci tu.
      Ma forse così viene meno il senso di questa piattaforma. Ai fini della storia non importa sapere se guido una Toyota o una Honda (scusate, sono ossessionata dalle auto giapponesi 😀 ). Mi interessa sapere piuttosto se con quell’auto riuscirò ad arrivare dove mi sono prefissata.
      Se a priori decido io, tolgo il divertimento ai lettori, che di riflesso perdono in coinvolgimento. Non si tratterebbe più di una storia interattiva, a mio modo di vedere.
      Credo che la cosa interessantissima di questa piattaforma sia invece proprio coinvolgere i lettori nelle scelte fondamentali. Può essere una cosa veramente stimolante, si mette alla prova la fantasia e dell’autore, che si trova a dover inventare uno scenario di volta in volta coerente e convincente. Un po’ alla “Slinding doors”, per capirci.
      Per questo ho sempre pensato che questa piattaforma sia una grande palestra.
      Posso farti un esempio emblematico a proposito del mio primissimo racconto qui, un comico intitolato “Nulla è come sembra”, tutto giocato sull’equivoco. Fino alla fine ero indecisa se due dei personaggi fossero omosessuali o meno. C’era in particolare il fidanzato della protagonista, Diego, che era assolutamente ambiguo. Ad un certo punto della storia c’era da decidere se al tavolino di un night fosse seduto lui oppure una ballerina del locale in questione, o ancora se non ci fosse seduto più nessuno. Il sondaggio si è risolto in un pareggio clamoroso fra Diego e la ballerina. Così, per accogliere entrambe le opzioni, Diego è diventato una drag queen che si sarebbe poi esibita sul palco.
      Ti dirò, ai fini della storia è stata LA trovata risolutiva. Non sarebbe mai potuta venirmi in mente un’idea simile se avessi progettato tutto a tavolino.
      Sono invece assolutamente d’accordo con te quando si tratta di scrivere una storia che non ha nulla a che vedere con interazioni di terzi: ci dev’essere l’idea di fondo, e la storia deve delinearsi con chiarezza. Eppure anche allora, quando in regia non faccio entrare nessuno, il titolo è l’ultima cosa che scelgo.
      Forse proprio per quella questione del simbolismo.
      Ti ringrazio ancora una volta per il tempo e la cura che hai dedicato per rispondermi, ogni suggerimento e consiglio è sempre bene accetto, e il confronto di idee è una delle cose più costruttive che esistano.
      Ti abbraccio 🙂

      • Ciao, bellezza.
        Grazie per la risposta. Ma volevo rettificare il mio errore:
        sì, magari con la scelta della marca dell’auto, ho fatto un esempio inadatto. Mi sono espressa male, ma ero convalententissima… puoi perdonarmi. 🙂

        Volevo dire che i muri portanti devi averli bene in mente e nessuno può toccarli. Cose come: il protagonista morirà o si salverà? Se uccidi il protagonista, poi come fi a portare avanti la storia? Però a volte gli utenti – me compresa – sono cattivelli e si dovertono a votare opzioni così assurde che magari l’autore le aveva piazzate lì immaginando che nessuno le avrebbe prese in considerazione e alla fine si ritrova col protagonista morto e sei episodi ancora da scrivere! eh eh eh… lo so, siamo interattivi, si potrebbe tirare fuori dal cappello un nuovo personaggio, e via così.
        Però non dobbiamo mai dimenticare un concetto fondamentale che appartiene a qualunque forma d’arte: il messaggio.
        La pittura trasmette un messaggio, lo fa la scultura, lo fa musica, lo fa la scrittura e così tutte le arti. Anche se stai giocando in interazione con altri utenti, tu mi scrivi e io ti leggo perché mi stai comunicando qualcosa, prima di tutto e prima del gioco.
        Farsi stravolgere anche i famigerati muri portanti – in conclusione – crea caos e alla fine, allontana dal mesaggio. Invece la scrittura deve lasciare qualcosa, non solo divertimento, anche un concetto, quella ragione che ho dato a me stessa per averti letta.

        Grazie di cuore e a presto!

        • Ciao Alessandra!
          Grazie a te per avermi risposto, anzi scusa se ci ho messo così tanto a farlo a mia volta.
          Ok, quindi ci potrebbe essere una buona via di mezzo… credo di aver raccolto il tuo consiglio in quest’ultimo episodio. Ho in mente una cosa, anche grazie ad un suggerimento che Thommy mi ha dato involontariamente (e che non svelerò ancora ahah, bisogna vedere come andrà il sondaggio).
          Vediamo come va a finire.
          Grazie!

    • Ciao Francesco!
      Ti dirò la verità: quando ho cominciato a scriverlo non avevo idea di cosa sarebbe accaduto. Il bambino me lo sono ritrovato in mezzo alla strada all’improvviso senza sapere che sarebbe stato investito. Stessa cosa dicasi per l’ospedale in fiamme: all’improvviso mi è balzata in testa quest’idea della fuliggine nell’aria… e i lettori che avevano decretato che, anche raggiungendo l’ospedale, nessun medico avrebbe potuto aiutarli. Ma nessun medico non voleva necessariamente dire che non li avrebbe aiutati proprio nessuno… Ed ecco che è comparso il soldato. Non sapevo neanch’io che si sarebbe trovato lì. 🙂
      Quindi non so dire se è stato davvero difficile. Si è scritto da solo 😀

    • Ciao NonaNotte!
      Non so come ringraziarti per le tue parole!!! Purtroppo (o fortunatamente) ho una vita iperfrenetica epochissimo tempo libero… ma spero di riuscire a farmi perdonare e che l’attesa valga la pena! 🙂

  • Visto l’avviso anche io pensavo di “peggio” e m’ero preparata… 🙂 Bel capitolo denso denso, cosa succede intorno a noi? 🙂
    Intanto, andiamo a casa del vecchio. 🙂

    • Ciao Pinkerella!
      Si forse sono stata precipitosa con quell’avviso… forse sono io che sono davvero troppo sensibile all’argomento “bambini” (ho due principesse piuttosto piccole).
      Grazie per il voto! 🙂

  • Istintivamente ho scelto “Andranno a casa del vecchio”. Fossi in loro, mi servirebbe un rifugio dove riprendermi emotivamente dal disastro che mi sta succedendo intorno. Madò, che stress! 😀

      • Mmm… al sicuro sicuro non direi proprio. Ma prese le dovute precauzioni forse si potrebbe tirare il fiato e riflettere sulla situazione. Ma la risposta di Massimiliano mi ha fatto riflettere. La cosa del gruppo sanguigno sembra importante. *mumble mumble*

  • Fiuuu pensavo peggio. Col tuo avviso mi hai quasi spaventato più di quanto non mi sia accaduto leggendo. Non è che l’hai fatto apposta, vero? 🙂
    Cerchiamo altre persone col gruppo sanguigno giusto.

  • Ciao cara da quanto tempo, mi sembra tanto…. ma forse è poco….Bho, la storia procede non è il mio genere preferito e mi piace come si sta svolgendo. Rimangono a casa del vecchio….Se vuoi fammi visita dicono che sono migliorata vediamo se è vero. Leggi dal quattro sono solo al cinque. Questo capitolo non mi ha spaventata hai fatto peggio negli altri….Però la tensione è alta.

    • Grazie Lucia!
      Passerò senz’altro. 🙂
      L’appello in realtà era per la scena del bambino… sarà che sono io sensibile su certi argomenti, ma il suicidio di un bambino, specie in quei termini, credo possa dar fastidio a qualcuno… Nel mio caso lo farebbe (ma non faccio testo, l’ho scritto io!)

  • Attenzione: se siete impressionabili, devo mettervi in guardia perchè quanto segue è particolarmente violento, e potrebbe urtare la vostra sensibilità.
    Non mi assumo alcuna responsabilità per gli incubi o le paranoie che eventualmente verranno a tormentarvi stanotte 😀

    • Ciao Valerio! Grazie mille per il pensiero!
      Purtroppo in questo periodo sono assorbita da tante cose… il nuovo capitolo mi ronza per la testa da qualche giorno… prometto di non scomparire!!! 🙂

  • Ho letto i primi quattro capitoli tutto d’un fiato, dato che gli avevo persi. Questa storia mi ricorda i migliori film dell’orrore che sono solita guardare. Mi piace molto l’atmosfera e la scrittura sciolta senza fioriture superflue. Ho votato “Riusciranno a raggiungere l’ospedale ma non ci sarà nessun medico in grado di aiutarli” perché voglio vedere le cose complicarsi un pochino. 😛 Complimenti!

    Ecco la mia storia: https://theincipit.com/2013/12/succubus-2-tammy-key/7/

  • Ho deciso di dare una speranza a questi personaggi un pò particolari… quindi andranno in ospedale e troveranno un medico. Ma toglimi una curiosità, la tua intenzione è quella di far corrispondere ogni episodio a un giorno diverso e arrivare così al decimo giorno nell’ultimo episodio? perché mi pareva di aver capito questo, ma leggendo il terzo e quarto episodio sono ambientati tutti nello stesso giorno, per cui non mi tornano i conti! 😉

    • Ciao Nunzia!
      Ti confesso che l’intenzione iniziale era proprio quella. Ma poi mi sono resa conto che non era fattibile, non avrei potuto concludere la giornata con un colpo di scena in diversi casi, e di certo 5000 caratteri sono troppo pochi per sintetizzare un giorno intero.
      Credo che mi toccherà fare un salto temporale ad un certo punto, per arrivare al decimo. Ho una mezza idea di come arrivarci.
      Sono gli inconvenienti dello scrivere “a braccio”, credo 🙂
      Mi sono accorta troppo tardi di aver bisogno di molto più spazio. Pazienza 🙂

  • Interessante il fatto che non descrivi nessuno dei personaggi. Non ci hai detto nemmeno il loro nome, eppure li trovo molto reali e credibili.
    Un po’ meno credibili forse tutti quei suicidi dal balcone, ma questa è una mia opinione personale.
    Hai uno stile particolare.
    Voto per l’ospedale senza medico. Vediamo come se la cavano!

    • Ciao L-Ettore (o solo Ettore?)
      Il fatto di non descriverli per il momento è intenzionale. Non escludo di dire qualcosa di più su di loro in seguito 🙂
      Grazie per la tua opinione! Le critiche, quando sono costruttive, sono sempre ben accette! 🙂

  • Ahia. Temo che in questo racconto sarei spacciato.
    Sto sul l’opzione di media difficoltà: ospedale senza medici.

  • Spero che trovino un medico. Non può abbandonarci adesso il terzo amico. Se ho ben capito, il medico che troveranno avrà come gruppo sanguigno AB negativo…

  • Non ci sarà nessun medico all’ospedale, si sono suicidati. Another brick in the wall, palpitazioni, adoro quel video e quella canzone…l’unica stranezza è che lei abbia avuto intenzione di ascoltare la radio in un simile frangente…per sentire forse l’informazione e capire cosa stava succedendo?

    • Ciao Giorgia!
      In realtà credo che abbia acceso lo stereo per non essere costretta a sentire le urla.
      Uhm, mannaggia al limite dei caratteri… ho dovuto tagliare un po’ e l’episodio ci ha rimesso 🙁

  • Sono cattiva: non riusciranno a raggiungere l’ospedale.
    Ritmo incalzante, azione presente ( per tempo e per modo), anche il lettore si ferma e friziona le tempie insieme a te. Poi, anche il lettore, riprende la sua corsa. Con te.

  • Ho votato che trovano un medico. Allora è meno angosciante degli altri capitoli…E qui,oserei dire “Assa fa a maronna!” Però, essendo un horror, non so se questa cosa ti fa piacere. A me personalmente mi ha quasi sollevato, perché non me voglio angosciare, ma ti seguo già da prima perché mi piaci come scrivi e posso imparare anche qualcosa da te…Ci vediamo su altri siti…Smak…

  • No no, dai! Voglio lasciarli un pochino dentro! Spero che accada qualcosa dentro con quello che apparentemente non vuole suicidarsi! Cavolo ma sei bravissima! Ricordi King per certi tratti! 🙂 Ho voglia di sangue! Fammi leggere il quarto episodio quanto prima ma ben fatto! 🙂

  • Nono, che coniglio dal cilindro! È troppo presto per le sorprese. Ho votato per una persona apparentemente non aspirante suicida, qualcuno come loro dovrà pur esserci.

  • A pieno titolo, per le sue abilità narrative, lascio che l’autrice decida il seguito. Ma non ti ci abituare, qui si viene per essere messi in difficoltà… solo che con te non attacca, sei tu a mettere noi in difficoltà… 🙂

    • Ciao Alessandra!
      Non sai che piacere mi ha fatto il tuo commento. Sei gentilissima, grazie!
      E comunque hai ragione, questa piattaforma è una splendida palestra. In difficoltà ti ci mettono, eccome! 😀
      Adesso, per ripagarvi della fiducia, minimo devo inventare qualcosa di eccezionale 😀

  • wow! Una storia davvero avvincente, complimenti! Ho letto questi primi capitoli più che volentieri, affascinata dal ritmo serratissimo della narrazione che non lascia un attimo di respiro.
    Ho votato per l’inquilino senza manie suicide, pensando che un nuovo personaggio con qualche elemento in più sulla situazione potrebbe fare comodo in questo punto della storia.
    Ti seguo! 🙂

  • Votato affinché sia tu a scegliere. La storia è davvero avvincente e ti tiene col fiato sospeso tutto il tempo. Poi che bel modo di scrivere, davvero lineare e d’effetto, molto molto brava.
    Se ti va dai un’occhiata da me 🙂

  • A te la palla Annalisa, so che la giocherai nel migliore dei modi.
    Altro capitolo emozionante e… troppo corto! 😀

  • Voto per l’androne, siamo solo al secondo capitolo e già non vedo l’ora di leggere la fine! ti seguo certamente questo racconto è proprio intrigante,
    Mi farebbe piacere se passassi dal mio racconto per un sincero commento 🙂 grazie mille

  • Nell’androne. Se fosse un libro, mi metterei comodo a leggere, ma così devo aspettare… sei una torturatrice! 😉

        • Addirittura!!! 😀 Adesso arrossisco 😀
          su T.I. scrivo da qualche mese. Ho completato due racconti (un altro horror e un comico). Un altro, che era per il contest estivo, per il momento è sospeso, ma credo che prima o poi lo completerò (lo devo a chi lo segue 😀 )
          A scrivere invece… beh, lo faccio da che mi ricordi. praticamente dalle elementari 😀 Anche se per un bel periodo, vuoi la famiglia, vuoi il lavoro, ho smesso.
          Ho ricominciato da circa un anno. Non so cosa sarà di me 🙂
          Sappi che mi hai dato una botta d’autostima pazzesca. Non so come ringraziarti, davvero. 🙂

          • Forse dovresti passare più tempo a credere di valere tu (ed a scrivere!!!) visto che avevi ragione dalle elementari. Anche io ci scrivevo dalle elementari. Solo che non leggevo all’epoca! Ora sto cercando di colmare la mia lacuna pian painino! Cerco di capirlo perché voglio migliorare il mio stile. Anche io con lo studio ho meno tempo ed anche un altro progettino.

            Per tornare a te, io credo che adesso avrai la tua rivalsa di complimenti! Anche in fondo si vede che richiami! Non credere di essere incapace e scrivi. Intanto, non so se funziona come consiglio, ma anche tu lo applichi e vedo che funziona. Fai lievitare il buon pane prima di addentarlo, richiamandoti alle spighe di grano, al vento che soffia su esse, ed al sole che picchia. Per così dire, aspetta a scrivere come stai facendo per raccogliere i punti. Avrai la tua ricompensa! 🙂

            Ciaooo!!

            • Grazie mille per il consiglio, apprezzo davvero.
              E soprattutto, grazie per le tue parole 🙂
              Non so se posso dire di avere un vero e proprio stile, posso dirti che leggo tantissimo… e so come vorrei che fosse la mia scrittura. Solo che mi sono messa dei target molto, molto alti 🙂 In questo la severità con me stessa mi gioca spesso dei brutti scherzi 🙂
              Ancora grazie, a rileggerci presto! 🙂

  • A casa dell’autista.
    Ok, direi che stai raggiungendo ottimi livelli di ansia: quella che sta venendo a me.
    Bene bene, funziona allora.
    Ok, adesso mi ricorda un pochino il film con Whalberg: come si chiamava? “La rivincita delle piante”? 🙂 scherzo

  • L’androne di un palazzo: dà l’idea che stiano fuggendo e che abbiano trovato un rifugio temporaneo. Le altre soluzioni riporterebbero una calma che questo racconto sembra non avere, tanta è la tensione che riesci a creare. Brava! 🙂

    • Per come la vedo io , l’autista è l’artefice del ”casino” in caserma. magari in seguito all’incidente la ”vecchia pazza” si sarà concessa semplicemente un ”corpo nuovo” ecco il perchè del cosidetto suicidio. ha un senso 😉 molto brava cmq. ti seguirò senz’altro

  • Capitolo con ritmo, anche se mentre ti leggevo ero un poco incavolata per il fatto che corri pure tu a pubblicare i capitoli. Calma, calma….I primi due capitoli sono i più importanti è dove prendi più incipoints…Ma chi vi corre dietro a tutti ? Bho, ho votato il palazzo. Il fatto che non dai indizi, secondo me è formidabile…brava. Ti calmi e non pubblichi con fretta ? Dai una settimana o dieci giorni. Magari scrivili e mettili nella cartella del racconto, poi quando vedi che sei a buon punto con le visite li tiri fuori e li metti in pubblicazione. Fai tu….Il racconto è tuo, certo non prendere esempio da me che sono la lentona di TI…… Smak

    • Ciao Lucia!
      Grazie per il commento!
      In realtà tra il primo episodio e questo sono trascorsi 9 giorni. Forse è sembrato meno perchè sono lenta a rispondere ai commenti…
      Di più non riesco ad aspettare, perchè perdo interesse per il racconto. E devo anche ammettere di scrivere in maniera impulsiva. Propongo le opzioni piuttosto a casaccio, non ho la più pallida idea di cosa accadrà con una o con un’altra. Quindi scrivo solo dopo aver chiuso il sondaggio, direttamente sulla piattaforma. Non ce la farei a scrivere a parte, perchè seguirei una scaletta che esulerebbe dalle opzioni 🙂
      Grazie di cuore per l’interesse, perchè da quello che mi hai scritto capisco che la storia ti piace davvero 🙂

  • I tuoi capitoli sono sempre più incalzanti; in questo, addirittura mi hai ricordato un episodio “analogo” di vita vissuta (un vecchio si è lanciato sotto l’autobus dove viaggiavo).
    Ho votato per “nell’auto di lei” spero che non si faccia trascinare a casa dell’autista 😉

    • Ciao NonaNotte!
      Mi spiace averti ricordato un episodio simile 🙁
      Beh… se anche si ritrovassero a casa di lui, dubito che accadrebbe qualcosa di compromettente, se è questo che ti preoccupa. Non sarebbe nelle corde di nessuno dei due (e neanche nelle mie ahah) 😉

  • Nell’androne del palazzo.
    Cosa scatena questa follia suicida?
    Bene, Annalisa. Però qualche indizio devi iniziare a darcelo nel prossimo episodio.

    • Ciao Napo! Grazie!
      Si, bisogna cercare di capirne di più… due episodi simili in due giorni sono ben troppi, di sicuro c’è qualcosa di strano!
      Ti dirò la verità: spero di capirci presto qualcosa anch’io! 😉

  • Nell’androne del palazzo c’è più raggio d’azione.
    Scrivere usando il tempo presente è da script-cinema, lo si fa per rendere attuale l’azione, alta l’attenzione. Ottima scelta. Non mi piace propormi agli autori, ma per la predisposizione e concezione della tua scrittura e per le tue scelte narrative, penso che potrebbe interessarti il mio racconto. Per molti versi ci capiamo. 🙂 Sempre molto brava.

    • Grazie mille Alessandra.
      Sono felice di aver centrato con il tempo presente… è il mio preferito. Assieme all’utilizzo della prima persona credo che permetta grandi possibilità! Spero di essere stata abbastanza incalzante 😀
      Passo subito da te 🙂

      • Massimo Rizzi, è uno storico di Fondi, vivente, ci sono uscita per un aperitivo ed è stata una bella serata, persona interessante….Vicino a me pare il piccolo “mugnaio”, è esperto di araldica, laureato in storia dell’arte. Mario Rizzi, invece è di Minturno, il mio paese, ha vinto diversi premi letterari. A me, fa un poco ridere è molto comico nel suo genere, non ho letto tutto ma, qualcuno ne decanta i versi, simpaticissimi! Mi auguro di poter arrivare un giorno, se mi ci impegno, alla fama di Mario Rizzi, oppure a quella del mio famoso zio, di cui non sono neanche degna di nominare il nome. Annalisa, mancava una donna a rendere ancora più interessante e avvincente la famiglia dei Rizzi scrittori. Spero e mi auguro che continuerai a scrivere. Brava.

        • Quante informazioni, grazie!
          La mia famiglia è stata piuttosto nomade, un mio trisavolo se non erro proveniva da quelle parti, prima di stabilirsi a Taranto e fondare un nuovo ramo. Chissà, magari ho qualche antenato in comune con loro! I Rizzi sono tutta gente strana, mezzi pittori e mezzi scrittori… tutti artisti, insomma, o pseudo tali (come me ahah!)
          Ti ringrazio per l’augurio e per la fiducia, sei gentilissima!
          Non resta che impegnarci entrambe… e attendere che il nostro lavoro dia i suoi frutti, rendendoci degne dei nostri omonimi!!! Un grande in bocca al lupo a noi 😉

  • L’autista dell’autobus è il personaggio che più m’intriga. Un medico è per certi versi anche scontato, mentre questo signore misterioso alla guida di un lungo veicolo giallo… Avrà molto da dirci, ne son sicuro. Ottimo incipit, doveroso seguirti 🙂

    • Ciao Moneagiu! Grazie per la decisione di seguirmi!
      Ammetto che l’autista piace molto anche a me. Quelli delle opzioni sono tutti personaggi che hanno parecchio a che fare con la gente, ma una persona che lavora tante ore su un mezzo simile, mi ispira di più. Direi che nei momenti di tensione può concedersi di lasciarsi andare un po’, a differenza degli altri due. 🙂

  • Il ritorno di Lady Paranormal, perché di nuovo di paranormale si tratta, vero?
    Se è così, voto per il medico. Se poi non è così, spero almeno che non compaiano zombie e vampiri.
    Brava Annalisa (peccato solo per quei va’ scritti con l’accento).

    • Ops. il bello è che ho reiterato. Non ho scuse.
      “Lady paranormal” mi fa ridere, sembro una di quelle cartomanti nelle tv locali!
      Gli zombie li ho già toccati, quindi per stavolta direi di cambiare rotta. Quanto ai vampiri… no, direi di no. Sono già stati maltrattati abbastanza dalla Meyer. 😉

  • Brava, bell’inizio… l’ho letto ieri tardi sul cell ma lo commento ora.
    Ho votato il carabiniere.
    Chissà cos’è successo.
    “Occhio del male”?

  • L’autista dell’autobus: voglio vedere come te la cavi a descrivere un uomo che (anche se non intenzionalmente) ha appena investito una donna!
    Un inizio già inquietante! Inutile dire che ti seguo! 🙂

  • Grintosa la protagonista, mi piace. L’incipit sembra il preludio a un racconto ricco di azione.
    Bentornata Annalisa!

    • Ciao Massimiliano!
      Sono contenta che l’incipit ti piaccia! Con E.S.P. ho avuto l’impressione di essere andata anche troppo a rilento. Stavolta ho in mente un tipo di horror diverso, e voglio prenderlo di petto dal principio! Diciamo che è un’altra prova a cui mi sto sottoponendo 😀

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi