Misericordia

Gocce

Decine e decine di gocce gli ricoprivano il volto, allungò la mano verso l’asciugamano rosa sulla destra, rimase un secondo a fissare la sua immagine sullo specchio, le gocce trattenute dalla barba folta ma curata, la pettinava spesso o quantomeno l’accarezzava gli dava una piacevole sensazione ai palmi delle mani, spostò lo sguardo sui suoi occhi, verdi, intensi…

Non si ricordava di piacersi così nel profondo, aveva una spavalderia che gli lasciava un senso alieno, si sentiva confortato dal suo sempre più crescente narcisismo, ma era sempre stato così? Questo non lo ricordava… una parte di lui non voleva neanche pensare al passato, sicuro che la parte interessante dovesse ancora venire e poi c’era un pezzettino, una piccola parte di sé che invece aveva una sorta di timore a ricordare il passato, come qualcuno seduto sull’orlo di un precipizio incapace di guardare oltre il vuoto.

Si portò l’asciugamano al volto, il tessuto che assorbiva le ultime gocce; intanto senza fretta, spostò lo sguardo dal proprio viso al letto alle sue spalle, lei era ancora lì a dormire vedeva il torace alzarsi ed abbassarsi, in un lento ipnotico, ritmo… era bella, con la pelle chiara, delicata e una spolverata di lentiggini, anch’esse chiare, rosee più che rosse su tutto il petto, si infilavano nel seno e salivano fin su per il collo, lungo ed esile,  sulla bocca incorniciando le sottili labbra socchiuse  ed aprirsi come un delicato ventaglio sugli alti e pronunciati zigomi.

Sotto le palpebre, l’osservatore lo sapeva, erano celati gli occhi grigi che parevano brillassero di luce propria, ma coperti non potevano vedere l’espressione di colui con il quale aveva passato la notte.

Nadia teneva molto a quel piccolo bilocale, c’era una modesta cucina, un ripostiglio più che altro, un bagno stretto davanti ad un letto matrimoniale dove stava dormendo con un uomo conosciuto quella sera che la fissava, in piedi, accanto al letto. L’uomo si piegò su di lei per baciarla sulla fronte ed inebriarsi un momento del profumo dei suoi capelli, Nadia teneva molto alla cura dei suoi riccioli rossi, erano motivo di grande vanità e spendeva molto del suo misero stipendio in shampoo e oli profumati, le sfiorò con le dita le aureole poi, lentamente si raddrizzò e si diresse verso i propri indumenti, aprì un vecchio astuccio dentro la sua borsa e ne estrasse uno stiletto che brillò nella penombra del bilocale.

Ogni volta che l’uomo apriva l’astuccio  rimaneva meravigliato dallo splendore dell’arma, l’impugnatura in legno incisa e verniciata nel rappresentare un intrico di rampicanti che terminavano con una rosa posta sul pomo; i colori delle decorazioni, risultavano pallidi sbiaditi nel tempo ma sembravano avere una sorta di misticismo, come qualcosa di antico; la guardia invece sottile come si usava nelle armi di quel tipo finiva con una punta su ogni estremità come se fossero loro stessi letali come la lama  a sezione romboidale, di un acciaio sempre lucido sottile; si dice che il segno lasciato dall’arma somigli all’occhio di un gatto e fosse impossibile fermare l’emorragia poichè la lama si insinua in profondità con estrema facilità proprio per la forma acuminata; Ripose l’astuccio, la lama nella mano destra, poi con passo deciso si avvicino al letto dove Nadia dormiva, ignara.

L’uomo posò l’orecchio sul petto ascoltò il lento ritmare del cuore, scivolò con le dita della mano destra verso l’addome e poi ancora più in fondo, l’arma poggiata al suo fianco sul letto, si inumidì le dita un ultima volta, la sensazione di formicolio sulla virilità maschile e sentì il mugugnare della donna sotto il suo orecchio, alzò la testa, aveva un corpo magro slanciato ma era veramente attraente e molto giovane; prese lo stiletto ne portò la punta sullo sterno e infine guardandola con occhi stanchi e pesanti, spinse dentro la punta

“Misericordia” sussurrò con un filo di voce graffiante, Nadia spalancò gli occhi, terrorizzati, frenetici, irrequieti ” TUM-TUM-TUM” ed il cuore si fermò.

Uscì da sotto la doccia, prese un accappatoio giallo chiaro con una fantasia a margherite e si asciugò con calma, piano guardando la sua immagine allo specchio e dietro di lui quella di un letto impregnato di sangue, un corpo bianco, esanime con la mano buttata ad un lato del letto, gli occhi rovesciati all’indietro, vuoti.

Prese l’arma ancora infilzata al centro del seno, l’impugnatura senza tracce del sangue sembrava pulsare, i colori delle decorazioni incise vivide, con la rosa di un rosso profondo, brillante, vivo… la  ripose nell’astuccio di velluto scarlatto e si iniziò a vestire, fuori iniziavano a salire le prime luci dell’alba, di lì  a poco la città sarebbe esplosa nella sua routine e lui doveva andare in ufficio.

Perchè il Protagonista ha ucciso una donna che conosceva appena? come ha fatto a trovare un'arma del XII secolo?

  • Chi è Nadia? come ha conosciuto il Protagonista? (13%)
    13
  • chi è il Protagonista? Capitolo sul suo passato e di come ha trovato "misericordia" (88%)
    88
  • il Protagonista va in ufficio, e dopo una giornata di routine esce per locali (0%)
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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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