Misericordia

Dove eravamo rimasti?

Grazie per avermi accompagnato in questo viaggio, siamo alla fine. Origini Di Misericordia (67%)

Rosa

Io sono Misericordia

Paola era stesa su uno scoglio, gli occhi socchiusi, la mano sospesa oltre il bordo, il suono dello sciabordio dell’acqua intrappolato tra gli scogli. Si rilassava sotto i raggi caldi del sole, i capelli chiari acconciati per non bagnarli. Francesco era seduto davanti a lei, un cappello di panama sul capo. Con l’indice si tormentava il labbro inferiore; lo faceva sempre quando era assorto nei pensieri, giocandoci. Pensava a lei, stesa lì a prendere il sole. L’Amava.

I tuoni fuori urlavano la loro rabbia, il loro furore. Grandi gocce si infrangevano contro i vetri della finestra, disegnando poi fugaci ruscelli, il vento scuoteva rabbioso i rami spogli degli alberi nel viale. Paola si rannicchiò di più sotto le pesanti coperte, la testa sul petto di Francesco, l’orecchio premuto sul suo cuore. Lui dormiva, il sonno confortevole dopo la fatica. Lei non riusciva a prender sonno a causa dei tuoni. Lo guardò. Lo Amava.

L’amore è per sempre

Francesco sfogliava una rivista patinata di tatuaggi, euforico. Paola aveva usato i suoi risparmi per regalargli un tatuaggio. il tatuaggio. Fuori dagli ampi finestrini del treno scorrevano le campagne innevate.

L’ipnotico brusio della macchinetta del tatuatore era diventato ormai un suono tanto abituale che neanche lo sentivano più. Francesco abbozzò un sorriso forzato, cercando di trattenere il dolore.”Tranquillo ragazzo” l’uomo ruppe il lungo silenzio, la voce protettiva: “lo sterno non è proprio una passeggiata, respira piano”

“E’ meravigliosa!” furono le prime parole della raggiante Paola. Una rosa, grande quanto un pugno del suo nuovo dolorante padrone, splendeva al centro del petto di un rosso reso ancora più acceso dalla patina di crema. La ragazza poggiò una mano sull’impacco, con l’indice seguì le forme dei petali. La bocca della rosa era rivolta proprio verso di lei. Poi il dito si spostò sui viticci che dal centro si diramavano su tutto il petto, dalla gola fino alle costole flesse, come una gigantesca ragnatela verde con al centro la rosa. Lui le prese la testa tra le mani, le morbide guance compresse sui suoi palmi, e con delicatezza la baciò.

L’amore è delusione

“Lo so, lo so” calde lacrime rigavano le guance rosee di Paola, “anche io ti amo, ma mia madre si è stufata di noi due”

“Cosa cazzo vuol dire che si è stufata di noi due? Non può stufarsi di me, sono il tuo ragazzo, non il suo!”

“Sì, ma capiscila… E’ delusa perché da quando stiamo insieme non studio più” esitò un attimo, poi d’un fiato lo sputò fuori come fosse un peso del quale liberarsi al più presto. “Dobbiamo lasciarci.”

L’amore è sofferenza

A Francesco non andava giù, semplicemente non lo accettava. Era sugli scogli, l’estate stava finendo. Le giornate iniziavano a diventare sensibilmente più brevi e tutta l’aria si era riempita di quella strana malinconia e senso di nostalgia che avvolge le spiagge quando tutti capiscono che le vacanze volgono al termine, che le persone incontrate si incamminano verso il passato; sfioriscono gli amori estivi e promesse di corrispondenza vengono disattese. Francesco guadava tutte le comitive sfaldati con distacco e scherno. Era cinico, vuoto e crudele… rimasto congelato dall’ultima primavera, dalla fine dell’Amore.

Era tornato da lei, settimane dopo, il viaggio estenuante in treno, per farle cambiare idea… Il disperato tentativo di un ferito che non accetta la morte. L’aveva trovata tra le braccia di un altro, le dita intrecciate, i sussurri sul collo.

Era lì, lo sguardo fisso nel vuoto, le labbra di lei poggiate in labbra non sue.

Era lì, lo sguardo fisso nel vuoto, la spiaggia che si svuotava, la brezza che sollevava i granelli di sabbia.

Parole incise a fuoco nella sua mente lo inchiodavano al passato, come un Cristo ancorato con i palmi aperti alla Croce: “Ti Amerò per sempre. Il mio cuore è tuo, il tuo cuore è mio.”

Le dita di lei puntavano il suo cuore, la loro Rosa. Quel pegno d’amore che adesso era lì sul suo torace, un fardello rovente che lo divorava.

Era lì, lo sguardo fisso nel vuoto, dentro un castello divenuto museo, una teca davanti a lui: 

>Stiletto, arma rinascimentale usata dai prelati per dare la Pace a quei guerrieri che non potevano essere guariti dalle loro ferite<

IO SONO LA MISERICORDIA

Francesco era seduto a terra, lo aiutava a pensare, gli dava un senso di connessione con tutto se stesso, con il lato nascosto, in attesa, il lato che ci mantiene in empatia con la natura. L’istinto.

La decisione si prese. lasciò cadere a terra la maglia ed entrò dentro la vasca da bagno. Aprì l’acqua. All’inizio era gelida, poi pian piano sempre più calda, passava attraverso i jeans, attraverso gli slip e i calzini. La vasca era quasi colma, quando gli occhi si spostarono sulla replica comprata nel negozio del museo, l’aveva appuntita grossolanamente. La spinse dentro, uccise la rosa. Uccise quello che significava. Uccise per avere la Pace.

Voi credete ai fantasmi? 

Io…

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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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