Misericordia

Dove eravamo rimasti?

Perchè il Protagonista ha ucciso una donna che conosceva appena? come ha fatto a trovare un'arma del XII secolo? chi è il Protagonista? Capitolo sul suo passato e di come ha trovato "misericordia" (88%)

Dentifricio

Quella mattina, mentre si lavava i denti, iniziò a fissare la propria espressione ebete con lo spazzolino di traverso e un po’ di dentifricio sulle labbra. Aveva una faccia anonima, senza tratti particolari o un minimo di mistero. Sarebbe andata bene qualunque cosa che lo rendesse affascinante… Magari un pochino di barba, pensò, ma era troppo giovane. Al padre era cresciuta a 24 anni e lui sapeva di non poter attendere tanto. Era stufo di sentirsi parte della mobilia, voleva essere di più; realizzò che finora non aveva fatto niente della sua vita, passava le stesse identiche giornate senza mai cambiare nulla, a fissare la vita scorrergli davanti, come estraneo a se stesso, il tempo implacabile. Doveva darci un taglio, cambiare, rinnovarsi.Si ricordò che era tardi! Era DANNATAMENTE TARDI! La sveglia non aveva suonato, o forse era lui a non averla sentita… Non era importante, doveva sbrigarsi altrimenti avrebbe perso il treno e non poteva arrivare in ritardo ancora. Aveva fin troppi richiami. Doveva darsi una mossa. Arrivato tutto trafelato alla stazione, scoprì che il treno aveva 15 minuti di ritardo. Probabilmente alla fine la ramanzina se la sarebbe presa ugualmente.  

Una nuvola di fumo lo avvolgeva, prese una boccata dalla sigaretta e chiuse gli occhi pensoso, il fumo uscì dalle narici e con delle pigre spirali salì verso l’alto disperdendosi. Si sdraiò sul muretto, portò la mano alla bocca, con la sigaretta stretta tra le falangi dell’indice e del medio; la sinistra invece la lasciò penzolare nel vuoto, abbandonata di lato. Fissò ciò che rimaneva della cicca e come velocemente bruciasse quella carta bianca, fissò il filo di fumo azzurrino che saliva, spostò lo sguardo sulle dita: proprio non ci riusciva a tenere quella cazzo di sigaretta con i polpastrelli, doveva finire sempre vicino all’articolazione e quando la portava alla bocca sembrava un pensatore. “Il Pensatore” lo schernivano infatti i compagni di classe, solo perché lui, al contrario di quegli stupidi boriosi preferiva tacere piuttosto che dire stronzate… Coglioni.

“Scusa?”  

Si alzò di scatto.

“Scusa, tu sei il ragazzo del 4^, vero? 4B? Senti… Avresti il biglietto del treno? Sai… io… Li ho finiti ieri, se me lo prestassi potrei…”

Che stronza del cazzo! -pensò – Neanche il mio nome si ricorda?

Quella che aveva davanti era Silvia, forse la ragazza più bella che avesse mai visto. Il viso era sottile ed elegante, con un mento a punta che le disegnava perfettamente una forma a V; la bocca leggermente a cuore aveva labbra rosee e delicate; il naso, piccolino, finiva con una graziosa punta alla francese; gli zigomi erano alti e pronunciati. Il tutto era incorniciato da capelli di un biondo grano che cadevano in onde delicate sulle spalle, magre ed esili, proporzionate al resto del corpo da ballerina. C’era solo una cosa in Silvia più bella del portamento, o dei morbidi boccoli. Gli occhi, verdi ed indagatori, attenti e profondi che le davano, insieme al resto del viso e al collo elegante, la sensuale somiglianza al profilo di un gatto. Il tutto era reso ironico anche dal fatto che di tanto in tanto Silvia si strofinasse il naso con il dorso della mano, contribuendo ancor più al gioco d’illusioni. Silvia era la sua ossessione, ne era stato attratto fin da bambino e spesso, mentre leggeva nel parco, si ritrovava a fissarla sognante mentre si allenava nell’eseguire complicati passi di danza vicino alla finestra della sua cameretta; e lei invece non ricordava neanche il suo nome.

“Certo che ho un biglietto da darti” le disse porgendole il suo.

Vide arrivare il controllore un paio di fermate prima della scuola.  

“Ce l’hai il biglietto, ragazzo?”

“Ce l’ho? No, ce l’avevo ieri, ma non sei passato… Ed oggi li ho finiti”

“Questo vuol dire multa, lo sai”

“Questo vuol dire che sono un coglione”, mormorò lui di rimando.  

La sera sarebbe andato a trovare il suo amico Antonio; si conoscevano fin da piccoli ma erano completamente diversi. Antonio era molto più sicuro di sé, sapeva sempre cosa dire alle ragazze ed era anche molto più sviluppato rispetto ai suoi coetanei, sembrava quasi un uomo: alto e con un caschetto biondo che si tormentava spesso con la mano. Soprattutto questo gesto piaceva alle ragazze che rimanevano a fissarlo affascinate per ore, ridacchiando lungo i corridoi della scuola. I genitori di queste giovane spasimanti invece erano più interessanti al padre di Antonio ed al motivo della loro ricchezza.

Il padre di Antonio infatti aveva ricevuto in eredità un’antica casa d’aste appartenuta alla sua famiglia da generazioni. Quando raggiunse l’età adatta, il padre lo educò per dirigerla, ma prima l’erede decise di sposarsi con la ragazza che aveva conosciuto durante la leva militare e di vivere nel paesino natale della moglie, poiché non era abituata alla vita nella capitale.

Così il padre di Antonio era spesso fuori casa, tranne in rare occasioni, come quella sera: doveva infatti incontrare un uomo che voleva vendergli un’arma rinascimentale.

Come passeranno la serata il Protagonista e Antonio?

  • Prendono la moto di Antonio e vanno sotto casa di Silvia; l'amico è convinto che si sdebiterà (50%)
    50
  • Origliano la conversazione tra i due uomini (42%)
    42
  • Rubano un superalcolico dal mobile del padre di Antonio e vanno a sbronzarsi al parco (8%)
    8
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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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