Misericordia

Dove eravamo rimasti?

Come passeranno la serata il Protagonista e Antonio? Prendono la moto di Antonio e vanno sotto casa di Silvia; l'amico è convinto che si sdebiterà (50%)

Fiaschetta

Una vecchia moto Guzzi sfrecciava per le vie del centro, il vecchio rombo che sapeva di antico ma anche di forte risuonava nelle teste protette dai caschi. Antonio non volle sentir ragioni. Una volta sentita la storia andò in garage, e in religioso silenzio accese la moto, aprì la saracinesca e aspettò con un beffardo sorriso dipinto sul volto che l’amico, ancora sull’uscio, si decidesse a tirar fuori le palle. Il palazzo di Silvia era ben visibile ma lontano, quando Antonio fermò il mezzo in un piazzale deserto. “Adesso ti insegno a guidarla, fa molto più Uomo se arrivi guidando una moto” disse, marcando bene la parola uomo; “Però prendi questa, un po’ di coraggio liquido… Serve a scioglierti; sei troppo legnoso con le donne” concluse passandogli una fiaschetta.
La moto riposava sul cavalletto davanti al portone di un condomino anonimo, Antonio in lontananza si stava avvicinando a piedi, ed un ragazzo stava fissando una fiaschetta metallica ed un citofono cromato.
VANNICOLA
Quella scritta in stampatello grassetto lo intimoriva. Doveva suonare? Dopo anni di silenziose occhiate furtive doveva suonare come se nulla fosse? Non avrebbe potuto, mai! Non lui, avrebbe dovuto invece trascinare Antonio fin sotto l’androne del condomino, farlo suonare, e solo allora andarsene. No, cazzo, doveva tirar fuori le palle. Tirò il tappo della fiaschetta e subito un odoraccio gli arrivò al naso. Era marcia quella merda. ”Probabilmente” pensò ”deve averla ereditata come la casa d’aste, con tutto il contenuto”.

Si vide riflesso, il volto deforme, mostruoso, curvato dalla convessità della fiaschetta metallica. Qualunque cosa fosse gli stava rendendo la mente più leggera, quasi galleggiante. Non distingueva più i suoi lineamenti nel riflesso quando scoprì che il portone era stato lasciato aperto e salì le scale, un gradino dopo l’altro tenendosi per il corrimano. Sul secondo pianerottolo intravide il citofono di Silvia, si mise dritto e con il riflesso della fiaschetta provò a vedere com’era messo; qualcosa di rosso si mescolava con la sfocatura rosea che riuscì a intravedere. Non ci badò molto, la testa ronzava e la gola implorava acqua fresca, ma tirò su con il naso e suonò.

Secondo Antonio il fatto che il suo amico fosse supino sul marciapiede non era un buon risultato; quando arrivò perse ogni dubbio, l’amico aveva labbro e sopracciglio tagliati di netto, e la giacca era tutta sporca di terra e sangue. Si guardò intorno e vide che nell’androne del condominio c’era un vaso spaccato. Rise di gusto, possibile che quell’idiota avesse bevuto così tanto da non riuscire a camminare dritto?! Se lo caricò in moto e lo portò da delle amiche.

Martina e Simona erano due vecchie conoscenze di Antonio, due sorelle senza pretese, come le chiamava lui, che per un buon bicchiere di vino potevano farti passare la serata. Antonio di vino non ne aveva, ma per gli amici affezionati c’era un pochino di sconto. Spense la moto e le chiamò con il cellulare: “Hey, sono sotto casa vostra, che fate? Aprite?”

Le due ragazze aiutarono Antonio a portare dentro il suo amico e iniziarono a preparare un caffè per fargli passare la sbronza. Martina e Simona erano state fin da bambine molto unite, forse perché rimanevano spesso sole in casa. La madre aveva estenuanti orari di lavoro nell’unico, modesto, albergo della cittadina e quindi non c’era quasi mai a casa, il padre invece non si sapeva neanche chi fosse. Le figlie non biasimavano la madre per lo stile di vita “libertino”; neanche loro, infatti, si facevano problemi e quando erano attratte da qualcuno non si ponevano alcun freno. Proprio per questo, mentre la caffettiera diffondeva il buon odore del caffè appena fatto in tutta la casa, la lingua di Martina si muoveva freneticamente nella bocca di Antonio. Simona, scherzosamente, disse loro di prendersi una stanza, ci avrebbe pensato lei a medicare le ferite di quel bel ragazzino tutto smunto e sporco.

Antonio era nel panico, pensando di andare in giro con la moto non aveva considerato l’idea di prendere i profilattici e Martina non era proprio il tipo con il quale farlo senza. Sicuramente l’amico non ne aveva mai comprati, quindi la situazione era drammatica. Le sorelle ci pensarono su un poco, comunicando con lo sguardo, poi decisero di confessare ad Antonio un segreto che difficilmente rivelavano: la madre aveva allestito il garage dell’appartamento e probabilmente lì ne teneva qualcuno. Martina quindi si avvicinò ad una porta e scomparve con Antonio.

Un urlo agghiacciante fece alzare Simona dalla poltrona dove aspettava che il ragazzo si svegliasse. La sorella aveva urlato? Svegliò di colpo il ragazzo, gli mise in mano la tazzina bollente e lo trascinò per il polso verso la tromba delle scale.

Il ragazzo vomitò due volte sulla porta di metallo leggero del garage. Davanti a lui, su un’altalena erotica, appesa con le gambe spalancate e i polsi legati dietro la nuca una donna, nuda, su una pozza di sangue scuro. La madre delle sorelle.

Come reagiranno i due amici?

  • Si ritorna al presente, la nuova Direttrice ha rimproverato il Protagonista per il suo atteggiamento (62%)
    62
  • Mentre le sorelle salgono al piano di sopra per chiamare la Polizia, cercano qualcosa nel garage incuriosisce Antonio (38%)
    38
  • Sostengono le sorelle e aspettano la Polizia (0%)
    0
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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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