Misericordia

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà ora? Si ritorna nel passato, Antonio deve far vedere una cosa al Protagonista prima dell'arrivo della Polizia (82%)

Rampicante

Cinzia si sedette  sul sellino della sua bicicletta da donna, verniciata di fresco, di quel nero così profondo che tanto le piaceva. Gino, un tenero vecchietto, l’aveva dipinta per ringraziarla dei biscotti al cioccolato che gli aveva preparato. Durante il tragitto tra il lavoro e la casa, Cinzia si concedeva delle pause per pensare. Lo faceva spesso, per quella mezz’ora sognava di volare lontano, in aria, nel cielo e poi guardare verso la sua cittadina, in basso… Guardare i suoi vicini nelle loro case, gli uomini nei pub, gli amici con le loro famiglie… E si chiedeva cosa pensassero di lei tutti loro: che fosse troppo frivola e non dedicasse tempo alle figlie? Che fosse troppo facile? Troppo solitaria? Cinzia si domandava spesso cosa le persone pensassero di lei, ma la sua mente correva sempre alle figlie: erano il suo tesoro più grande, l’unica cosa alla quale tenesse realmente.

La vita non era stata benevola con Cinzia, ma nonostante le avversità lei si era sempre fatta forza, e instancabile andava avanti. Quando il suo fidanzato, il padre delle figlie, l’abbandonò, non lo seguì come fanno in molte, pensando che sarebbe stato meglio crescere le bambine da sola piuttosto che con qualcuno che non si sentisse libero. Per Cinzia la libertà era un tesoro prezioso. Quando morì la madre, ultimo pezzo della famiglia a parte le figlie, dopo averla pianta continuò per la sua strada, non chiedendo a nessuno di aiutarla. Per Cinzia l’indipendenza era tutto. Martina e Simona crebbero con i valori sani ed onesti inculcati dalla madre, come saper badare sempre a se stesse e fare tutti gli sforzi necessari per la famiglia, inseguire la libertà e la felicità ad ogni costo, sempre pensare positivo e non lasciarsi mai spezzare dalla fatica e dagli sconforti. A Cinzia piaceva leggere libri che parlano di spiritualità e di ricercare il proprio io; la sua camera da letto era completamente disordinata, con libri, aromi e foto ovunque; foto sue e delle sue figlie, foto di paesaggi mozzafiato e dei tatuaggi… Amava i tatuaggi. Ne aveva uno grande, sul petto, sopra i piccoli seni rotondi a coppa di champagne che raffigurava una bianca civetta delle nevi. Le ali erano spalancate e riempivano tutto il petto, mentre gli occhi di un giallo intenso in quel momento stavano fissando i due ragazzi nella stanza.

“Guarda qui” disse Antonio, “quello è l’obiettivo di una telecamera. Ne sono più che sicuro, da qualche parte ci dev’essere un registratore! A quanto pare alla madre di Simona e Martina piaceva filmarsi… Cerchiamolo”. Antonio era molto preso dalla scoperta e non si accorse che l’amico fissava ipnotizzato la ferita della donna, qualcosa lo attirava… “Hai notato” disse il ragazzo con voce tremula, un misto tra l’affascinato e l’intimorito, “quel foro?”  “Non mi sembra il caso di fissare delle tette”, rispose brusco Antonio. Gli dava la nausea quella vista, temeva che non avrebbe rivisto più una donna nuda come prima, per questo si concentrò altrove. La Civetta delle Nevi era bianchissima, lo sguardo accigliato e gli artigli pronti a ghermire la preda. Cinzia se l’era fatta tatuare perché da qualche parte aveva letto che nell’antichità le civette fossero il simbolo di Atena e della saggezza; per lei quell’animale incarnava la Saggezza che cercava di strapparle via il cuore e i sentimenti… Come ad indicare che per la Saggezza i Sentimenti fossero solamente una debolezza. Lei si incolpava del fatto che cercasse così tanto di piacere agli uomini per non morire da sola, e non pesare sulle figlie… La Civetta poteva sentirsi appagata, finalmente il suo rivale era stato sconfitto. Le figlie invece al piano di sopra si disperavano per la madre.

Una spirale di fumo però usciva dal foro sotto gli artigli del volatile, qualcosa di simile a un evanescente rampicante verde, che faceva avvicinare sempre di più il ragazzo…”Dannazione, NO!” urlò Antonio, “E’ stato lui? E’ stato quello che voleva vendere l’arma a mio padre?! Perché?”  Il ragazzo si ridestò dall’intorpidimento: “Antonio, lo vedi quel fumo?”  ”Quale cazzo di fumo? Ti sei fumato il cervello? Dobbiamo portare questo video alla polizia!” Qualcosa di remoto sibilò nella mente del ragazzo, qualcosa di alieno e irriconoscibile. “No” disse con voce ferma, discostata, fredda. “Tu pensa alle ragazze, saranno sconvolte, vorranno spostare la madre da quella posizione. Porto io il DVD con la moto, tu aspetta che arrivino gli agenti. Okay?!”

Da dove veniva quell’autorità? Il ragazzo stentava a credere alle sue stesse parole. Si girò, il fumo non c’era più… Sparito. Strappò di mano ad Antonio il DVD e montò in sella. Si vide riflesso nello specchietto alla sua sinistra e fu percorso da un brivido. Per un attimo in quegli occhi ardenti di determinazione rivide l’ombra del rampicante. Partì. Passò davanti alla caserma senza rallentare, sapeva benissimo dove andare.

Dove vorrà andare il Protagonista?

  • Andrà nell'unico Motel del paese, sicuro che l'assassino alloggi lì. Lo troverà nel bar del motel e parleranno del passato (73%)
    73
  • Andrà nell'unico Motel del paese, sicuro che l'assassino alloggi lì. Lo troverà che dorme e ruberà l'arma (7%)
    7
  • Controllerà i bar, cercando l'assassino; poi gli prenderà l'arma con la forza (20%)
    20
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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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