Misericordia

Dove eravamo rimasti?

Dove vorrà andare il Protagonista? Andrà nell'unico Motel del paese, sicuro che l'assassino alloggi lì. Lo troverà nel bar del motel e parleranno del passato (73%)

Casco

Pietro era un uomo di umili origini, ma aveva sempre avuto una fissazione per il lusso e per Las Vegas, e così era finito con l’indebitarsi fino al collo per avere il motel dei suoi sogni. Quel motel cozzava del tutto con il resto del paesino, tranquillo e modesto, ma a Pietro piaceva e, nonostante le tante spese e le poche entrate, cercava sempre di mantenerlo dignitosamente. Faceva tenerezza a guardarlo, mentre lottava e faticava per mantenere le apparenze, che servivano a lui più che ai suoi concittadini. Tutti conoscevano la sua disastrosa situazione economica e la madre non si tratteneva dall’urlargli in faccia quanto fosse sciocco, ma Pietro, che non aveva mai avuto nessuno nella sua vita oltre lei, si stringeva nella piccole spalle e passandosi la mano nell’untuoso riporto annuiva in silenzio.

Il ragazzo entrò nel bar del motel di Pietro. Il proprietario lo salutò, gli domandò come stessero a casa e cosa facesse in giro di notte, ma era un uomo umile e aveva sviluppato una certa discrezione, lavorando in un motel. Chiese al ragazzo di salutargli il padre e gli passò un bicchiere. Ad un tavolo poco distante sedeva un uomo, tutto ingobbito. Aveva una mano stretta intorno alla bottiglia e lo sguardo perso nel vuoto. Il ragazzo si sistemò al suo stesso tavolo, proprio di fronte a lui, lo sguardo fisso, come in attesa. L’uomo lo lasciò fare e gli versò un goccio, poi attese sostenendo lo sguardo. 

Nel Rinascimento, esisteva un tipo di duello, detto al primo sangue.Gli sfidanti non cercavano di uccidersi, ma con i rispettivi acuminati fioretti, cercavano di graffiarsi: la prima camicia a tingersi di rosso avrebbe segnato lo sconfitto. 

I due seduti al tavolo si fissarono a lungo, l’uno negli occhi dell’altro, il giovane e il vecchio, gli occhi ardenti di sfida del primo, stanchi e pesanti del secondo. Fu proprio l’uomo a rompere il silenzio: “Infine sei venuto”

“Non mi sono presentato”

“Non serve presentarsi. I Nomi sono il simbolo della nostra Personalità, uno Stendardo che ci rende riconoscibili… Io ormai non ho più un nome, non ho più una mia persona”

L’altro non aveva da rispondere. Qualcosa, annidato in lui, bramava di ricongiungersi con un pezzo mancante. 

“Lo vedo nei tuoi occhi…” riprese. “Quella fame, quel desiderio! Ognuno di noi ha un fuoco dentro. Alcuni, piccoli, durano nel tempo… Io ho avuto una secchiata di benzina, e il mio è esploso! Solo ora mi sono reso conto che l’esplosione mi ha privato perfino delle miseri braci” 

Il ragazzo continuava a tacere, intanto faceva roteare il liquore colorato nel bicchiere. 

“Questa è l’arma del Diavolo! Mi parla, mi sussurra di far cose… Certo, all’inizio ne vedevo solo i vantaggi. Mi dava un carisma che non avevo mai avuto, una sicurezza con le donne che prima sognavo solamente” 

Con lo sguardo cercava gli occhi del ragazzo, cercava qualcosa in lui. Pietà? Comprensione? Invece lui attendeva come un felino schiacciato nell’erba della savana, in attesa di saltare alla gola della preda.

“La vuoi?” sbottò l’uomo. La disperazione e il rimorso ne incrinavano la voce, qualche lacrima iniziava a formarsi. “L’ho fatto di nuovo, qualche minuto fa… Ho provato a smettere! Ho cercato di vendere l’arma, ma quello stronzo dice che non ha neanche 20 anni, che è stata fatta a San Marino!” urlava disperato. Era scosso e buttò giù un altro goccio. “Te la farei vedere, ma è di sopra, lontana… E’ antica… Lo giuro, devo liberarmene! Che Dio mi aiuti, è del Diavolo!” concluse piangendo.

Un urlo riecheggiò dal piano superiore. “M-mamma…” balbettò Pietro, aggirando il bancone. Gli occhi dell’uomo che stringeva ancora la bottiglia esplosero di folle terrore nell’udire il grido, impallidì, iniziò a tremare e con lo sguardo basso tirò rumorosamente indietro la sedia… Alzò lo sguardo, il corpo ancora piegato in avanti… Il ragazzo si era alzato e scuro in volto lo fissava, inchiodandolo alla sedia. Stringeva la cinghia del casco tra le dita, il peso a penzoloni. Il primo colpo si schiantò contro lo zigomo. L’uomo cadde in avanti, la testa riversa sul tavolo, gli occhiali da vista sbalzati in avanti. Il ragazzo prese il casco con entrambe le mani, lo portò sopra la testa e  con piena forza colpì.

Una. Due. Tre volte. 

La testa fracassata.

Negli occhiali da vista c’era il riflesso in verde di un ragazzo con un’espressione demoniaca. Il casco era gocciolante di sangue e parti molli, il tavolo ridotto ad uno schifo. Pietro guardava la scena, sconvolto. Il ragazzo si girò lentamente, si piegò e raccolse l’astuccio fuoriuscito dalla valigia dell’uomo, poi andò dall’amico di famiglia, gli premette il DVD sul petto e gli disse di farlo vedere alla Polizia.

Pietro si fece il segno della croce, cadde sulle ginocchia e biascicando disse al ragazzo di essere diventato un diavolo, di andare in chiesa per espiare quell’ira scellerata. Il ragazzo lo guardò con scherno, dopotutto non sembrava una cattiva idea. Aveva voglia di vedere cos’aveva da dire il prete. Ma era lui a volerlo? 

Il Protagonista raggiunge il prete l'indomani e...

  • lo uccide all'istante (se lo scegliete siete delle brutte persone) (0%)
    0
  • esploderà in lacrime e gli chiederà di salvarlo dalla possessione demoniaca (42%)
    42
  • il suo lato nascosto provocherà arrogantemente il parroco (58%)
    58
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117 Commenti

  • Ho letto tutto Misericordia ieri pomeriggio.
    Premetto: è da un po’ di tempo che ho deciso di essere sempre sincero, in ogni occasione. Lo sarò anche qui.

    Prima di tutto mi è piaciuto molto il fatto che il protagonista non abbia un nome, al contrario dell’arma, vera protagonista del racconto, come si capisce ancora di più nel finale. Sei stato molto bravo a descrivere le diverse persone che entrano nella storia sempre con grande cura (e penso che quella che hai fatto sia una cosa estremamente difficile, anche per questo le mie storie hanno pochi personaggi).
    I due finali, il capitolo 9 e 10, mi sono piaciuti molto. Il 9 è stato inaspettato, ma allo stesso tempo, ragionandoci, il finale perfetto per la storia. Il 10 è stato probabilmente il capitolo più bello del racconto, di quelli che ti fanno venire i brividi.

    P.S. ho messo mi piace alla tua pagina facebook 🙂

    • E’ un racconto che ti fa continuare a ragionare su di esso anche dopo che è finito, e questo penso sia una delle qualità migliori che possa avere.
      Ho un’idea su Misericordia, ma non sono sicuro… vedremo se nelle altre parti della trilogia verrà toccato come argomento
      Mi piace come arma eheheh non vorrei fosse finito il suo ruolo

      • Sorprende molto ricevere una mail per un commento sotto una storia terminata.

        Ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che si sia notato che il “Protagonista” fosse in realtà il “Portatore”. Per quanto riguarda i personaggi devo ammettere che è la parte che preferisco nel raccontare storie, l’idea di plasmare psicologie mi piace, ma come vedi sono solo “di passaggio” nella storia.

        Per quanto riguarda l’idea che hai su Misericordia, probabilmente la ritroverai ne “Eredità” o forse in ogni mia altra opera futura (ho scritto anche un racconto breve per Natale, ma più fanciullesco) però, non so bene a cosa intendi.
        Se invece speri di ritrovare proprio l’arma… beh io solitamente concludo una storia nei 10 (9 in realtà) capitoli, penso che siano più intense le storie che non si trascinano eccessivamente, ma come hai potuto leggere, l’arma è ancora in giro: Potrebbe averla chiunque ha poco carattere ed è facilmente influenzabile dallo spirito che giace all’interno

        Presta attenzione a chi incontri 😉

  • ho appena letto….
    non ho parole….finale troppo troppo bello…totalmente diverso da come me lo aspettavo….non riesco a descrivere le sensazioni che ha suscitato in me….povero Francesco….distrutto dal suo amore…
    stavolta sei stato magistrale….nulla da criticare, da evidenziare in negativo…solo emozioni….
    un epilogo che lascia amara la bocca…ma mi consolerò leggendo il tuo prossimo racconto….non farmi stare troppo in astinenza!!!! 😀 voto 10

  • Il mio primo viaggio è così concluso. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

    Spero che la storia vi sia piaciuta; nel caso non esitate a commentare con dei consigli per migliorarmi o magari per chiedermi cose che non vi sono sembrate “chiare” 😉

  • Ho votato per conoscere le origini di Misericordia… em… ah, non avevo altra scelta? Sì, beh… comunque… 🙂
    ( le avevo studiate un po’ da sola, dopo averti seguita fin qui. Mi generava molta curiosità quest’arma. A volte ti ho votata in silenzio, non sempre avevo commenti da farti. Stasera volevo dirti che misericordia è un’arma molto interessante, in fin dei conti.) Ottima scelta.

    • Emm si, hai ragione… non ho fornito molte scelte ( nessuna a dire la verità)… il punto è che la storia è finita qui, il bivio era prima, tra l’8^ ed il 9^ capitolo… ma immagino che se non si sia capito la colpa è mia, per quanto lavori sui dettagli nei capitoli, la parte delle domande/scelte la prendo sempre sottogamba, spero di migliorare nel “gioco”.

      Ti ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di poter spiegare meglio la storia dell’arma nel capitolo conclusivo, se però ci dovessero esser cose “sospese” Vi invito a commentare, e magari proverò a spiegarle (è un grave difetto probabilmente, ma essendo la mia storia, molte cose mi sembrano ovvie… come i riferimenti tra le battute finali di questo capitolo, e la scena del motel)

  • Siamo arrivati alle battute finali, e vorrei ringraziarvi… sinceramente. Ho anche messo dei riferimenti ad una canzone, spero che notiate i “punti in comune” con la storia… Detto questo, se volete nella pagina FB “Nona Notte di Neve” scriverò prossimamente tutto quello che c’è da sapere “intorno l’arma” e che magari in 5000 caratteri per 10 capitoli, non sono riuscito a trasmettervi

    Grazie.

    • In realtà siamo arrivati alla fine, c’è un “buon modo” per finirla, o un “pessimo modo”… non credo nelle vie di mezzo qunindi non sapevo quale potesse essere la 3^ opzione… ma qualche burlone la sta votando 😉 metterò 5.000 trattini 😉

  • Anche l’8^ capitolo è online. Unire le due risposte è stato “divertente” ma anche intenso, potrei in effetti aver scritto troppo poco, ma spero che vi piaccia.

    Vorrei portare la vostra attenzione sul titolo: Partenza.
    Partenza delle Indagini. Partenza della linea di sangue delle vittime del protagonista. Partenza fisica dello stesso protagonista dalla sua città natale.

    Ci vediamo tra una settimana per il nono capitolo

  • NOTA: Visto che le votazioni sono al 50/50 da quando ho postato il capitolo, ho deciso che ne scriverò uno che unisca le due ipotesi, amalgamandole in 5.000 caratteri.

    DICIAMO QUINDI CHE LA VOTAZIONE E’ FINITA, Domani dovrei postare l’8^ capitolo; Immagino però che mi concentrò molto di più sui discorsi “dentro la caserma” e non “a casa del protagonista”

    I primi mi sembrano più interessanti; il tutto mentre la coppia è clandestinamente appartata 😉

  • Ho votato perché il Protagonista si chieda come mai lei dica di essere attratta da lui.

    Il dialogo me lo aspettavo diverso. Immaginavo che l’arroganza del Protagonista spazientisse il prete, facendolo innervosire. Ma anche così è stato decisamente interessante. 🙂

    • Il fattore che volevo far notare, è che il protagonista fino a poche ore prima era un ragazzo timido e riservato, certo “quella cosa” che si è insidiata in lui gli ha dato carisma… ma non è diventato un macellaio o un bestemmiatore… diciamo che 10 capitoli sono ben pochi per disegnare un buon profilo psicologico… comunque l’8 capito sembra promettere bene, se andiamo avanti con il 50%

  • Il protagonista si chiede come mai la suora sia attratta da lui…..visto che scrivo storie di genere “eros”, inevitabile che la mia scelta sia questa…!!!! 😀
    avevo immaginato una conversazione tra il protagonista e il prete più o meno come tu hai fatto, con il ragazzo che lo provoca ripetutamente e il prete che non cede alle sue provocazioni, ma comunque un pò intimorito dalle parole e dal comportamento del suo interlocutore….ancora una volta complimenti….quando ti leggo non mi annoia una singola frase….!ti aspetto da me!!!

  • Nuovo capitolo Online, vorrei sapere come immaginavate il dialogo tra il prete e il Protagonista; vi confesso che sono felice che abbiate capito che “qui” non si uccidono gli uomini a caso…. quindi nessuno ha votato per l’uccisione del parroco, BRAVI.

    MENO BRAVO io, che ho notato l’ennesimo refuso, all’inizio è:Don Matteo alzò il calice: “Questo è il sangue di Cristo”.

    Manca la chiusura delle virgolette, ma sulla bozza ci sono, le avrò mangiate durante la trasposizione… SCUSATEMI.

  • Ho votato per la provocazione, più che altro perché voglio capire a che scopo provocare un parroco? Cosa può saperne?

    Ho un’osservazione da fare però: chiami il proprietario del motel prima Piero e poi Pietro. Sottigliezze, ma sempre meglio starci attenti 😉

  • Voto perché lo provochi, anche se avrei quasi voluto un’opzione a metà tra le provocazioni e una sorta di pentimento. In fondo è appena stato posseduto: non è scontato che sia subito immerso in questo male.
    In ogni caso, interessante la spiegazione del nome! 🙂

    Ah, attenzione che Piero diventa Pietro… 😉

      • Intermedia nel senso che mi immagino un protagonista ancora instabile, magari con una parte pentita del gesto e un’altra desiderosa di provocare e magari uccidere il prete. In questo senso, troverei interessante vedere il personaggio ancora confuso passare tra i due estremi, per poi rimanere da una delle due parti. Spero di averti chiarito! 🙂
        E comunque fai come preferisci tu, il racconto è tuo! 😉

  • Premetto, sono una cattiva persona e volevo votare l’instant kill… Eppure chiedere soccorso al prete mi affascina. Il protagonista potrebbe scoprire di più su Misericordia, oppure potrebbe infuriarsi ancora di più, frustrato dalla futilità del sacerdote in materia, passando al lato oscuro.

    In ogni caso, rileggendo, sto iniziando a annusare qualche indizio di quelli che hai nascosto (o almeno mi pare :3)

  • Nuovo capitolo online.
    Probabilmente sarete un pochino delusi per come ho risposto alle domande, ma il fatto è che non mi sono chiarito benissimo nello scrivere le opzioni dell’ultimo questionario. Quando intendevo “prendere con la violenza” intendevo la classica zuffa da bar, e non un approccio più “colloquiale” come in questo.

    Notere inoltre un “buco nella trama” quando l’uomo dirà di aver lasciato l’arma nell’altra stanza e invece ce l’ha con sé… non sono io lo sbadato 😉

  • L’idea era di fare una settimana di pausa tra il capitolo 5^ e il 6^, per creare un effetto Cliffhanger; non perchè sono una merda (oddio, anche) ma per dare più tempo alla votazione di “svilupparsi”; perchè da questo bivio in avanti si vedrà quanto conoscere “Misericordia” e se il Protagonista sarà più o meno violento dopo questo incontro.

    Però vedo che i voti sono parecchio alti, quindi magari salto solo l’episodio di Martedì postando Venerdì… vedremo

  • Anche il 4^ capitolo è andato, questa volta mi sono sentito un pochino disorientato perchè pensavo che questo capitolo fosse stato meglio dopo aver “scoperto” meglio la cantina; quindi lo immaginavo come 5^.
    Spero vi sia piaciuto, che la tensione sia ancora costante e, soprattuto, spero che abbiate notato gli indizi che ho “lasciato” 😉
    Buon divertimento.

  • ciao arrivo solo ora ma in tempo per seguire la storia come si deve, dato che sei quasi all’inizio. Voto terza opzione. Mi piace l’impostazione che hai dato al racconto, e del resto devo ammettere che non scrivi per niente male, bravo! ti seguo 🙂 a presto

  • Finalmente il 3^ capitolo… praticamente si è scritto da solo, lo avevo ben stampato in mente già dalla rilettura del primo.
    Alla fine delle tre varianti che avevo pensato ha “trionfato” quella con il bidone di Silvia; in questo “piccolo gioco” c’erano nascosti tre indizi: origliando avrebbe conosciuto la Storia di Misericordia, andando a sbronzarsi invece, la storia del vecchio possessore.
    Sfortunatamente l’ultima opzione è stata poco considerata (ma in effetti non potevate intuire gli esiti 😉 ), però molti di voi hanno votato per ORIGLIARE, quindi penso che qualche indizio lo metterò nel prossimo capitolo.

    (unire i due capitoli avrebbe tirato fuori una porcheria secondo me)

  • Ho letto i due episodi: molto interessante! Mi piace l’idea dell’arma che accompagna la storia diventando quasi protagonista (è voluto il fatto che il lettore sappia il nome dell’arma, ma non del protagonista?).
    Ho votato perché i due vadano da Silvia. Ma anche la conversazione mi incuriosiva.
    Ti seguo! 🙂

  • Alla fine ci ho messo più di quanto pensassi (scusatemi) ma ero molto indeciso su questo capitolo; non è frenetico come il primo e temevo di annoiarvi. Penso che sia più “sorprendete” un’esplosione improvvisa che un bombardamento costante…
    Spero siate della mia stessa opinione e che questo capitolo vi faccia cogliere il profilo del Protagonista.

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