Morte all’Imperatore – Dies II

Alba rosso sangue

L’alba sorse molto prima di quanto gli speculatores avessero immaginato. La notte l’avevano passata in un letto, alternando sonno e veglia in un inseguirsi senza requie che li aveva sfiancati.

Le ultime notizie non erano state delle migliori, se poi ci si aggiungeva l’umiliante condizione di squattrinati completi, viste le ovvie perquisizioni subite prima di essere gettati nel pozzo, i sopravvissuti ne avevano ben donde di aver pure passato una nottataccia.

Purtroppo, la notte non aveva portato consiglio a Nefer, in compenso aveva portato a Flavio un gran mal di testa. Il loro aggancio, Bharma Erode Plauto, si era dimostrato un sapiente medico al pari del giovane egiziano e aveva uno sguardo molto più acuto e attento ai dettagli di quanto potesse sembrare.

Dionisio, il conciliator, aveva ritrovato serenità dopo un bagno caldo in una tinozza di fortuna e, sebbene nemmeno lui avesse dormito, sembrava il più riposato di tutti.

Riavutosi, Flavio chiese di essere aggiornato e man mano che i compagni gli raccontavano quello che era successo il giorno addietro il suo volto si scuriva.

«Cosa ne pensi, Flavio?»

«E’ un bel pasticcio.» Rimase a rimuginare per un poco in silenzio, prima di riprendere, grave: «Con la morte di Tanos ora la responsabilità del comando passa a me. Per prima cosa avremo bisogno di risistemarci e riorganizzarci: nel giro di un girono e una notte abbiamo perso sia il comandante che un valido mastino, anche se forse un po’ troppo testa calda. Nefer, vai a parlare con il prefetto visto come siamo invisi dal Legatus, chiedi udienza urgente e chiedi se può fornirci un sostituto per Lucio Tullio Voreno. O magari se riesce a farlo tornare. Sarebbe interessante se riuscissi ad avere anche un divinator, sembra che possano fare cose interessanti anche se non l’ho mai visto fare di persona. Però penso che qualcuno che possa interpretare i segni degli dei possa solo che esserci d’aiuto.»

Era evidente a tutti che Flavio aveva ben ragionato sulla cosa. Vennero interrotti dal bussare alla porta, quindi una delle ragazze che serviva ai tavoli giù alla popina entrò con una ciotola ampia piena di farinata d’avena e quattro cucchiai. 

Lanciando un’occhiata eloquente a Nefer, gli carezzò il volto invitante mentre la tunica magicamente perdeva di consistenza da una spalla e cadeva a mostrare un seno sodo. «Serve qualcos’altro per rallegrare il vostro risveglio?»

La voce morbida accompagnò un’occhiata ammiccante e Nefer, indifferente scrollò le spalle. «Io sono a posto. Voi?»

A parte Dionisio, altrettanto indifferente di Nefer, Flavio e Bharma rimasero per un attimo incerti, quindi il sapiente si congedò con un gran sorriso. «E’ stato un piacere, ragazzi, cercate di non screditarmi con l’oste e arrivederci se gli dei lo vorranno! Io ho un po’ di tempo prima di partire per la mia missione…»

Le ultime parole si persero dietro la porta che si chiudeva alle spalle dell’arabo mentre trascinava fuori la cameriera. Nefer non poté non notare l’occhiolino complice che lìaltro gli aveva indirizzato prima di agguantare per i fianchi la ragazza. 

«Bene, se non c’è altro, io vado. Tu cerca di riposare, è vero che io e Bharma ti abbiamo rimesso in piedi con i nostri incantesimi, ma non strafare. Se non altro per i dolori che ti causeresti inutilmente.»

Flavio annuì alle raccomandazioni del medico della coorte, pensando vagamente che l’egiziano si stava comportando come una chioccia e che molto di lui era ben diverso da ciò che mostrava. «Stai attento, là fuori. Non ti voglio sulla coscienza.»

Nefer annuì, raccolse la sua sacca – tristemente vuota – e uscì. Dionisio guardò la porta chiudersi e sospirò.

«Dionisio, dovresti andare anche tu. Rintraccia questo Castore Nettulapio e fatti dire dove trovare Kaeso. Lo voglio qui entro mezzogiorno, intesi?»

«Sì, co-comandante!»

Come fu rimasto solo, Flavio chiuse gli occhi e si lasciò andare con un sospiro profondo contro il muro cui era poggiato il letto. Quindi, dopo aver inspirato alcune volte cercando negli insegnamenti della madre la pace interiore di cui sentiva la mancanza, sfogò la sua frustrazione tirando con il braccio sano dei violenti pugni contro il muro, ruggendo il fastidio che gli stava montando dentro.

***

Avviarsi per le strade della Suburra non fu difficile per Nefer. La varietà di popolazione era tanta e tale che passava decisamente inosservato. Fu quando uscì e iniziò ad avviarsi verso i Fori Imperiali e il Palatino, dove sapeva essere lo studium del prefetto, che cominciò a sentire fastidiosi gli occhi puntati addosso.

Guardandosi intorno si morse il labbro incerto, quindi, svoltato in un vicolo tolse la sopratunica e la rivoltò per infilarla di nuovo, mostrando al mondo non più una tunica da fatica dal colore, bensì una ricca tunica rossa con ricami in oro. Tolse il turbante riponendolo e con un sospiro passò le mani tra i capelli ora liberi. Il medico tornò nel viale principale e le occhiate che attirò furono di tutt’altro genere.

Si guardò intorno e si avviò a passo sicuro.

Cosa scoprirà Dionisio?

  • Incontra Kaeso e lo convince anche a tornare, ma... (22%)
    22
  • Kaeso è fuggito ed è introvabile (11%)
    11
  • Castore Nettulapio non esiste, l'ordine riportato con questo nome è invece arrivato direttamente dal prefetto (67%)
    67
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148 Commenti

  • Mi inchino a te grande Azia, certo che hai descritto tutto e avresti potuto non farlo essendo un fantasy. La mia cultura da ex studiosa di diritto romano mi porta a dirti questo. Sono lenta che ci vuoi fare a volte mi può scappare qualche capitolo.
    Ma Flavio non si è cagato sotto ? Scena forte…. Negli ultimi capitoli ti sei superata dal sette in poi ti ho amata follemente, per fortuna mi piacciono i maschi altrimenti venivo a cercarti!!! Ah ah ah

  • Accidenti, un finale col botto! Decisamente mi è rimasto impresso, per la fine truculenta degli speculatores e del prefetto a opera del demone…una degna conclusione per questa saga che ci ha tenuto tanto con il fiato sospeso.
    Complimenti per aver mescolato così abilmente fantasy e storico generando questa ambientazione stupenda: ci sarà un terzo capitolo della saga?

  • Azia,
    più ti leggo e più mi sento piccola. Ti è mai capitato? Leggi qualcuno che ne sa più di te, che riesce a rendere reale un fantasy, che ricostruisce luoghi, ere, date e personaggi come fossero reali perché sa condensare davvero l’ipotesi col certo, la fantasia con la storia, ed ecco che il racconto diventa lo spunto per lunghe riflessioni e domande. Tra cui, prevale: e se fosse davvero andata così? eheheh, carissima autrice, sono lieta di apprendere che ci sarà un seguito. La trilogia continua… Bellissimo racconto e grazie di avercelo regalato.

  • ottimo il riassunto che ha messo in luce i punti essenziali
    ho votato perché non arrivino in tempo per salvare l’imperatore, opzione ahimé in netta minoranza (ero curioso di scoprire se la speculazione fosse azzeccata)

  • Mi ha fatto uno strano effetto immaginarmi gli speculatores a spremersi le meningi cercando di ricostruire lo svolgimento del crimine, tenendo conto dei fattori fisici e dei demoni etruschi… però è proprio questo connubio tra fantastico e plausibile a rendere l’ambientazione tanto bella! Narrazione ineccepibile come sempre, sono convinto che qualcuno morirà al posto dell’imperatore.

  • Ciao Antinea… A proposito di Etruschi.. qualche annetto fa avevo iniziato una mia personale ricerca su un “antica via etrusca” la famosa “costiera etrusca”. qualcosa del genere.. Chissà magari potrebbe esserti utile per un prossimo Incipit.. di successo.. ovviamente col sottoscritto come protagonista. 🙂

    Ps.- Ho votato per i sapienti a confronto..

    Complimenti per il capitolo..

      • Cosa sono i lucumoni?? 🙂

        Considerato che tu sei un’amante di storia antichissima, usi, costumi, popoli.
        Allora l’idea per un Incipit di successo e di avventura che ti lancio è questa:
        Il protagonista a cui ho pensato è un giovane antropologo, che per una strana coincidenza e per una intuizione.. si convince che esiste una strada antichissima tracciata dagli etruschi.. Ma la sua intuizione è sensazionale perchè la strada antichissima tracciata dagli etruschi si troverebbe in un luogo dove storicamente gli etruschi non sono o non sarebbero mai esistiti…
        La strada da loro tracciata sarebbe quella che porterebbe al mare, ed ecco appunto il nome della strada della “costiera etrusca.”.
        Per cui il protagonista, il giovane antropologo, inizia le sue ricerche per scoprire il percorso di questa antichissima strada etrusca.. e che durante le sue ricerche si imbatte in alcune disavventure o in qualche evento con suspance…
        Quindi: Unire il presente al passato.. al mondo affascinate e misterioso degli antichi etruschi. Visto che a te piace fantasticare con l’antichità.. questa potrebbe esser una bella idea..
        Te la regalo. 🙂

        .

  • e così finalmente conosciamo la “vera” azia!
    un piccolo refuso sulle date, 264 d.c., altrimenti i conti non tornano
    l’opzione di riunire il gruppo è allettante ma più ancora mi piacerebbe vedere un confronto tra nefer e kaeso

    • Grazie mille, Nick, il mio intento era proprio quello e se anche uno solo di voi lettori non trova noioso quel pezzo, ne sono felice!
      Era in effetti il mio unico cruccio di questo passaggio: ero terrorizzata dalla componente didattica del pezzo, ma d’altronde avevo poche alternativa dal momento che lo schiavo legge ad alta voce per Nefer e quindi non spiega, ma legge e basta. E, si sa, i trattati storici (per quanto io abbia edulcorato le informazioni alla grandissima sennò sarebbe stato un capitolo esclusivo sulla cultura etrusca!!) sono scritti in modo molto diverso dai romanzi e sono più tecnici e meno aulici.
      Sono contenta di riscontrare che un lettore ha trovato bello questo capitolo nella sua interezza, come fusione di momenti, situazioni e informazioni completamente diverse tra loro (avrei dovuto fare tre capitoli separati, ma avrei dovuto stravolgere la struttura di base della trama, ottenendo chissà cosa!

  • ” A capo della città stato etrusca era il lucumone, ne era sovrano e re. Non si sa se la carica fosse a vita, ereditata o elettiva. Il titolo è rimasto in auge tra le figure nobiliari finendo negli ultimi secoli per cadere in disuso o per identificare capi ribelli e sovversivi che approfittano della legge sul ripristino degli antichi usi per ricreare un regno etrusco a danno dell’Impero…”
    Solo per aver concepito e trasposto una cosa del genere, meriti un applauso. Forbito il linguaggio, colto il significato, ricercato il nesso… ma tu nella vita di cosa ti occupi? Scusa, ma non posso fare a meno di chiedermi quale mente crei certe sfumature creativo/logistico/tecnico/geniali….

    • Alessandra cara, tra noi demiurghi vige una leggenda metropolitana secondo la quale quando uno di noi assume tachipirina riesce a partorire delle idee incommensurabili… XD

      Scherzi a parte, il tuo commento mi fa arrossire e diventare tinta unita *__*
      Insomma, nella vita vera sono una mamma che vede troppo poco la sua cucciola di un anno, sono analista informatico di alto profilo e lavoro una media di 10 ore al giorno, sono semplicemente appassionata di storia, gialli/thriller, letteratura soprattutto fantasy, mitologia, avventura, gdr e, ovviamente, scrittura. Tutto questo lo faccio nel mio (inesistente) tempo libero e infatti ho un romanzo fermo al palo della revisione da due mesi. 😀

      Come dire… io cerco solo di fare le cose al meglio delle mie possibilità e se uno schivo sta leggendo a voce alta un trattato mi pare logico che toni e terminologia siano adeguati al testo. Poi, bo, forse non è così scontato a leggere il tuo commento. ^_^

  • Una tua caratteristica – di cui molti autori si fanno a torto vanto – è di saper gestire abilmente i dialoghi. Li trovo divertenti quando serve ed afficaci quasi sempre. Garantisco che non è frequente la riuscita e , per questo, mi complimento. La storia è molto interessante e sottolinea una bella mente creaiva. I tempi verbali e la punteggiatura non sono sempre dove dovrebbero essere, prova a fare più editing prima di pubblicare, la storia merita esattezza, essendo già ben strutturata nella sua costruzione archetipica. Brava.
    Seguo.

    Cercare informazioni…

    • Alessandra carissima, ti ringrazio molto delle tue parole, sono preziosi stimoli a proseguire su questa linea e, ovviamente, a migliorarmi sempre.
      I dialoghi mi sono sempre piaciuti e me li vedo proprio quando li scrivo, sono molto difficili da scrivere perché è facile cadere nel tranello dell’infodump e anche perché è altrettanto facile farli scontati, piatti, senza alcun spessore, come se fosse uno solo (lo scrittore) che parla guardandosi di volta in volta in specchi diversi, ma sempre specchi sono e sempre lo stesso personaggio vede. Io invece cerco di “essere” il personaggio che parla. Non penso che mi riesca bene sempre, ma le tue parole sono un bell’incoraggiamento!

      So bene che ci sono alcuni errori e ne conosco anche la causa, essendo di solito presenti su pezzi della giocata in forum che ho preso e adattato ed è in questa fase di adattamento che a volte mi scappa qualcosa, questo per giustificare i tempi verbali.
      Questi adattamenti nascono dal fatto che sono eventi che nel racconto avvengono per vostra scelta e poiché quello è l’effetto sortito non vedo perché non usarli.
      Il tempo è tiranno, tra l’altro, e anche questo fattore purtroppo incide sul risultato. Mi rendo conto benissimo che ci sono pezzi migliori di altri e mi rendo conto anche delle motivazioni che stanno dietro a questi errori.

      • Non fartene un cruccio, come gia scrivevo a qualcun altro, i refusi sono quotidiani per tutti noi. Il problema non sono i refusi. Bisogna saper gestire la costruzione narrativa senza mai perderla di vista, altrimenti sarebbe come mollare le redini e farci trascinare giù dal cavallo imbizzarrito. Tu non hai questo problema, stai sul pezzo – come si dice nel nostro gergo – per cui avanti così! e con coraggio!
        Scrivere è meraviglioso, divertente, e bla bla bla, ma prima di tutto – e non tutti se ne rendono conto – scrivere è un mestiere che – come tutti i mestieri – richiede studio e sacrificio. Anche laddove sembra essere un gioco. Tu mi pare che hai rispetto per la scrittura, perciò continua così. E un giorno di questi, leggimi, mi farebbe piacere il tuo parere. Anche senza votare, non mi interessano i punti, vorrei solo un parere.
        Ti abbraccio.

    • Concordo, ma credo che non ci soffermeremo particolarmente su questa opzione… sono tutti molto più interessati a come si svolgeranno le indagini, se poi si meneranno le mani per ottenere informazioni saranno anche tutti più contenti, mi sa… 😀

      Scusa per l’assenza, Ang, purtroppo anche l’esser stata ammalata per due settimane non ha aiutato, specie se la seconda l’ho passata comunque lavorando… 😉

  • <Le erbe buone sono buone anche per altro ma, umh, forse questa è meglio tenerla da parte per un’altra volta.» ah ah ah! Ti riconfermi bravissima ad alternare serietà e umorismo in questi scenari. Il divinatores mi è sembrato molto appropriato, e il demone etrusco mi intriga assai! Ora facciamo volare i pugni e di sicuro le risposte salteranno fuori ^_^

  • Come al solito riesci a concentrare tutta l’attenzione e lo stupore nel finale, complimenti. Interessante la spiegazione scientifica del rigor mortis e abbastanza raccapricciante il lavoro dell’alchimista. Sei un narratore a 360° che si mette in gioco totalmente quando scrive. Molto buone le descrizioni. Ho scelto il demone alato, vediamo come te la cavi con questa ipotesi. A presto.

    • Onorata dei tuoi appunti, come si suol dire, cerco di documentarmi in merito a quel che vado a scrivere… mi aspetto che un medico sappia qualcosa di tanatologia (termine imparato cercando su wikipedia) e sappia dare qualche spiegazione sui fenomeni post-mortem con un minimo di rigore scientifico, anche se non certo con lo stesso rigore che abbiamo al giorno d’oggi… poi, sai, ho scoperto che non tutti la pensano così o che, peggio, pur informandosi non si applica ciò che si è appreso, con risultati pessimi… (interstellar docet. sigh.)

  • Voto senza ombra di dubbio per il demone, non posso che farti i complimenti,come sempre, mi sono goduta la lettura dei capitoli di cui ero rimasta indietro. Finalmente un pomeriggio di relax! 🙂 bellissimo in particolare l’ultimo capitolo, sai descrivere in modo maestrale!
    Poi il sorriso gli si congelò sul viso, si incrinò e infine si spezzò in un urlo disumano, mentre gli occhi piangevano lacrime di sangue e le mani graffiavano il viso in cerca di strappare gli artigli di intensa luce che gli stavano bruciando gli occhi.
    🙂

    • Ecco, quando mi citate rimango sempre tra l’interdetto (ma l’ho scritta io sta figata?) e l’imbarazzato (tipo: no, dai, non è poi chissà che cosa speciale…).

      Per cui, cara Francesca, dopo l’offesa (passata subito) di vedere che non avevi ancora letto nulla di questo, chino umilmente il capo e dal profondo e completo rossore (non scherzo, sono rossa di capelli, è proprio “completo”!), ti ringrazio e spero ti rivederti a breve per il prossimo capitolo.
      In fondo… il demone sta andando forte! 😀

    • Lucia cara, leggere questo tuo commento – lo ammetto – mi manda in brodo di giuggiole.
      Appassionare al proprio racconto una persona che non ama propriamente il genere in cui scrivi è una cosa difficilissima e se davvero ci son riuscita con te per me questo è il miglior complimento che possa mai ricevere.
      Per quanto riguarda la trama, tutto sommato, a ben guardare vedrai che non è affatto così complicata, ma forse ora è ancora un po’ presto… Che questo titolo sia stato da noi giocato svariate volte è vero, ma in realtà è nato ed è sempre stato sviluppato come racconto, il fatto che ci abbia inserito in alcuni casi dei passaggi tratti dal gioco attualmente in corso sul forum di dragonisland.it è solo una questione di piacevolezza, perché quei passaggi li ho ritenuti particolarmente significativi, ma da qui a dire che questo specifico racconto sia legato al gdr, mi spiace, ma devo smentirti… in realtà è una trama in divenire, per quanto abbia ben in testa la storia, alla fine siete voi che la leggete a determinare con i commenti e i voti come effettivamente evolverà…

      Spero di rileggerti presto, son curiosa di vedere che fine farà la tua Shar-Pei… 😀

  • Avevo volutamente lasciato indietro la lettura di questo dies II per non rischiare di avere in seguito strane idee di metagaming 😉 Ma devo ammettere che sono passato dal capitolo 1 al capitolo 6 tutto d’un fiato e mi sono divertito molto. Brava Azia! 😀
    Per quanto riguarda il voto… anche io punto al demone alato 😀

        • Ma figurati!
          Alle volte si è troppo stretti per scrivere tutti questi dettagli e penso che questi commenti siano utili a tutti!
          Ti dirò di più: la punta era fissata al legno dell’asta con una cerniera bloccata da un legnetto morbido che si spezzava all’impatto così da rendere di sicuro inservibile il pilum ai nemici e, nel caso si fosse piantato nello scudo, rendeva inservibile anche quello!
          Precisato questo, e forse avrei dovuto farlo in commento io?, viene logico pensare che per spaccare un lucchetto non si usi quella parte, ma l’altra.
          Infatti l’altra estremità del pilum era invece molto grossa ed era rivestita anch’essa in ferro. Oltre che come punto di appoggio, veniva usata anche per spaccare nonché alla bisogna era utile per far saltare i denti ai nemici come fuochi d’artificio al Redentore!

  • eccomi qui a seguire questa seconda giornata dei nostri agenti speciali!
    purtroppo ho mancato il primo capitolo, per il secondo voto per seguire lucio, togliendo così la situazione di stallo che si era creata
    sono contento di vedere che rispetto al primo racconto, la lettura ora è diventata più scorrevole; infatti uno dei motivi che mi avevano impedito di seguire adeguatamente la storia era il fatto che i capitoli della prima giornata erano troppo densi di fatti e personaggi, troppe erano le peripezie accadute in un solo giorno, ed è un peccato perché invece il contesto e la storia sono molto interessanti; ma forse è una conseguenza (inevitabile?) del fatto che la storia deriva da una partita giocata…

    • Che bello rivederti qui!
      Effettivamente ai nostri gliene sono successe di cotte e di crude, ma non è inverosimile, considera che ho gestito le puntate quasi fossero le ore della giornata.
      Inoltre poi ho diviso la squadra e quindi le cose si sono anche accavallate e questo poteva portare a un po’ di confusione. Comunque non ti preoccupare, tutto quadrerà alla fine, prima o poi… 😉
      Il fatto che derivi da una giocata è abbastanza ininfluente, poiché ve ne siete discostati quasi subito, solo alcune “presentazioni” erano prese pari pari dal gioco, il punto era proprio la mia scelta di dividere la squadra e quindi sembra che siano successe troppe cose quando invece ho seguito prima un gruppo e poi l’altro.

      Comunque i tuoi commenti così precisi sono un ottimo spunto per me per migliorare!

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