Morte all’Imperatore – Dies II

Dove eravamo rimasti?

Cosa scoprirà Dionisio? Castore Nettulapio non esiste, l'ordine riportato con questo nome è invece arrivato direttamente dal prefetto (67%)

Inseguendo uno spettro

Girare come una trottola per mezza Roma non era stato esattamente il programma di Dionisio, eppure tra una cosa e l’altra era successo proprio questo.

Per rintracciare Kaeso Oranius Ramirus aveva ben pensato di rivolgersi a quel contatto fornito da Bharma Erode Plauto, il medicus che aveva tirato fuori dal pozzo i suoi compagni. Peccato che tra i contatti della Specula dislocati nei punti strategici della città, mostratigli pochi giorni prima dal suo aio, nessuno conoscesse Castore Nettulapio.

Verso metà mattina, presso la sede del Magisterium Minervius posto a ridosso del tempio di Venere, trovò le indicazioni per raggiungere Kaeso e i primi indizi su questo portavoce della Specula che nessuno conosceva.

Perse una mezz’ora buona a studiare le missive, regolarmente registrate e archiviate, notando quel dettaglio che ricorreva: la grafia sempre diversa. Assicuratosi di essere solo, Dioniso prese due fogli e li nascose tra le pieghe della toga recuperata ai suoi alloggi, quindi rimise a posto le capse e uscì meditabondo dall’archivio.

Si recò quindi agli uffici prefettizi dove chiese di visionare dei documenti dall’archivio e mostrò le sue credenziali, giustificando la richiesta con abili volute di arte oratoria che sfinirono il custode ben prima che Dionisio finisse. Finalmente solo dentro all’archivio, estrasse dalle scaffalature a quadrati una serie di capse da cui una targhetta di legno penzolava con la dicitura di “Prae A. L. V. lex”, seguita da un numero e una data. Estratto il documento, constatò che era stato scritto da una mano ancora diversa, ma in calce vi erano i sigilli senatori e prefettizi e, soprattutto, la firma di Adriano Livio Valerio.

Confrontò il documento con la missiva firmata Castore Nettulapio, quindi con un sospiro rassegnato rimise tutto al proprio posto e si fece indicare la strada per il tempio in disuso di Quirino, poi in un ultimo guizzo chiese: «Per caso c’è Castore?»

«Castore chi?» Domandò il custode dell’archivio, sospettoso.

«Castore Nettulapio.»

Il custode lo fissò esterrefatto. Quindi guardò nervosamente alle scale che davano accesso ai piani superiori, e poi scrollò le spalle. Se qualcuno faceva quel nome, quel qualcuno sapeva e a lui non interessava nient’altro.

«Qua non c’è.»

Dionisio digerì l’informazione. Questo Castore Nettulapio esisteva, in fin dei conti.

«Gli fai avere un messaggio?»

«E chi lo vede?»

Stringendosi nelle spalle salutò e tornò alla volta del castra. Lì andò direttamente dal Legatus e riuscì a scucirgli una risposta sconsolante: «Mai sentito. E’ uno di quei frocetti che trovi al Foro?»

Deciso solo a recuperare Kaeso, Dionisio fece l’ennesima scoperta quando si ritrovò suo malgrado al Foro: uno degli avvocati che giravano a caccia di clienti facoltosi parlava con un collega proprio di Castore. Si intromise, chiedendo di lui.

«Cerchi quel perdigiorno di Nettulapio? E’ da un po’ che non lo si vede, forse è ai mercati.»

Sconfitto dalla curiosità si recò ai mercati, giustificandosi con il fatto che di lì ci doveva comunque passare. Ma anche lì fu un buco nell’acqua, finché un graffito non attirò la sua attenzione.

Avvicinatosi a studiare l’incisione sull’intonaco di un muro, notò che la grafia era la stessa di una delle lettere che aveva con sé. «Sai chi ha fatto questo?» Chiese al bottegaio alle sue spalle.

Quello borbottò: «E’ stato uno che si chiama Castore. Ogni tanto passa di qua.»

«Com’è?»

Poco dopo Dioniso ringraziò l’uomo per la descrizione e lo ricompensò con tre monete, estratte dal borsello che il macellaio teneva in vita e scappò a cercare Kaeso. Ma non trovò nessuno nemmeno all’interno della casa dall’alchimista.

Una voce lo distrasse dalle sue elucubrazioni: «Ehi, alchimista!! Muovi le chiappe! Castore Nettulapio dice che il prefetto vuole te e la tua squadra a disposizione quanto prima!»

Dionisio spalancò la porta e grave disse: «Bene, portami da Castore, devo scambiare due parole con lui.»

Il pretoriano lo squadrò da testa a piedi, quindi senza far domande accennò ai due cavalli alle sue spalle. «’Namo, va.»

Giunti in città presero la strada che li portò nel cuore dell’urbe e Dionisio si ritrovò di nuovo agli uffici prefettizi. Una volta dentro salì al piano superiore e fece irruzione nell’unico ufficio.

Davanti a lui trovò l’uomo corrispondente alla descrizione fattagli dal macellaio al mercato. Solo che indossava una ricca toga sopra una tunica da fatica di buona qualità e sedeva oltre la scrivania del prefetto.

«Castore?!» Sbottò il conciliator, non credendo ai suoi occhi. Perché lui ben conosceva quell’uomo.

Il prefetto Adriano Livio Valerio lo guardò esterrefatto, quindi sorrise saputo. «Complimenti Conciliator, non è da tutti scovarmi così. Serve qualcosa?»

Sì, che Concordia mi fermi prima di strozzarti. Ma questo, Dionisio, non lo disse mai. Si limitò a balbettare incerto gli avvenimenti sconcertanti dell’ultima giornata. A partire dal complotto in atto per uccidere l’Imperatore.

Chi seguiamo ora?

  • Flavio Cocidio Erminio (20%)
    20
  • Lucio Tullio Voreno (50%)
    50
  • Nefer Tileo Malius (30%)
    30
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148 Commenti

  1. Mi inchino a te grande Azia, certo che hai descritto tutto e avresti potuto non farlo essendo un fantasy. La mia cultura da ex studiosa di diritto romano mi porta a dirti questo. Sono lenta che ci vuoi fare a volte mi può scappare qualche capitolo.
    Ma Flavio non si è cagato sotto ? Scena forte…. Negli ultimi capitoli ti sei superata dal sette in poi ti ho amata follemente, per fortuna mi piacciono i maschi altrimenti venivo a cercarti!!! Ah ah ah

  2. Accidenti, un finale col botto! Decisamente mi è rimasto impresso, per la fine truculenta degli speculatores e del prefetto a opera del demone…una degna conclusione per questa saga che ci ha tenuto tanto con il fiato sospeso.
    Complimenti per aver mescolato così abilmente fantasy e storico generando questa ambientazione stupenda: ci sarà un terzo capitolo della saga?

  3. Azia,
    più ti leggo e più mi sento piccola. Ti è mai capitato? Leggi qualcuno che ne sa più di te, che riesce a rendere reale un fantasy, che ricostruisce luoghi, ere, date e personaggi come fossero reali perché sa condensare davvero l’ipotesi col certo, la fantasia con la storia, ed ecco che il racconto diventa lo spunto per lunghe riflessioni e domande. Tra cui, prevale: e se fosse davvero andata così? eheheh, carissima autrice, sono lieta di apprendere che ci sarà un seguito. La trilogia continua… Bellissimo racconto e grazie di avercelo regalato.

  4. ottimo il riassunto che ha messo in luce i punti essenziali
    ho votato perché non arrivino in tempo per salvare l’imperatore, opzione ahimé in netta minoranza (ero curioso di scoprire se la speculazione fosse azzeccata)

  5. Mi ha fatto uno strano effetto immaginarmi gli speculatores a spremersi le meningi cercando di ricostruire lo svolgimento del crimine, tenendo conto dei fattori fisici e dei demoni etruschi… però è proprio questo connubio tra fantastico e plausibile a rendere l’ambientazione tanto bella! Narrazione ineccepibile come sempre, sono convinto che qualcuno morirà al posto dell’imperatore.

  6. Ciao Antinea… A proposito di Etruschi.. qualche annetto fa avevo iniziato una mia personale ricerca su un “antica via etrusca” la famosa “costiera etrusca”. qualcosa del genere.. Chissà magari potrebbe esserti utile per un prossimo Incipit.. di successo.. ovviamente col sottoscritto come protagonista. 🙂

    Ps.- Ho votato per i sapienti a confronto..

    Complimenti per il capitolo..

      • Cosa sono i lucumoni?? 🙂

        Considerato che tu sei un’amante di storia antichissima, usi, costumi, popoli.
        Allora l’idea per un Incipit di successo e di avventura che ti lancio è questa:
        Il protagonista a cui ho pensato è un giovane antropologo, che per una strana coincidenza e per una intuizione.. si convince che esiste una strada antichissima tracciata dagli etruschi.. Ma la sua intuizione è sensazionale perchè la strada antichissima tracciata dagli etruschi si troverebbe in un luogo dove storicamente gli etruschi non sono o non sarebbero mai esistiti…
        La strada da loro tracciata sarebbe quella che porterebbe al mare, ed ecco appunto il nome della strada della “costiera etrusca.”.
        Per cui il protagonista, il giovane antropologo, inizia le sue ricerche per scoprire il percorso di questa antichissima strada etrusca.. e che durante le sue ricerche si imbatte in alcune disavventure o in qualche evento con suspance…
        Quindi: Unire il presente al passato.. al mondo affascinate e misterioso degli antichi etruschi. Visto che a te piace fantasticare con l’antichità.. questa potrebbe esser una bella idea..
        Te la regalo. 🙂

        .

  7. e così finalmente conosciamo la “vera” azia!
    un piccolo refuso sulle date, 264 d.c., altrimenti i conti non tornano
    l’opzione di riunire il gruppo è allettante ma più ancora mi piacerebbe vedere un confronto tra nefer e kaeso

    • Grazie mille, Nick, il mio intento era proprio quello e se anche uno solo di voi lettori non trova noioso quel pezzo, ne sono felice!
      Era in effetti il mio unico cruccio di questo passaggio: ero terrorizzata dalla componente didattica del pezzo, ma d’altronde avevo poche alternativa dal momento che lo schiavo legge ad alta voce per Nefer e quindi non spiega, ma legge e basta. E, si sa, i trattati storici (per quanto io abbia edulcorato le informazioni alla grandissima sennò sarebbe stato un capitolo esclusivo sulla cultura etrusca!!) sono scritti in modo molto diverso dai romanzi e sono più tecnici e meno aulici.
      Sono contenta di riscontrare che un lettore ha trovato bello questo capitolo nella sua interezza, come fusione di momenti, situazioni e informazioni completamente diverse tra loro (avrei dovuto fare tre capitoli separati, ma avrei dovuto stravolgere la struttura di base della trama, ottenendo chissà cosa!

  8. ” A capo della città stato etrusca era il lucumone, ne era sovrano e re. Non si sa se la carica fosse a vita, ereditata o elettiva. Il titolo è rimasto in auge tra le figure nobiliari finendo negli ultimi secoli per cadere in disuso o per identificare capi ribelli e sovversivi che approfittano della legge sul ripristino degli antichi usi per ricreare un regno etrusco a danno dell’Impero…”
    Solo per aver concepito e trasposto una cosa del genere, meriti un applauso. Forbito il linguaggio, colto il significato, ricercato il nesso… ma tu nella vita di cosa ti occupi? Scusa, ma non posso fare a meno di chiedermi quale mente crei certe sfumature creativo/logistico/tecnico/geniali….

    • Alessandra cara, tra noi demiurghi vige una leggenda metropolitana secondo la quale quando uno di noi assume tachipirina riesce a partorire delle idee incommensurabili… XD

      Scherzi a parte, il tuo commento mi fa arrossire e diventare tinta unita *__*
      Insomma, nella vita vera sono una mamma che vede troppo poco la sua cucciola di un anno, sono analista informatico di alto profilo e lavoro una media di 10 ore al giorno, sono semplicemente appassionata di storia, gialli/thriller, letteratura soprattutto fantasy, mitologia, avventura, gdr e, ovviamente, scrittura. Tutto questo lo faccio nel mio (inesistente) tempo libero e infatti ho un romanzo fermo al palo della revisione da due mesi. 😀

      Come dire… io cerco solo di fare le cose al meglio delle mie possibilità e se uno schivo sta leggendo a voce alta un trattato mi pare logico che toni e terminologia siano adeguati al testo. Poi, bo, forse non è così scontato a leggere il tuo commento. ^_^

  9. Una tua caratteristica – di cui molti autori si fanno a torto vanto – è di saper gestire abilmente i dialoghi. Li trovo divertenti quando serve ed afficaci quasi sempre. Garantisco che non è frequente la riuscita e , per questo, mi complimento. La storia è molto interessante e sottolinea una bella mente creaiva. I tempi verbali e la punteggiatura non sono sempre dove dovrebbero essere, prova a fare più editing prima di pubblicare, la storia merita esattezza, essendo già ben strutturata nella sua costruzione archetipica. Brava.
    Seguo.

    Cercare informazioni…

    • Alessandra carissima, ti ringrazio molto delle tue parole, sono preziosi stimoli a proseguire su questa linea e, ovviamente, a migliorarmi sempre.
      I dialoghi mi sono sempre piaciuti e me li vedo proprio quando li scrivo, sono molto difficili da scrivere perché è facile cadere nel tranello dell’infodump e anche perché è altrettanto facile farli scontati, piatti, senza alcun spessore, come se fosse uno solo (lo scrittore) che parla guardandosi di volta in volta in specchi diversi, ma sempre specchi sono e sempre lo stesso personaggio vede. Io invece cerco di “essere” il personaggio che parla. Non penso che mi riesca bene sempre, ma le tue parole sono un bell’incoraggiamento!

      So bene che ci sono alcuni errori e ne conosco anche la causa, essendo di solito presenti su pezzi della giocata in forum che ho preso e adattato ed è in questa fase di adattamento che a volte mi scappa qualcosa, questo per giustificare i tempi verbali.
      Questi adattamenti nascono dal fatto che sono eventi che nel racconto avvengono per vostra scelta e poiché quello è l’effetto sortito non vedo perché non usarli.
      Il tempo è tiranno, tra l’altro, e anche questo fattore purtroppo incide sul risultato. Mi rendo conto benissimo che ci sono pezzi migliori di altri e mi rendo conto anche delle motivazioni che stanno dietro a questi errori.

      • Non fartene un cruccio, come gia scrivevo a qualcun altro, i refusi sono quotidiani per tutti noi. Il problema non sono i refusi. Bisogna saper gestire la costruzione narrativa senza mai perderla di vista, altrimenti sarebbe come mollare le redini e farci trascinare giù dal cavallo imbizzarrito. Tu non hai questo problema, stai sul pezzo – come si dice nel nostro gergo – per cui avanti così! e con coraggio!
        Scrivere è meraviglioso, divertente, e bla bla bla, ma prima di tutto – e non tutti se ne rendono conto – scrivere è un mestiere che – come tutti i mestieri – richiede studio e sacrificio. Anche laddove sembra essere un gioco. Tu mi pare che hai rispetto per la scrittura, perciò continua così. E un giorno di questi, leggimi, mi farebbe piacere il tuo parere. Anche senza votare, non mi interessano i punti, vorrei solo un parere.
        Ti abbraccio.

    • Concordo, ma credo che non ci soffermeremo particolarmente su questa opzione… sono tutti molto più interessati a come si svolgeranno le indagini, se poi si meneranno le mani per ottenere informazioni saranno anche tutti più contenti, mi sa… 😀

      Scusa per l’assenza, Ang, purtroppo anche l’esser stata ammalata per due settimane non ha aiutato, specie se la seconda l’ho passata comunque lavorando… 😉

  10. <Le erbe buone sono buone anche per altro ma, umh, forse questa è meglio tenerla da parte per un’altra volta.» ah ah ah! Ti riconfermi bravissima ad alternare serietà e umorismo in questi scenari. Il divinatores mi è sembrato molto appropriato, e il demone etrusco mi intriga assai! Ora facciamo volare i pugni e di sicuro le risposte salteranno fuori ^_^

  11. Come al solito riesci a concentrare tutta l’attenzione e lo stupore nel finale, complimenti. Interessante la spiegazione scientifica del rigor mortis e abbastanza raccapricciante il lavoro dell’alchimista. Sei un narratore a 360° che si mette in gioco totalmente quando scrive. Molto buone le descrizioni. Ho scelto il demone alato, vediamo come te la cavi con questa ipotesi. A presto.

    • Onorata dei tuoi appunti, come si suol dire, cerco di documentarmi in merito a quel che vado a scrivere… mi aspetto che un medico sappia qualcosa di tanatologia (termine imparato cercando su wikipedia) e sappia dare qualche spiegazione sui fenomeni post-mortem con un minimo di rigore scientifico, anche se non certo con lo stesso rigore che abbiamo al giorno d’oggi… poi, sai, ho scoperto che non tutti la pensano così o che, peggio, pur informandosi non si applica ciò che si è appreso, con risultati pessimi… (interstellar docet. sigh.)

  12. Voto senza ombra di dubbio per il demone, non posso che farti i complimenti,come sempre, mi sono goduta la lettura dei capitoli di cui ero rimasta indietro. Finalmente un pomeriggio di relax! 🙂 bellissimo in particolare l’ultimo capitolo, sai descrivere in modo maestrale!
    Poi il sorriso gli si congelò sul viso, si incrinò e infine si spezzò in un urlo disumano, mentre gli occhi piangevano lacrime di sangue e le mani graffiavano il viso in cerca di strappare gli artigli di intensa luce che gli stavano bruciando gli occhi.
    🙂

    • Ecco, quando mi citate rimango sempre tra l’interdetto (ma l’ho scritta io sta figata?) e l’imbarazzato (tipo: no, dai, non è poi chissà che cosa speciale…).

      Per cui, cara Francesca, dopo l’offesa (passata subito) di vedere che non avevi ancora letto nulla di questo, chino umilmente il capo e dal profondo e completo rossore (non scherzo, sono rossa di capelli, è proprio “completo”!), ti ringrazio e spero ti rivederti a breve per il prossimo capitolo.
      In fondo… il demone sta andando forte! 😀

    • Lucia cara, leggere questo tuo commento – lo ammetto – mi manda in brodo di giuggiole.
      Appassionare al proprio racconto una persona che non ama propriamente il genere in cui scrivi è una cosa difficilissima e se davvero ci son riuscita con te per me questo è il miglior complimento che possa mai ricevere.
      Per quanto riguarda la trama, tutto sommato, a ben guardare vedrai che non è affatto così complicata, ma forse ora è ancora un po’ presto… Che questo titolo sia stato da noi giocato svariate volte è vero, ma in realtà è nato ed è sempre stato sviluppato come racconto, il fatto che ci abbia inserito in alcuni casi dei passaggi tratti dal gioco attualmente in corso sul forum di dragonisland.it è solo una questione di piacevolezza, perché quei passaggi li ho ritenuti particolarmente significativi, ma da qui a dire che questo specifico racconto sia legato al gdr, mi spiace, ma devo smentirti… in realtà è una trama in divenire, per quanto abbia ben in testa la storia, alla fine siete voi che la leggete a determinare con i commenti e i voti come effettivamente evolverà…

      Spero di rileggerti presto, son curiosa di vedere che fine farà la tua Shar-Pei… 😀

  13. Avevo volutamente lasciato indietro la lettura di questo dies II per non rischiare di avere in seguito strane idee di metagaming 😉 Ma devo ammettere che sono passato dal capitolo 1 al capitolo 6 tutto d’un fiato e mi sono divertito molto. Brava Azia! 😀
    Per quanto riguarda il voto… anche io punto al demone alato 😀

        • Ma figurati!
          Alle volte si è troppo stretti per scrivere tutti questi dettagli e penso che questi commenti siano utili a tutti!
          Ti dirò di più: la punta era fissata al legno dell’asta con una cerniera bloccata da un legnetto morbido che si spezzava all’impatto così da rendere di sicuro inservibile il pilum ai nemici e, nel caso si fosse piantato nello scudo, rendeva inservibile anche quello!
          Precisato questo, e forse avrei dovuto farlo in commento io?, viene logico pensare che per spaccare un lucchetto non si usi quella parte, ma l’altra.
          Infatti l’altra estremità del pilum era invece molto grossa ed era rivestita anch’essa in ferro. Oltre che come punto di appoggio, veniva usata anche per spaccare nonché alla bisogna era utile per far saltare i denti ai nemici come fuochi d’artificio al Redentore!

  14. eccomi qui a seguire questa seconda giornata dei nostri agenti speciali!
    purtroppo ho mancato il primo capitolo, per il secondo voto per seguire lucio, togliendo così la situazione di stallo che si era creata
    sono contento di vedere che rispetto al primo racconto, la lettura ora è diventata più scorrevole; infatti uno dei motivi che mi avevano impedito di seguire adeguatamente la storia era il fatto che i capitoli della prima giornata erano troppo densi di fatti e personaggi, troppe erano le peripezie accadute in un solo giorno, ed è un peccato perché invece il contesto e la storia sono molto interessanti; ma forse è una conseguenza (inevitabile?) del fatto che la storia deriva da una partita giocata…

    • Che bello rivederti qui!
      Effettivamente ai nostri gliene sono successe di cotte e di crude, ma non è inverosimile, considera che ho gestito le puntate quasi fossero le ore della giornata.
      Inoltre poi ho diviso la squadra e quindi le cose si sono anche accavallate e questo poteva portare a un po’ di confusione. Comunque non ti preoccupare, tutto quadrerà alla fine, prima o poi… 😉
      Il fatto che derivi da una giocata è abbastanza ininfluente, poiché ve ne siete discostati quasi subito, solo alcune “presentazioni” erano prese pari pari dal gioco, il punto era proprio la mia scelta di dividere la squadra e quindi sembra che siano successe troppe cose quando invece ho seguito prima un gruppo e poi l’altro.

      Comunque i tuoi commenti così precisi sono un ottimo spunto per me per migliorare!

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