Trainspotting piace solo agli hipster

Prologo che non è un prologo

Non c’era l’aria giusta quella sera, nemmeno la luce giusta, soprattutto se il faro del motorino va ad intermittenza come le lucine rotte del negozio cinese all’angolo.

Non c’era nemmeno la giacca sulle spalle di Icaro, e probabilmente nemmeno la testa, quella testa piena di genio e sregolatezza, di brillanti volate e di tragiche ricadute nella follia. La testa piena di testi di canzoni e meno di trattati internazionali, la testa china sul suo pianoforte e sui libri da studiare, la testa che scruta una bella ragazza nella caffetteria, guardandola con gli occhi di un coniglio illuminato dai fari di un auto che lo sta per tirar sotto, quella testa lì insomma.

Così in quella maglietta bianca sbiadita, con il vento tra le lunghe ciglia che gli tagliava lo sguardo come una lucertola al sole, Icaro sfrecciava giù per via Irnerio evitando le buche e le pozze in quelle sere bolognesi piene di smog, portici vuoti appena illuminati, ombre tra le colonne e disgustose coppie felici con mocassini e borsette firmate.

Icaro le amava quelle serate, gli davano la convinzione e la sempre più forte certezza di sentirsi un alieno tra quella gente. Non fraintendetelo, non che fosse un asociale, era solo che se avesse potuto scegliere tra stare in discoteca con una bomba a mano e stare in discoteca senza una bomba a mano, beh… più chiaro di cosi.

Non bisogna però dargli tutta la colpa, è dura non intraprendere la gloriosa vita del terrorista se si frequentano pub popolati da mandrie di under diciassette che si urlano addosso come polli inferociti, ragazzine che sembrano uscite da un fumetto di Frank Miller e ragazzini vestiti peggio dei tedeschi che vedi sotto le torri che provano a farsi le foto, belli bruciaticci dal sole di Rimini e con i loro enormi marsupi inguinali.

Con questo non sto né dicendo di disprezzare il popolo germanico ed il suo bizzarro abbigliamento da battaglia oltre confine né dire che Icaro non avesse avuto il suo periodo, come dire, alternativo. In terza media il giorno della gita a Roma, dopo gli espressi divieti della Madre Superiora a capo della presidenza di sfoggiare “look selvaggi”, fu questa la definizione che tuonò nell’aula pochi giorni prima, si presentò con una vistosa cresta color azzurro elettrico, che lo portava a somigliare, più che uno studente di un prestigioso istituto privato, ad il batterista di una nota band punk statunitense.

Insomma, chiunque lo conoscesse, aveva il sentore che Icaro, citando Rima, suo amato e paziente compagno di cinque lunghi anni di liceo, “sia nato nell’epoca sbagliata, doveva essere un introverso tiranno romano impegnato a sperperare le monete del popolo in olimpiadi a cui avrebbero partecipato esclusivamente nani completamente nudi, o magari si sarebbe trovato più a suo agio con un bel coprispalla vichingo a mulinare in aria un’ascia”. Questo era Icaro, oltre che portatore di un nome tanto estroso quanto folle, frutto di due genitori amanti dei classicismi, crudeli forse, ma d’altronde si sa, “fate l’amore non il liceo classico”.

La moto sterza, il lampione dondola e le chiavi sono inesorabilmente dentro la giacca, che è sulla sedia, e quella sedia è in salone, il salone di casa sua, e lui, beh lui è fuori dalla porta ingobbito dalla desolazione con la moto che smarmitta ed il braccio involontariamente ed automaticamente portato al petto per cercare le chiavi di casa nella ladra della giacca. Giacca che come ormai avrete capito, non aveva.

– Cazzomerda. –
“Cazzomerda”, lo strano accoppiamento interiettivo era la prima parola di senso compiuto che fosse uscita dalla sua bocca dopo ben undici ore dopo che i suoi enormi occhi verdi avessero fissato il comodino adiacente al suo letto

Non resta che scendere dalla moto, scrivere al suo migliore amico un messaggio sboccato, dare due colpi ad una lattina per terra e scendere inesorabilmente al solito bar un centinaio di metri sotto casa sua.

Ancora due curve ed un semaforo ed i suoi piedi avranno riposo, tira fuori l’ultima metà di sigaretta che gli era rimasta facendola saltare dal pacchetto con un cricco, la accende ed è subito pace. Il fumo esce dalla sua bocca come la fiamma di un drago, denso, veloce, e timidamente un rivolo risale fino al suo sguardo.

Sconsolato, con quell’aria malinconica di chi tiene il peso del mondo sulle spalle entra nel bar, poggia la borsa, sale sullo sgabello con un misto di stanca tenerezza ed arroganza e sbuffa:

– Max un caffè che sto morendo. – 

– Se non muori entro dieci minuti che riaccendo la macchinetta te lo faccio io il caffè. –

Icaro, tirando su la testa dal braccio crollato sul bancone, prova a dare un volto alla voce femminile che sostituiva il grasso e pelato Max, ma quello che uscì dalla sua bocca fu solamente:

– Te non sei mica Max. E Max dov’è? – 

Chi è la misteriosa voce femminile

  • Una nuova persona nella sua vita. (28%)
    28
  • Una vecchia conoscenza di Icaro. (43%)
    43
  • La figlia di max. (30%)
    30
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269 Commenti

  1. Se è vero che i racconti sono dei viaggi, allora adesso siamo davanti l’uscio.
    Il mio primo pensiero è: “Cazzo, finalmente sè capito il titolo”.
    Poi però appena ci si risiede sul divano sfondato salgono i primi pensieri nostalgici… devo dire che questo viaggio mi è piaciuto; ed adesso, su questo divano sfondato, sento un fastidioso senso di mancanza unito al senso di appagamento.
    Vero è che certi capitoli non mi sono parsi scorrevoli, certi altri li ho amati.
    Alla fine di tutto, ti ringrazio… mi hai tirato per i capelli con il tuo “passa alla mia storia”, e se è vero che dapprima ero scocciato per l’ingresso forzato, più tardi ho iniziato a pensare ad Icaro come ad un compagno fraterno con il quale scambiarsi una birra.

    Mi spiace per il tuo Fred, ma ti ringrazio per avermene “donato” un frammento.

    Spero di ripartire con te per un nuovo viaggio.

    PS (maledetti francesi)

  2. In qualche modo la dedica finale che ha chiuso tutto il racconto mi ha commossa, non sei male, sai, sei solo distratto. Quando tempo fa discutevamo di come tu vomitassi frasi in modo disordinato e io ti chiedevo di riordinarle e poi bla bla bla, alla fine hai dimostrato di avere in mente un’idea e di saperla portare avanti e chiudere con bravura. Sono contenta di aver letto la tua storia.
    Non me ne volere, Emanuele, c’è solo una cosa su tutte che proprio non mi è andata giù e non posso fare a meno, col sorriso, di dirtela….si scrive STASERA. Non… sta sera. Ti prego. 🙂
    Complimenti.

  3. Ora è tutto chiaro, il titolo, Fred…..Le cazzo di virgole dopo il dialogo che si mettono e nessuno mette! Tu che hai dedicato questo racconto all’amico che non c’è più…E mi sono commossa….Ti auguro di trovare la tua Giselle…. Che tu non possa mai sentirti un giocattolo nelle mani di una donna e spegnerti come una fiamma in una grotta. Ti auguro di incontrare mille persone che non ti capiscono e cento che invece si…Ti auguro di essere il difensore dei deboli e dei giusti. Di scrivere altri racconti migliori di questo e di arrivare ad avere altre gratificazioni. Ti auguro di rimanere come sei una X in un mare di O… Grazie.
    P.S.
    Trainspotting, a me fa venire sonno ma penso sia soporifero a tutte le donne …
    Anche tu, se non facevi i pasticci che hai fatto ai primi capitoli avresti avuto di più….sicuro.

  4. Per ringraziarvi dell’immenso supporto volevo svelarvi una piccola curiosità.
    Ogni capitolo, oltre ad essere pieno zeppo di dissacranti citazioni cinematografiche, è legato ad un brano che mi ha accompagnato nella stesura.
    Qui in calce la Colonna Sonora di questo piccolo progetto 🙂

    #1 Prologo che non è un prologo.
    Sing, Blur
    http://www.youtube.com/watch?v=YdrFpPJgxC4

    #2 Il mio Godzilla interiore
    Urge Overkill, Girl You’lle be a woman soon
    http://www.youtube.com/watch?v=JAHA4Jh5jkw

    #3 Capitolo 3: Vincent
    Jimmy Lafave, Not Dark Yet
    http://www.youtube.com/watch?v=ky-NbkW-wBo

    #4 Perso. (Not Icaro’s plane)
    N.W.A. Straight Outta Compton
    http://www.youtube.com/watch?v=TMZi25Pq3T8

    #5 Un giorno buono per spiare
    The Coaster, Down in Mexico
    http://www.youtube.com/watch?v=Kahp_kmOFzQ

    #6 Helter Skelter
    The Beatles, Helter Skelter
    http://www.youtube.com/watch?v=S8SImoLm_UI

    #7 Il Dilemma del Piccolo Princip-it
    Amy Winehouse, You Know I am No Good
    http://www.youtube.com/watch?v=b-I2s5zRbHg

    #8 Icaro.
    Kanye West, So Appalled
    http://www.youtube.com/watch?v=zUjO8cy-B9A

    #9 Freak Show
    Elisa, Ancora qui
    http://www.youtube.com/watch?v=lP-wrI8G1bE

    #10 …

    A domenica per il capitolo conclusivo.

  5. Odio ferocemente chi sincronizza la storia con il calendario per strappare un briciolo di attenzione-2 voti in più.

    Tu hai messo delle perle qua e là…
    La donna senza cuore…spegnersi come la candela nella cripta…la donna al pianoforte..lo stomaco che si gonfia come il tendone di un circo…l’esplicitazione dello stupro della citazione exuperyana (e la controscena splatter)…

    Qualità altissima. E l’odio si trasforma in stima.

  6. Ho letto tutti e nove i capitoli in una sola mattinata.
    La cosa strana è che non me ne sono eppure accorta. L’aspetto spettacolare, è che vorrei leggerne ancora, altrettanti, anche di più.

    Sono affascinata ed in qualche modo legata ad ognuno dei tuoi personaggi.

    La trama è coinvolgente. C’è tutto quello che dovrebbe esserci. Il viaggio, un trio di amici dai tempi comici ( Che poi, io dedicherei un’intera storia a Rima 🙂 ) un riferimento al Moulin Rouge che è sempre gradito, e perfino una storia d’amore dal finale imprevedibile e realistico.
    E poi ci sono le tue frasi. Quelle che si sottolineano con l’evidenziatore giallo per poi andarle a rileggere.

    Giselle c’è sempre stata.

    Bravo.

  7. Lei in fondo e sempre stata qui…
    la frase che in assoluto mi ha colpito in questo capitolo: “Accorrete numerosi a vedere la donna senza cuore!ultimi biglietti disponibili!!”
    grandiosa la reazione di Icaro…adesso deve prendersi una bella rivincita…con Giselle!
    insomma…inutile farti altri complimenti…
    STANDING OVATION X TE!

  8. Ora ti prenderei quelle manine che hanno scritto questo meraviglioso capitolo e ti ci darei due schiaffettini. Aho, ma non potevi aspettare e rileggertelo almeno due o tre volte cosi non ci stava manco un errore che per la fretta hai fatto ? Hai fretta di finirlo, le troppe idee ti bruciano dentro come un fuoco e non riesci a calmarti.
    Capitolo stupendo. Questa storia mi è piaciuta moltissimo mi mancherà quando sarà finita. Poi, quando ti leggo mi sento una miserabile poco creativa. Non sei stato capito Emanuele, tu sei per pochi eletti,hai una creatività sconvolgente. Mi inizi un capitolo con il freak e me lo finisci con lo spiazzo totale…Le opzioni andavano bene tutte, ma io ho votato l’ovvio perché tu sai fare dell’ovvietà qualcosa di straordinario. Parliamo dell’ inizio, ho colto il messaggio subliminale che volevi mandare, del quale ti ringrazio e mi inchino: sei grande. Grazie.

  9. Carina come storia. Alcuni passaggi, però, li ho trovati un po’ confusi, tipo quelli legati ai salti da un personaggio all’altro. Ad esempio, nel terzo episodio parli di Vanessa che parte e poi ritorni su Icaro che è in Francia quando l’avevo lasciato a Bologna. Una frase per chiarire come ci era arrivato non ci sarebbe stata male. Comunque mi è piaciuto quest’ultimo episodio dove hai fatto il parallelo con la mitologia greca. Io ho votato per Vanessa che si deve decidere a scegliere. Ti seguo.

  10. Ho aspettato questo capitolo come i miei alunni aspettano le caramelle…Un premio. Mi sei piaciuto, lo hai anche scritto bene. Cavolo, mi piace solo che la storia sta per finire e come finirà ? Lo voglio sano questo Icaro, lo voglio conquistatore, vincente….Non smidollato. La tua scrittura è migliorata. Ti apprezzo anche per tante altre cose. Sai giocare, sai ridere di te stesso, non è da tutti. Bravo Emanuele, hai mostrato una crescita in poco tempo. Non sto qui a leccarti, tanto lo so che ci apprezziamo a vicenda, non solo a Vicenza…..Un forte abbraccio.

  11. Imprevedibilità rules.
    C’è del potenziale, però dovresti mettere un po’ d’ordine nei pensieri e nello scritto (insomma, almeno per me, non è semplicissimo seguirti).

  12. Confesso che il precedente capitolo non mi sembrava all’altezza degli altri, ma questo… hai senz’altro rialzato il tiro… certo che però “dannati francesi”

    (sono ignorante io, oppure il finale ha un pizzico di “Fight Club”?)

  13. Devo ammettere che gli ultimi episodi mi erano piaciuti di meno, in quanto mi pareva sfilacciassero troppo la vicenda e la sua narrazione. Ques’ultimo capitolo oltre riallacciare abolmente i fili ripropone lo stesso mix di ironia, ritmo e stile che mi aveva colpito nei primi capitoli, andando oltre.
    D’accordo con gli altri : il tuo miglior capitolo, bravodavvero anche se non credo tu sia fra quelli che hanno la necessità si sentirselo dire.
    Imprevedibilità.

  14. Forse questo è il tuo miglior capitolo, Ave Cesare ! Bene, bene, bene…. Ha funzionato la fine mi ha lasciato un poco perplessa, lui bussa e non gli apre lei, ma Vincent …. Mettiamo alla prova l’imprevedibilità di Icaro, se è pazzo come penso saprà cavarsela, per un folle e determinato a tutto che vuoi che sia il fatto che un altro uomo sia con lei, è un dettaglio superabile…. Ti ho mandato l’amicizia su facebook, ci facciamo due chiacchiere ? Ciao Volpino…. Lucy

  15. Passeresti da me se ti andasse? Lo so, se ti andrà passerai da me, infatti sei già passato altre volte perché ti andava. Ma allora passa da me anche stavolta se ti va!!!
    Casomai non ti andasse, sappi che c’è una sorpresa per te se passi da me.

  16. Caro Emanuele, grazie per il bellissimo commento lasciatomi. Ed ora veniamo a Noi…Non capisco perché ti ostini con il grigio e nero nello stile di scrittura, non mi da fastidio però è un poco strano a dire che a volte scrivi nero e altre grigio. Stavo per metterti una bella poesia sulla valigia e mi è apparso il nuovo capitolo…Si è fottuta la valigia…La storia regge è divertente, rende la follia, il sogno….Non curi molto la forma, punteggiatura e via di seguito… IO non sono pignola e accetto il contenuto capendo che c’è chi scrive di getto e segue un ragionamento a spirale ( che proprio per questo risulta gradevole)… Una storia pazzoide ma anche bella, che ti fa capire come la vita sballata sballi e sia in bilico tra realtà e fantasia… Icaro è un poco lo scapestrato che tutti avremmo dovuto essere, si apprezza di più la vita dopo…Solo che noi, gli scapestrati ci fanno schifo…. Si perché sono nullità, ma anche le nullità raccontano e tu le racconti bene da osservatore dei portici del nulla dove non c’è un fine ma si vive giorno per giorno… Cazzo Emanuele, mi curi i cazzi di punti e di virgole ? Cosi gli fai mangiare il fango a tutti…. Leva sto cazzo di grigio, hai la stoffa per essere bravo e puoi stupire ancora di più…. non correre con i capitoli, leggi e rileggi… Hai un cazzo di contenuto fottutamente buono, ci puoi mettere una qualche merdosa virgola buona… E non guardare al mio primo capitolo feci schifo pure io….

  17. Ciao, Volpe. Il tuo cognome è degno della storia che racconti: corre e fugge come una volpe inseguita dai cacciatori. E dovrebbe darsi pace, secondo me. Scrivere così ti fa guadagnare punti qui, ma nell’editoria non avresti chance. Non sai dove sta di casa la punteggiatura, le frasi sono spesso asintattiche e la trama è in divenire, si sente che non è scalettata. Ne deduco che scrivi per gioco, non per ambizione. Detto ciò, sei carino, sei divertente e ti seguo volentieri. Appunto perchè stai giocando. 🙂

    • Cara Giulia permettimi di replicare. Numerosi sono gli stili di scrittura, non siamo tutti Dumas, molti scrittori di fine ‘900 hanno una scrittura confusionaria, fatta di immagini, tra i quali il mio amato Chuck.
      La trama è in divenire proprio perché è questo lo spirito del sito, cambiare le cose, inaspettatamente o meno, senza noiose scalette.
      Ho letto che leggi tanto e non scrivi, potresti cimentartici, magari un giorno potremmo vedere i nostri nomi in una qualche libreria.
      Felice di averti incuriosito almeno.

      • Volpe, credimi mi piace la tua storia e tu mi sei molto simpatico ( anche se trovo insopportabile trovarti in ogni storia con la battuta: passa da me se ti va), tuttavia ti invito a non pensare agli stili di scrittura, perché dire “stile” significa parlare di professionalità. Prima di sviluppare un proprio stile, troppa polvere si deve ingoiare. Il tuo discorso, per figurartelo, equivale a uno che dice: “non dipingo come Caravaggio ma come Picasso, per questo non tutti mi capiscono. Ma il manierismo non è necessario, esiste anche l’astrattismo.” E mi porti a contestarti di nuovo: Picasso, prima di scomporre i segni come un pazzo invasato, ha studiato e ha dipinto come un mostro di fotografo. La scomposizione è arrivata postuma, quando ormai gli strumenti erano tutti nelle sue mani. Tu scomponi prima ancora di aver imparato a comporre… e credi di aver fatto il salto a piè pari senza passare dal via; questo è il motivo per cui ti ho detto che corri e che dovresti darti pace.
        Ma, in definitiva, come si dice, una cosa l’hai guadagnata: parlatene bene, parlatene male, purché se ne parli.
        E, se sei riuscito a sollevare la polemica, dimostri comunque personalità.
        Al prossimo episodio. 🙂

  18. OHHHH CHE SORPRESA LA TUA STORIA, TE LO DEVO DIRE, ERO RESTIA A PASSARE, PERCHé DI SOLITO CHI INVITA A LEGGERE… ECCO, COME DIRE, NASCONDE STORIE NON TROPPO INTERESSANTI, INOLTRE LO STILE HUMOR NON è PROPRIO IL MIO GENERE, INVECE LA STORIA MI PIACE MOLTO E ANCHE IL TUO STILE DI SCRITTURA DIRETTO, DESCRITTIVO, COINVOLGENTE, INSOMMA: BRAVO! TI SEGUO DA QUI IN POI

  19. Mi viene da dire subito così da quella frase, ma son curioso di capire qualcosa in più la prossima volta. Il racconto è sempre ben scritto ma… Possiamo fare qualcosa per i continui cambi di formattazione nel testo? Alcune frasi in grigio e altre in nero. All’inizio pensavo fosse una mossa un po’ estrosa dell’autore, ora credo che lo stesso autore debba intervenire: è un po’ fastidioso nella lettura.

  20. Capitolo un po’ debilitante. Ho fatto fatica, in qualche passaggio, a capire chi parlava con chi. Si vede che hai una concezione molto “visiva” del racconto, ma per un lettore come me non è facile starti dietro.
    Tragicommedia con Fred, magari mi passa il mal di testa 😉

  21. Secondo appuntamento.
    Ottima scelta Bologna.
    ICARO che non vuole volare?? Ummm
    Attento alle cavolo di virgole, assicuro che – se le usi nei punti giusti – noi lettori abbiamo vita più facile… data l’urgenza dei dialoghi incalzanti e ironici.
    “… un aereo in cielo spezza il suono tintinnante della pioggia …” annulla tutti i refusi e vince.

  22. La prima parte del racconto mi riporta alle atmosfere dell’avanguardia francese, in particolare a Godard (ultimamente me ne sto cibando parecchi di suoi film, per un esame di regia). Anche il registro di scrittura che utilizzi mi fa pensare più a descrizioni di inquadrature, più che a un racconto vero e proprio, una sorta di sceneggiatura e devo dire che è una novità interessante… Primi piani di particolari del corpo, le parole utilizzate… sì, sicuramente c’è il richiamo al cinema post-moderno! Per il resto mi incuriosice questo Icaro, con i suoi voli pindarici… vediamo quale sarà il suo tragitto e la sua destinazione o se finirà inesorabilmente per schiantarsi contro gli insormontabili ostacoli della vita… 🙂

  23. Il pezzo si legge con piacere. Le citazioni disseminate poi lo elevano ancora di più. E per citazioni, ci metto anche le tue, come “Fate l’amore, non il Liceo Classico” che sarà destinata a diventare un vero e proprio slogan!

  24. Quale aereo?
    Il tuo modo di scrivere mi piace, la storia pure ed il protagonista anche, quindi ti seguo! 🙂
    Ps. “Fate l’amore non il liceo classico” sarà da oggi in poi il mio slogan…

  25. Io dico che le magliette lasciate in albergo reclamano il loro proprietario, a gran voce. Quindi, niente aereo.

    Col titolo e con Bologna mi hai conquistato, la scrittura mi disorienta un po’. Ma suona bene, nella sua immediatezza. E io certo non sono un critico letterario. Quindi, incuriosito, ti seguo con gusto.

    Ciao ciao,
    D.

    (Max poi, pelato e tracagnotto, è il nome del mio barista bolognese preferito, quindi sono 1000 punti)

  26. Voto: Quale aereo?
    Per la narrazione, le scene “a volo d’angelo” e i “camei volontari e reiterati”, direi Jean-Pierre Jeunet.
    Per l’urgenza nell’azione direi Luc Besson.
    Non utilizzo i francesi perché citi Parigi – e la lingua francese ( a volte inexact),- ma perché ne sei influenzato nell’episodio.
    Mi piace la tua interpretazione onirica, il tuo narrare evocativo è intraprendente … tuttavia… la trama di una storia è come una ragnatela, se vuoi catturare la mosca, stendila…

  27. Ho colto il tuo invito perdendomi per le strade di Bologna! Ora vediamo in quale città ci porta il passato della ragazza… Magari Berlino! Capisco la tua titubanza nella scelta del genere! Anche io ho dovuto inserire il mio racconto “La signora delle ciambelle” nella categoria Avventura in mancanza d’altro…

  28. Io e Maxlap non siamo d’accordissimo che Max il barista sia pelato e grasso… 😉
    Credo tu abbia delle potenzialità, ma devi lavorare, a mio avviso, sul mettere un po’ d’ordine al fluire del racconto e un po’ meno carne al fuoco.
    Detto questo, come non seguire un fan di Gojira (e magari anche di altri Kaiju)?
    Vai con la città straniera.

  29. Condivido la Napo’s bacchettata.
    Tuttavia c’è stoffa :”ragazza bellissima, non una di quelle che ti fermi a guardare per strada ma una di quelle che ti fermi a guardare mentre piloti un aereo”;
    ” guardava come si guarda la neve scendere mentre si è a casa, dopo aver dato un esame e senza più nulla da fare, con la gente che spala la neve dall’auto e tu invece l’hai in garage”
    Spassoso.
    Forse hai esagerato nel perseguire a tutti i costi il parallelismo con l’aereoplano, l’avrei limitato a 3 similitudini

  30. Insomma… la ragazza è la figlia di Max, ma è anche una vecchia conoscenza di Liceo che Icaro aveva rimosso tanto da poterla considerare una nuova persona nella sua vita. Per meglio dire, tutte le opzioni del primo episodio portano al secondo. Se tanto mi dà tanto, le opzioni del secondo episodio si coniugano così: lavorava altrove, in una città straniera, ma è tornata perché non lavorava più.
    Confesso di avere qualche perplessità, stavolta.

  31. Lei è la figlia di Max.
    Come vedi ho raccolto il tuo invito, non so fino a che punto ti sia convenuto… io studio la costruzione narrativa delle storie che leggo…quindi in campana! 🙂 scherzo
    Alcuni passaggi mi sono molto piaciuti, sembrava di sentirli cantare più che narrre. Ma infila virgole nelle battute dei personaggi, che sono efficaci e lo sarebbero ancora di più con le virgole.
    Bravo. Ti seguo.

  32. Il titolo del tuo racconto mi ha letteralmente attratto, ma poi sono stato catturato dal testo. Ci sono tutti gli elementi per creare una storia dalle tinte gialle, non un noir classico vero e proprio, ma la sensazione che si ha è quella di una storia oscura, nell’ombra. Probabilmente la vena umoristica ci sta pure, però, avrei preferito un altro genere. Mi smentirai nei prossimi capitoli? Io seguo la storia e vedremo cosa accadrà.

  33. Mi piace questo incipit: sa di classico noir, con le moto, i bar, le strade deserte e magari, toh, un po’ di nebbia. Perché tu ti voglia complicare la vita a farne un Humor, per me è un mistero (per ora).
    Solo non ho capito chi è Alex, ma va bene anche così.
    E lei è la figlia di Max, perché il bar è uno di quei baretti di Bologna troppo piccoli, a conduzione famigliare, con due tavolini due e con la porta in legno del cesso che fa arredamento. Per la chiave, chiedere a Max.

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