Zona Letale

Dove eravamo rimasti?

Partendo dal presupposto che farò una seconda parte (non mettendoci così tanto lo giuro) cosa volete che accada nell'ultimo capitolo? Luna e gli altri vedono il gruppo di combattenti sopravvissuti e organizzano un piano di attacco alla base nemica (50%)

Verso la base nemica

– Nicolas? Sei tu? – la mia domanda risuona nel silenzio più totale.

Lui è di fronte a me, quasi stenta a crederci

– Luna?? 

Abbiamo molte cose da dirci, ma ora l’unica cosa che voglio è un suo abbraccio, così ci abbracciamo e piangiamo, e penso a perché siamo costretti a questa vita, a che cosa abbiamo fatto di male,  a come starà la mamma in questo momento, tutta da sola. Ma sono anche felice, ho ritrovato mio fratello e questo era il mio obbiettivo principale nel momento in cui sono stata selezionata per combattere contro Il Robot. Non mi interessa niente di questo, perché una ragazza qualunque deve rimetterci la pelle a causa della politica italiana? Ora che ho mio fratello vorrei solo salvare queste persone e tornare a casa. Ma so che non posso farlo.

– Mi dispiace, non volevo che prendessero anche te – mi disse una volta che ci siamo slegati dall’abbraccio

– Io volevo solo trovarti, e ora sono felice – ribatto – memoria?

– Funzionante, a stare qui non è così rischioso come quando sei nella Zona Letale

Mi da una leggera pacca sulla spalla come era solito fare quando voleva tranquillizzarmi per qualcosa. In quel momento Colton ci raggiunge

– Sei proprio uguale a me, è inquietante, vorrei sapere perché di questa cosa

– Già, anche a me piacerebbe saperlo, sai, mi sentirei più a mio agio ora che ci siamo ritrovati riavere il mio aspetto normale

Realizzo che non ho mai pensato a come sia Colton in realtà, non ho mai visto nessuna sua vecchia fotografia adesso che ci penso.

– Sono contento che tu sia qui, e che mi abbia riportato mia sorella, anche se preferivo non farle correre questo rischio solo per me

Due Nicolas esattamente identici si parlano uno di fronte all’altro, come se niente fosse, di fronte allo stupore generale, a nessuno era mai successa una cosa del genere. Chiedo a Blu che aspetto potrebbe avere nella realtà:

– Per me è basso e tozzo

Veniamo condotti poi nella sala riunioni, in pratica è un tendaggio più grande degli altri con un tavolo al centro. Io e la mia squadra ci mettiamo tutti da una parte insieme a Colton, mentre Nicolas e tutte le altre persone si mettono di fronte a noi. Mio fratello  inizia a parlare di cosa è successo quando è stato catturato: Dopo alcuni mesi di prigonia, è riuscito a sfuggire dalle grinfie degli umani di Ade e ha salvato la vita a oltre cinquanta persone e sono riusciti ad arrivare fino a qui. Non sono stati scoperti perché il rifugio è stato ricoperto da un telo speciale (preso probabilmente da lui stesso anni fa dalla terra) che rende invisibile tutto ciò che ricopre. E’ un telo particolarmente grande dato che ricopre perfettamente tutto il tendaggio. La Zona Letale sà dei superstiti e infatti sono loro a fornirgli viveri, nel momento in cui i comandanti scoprirono ciò che era stato creato furono così entusiasti che presero l’opportunità di spiare i movimenti dei nemici in questo modo chiedendo così ai superstiti di rimanere lì. Ma sono passati quasi cinque anni e ancora sono tutti bloccati su Ade, la Zona Letale non vuole farli tornare a casa.

– Ho un piano che ho in mente da tempo, ma prima non c’era nessuna navicella

– Non possiamo usare questa navicella con 50 e passa persone – replica Talia – dobbiamo convincere la Zona Letale a portarne altre

– Non lo faranno mai, sono troppo cacasotto 

I presenti ridono, tutti a parte noi.

– E allora che si fa? – chiede Blu incrociando le braccia – Visto che hai un idea migliore spiegati

–  L’idea è questa: base nemica. Uccidere tutti. Prendere i loro mezzi e tornare a casa. Nel frattempo i più gravi verranno caricati sulla vostra navicella così saranno in salvo

Io e i miei compagni ci guardiamo sbigottiti. E’ Mattia a parlare per primo:

– Cioè il tuo piano è questo? Ammazzerai tutti! Davvero preferisci fare così piuttosto che chiedere alla Zona Letale?

– Non voglio chiedere aiuto a chi ci ha rovinato la vita, davvero tu dai loro corda?

– No, ma di certo non possiamo rischiare così tanto, abbiamo bisogno di rinforzi!

– Mattia ha ragione, pensaci bene – intervengo – alla fine se vi danno i viveri dovrebbero inviarvi altre navi, finché servite per spiare i nemici loro faranno tutto quello che gli chiederete

Mio fratello mi fissa per un po’ di secondi e si consulta con altri, poi si volta verso di me

– Non so come ho fatto senza la mia sorellina

Dieci giorni dopo

La Zona Letale ci ha inviato altre 40 navicelle + una quantità industriale di teli invisibili per poterli coprire nel frattempo. I più feriti sono stati già imbarcati, ma non partiranno finché noi non entreremo nella base nemica perché altrimenti verrebbero fatti esplodere in aria. Io e un bel gruppo compreso Nicolas stiamo andando verso la base nemica, ed è proprio quando siamo davanti alla struttura di metallo che il microchip di mio fratello suona. E’ Colton.

– Nicolas? Ho appena chiuso le navi per i feriti. Voi dove siete?

– Davanti all’ingresso

Ho paura, ma non c’è più tempo per i rimpianti.

– Forza! E’ il momento – esclama poi al gruppo

Entriamo nella base.

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31 Commenti

  1. Dopo un anno ritorno con l’ultimo capitolo.
    No, non sono la reincarnazione femminile di George RR Martin e sì, non ho più pubblicato l’ultimo capitolo perché non riuscivo più ad accedere sul mio account non so perché.
    Questa storia l’avevo iniziata a settembre 2014 e l’ho conclusa solo ora (scusate vi giuro che non capiterà più!!!)
    Sono in procinto di fare la seconda parte, come potete vedere molte sono le cose lasciate in sospeso e tutto sarà risolto nella seconda parte, magari anche una terza chi lo sa (non sogniamo troppo).
    Spero di non avere altri problemi di questo tipo, questa storia è stata molto traviata e mi dispiace molto.
    Spero possiate perdonarmi e spero che vi piaccia e che continuerete a seguire la seconda parte.

    • Certo! Allora non so da che punto intendi dire quindi parto dal capitolo 6 (che è da dove per molti mesi non ho pubblicato) in pratica Luna è rimasta per cinque mesi alla base dei combattenti insieme agli altri, nel frattempo Colton, il ragazzo che si scopre essere stato amico del fratello della ragazza, spiega dal suo punto di vista quello che è successo a lui cinque anni prima e come mai Nicolas non è alla zona letale come anche altri combattenti dispersi: praticamente durante un attacco alla base nemica su Ade alla quale partecipano Colton , Nicolas e altri ragazzi questi vengono scoperti dai nemici e vengono catturati tutti a parte Colton che, dopo essere svenuto, si risveglia alla zona letale. Qui scoprirà che oltre a tutto quello che è successo egli ha anche preso le sembianze dell’amico Nicolas (cause ancora a noi ignote, probabilmente sono stati i nemici con un siero). Alla fine però si scopre che Nicolas riesce a comunicare con lui attraverso un microfono/microchip che il primo aveva preso dalla base dei combattenti. Com ciò entrambi si riescono a sentire ogni tanto. Nel frattempo, ritornando al tempo presente, Luna spiega che vuole andare su Ade per trovare il fratello e di avere un piano grazie proprio a Colton. Tutti decidono di andare meno Kevin che, dato che sta perdendo la memoria, preferisce non rischiare di peggiorare, ma tuttavia decide comunque di tenersi in contatto con loro da casa. Dopo aver trovato una navicella nel campo 12 quindi la squadra parte.

  2. Hai per caso preso spunto da Hunger Games?
    Comunque è una storia molto interessante, ti consiglio solo di non cadere in errore rifacendoti troppo ad Hunger Games! Sono sicura che la mia è solo un’impressione! Sorprendimi nel continuo, mi raccomando!
    P.S. scelgo di piú sul passato di Luna!
    P.P.S. se ti va mi farebbe piacere se passassi a leggere anche la mia di storia! Grazie, un bacio :*

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