COM’E’ BELLA PARIGI DI NOTTE

Il Cacciatore

Era da poco spuntata l’alba, e i caldi raggi del sole primaverile illuminavano le vie di Parigi scacciando il freddo della notte. La vita riprendeva la sua vivacità, i negozi riaprivano, e le strade presto si affollarono di gente. Era una bellezza assistere a quell’esplosione di vita con i propri occhi, in una città così straordinaria da poter benissimo entrare in una leggenda. E la cattedrale, la magnifica Cattedrale di Notre-Dame, era qualcosa di assolutamente stupefacente. Per anni Alessandro aveva sognato di poter vedere dal vivo una simile bellezza, una tale opera d’arte, e ora il suo sogno si era finalmente realizzato.

Peccato che il suo non fosse un viaggio di piacere.

Sorseggiò il caffé, fin troppo dolce per i suoi gusti, e rimise sul tavolo la tazzina di fine ceramica. Mordendosi nervosamente l’interno della guancia, contemplò la facciata principale della gigantesca cattedrale. Un gruppo di fedeli si stava già accalcando davanti al portone d’ingresso, e pareva che avessero una gran fretta di entrare. Quanto avrebbe voluto andare con loro….

Un cameriere con un elegante completo nero si avvicinò al suo tavolo e lo distolse dai suoi pensieri.

-Desiderate qualcos’altro, Monsieur?-

Alessando distolse lo sguardo dalla cattedrale e si volse verso di lui. Era un elegante uomo con ordinati capelli neri, tirati all’indietro, e un viso pacato e rispettoso. Era molto difficile dedurne l’età, ma Alessandro sospettò che fosse sui quaranta.

-No, grazie.- Rispose, in un Francese pressocché perfetto, congedandolo con un cenno. L’idea gli venne mentre ritornava a guardare la grande chiesa, così si volse di scatto mentre l’uomo rientrava nel delizioso locale. Gentilemente, nascondendo l’impazienza nella voce, lo chiamò e lui ritornò al suo tavolo.

-Desiderate quindi?-

-Soltanto qualche minuto del vostro tempo.- Rispose Alessandro. -Permettete?-

Il cameriere alzò le sopracciglia, visibilmente stupito da quella richiesta. Si voltò verso l’entrata del piccolo bar e, vedendo che i clienti erano assai ridotti quella mattina, disse.

-Vi posso concedere solo pochi minuti, Monsieur.-

-Vanno benissimo. Accomodatevi.- Disse Alessandro con un sorriso, indicando una sedia davanti a se.

Il cameriere si sedette, leggermente circospetto. Evidentemente, non era abituato a simili richieste, quindi attese.

-Da quanto tempo lavorate in questo locale, Monsieur…?- Chiese Alessandro.

-Ivan, signore.- Continuò lui.

Alessandrò alzò appena le sopracciglia. Strano nome per un cameriere francese.

-Ivan.- Ripeté segnandosi il nome su un foglio che aveva estratto e aspettando che l’uomo rispondesse alla prima, vera domanda. Vedendo che non accennava a parlare, si ripeté.

-Sono qui da quasi venti anni, Monsieur.- Rispose allora lui.

-Vent’anni, bene. Quindi, immagino che abbiate sentito parlare di quello che succede da qualche mese a questa parte, nei pressi di Notre-Dame, vero?-

Il cameriere inarcò leggermente le sopracciglia.

-Vi state riferendo agli omicidi, Monsieur?-

-Se vogliamo chiamarli tali, si. Mi stò riferendo proprio a quelli.-

-Ebbene, credo che gran poche persone in tutta Parigi non conoscano la faccenda. Io non sono tra quelle.-

Con un sorriso impercettibile, Alessandro comprese di aver fatto centro, e si fece più incalzante. Sebbene con una certa diffidenza, il cameriere accettò di rispondere a tutte le domande che lui gli fece e, in poco più di dieci minuti, riuscì a confermare gran parte delle dicerie che aveva sentito sull’argomento. Cinquanta cadaveri, per lo più uomini ma anche qualche donna, erano stati ritrovati all’interno o nei pressi della Cattedrale di Notre-Dame. Un caso di violenza spaventosa, che la polizia parigina non sembrava in grado di risolvere. Tutti i cadaveri appartenevano a criminali e assassini, gente della peggior specie, e molti iniziavano a pensare a qualche giustiziere notturno che si aggirava nella città. Anche Ivan la pensava così. Ma Alessandro non era stato mandato a Parigi dal Vaticano per risolvere un semplice caso di giustizia privata.

Congendando cortesemente il cameriere, e ringraziandolo per il suo tempo, Alessandro tornò a fissare la Cattedrale. Principalmente era interessato a contemplare il tetto, dove stavano appollaiati una decina di Gargoyle. Uno in particolare attirava la sua attenzione, il più maestoso. Si portò la tazza di caffé alle labbra, e imprecò sottovoce nel constatare che la bevanda era ormai diventata fredda e imbevibile. Rimise la tazzina sul tavolo e guardò in alto.

Da tre giorni osservava il tetto della Cattedrale, e da tre giorni quel gigantesco Gargoyle cambiava posizione.

Notte… Finalmente…

Occhi bianchi saettano nell’oscurità. Nessun timore. Troppo simili a stelle per destare sospetto. Lentamente scendono, soffermandosi su Parvis Notre-Dame.

Ohh… Chi sei tu, che mi osservavi così assiduamente da quella sedia… Sei curioso? …Siii… Posso sentire la tua impazienza fin da quii… E’ interessante il tuo viso, non credo di averlo mai visto… Siii… Molto interessante…

Il giorno dopo, per Alessandro ci sono delle novità. La sua caccia ha inizio, ma ci sono molti modi per trovare un assassino...

  • Un nuovo cadavere viene ritrovato a Parvis Notre-Dame, esattamente davanti al locale dove Alessandro è solito andare. (75%)
    75
  • La polizia potrebbe avere qualche informazione in più per lui. Qualcosa di diverso da delle semplici "chiacchiere" (8%)
    8
  • Qualcuno potrebbe sapere qualcosa di più su quei Gargoyle, e magari potrebbe anche farglieli vedere più da vicino. (17%)
    17
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104 Commenti

  • “Alessandro comprese di aver fatto centro, e si fece più incalzante” perché ha fatto centro? “Alessandro non era stato mandato a Parigi dal Vaticano per risolvere un semplice caso di giustizia privata.” qui si vede che l’autore vuole informare il lettore che Alessandro è stato inviato dal Vaticano. “lunghissimo corridoio centrale” quanto lungo? “imponenti colonne” quanto imponenti? “Lo stupore… un ché di divino.” difficile che il protagonista si stupisca di Notre Dame se lavora per il Vaticano. A meno che non sia mai entrato nella Basilica di San Pietro, che ha una navata centrale lunga tre volte e larga il doppio (180 vs 60 di lunghezza e 26 vs 12 di larghezza). Ma non è specificato se Alessandro sia mai stato a San Pietro o in qualche altra chiesa, quindi lo “stupore” a me sembra immotivato. “lungo corridoio” una cosa è un corridoio (di una casa) un’altra è la navata di una chiesa. Mi sembra strano che il protagonista non conosca il termine “navata”. “Dall’abito molto spartano” spartano in che senso? E’ un monaco, ha un abito bianco, porpora? Possibile che il protagonista non riconosca la gerarchia ecclesiastica dal tipo di abito? E se non la riconosce, perché? Magari quella francese è diversa da quella vaticana? “Aveva detto l’uomo, che si chiamava Bernard, con un misto di preoccupazione e paura.” qui sembra che l’uomo si chiamava Bernard con un misto di preoccupazione e paura. Sono ignorante, ma i Gargoyle si “acquistano”? O è un lavoro su sommissione a degli artigiani? “-Solo un ultima cosa, se il vous plait.- Disse.” all’inizio c’era scritto “-No, grazie.- Rispose, in un Francese pressocché perfetto”: o scrivevi anche “No, merci” prima, o “Solo un’ultima cosa, per piacere”. “era spaventosamente affascinante” qui sta raccontando. “le tombe si succedevano le une con le altre in un ordine casuale e allo stesso tempo straordinario” perché un ordine casuale dovrebbe essere straordinario? “molto sconvenienti” non mi piace. “Il suo passo aumentò progressivamente di velocità” di velocità è pleonastico. “lentezza impressionante” non da l’immagine visiva di quanto sia lento. E’ un aggettivo che andrebbe tolto dalle descrizioni, perché il lettore deve essere impressionato dalle immagini che l’autore fornisce. Se l’autore dice al lettore di impressionarsi, questo non lo farà. “dal quale spuntavano i denti più spaventosi che Ivan avesse mai visto” non sto immaginando nessun tipo di dente (è raccontato). “La sua mente assente, come immersa nell’olio, fu lenta a rispondere”. se qualcosa lo immergi nell’olio è più lento a rispondere? l’olio fa più attrito, ok, ma non è una bella metafora. “Non videro nulla, ma nemmeno a Ivan sfuggì l’ombra che si mosse rapida dietro alle statue e alle lapidi.” se vede un ombra, anche con la cosa dell’occhio, vede comunque qualcosa. “entrambi sentivano i suoi occhi fissarli.” come si fa a “sentire” (nel senso di ‘feel’) degli occhi che ti fissano? E’ una sensazione, ma dovrebbe rimanere tale. “Era qualcosa che non poteva essere ignorato” ma va? stanno per morire! etc etc

    • Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah (respiro profondo) Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah (altro respiro) ahahahahahahah… Finalmente! Sai? E’ da quando ho scorto il tuo commento alla storia del buon Giger, che ti sto aspettando. In realtà attendevo un commento come questo da anni, ma va bene lo stesso. E io che mi consideravo molto critico! Che gioia! 😀 😀 😀
      Ora, cercherò di spiegarti con calma tutti i punti/frasi che hai citato (è un peccato che ti sei fermato, vorrei sapere cos’altro hai trovato che non va), mi sono fatto una lista appena ho notato le “dimensioni” del tuo commento:
      -“Fatto centro”= ho usato questa scelta stilistica per mancanza di caratteri. In genere, prima di pubblicare un testo sul sito, lo scrivo su Word e poi faccio copia-incolla. In origine la scena era più lunga, e siccome non avevo abbastanza spazio ho riassunto qualcosa come una facciata in due parole. QUESTE, due parole. E anche se non sono le migliori, a mio avviso rendono chiara la scena.
      -“Quanto lungo”= Davvero? Pensi forse che io venga a scrivere i metri di una navata/corridoio (aspetta, adesso arrivo anche a questo)? Davvero? Spero tu stia scherzando.
      -“Quanto imponenti”= Fai copia incolla della spiegazione precedente.
      -“Stupore… divino”= Cara la mia BBBBella Ciolla BBBBella, il buon Alessandro non ha mai visto Notre Dame de Paris (pensavo di averlo fatto capire tipo nel primo capitolo, mi sbagliavo) ANCHE se lavora per il Vaticano. Grazie della dritta sulla Basilica di San Pietro, erano cose che non sapevo dato che sono molto ignorante (non sono sarcastico), ma comunque la Cattedrale di N.D., almeno per me, è un luogo importante e di grande fama, e ho voluto che anche il mio caro Alessandro si stupisse nel vederla dall’interno, dal vivo, in prima persona (devo essere più preciso?). Bene.
      -“Navata”= ho scelto il termine “corridoio” perché non conoscevo il termine “navata”. Si, sono molto ignorante in materia.
      -Spartano= ho scelto questo termine perché nel mio immaginario mi riporta a pensare al “povero”, al “semplice”. Il personaggio infatti è vestito con una tunica scuro-marrone tipo da monaco. E non è il parroco, forse hai confuso il senso della frase (Dall’abito molto spartano che l’uomo indossava, era IMprobabile che fosse il Parroco). Scusa se non ho precisato queste cose, avevo altro di più importante da scrivere.
      -“Aveva detto l’uomo, che si chiamava Bernard, con un misto di preoccupazione e paura”= le due virgole, cara la mia BBBBellissima Ciolla BBBBellissima, servono a mettere su un secondo piano ciò che viene scritto in mezzo. La frase intera sarebbe: Aveva detto l’uomo con un misto di preoccupazione e paura. Il “che si chiamava Bernard” è un aggiunta che ho fatto per dargli un nome. E l’ho messa li… perché si.
      -“Gargoylle”= mi sono chiesto anche io, all’inizio, se sono cose che si ordinano, si comprano, si rubano, ecc… E siccome non avevo nessuna voglia di andare a vedere, ho deciso che nella mia storia il Parroco se li è fatti inviare da qualche parte. Punto.
      -“se il vous plait”= ho voluto mettere qualche parola in francese ogni tanto per sfizio, perché lo trovavo più figo. Preferivi che mettessi tutto in francese? Beato te che lo capisci. Tutto in italiano? Che noia.
      -“Ordine straordinario”= Si, l’aggettivo “straordinario” non piace neanche a me, ma non sapevo cosa metterci in alternativa quindi ho fatto il pigro. E comunque, se io visitassi un cimitero come quello, lo considererei in ogni caso straordinario. Che sia in ordine o no. E i miei sentimenti si rispecchiano su Alessandro. Non ti piace? Peccato.
      -“Molto sconveniente”= Non ti piace? Pazienza, perché a me paice tantissimo.
      -“Lentezza impressionante”= Come il precedente “straordinario”, non piace neanche a me questo “impressionante”. Però non sapevo con cos’altro sostituirlo, quindi anche qua ho fatto il pigro. E spero sinceramente che tu non l’abbia visto come un ordine. Ti pare che sono messo così male da ordinare al lettore quali sentimenti deve provare leggendo le mie righe? Mi deludi…
      -“Denti”= non ti piace la descrizione? Non ti da alcuna immagine? Peccato.
      -“Olio”= Ricopia la spiegazione precedente.
      -“Ombra/e”= I due hanno la sensazione di vedere qualcosa che si muove veloce tra le tombe, ma non sono sicuri di cosa sia e meglio ancora di dove sia. Il termine “ombra” l’ho messo perché mi sembra che riassuma la scena. E mi sembra anche che dia una bella immagine. Non ti piace? Non mi dispiace neanche più di tanto.
      -“entrambi sentivano i suoi occhi fissarli”= sono contento che tu non ti sia mai sentito osservato (è l’unica spiegazione che riesco a darmi per la domanda che mi hai fatto). Lo senti quando qualcuno ti osserva, in questo caso ti fissa. Credo sia riconducibile a quella cosa che molti chiamano “Sesto senso”.
      -“ignorato”= questa è una scelta stilistica. Si, è ovvio che non possano ignorare una cosa come quella, ma l’ho messo lo stesso per dare spessore alla scena.

      Sperando di essere stato abbastanza esauriente sui motivi che mi hanno portato a scrivere quello che non ti è piaciuto, adesso c’è una mia piccola nota personale.
      Prestaci ancora più attenzione.
      Ragazzino, hai solo 23 anni ma critichi come un vecchio di ottanta. Sei anche nuovo, ma pensavo che avessi già notato che i testi su questo sito hanno un limite di caratteri, e che quindi NON SI PUO’ descrivere tutto. Deduco che non hai il senso del riassunto. Ti ricordo inoltre che non sei tu l’autore del testo. Abbi l’accortezza di considerare che l’autore non ha i tuoi stessi gusti lessicali, che non sceglie i termini che sceglieresti tu e che ha una visione della storia diversa. Lui ha scritto il racconto, LUI sa quali sentimenti stanno bene ai personaggi che LUI ha creato, e sempre LUI ha un idea in testa che a fatica riesce a mettere per iscritto. Una fatica che fai anche tu, e da come scrivi deduco che ne sai ancora poco di come trasmettere le immagini in lettere. Ti faccio notare che se io adottassi lo stesso tuo spirito critico, e commentassi la tua storia, non troverei UNA parola che va bene. Ho accettato di buon garbo e con molto rispetto le tue osservazioni, nonostante queste parole non lo diano a vedere, ma lascia che ti dica un’ultima cosa: simili critiche le accetterei da un autore che mi supera di tre spanne in quanto bravura, non da un neofito come te. Abbassa leggermente la crestina, ragazzo. Non sei il migliore del circondario, e nemmeno il peggiore. Forse stai in mezzo. Comportati come tale.

        • Se sei pigro nel cercare informazioni sull’universo che stai descrivendo (sia quello Ecclesiastico della seconda metà novecento, sia quello dell’Inghilterra vittoriana di fine ottocento, sia l’Abissinia nel 1937, sia la sottocultura Straight edge nei primi anni ottanta, sia quella di Wall Street negli anni novanta) il risultato sarà pessimo. Il romanzo risulterà molto meno verosimile e potresti anche beccare il lettore che sappia che stai scrivendo delle cose di cui non sei informato.

          Comunque se non hai mai letto assolutamente nulla su come scrivere, potresti iniziare da questo semplice articolo su Wikipedia. Ti farà capire perché, ad esempio, la descrizione sui denti è completamente sbagliata:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Show,_don't_tell

        • Non ho alcun dubbio a riguardo, infatti anche le mie spiegazioni sono vere e banali… per me. Le cose che hai sottolineato nella mia storia sono piccolezze stilistiche che ho lasciato sia per mancanza di attenzione, che per mancanza di caratteri, che per scarso interesse nello specificare. Cose così banali e di scarsa importanza che ho lasciato li. Come ho già detto, in questo sito non si può descrivere tutto, e dato che non ho nessuna intenzione di perdere caratteri per specificare cose che non è necessario specificare, vado avanti con la trama. In ogni caso, ho comunque risposto a tutte le tue osservazioni, spero di essere esauriente a riguardo. Se hai domande, sono qui apposta. E, prima che tu me lo chieda, non so quanti sono i peli della barba di Alessandro. Mi sembra che sia una cosa che al lettore importiamo poco.

          • Si, scrivo da molto tempo e conosco la tecnica di cui Wikipedia parla. Attenzione però, che tu stai parlando con una persona che sceglie a suo piacimento lo stile da adottare per il suo “romanzo” (qui sul sito non è possibile scrivere un romanzo). Io ho provato lo stile che mi hai accusato di non conoscere in più di qualche occasione, e lascia che ti dica che, oltre ad essere molto difficile da attuare, è anche poco piacevole per lo scrittore. Almeno per me. Io scrivo secondo emozione, non secondo regole stilistiche. Mi danno noia. Al massimo, fondo due stili diversi che mi piacciono e ne esce comunque un testo scorrevole e piacevole. Se, però, non credi alle mie parole e pensi che io sia ignorante (in alcuni casi hai ragione, lo ammetto), vorrei il tuo permesso di commentare il tuo prossimo capitolo secondo quello che mi sembra essere il Tuo giudizio.

  • Alleluja fratello, finalmente torni a scrivere!

    Dopo aver insistito fino allo sfinimento pubblichi e cavoli, che bel capitolo!

    Spero che questo non sia il canto del cigno ma un nuovo passo, che porterà i tuoi passi di scrittore a ricongiungersi con il cammino intrapreso assieme qui su the incipit.

    Io sarò qui ad aspettarti fratello, pronto a ri iniziare assieme questo cammino, condividendo successi e dolori. Assieme, condividendo lo zaino della fantasia, pronto a giungere con te la nostra meta, l’orizzonte.

    E nonostante ogni passo fatto, sappiamo bene che il nostro obiettivo si allontana di conseguenza, ma sono certo che, come me, sai che è questo il nostro destino.

    Camminare verso una meta irraggiungibile, cge però proprio per questo ci sprona a continuare.

    Ben tornato fratello

    • Quanta poesia in un così semplice commento 😀 Devo ammettere che non é stato facile riprendere in mano questa storia, ho avuto un periodo di nera davvero pesante, e se non fosse stato per te l’intera storia sarebbe morta al sesto capitolo. Sono contento che ti sia piaciuto il racconto, e sono ancora più contento di avere un rompi maroni come te per amico 😀 Ti ringrazio davvero tanto, sia da parte mia che da parte di quel paraculato di Ivan che non riesco a far morire 😉

  • Ciao, allora, premetto che ancora mi pare un giallo dai tratti surreali, tuttavia leggendo la descrizione sono fiducioso e convinto che presto si svelerà l’orrore della vicenda. Devo dire che per il tipo di storia, il tuo racconto è scritto magistralmente, uno stile paratattico, frenetico, efficace, ansiogeno, che ben si confà al genere di storia che stai sviluppando. Non posso che complimentarmi con te, i 6 capitoli li ho letti tutti di fila, e mi congratulo con te non solo per lo stile, ma anche per le descrizioni, il clima creato. Ho anche molto apprezzato l’espressione “sentì il velo della morte coprirlo.”, molto indicativa del fatto che la morte sta per sopraggiungere. Sinceramente non sono riuscito a trovare per ora alcun difetto, o errore nel tuo scritto, nè dal punto di vista linguistico,stilistico o contenutistico, non mi capita spesso, e fra tutte le storie lette qui su TI la tua è una di quelle che più mi ha intrattenuto, e che continuerà a farlo secondo me.
    Che dire, i miei più sentiti complimenti, continua su questa strada, per ora non hai sbagliato in nulla, sei stato impeccabile, spero che tu continui così, bravo davvero!!
    A presto =)

    • Molte grazie, mi sento davvero onorato dei complimenti che mi hai fatto 🙂 Molte persone dicono che ho un ritmo lento, e che questo sia il difetto delle mie storie, e sono contento che tu non sia d’accordo 🙂 Sono dispiaciuto del fatto che ultimamente non pubblico più capitoli, il sesto risale a più di un mese fa, ma non riesco a scrivere più molto bene e mi manca l’ispirazione. La classica crisi dello scrittore. Per te e per tutti quelli che mi seguono, spero che questo periodo passi presto e non appena possibile la storia continuerà. Grazie ancora del commento positivo, e sono curioso di sapere come scrivi tu 🙂 Farò un salto sulla tua storia quando mi sarà possibile.
      Grazie ancora 🙂

      • Tranquillo, prenditi il tuo tempo, anche io sono sopraffatto dagli impegni, infatti avrei un’altra storia in mente da sviluppare, ma purtroppo sembra che sia destinata a rimanere un semplice spunto e nulla più, il tempo è tiranno! Dal mio racconto, se ti capita di leggerlo, non aspettarti nulla di mozzafiato, ho adottato uno stile, come ho scritto in altri commenti, che solitamente non uso. Prenditi il tuo tempo, alla prossima =)

      • Tranquillo, prenditi il tuo tempo, anche io sono sopraffatto dagli impegni, infatti avrei un’altra storia in mente da sviluppare, ma purtroppo sembra che sia destinata a rimanere un semplice spunto e nulla più, il tempo è tiranno! Dal mio racconto, se ti capita di leggerlo, non aspettarti nulla di mozzafiato, ho adottato uno stile, come ho scritto in altri commenti, che solitamente non uso. Prenditi il tuo tempo, alla prossima =)

  • Complimenti fratello, capitolo molto bello e il titolo…beh, diciamo che è stata una bella idea 😉

    Come sempre vedo che non ti mettono in Top 3 come meriti ma dai, sai benissimo come me che i grandi geni al loro esordio sono sempre stati mobbizzati, sti scrittori cani 😉

    Aspetto il prossimo capitolo trepidante, vediamo che ci spari la prossima volta.

  • Bel ritmo, ma non ho capito il comportamento di Alessandro alla fine. Perché puntare la pistola alla tempia di un gendarme se non vuoi complicarti la vita. Aspetto magari il prossimo capitolo per risolvere il dubbio.
    Per adesso, be, non abbiamo molta scelta, con le opzioni. Il gargoyle prende vita, e non è solo.

    • Lo ha fatto per sicurezza. Se non avesse bloccato Ivan, minacciandolo con la sua pistola, lui avrebbe fermato il suo atto di “vandalismo” all’istante rendendo tutto inutile. Purtroppo devo ridurre molto la storia all’essenziale, a causa del pochissimo spazio di manovra disponibile, quindi sono costretto a lasciare qualche buco qua e là anche se mi fa rabbia…

  • Dai su dai su dai su.

    Ti sei rimesso a scrivere eh, forcaiolo mascherato? 😉

    Allora, bel capitoletto il quarto, sto per il cadavere con la croce (dillo pure, “ma dai?”) perchè voglio vedere dove si arriva con sti omicidi. Ovviamente voglio sentire il prete sulla stria dei gargoille anche se l’idea di usarli come monito per i peccatori è intrigante, vedremo. Continua così uomo

  • Ok, questa dell’incutere timore attraverso le statue mi sembra interessante e funzionale alla storia. Ma non basta, eh! Voglio sapere se c’è dell’altro dietro l’acquisto dei Gargoyle. Attenderò il ritorno di Padre Gustave.
    L’opzione del cadavere mi intriga un sacco. Ma non capisco tale sorpresa, visto che Alessandro sa già dei molti omicidi. Che ci sia qualcosa di più? Vediamo.

  • Amo l’ambientazione! Mi dispiace nn sia un giallo. Ma spero che l’horror dia quanto meriti a questo racconto. Non vedo l’ora di leggere il nuovo episodio. E voglio sapere perché Monsignor Gustave avrebbe acquistato i Gargoyle.
    Seguo la storia! A presto!

  • Ero stata l’unica ad associare i Gargoylle a questa storia dall’inizio. Il capitolo è bello. Veramente. Ho notato segui solo gli horror. Questo mi dispiace, ho un bel capitolo ironico dal quale non sei passato che ti aspetta e puoi anche saltare i primi tre…Il mio argomento è surreale parlo di cattiveria ….. Chissà se te ne frega qualche cosa… Continua così…Bravo…La settimana di pausa tra un capitolo e l’altro è perfetta. Consente di farti leggere da chi non ti ha mai letto.

    • Guarda, per ora seguo solo il genere Horror perché stò cercando di capire quali argomenti trattano gli altri scrittori come me, e così cercare di dare un taglio interessante alla mia storia. Ho in mente di sperimentarmi in molti altri generi, ma finché non termino questa storia non mi “espongo” troppo. Devo farti le mie scuse, volevo andare a leggere il tuo racconto ma per una questione o per un altra non l’ho fatto. Rimedierò al più presto 🙂
      P.S: grazie comunque 🙂

  • Precisando che dopo il voto ho appurato che dei Gargoyle non gli frega niente a nessuno, eccomi a te. Bell’incipit. Scritto molto bene, mi sento nel giallo, sai non amo sbudellamenti pulp…Ma pare come vanno di moda i cani da queste parti così pure gli sbudellamenti hanno preso piede. Storia interessante, complimenti…Mi è piaciuta molto la scena tra il bar e la vista sulla cattedrale e l’indizio che assegna al personaggio il ruolo di investigatore mandato dal Vaticano. Bene. Ti sto seguendo. La mia storia scritta con molta impulsività nei primi capitoli riguarda fatti reali, che ho voluto ironizzare perché mi stanno finendo pure le lacrime. Mi sono scelta una storia molto tosta per il mio vissuto giornaliero (supererò ho una scorza durissima e chi m’ accire !). Detto questo mi auguro che farai riposare la storia, non ti mette a pubblicare un capitolo al giorno, leggi e fatti leggere ne vale la pena. Leggi i grandi, Locullo, Verturani, In divenire, Franzoso….. Insomma, leggi i geniali Giulio Peralta, e l’amico suo, Traud…. C’è parecchia roba buona e di livello. Un bacio ciao.

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