Diario di un vivo morente.

Dove eravamo rimasti?

Non immagini cosa ho visto amico mio! Fuori di qui c`è un uomo VIVO! Sta camminando sotto il granaio e sembra voglia entrare qui! Aspettiamo amico mio,silenti come ombre della notte...aspettiamo. E spegniamo la candela per sicurezza e teniamo l'ascia vicino a noi. (80%)

Primo Contatto

Dedicato a mio padre,colui che per primo mi ha portato nel mondo degli horror,tenendomi per mano e comprendomi gli occhi durante le scene brutte.

Cannibal Holocaust: a volte mi chiedo chi siano,i veri cannibali.

Berenzino, sotto il cartello di ingresso in città.

`Caro amico mio è accaduto. Ho ucciso. L’ho fatto per noi. Appena gettata la penna lontano da te ho soffiato sulla candela, e mi sono steso fra la paglia, la coperta a coprirmi come quando da bimbo avevo paura del temporale. Solo che stasera avevo con me l’ascia. Ho atteso. I passi dell’uomo erano lenti, pesanti come di chi non ha fretta. L’aria fredda era carica di paura. Non so se la mia o la sua. I passi si sono fatti più forti finché non si sono fermati. Era davanti alla porta del granaio. Immobile come una foglia d’inverno, attendevo. Sentivo il respiro di lui, ne percepivo la paura. E intanto il cuore mi martellata in petto tanto che credevo che lui lo sentisse. Da un momento all’altro avrei potuto morire. Vedevo già il mio sangue macchiare le tue pagine, in un suggello di morte perpetua. Ho atteso, i nervi inrigiditi dalla tensione, gli occhi socchiusi dal sudore. La porta si è aperta,piano, cigolando sulle imposte arrugginite. Aspettavo. Un fascio di luce ha innondato in granaio, costringendomi a chiudere gli occhi per alcuni istanti. Poi è entrato. Le canne di un fucile hanno annunciato il suo ingresso,poi la sua figura nera. Portava una torcia sulla fronte. Ad ogni passo il cuore si fermava e il sudore diveniva freddo, mi sembrava di avere mille coltelli sparsi sul mio corpo. Non respiravo, ogni fibra del mio corpo pregava che tutto ciò fosse un incubo. Invece mi sono resi conto di essere al mondo solo quando la luce mi ha investito. Attraverso la grezza lana intrecciata ho visto che lui mi guardava tesoro mio e lo so, si che sapeva che ero qui. Mi aspettavo di morire lì, disperso nel nulla, vittima di un gioco senza regole e arbitri. Aspettavo di morire, volevo urlare la mia disperazione quando la luce mi ha abbandonato. Con gli occhi sgranati ho seguiti la luce, il cuore ha iniziato a battere. Ho seguito con lo sguardo la luce, si stava avvicinando alle mie cose, ai vestiti messi ad asciugare, al mio fucile poggiato su una cassa, al mio zaino gettato in un angolo. Mi dava le spalle ma io so, so che  sorrideva il bastardo lo so, L’HO VISTO IL BASTARDO SORRIDERE  NELLA NOTTE E BEARSI DELLA MIA MORTE. Ma ciò non era la verità. Io sono vivo. E lui è cibo per gli zombie. Stronzo. Si è avvicinato ai miei abiti, aveva già allungato una mano per prenderli. Ma era troppo tardi. Quando ha sentito i miei passi e si è voltato la mia ascia già calava su di lui come quella del boia, ero divenuto giudice mandante e sicario assieme. Ha urlato di paura. Ed è lì che è accaduto il casino. Mentre la mia ascia calava su di lui colpendolo la spalla e penetrando a fondo, spezzando la spalla e il costato è riuscito a sparare un colpo. No tesoro mio. Non sono ferito. Ma ha sparato a quattro dita dal mio orecchio. Credevo di morire. Il mondo, già nero ai miei occhi, è divenuto rosso, rosso sangue e milioni di stelle si sono presentate di fronte a me mentre non sentivo più nulla. Solo un assordante e persistente fischio. Sono barcollato nel granaio cadendo  a terra, le mani sulle orecchie mentre qualcuno urlava. Io? Lui? Non saprò mai. Mentre la testa smetteva di esplodermi e le stelle tramontavano, ho guardato verso la luce. L’ascia era conficcata in lui, un lago di sangue ai miei piedi. La sua gamba si muoveva ancora, ultimo spasmo forse di vita. Ma mi sbagliavo ancora. Non so dirti amico mio il terrore che ho provato quando il tipo ha mosso leggermente la testa e la luce è tornata ad investirmi, facendo luccicare le canne del suo fucile puntate su me. E con la testa che girava e le orecchie che ancora fischiavano gli sono saltato addosso. Ho meglio sono scivolato nel suo sangue e gli sono atterato sopra. Non capivo nulla,la luce il fucile l’ascia il fischio il mio terrore e il suo si sono confusi dentro me. Ho tolto le mani dal suo collo quando le sue erano già fredde. Ho subito spento la luce della torcia e la notte ha preso di nuovo possesso del granaio. Solo stamattina ho visto il macello attorno a me. Di lui rimaneva solo lo scarpone. Il cadavere l’avevo buttato in strada. Qualcuno stanotte ha mangiati a sazietà visto il colore della strada. Ho guadagnato una torcia e un coltello da caccia oltre che il suo cannemozze. Con dentro un proiettile con sopra il mio nome.`

Berenzino,casa abbandonata. 

`Amico,tesoro mio,tu non sai che bello è poter stare comodamente seduti su un cesso in porcellana a mangiare bere e fare ciò che c’è da fare in bagno. Sono felicissimo, erano mesi che non stavo così comodo,davvero! La carta igienica presa fa il suo dovere,non vorrei dover usare uno dei tuoi preziosi fogli per certe cose eh! Hahah inoltre il tipo che era qui doveva esser un bel porco,è pieno di giornali americani con donnine interessanti. Non capisco i dialoghi ma pace!`

Pace. Che strana parola tesoro mio.Noi che strappiamo ogni giorno alla morte. Ma che cos'è? Un guaito di cane? Sparì? Cazzo succede qui?

  • Chi spara non è certo uno zombie. Devo esser cauto. A presto amico mio, vado a vedere alle finestre, attraverso le tende. (60%)
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  • Il cane abbaia! E gli spari continuano! Devo correre in strada a vedere! Ti racconterò tesoro mio. Spero. (40%)
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  • Non è nulla amico mio, torniami alle signorine e lasciamo perdere tutti per un po'. (0%)
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75 Commenti

  • Ottima storia !!! Io forse avrei preferito un altro finale, ma ci sta che sia la maggioranza a decidere. Ad essere pignoli, così come mi hai fatto notare tu nel mio racconto, come noterai se ti dovessi apprestare ad una attenta rilettura, (soprattutto dal quarto capitolo) ci sono parecchi refusi. Non sto a scendere nel dettaglio, sembrano per la maggior parte errori di battitura. Ma anche (ad esempio nella nota conclusiva) tante maiuscole mancate dopo un punto. Oppure “manzoni” scritto minuscolo. La parola Dio che alternativamente passa da minuscola a maiuscola. Insomma cose così che non inficiano di certo la caratura del racconto che confermo essere OTTIMO !

    • Ciao caro 🙂

      Beh, cosa posso dirti, hai perfettamente ragione su errori e disattenzioni varie durante questo testo. Mi ricordo che pubblicavo ogni 2/3 giorni tanta era la foga di completarlo, di vederlo finito.

      Sono però felice di vedere che questo racconto ti sia piaciuto, è stato il mio primo vero esperimento. E che dire, non è detto che prima o poi non ritorni su questi schermi 😉

  • Sì figliolo! Lo sai benissimo che non voglio mettermi nel piedistallo (Falso come diresti tu) ma ad ogni modo tranquillo. Ormai è il nostro modo di volerci bene. Quindi pigliami per il culo quanto vuoi tanto lo sai che la mia misantropia creatrice di offeseinogniformaepreseperquelposto invidiata non l’avrai non solo in questa vita ma neppure in quella successiva! 🙂 Ed anche se fosse, per mia (s)fortuna son coperto da copyright! 🙂

    Ad ogni modo mi è piaciuto il finale e la tua nota! Ti auguro sinceramente un sereno inizio ed una voglia di andare sempre più lontano per battere ogni record! Qua anche ma prima di tutto della madre fantasia (ed ecco il Carlo filosofico che fingi di non ascoltare, lo so, ma permettimi di farlo. Una volta tanto …).

    Sciauuu! 🙂

  • Ti odio Damiano….ti odio profondamente perché hai una bella storia e stai a corre come un forsennato. Non ho manco più ben chiaro che cane è Irina, sai quanto mi piacciono i cani e per questo devi per forza passare da me. Mi avevi lasciato con quel porco stupendo sullo stomaco, vomitato nottetempo… Poi scassi l’anima e ti metti a correre…ma lo vedi che non ce la facciamo a starti dietro, lo vedi o no? Poi dice che uno abbandona le storie pure quelle che gli piacciono…uff…. Dimmi che cane è Irina, non mi posso andare a rileggere i capitoli!

  • L’incipit è sicuramente interessante ma, in questo periodo in cui il genere horror e soprattutto il filone zombie è ampiamente battuto e non sempre purtroppo con buoni risultati, riuscirà SilentiUmbra a proporre qualcosa di veramente originale?
    Per adesso gli do la mia fiducia e continuerò a seguirlo.
    Concordo con quelli che mi hanno preceduto: la sottile pazzia nel rapporto protagonista-diario è veramente intrigante.

    • Grazie mille per il following cercherò di dovertire tutti voi. Devo darti ragione,il filone horror e zombie è stato ampiamente battuto e a volte pure snaturato. Come base io mi rifaccio principalmente al primo genere zombie dettato da Romero, dove il vero pericolo non era dettato solo dagli zombie ma più dalla società e ciò che rimane ma non voglio spingermi oltre per ora 🙂 grazie ancora per i complimenti per la sottile follia di Olex, vedrò di spiegare in futuro meglio questo suo tratto

  • Capitolo bellissimo, l’inizio e la parte sul porco e la mangiata, geniale. La pare pulp, lo sai sono di stomaco un poco delicato, ho fatto una faticaccia…. Il noir mi piace moltissimo, leggo Alan Poe….quindi…Ho problemi con certi ammazzamenti e sbudellamenti…Però, volevo dirti che non ascolti e questa è una cosa negativa. Il tuo amico ti ha detto di far riposare la storia. Le storie qui sopra devono riposare, tu corri mannaggia alla miseriaccia. Non dai il tempo ai lettori di conoscerti e di leggerti. Un vero peccato! Ora, controlla gli spazi, ci sono parole incollate alle virgole è un peccato dato che il racconto merita assai. Finale molto bello. Ovviamente, per il tipo di persona capirai che voglio gente viva da qualche parte. Ok. Vedi di ascoltare Carlo e chi ti segue non penalizzare questa storia. ciao ciao

    • Si so che la violenza non la apprezzi molto, ma il racconto essendo un survival horror necessita di intermezzi forti. Ti ringrazio per la parte del porco,scrivendola mi sono sbudellato dalle risate, per una volta in senso positivo. E non posso darti torto sul fatto che corro e in ciò erro, ma avevo necessità fisica di portare il racconto avanti, questa parte riposerà qui per una settimana buona,avevo giusto il bisogno di scrivere questa pagina per far meglio permeare lo stile del racconto. Prometto che seguirò i tuoi consigli.:) per la faccenda degli spazi lo so,non sono belli esteticamente ma mi ero ritrovato con 40 caratteri un surplus sul massimo consentito ed ho dovuto sistemare così.:)

  • Perché vi ostinate tutti con gli horror ? Insomma, sono contenta che non mi sono spaventata più di tanto fino ad adesso però, cavolo…. Ma che è va di moda l’horror…???? Insomma, l’incipit è bello e originale, per adesso ti seguo appena sbudellamenti e ammazzamenti vari compariranno forse mi perderai… Vediamo se procede per il meglio, si può fare paura pure senza fare schifo, in questo autori di horror vi sfido….

    • Ogni persona ha il suo particolare modo di scrivere,raccontarsi e raccontare. Chi come te apprezza la comicità (seguo il ruo racconto e lo trovo geniale nei modi in cui tratti il mobbing )chi come me apprezza più le tinte del nero. Ti avviso subito che io sono per uno stile ibrido,troverai si parti palp e violente ma pure zone in cui sorriderai e in cui ti commuoverai. L’importante è di non fare d’ogni erba una fascina ma apprezzare invece le sfaccettature del racconto con tutto ciò che ne consegue. Potrai disprezzare alcune parti ed altre apprezzarle ma ciò che conta di più è che la storia l,al fine, ti lasci di più di quanto avevi prima

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