Eredità

Dove eravamo rimasti?

Ovviamente non potranno lasciare la donna e l'infante soli nel bosco, che faranno quindi? Si dividono: Alma va al villaggio per la richiesta d'aiuto, Veronique prova a prendersi cura della donna (60%)

Gazza

Veronique sentiva il bisogno di far del male alla ragazza che intonava in loop quella canzone disturbante.

“Ma cosa hai messo nel caffè…”

La radio era nascosta chissà dove, le casse murate negli angoli dei soffitti emanavano in filodiffusione la stessa canzone da ore.

“… se c’è un veleno morirò, ma sarà dolce accanto a te…”

Il depravato senso dell’ironia di un maniaco. Ovunque si girasse, la giovane donna vedeva sue coetanee in un’ inquietante rappresentazione. 

Il vecchio edificio era quello che i giornali amano chiamare “ecomostri”. Un ambizioso progetto, finito malamente: costruire un albergo di lusso nel cuore di un bosco secolare. Le autorità avevano provveduto a far cessare i lavori e i cantieri erano stati smantellati, lasciandosi alle spalle lo scheletro del gigante.

La Gazza era un uomo semplice, quasi insignificante, come la moglie spesso teneva a precisare. Si sentiva abbandonato in un mondo arido e troppo spoglio.

Dopo il lavoro, si concedeva lunghe passeggiate nei boschi, solo. Fu così che scoprì quel gigante, abbandonato da decenni. Iniziò ad andare sempre con meno voglia al lavoro, preferiva evadere per rifugiarsi nel suo nido.

Iniziò a comprare qualche asse di legno, fare piccoli lavoretti e pian piano si costruì un intimo rifugio in quel vecchio progetto abbandonato. Niente di pretenzioso, a lui bastava solo poter costruire qualcosa che raccogliesse i suoi sogni.

Arrivarono anche le collezioni a decorare quel piccolo nido. Donne rapite e stordite con i farmaci. Per lui non era un problema procurarseli, l’apprensiva moglie “collezionava” barbiturici d’ogni tipo per cercare di calmarlo.

La Gazza aveva un’espressione priva di vita, piena di tristezza. Seduto contro un muro, le braccia abbandonate come ali spezzate. Al centro del petto un’ enorme voragine nera.

Veronique non era riuscita a controllarsi. Ci erano voluti mesi per stanarlo, il vecchio non abbandonava più il fatiscente palazzo. Dalla morte della moglie non aveva più motivo di tornare a casa.

Quando entrò nel palazzo vide che era stato arredato come una casa delle bambole, immaginò che l’uomo ci avesse speso tanti soldi per renderla così principesca. 

Era, a tutti gli effetti, una casa delle bambole. C’erano delle giovani donne vestite con elaborate stoffe e lo sguardo perso nel vuoto. Le bambole.

Veronique si portò subito le mani al viso, cercando di tamponare il tremendo fetore mischiato ai forti profumi da donna. 

Ogni stanza era una piccola, sfarzosa riproduzione di vita fittizia. C’erano una coppia di amiche intente a sorseggiare del caffè, immobilizzate su delle confortevoli poltroncine con fili di nylon. In un’altra stanza tre donne erano sedute su comode poltrone con libri poggiati sulle gambe.

Alcune erano morte da tempo: sotto il pesante trucco la pelle iniziava a marcire; altre invece erano inermi, intrappolate nel limbo della neurotossina.

Ne contò una decina prima di trovare l’uomo chino su letto. Adagiata sulle lenzuola di seta c’era una ragazzina poco più che dodicenne, seminuda. Un vestitino di un vivace giallo era conservato dentro un portabiti. Il vecchio sembrava tener cura dei suoi tesori, come una gazza con i suoi ninnoli, il vestito lo aveva fatto su misura lui stesso.

Poteva salvare almeno lei. Doveva tentare. Scaraventò l’uomo contro la parete, il cuore esplose nella cassa toracica.

Doveva impegnarsi, la vita di quella ragazzina dipendeva dalle sua abilità.

La piccola si amareggiò: non aveva nessun tipo di abilità mediche, cos’aveva in mente Alma? Perchè l’aveva lasciata sola con quelle donne?

Tornare indietro non fu un problema, erano ancora vicine a casa; bastò far venire l’alce che trascinasse il piccolo carro. Una volta tornate però Veronique si iniziò ad agitare, doveva medicarla altrimenti…

La donna aveva lottato, era piena di tagli che le facevano perdere troppo sangue. Alma si era fidata di lei, quindi cercò di impegnarsi al massimo.

Applicò numerose fasciature per fermare le emorragie. Sciacquò il viso incrostato di sporco e le tagliò il vestito ridotto a brandelli. Fu allora che notò che molto sangue veniva dalle ferite sulle gambe della donna. Sotto le unghie c’erano macchie e capelli. Aveva lottato. La figlia che con tanto coraggio aveva cercato di proteggere piangeva accanto a lei, come per darle la forza necessaria per un’ultima battaglia.

Quando sorse la luna ed il lago si illuminò, due occhi verdi si levarono al cielo per inseguire l’argentea figura, alla ricerca di conforto. Come un figlio che abbraccia la madre, Veronique abbracciò la luna per chiederle consiglio. La donna era sempre più calda e lei non sapeva come farle abbassare la febbre. La paffutella bambina che giocherellava con la sua treccia corvina era debole e fragile. Aveva bisogno della madre che stava morendo nel letto di Alma. Veronique  era disperata e delusa. Fu la prima volta che pianse davvero. 

Come avete scelto voi, Veronique si è "occupata" lei della donna ferita. (vi chiedo gentilmente di leggere il mio commento)

  • Vogliamo capire più cose sul potere di Veronique, chi è Alma? Cos'è per lei? (Ulteriore salto temporale su Alma, o ne sono troppi?) (20%)
    20
  • Saltiamo di qualche anno, a quando Veronique e Sauvenne vivevano nei boschi e parlaci del loro rapporto! (40%)
    40
  • Abbiamo visto quanto basta di "Veronique piccola", torna nel presente. Vogliamo la caccia! (40%)
    40
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196 Commenti

  • Ciao!
    Sono arrivata alla fine purtroppo senza poter giocare, ma ti dirò, da principiantissima quale sono, cerco sempre di dare consigli fin quanto posso, nel mio piccolo.
    Mi piace il tuo stile sicuramente, è molto ricco, e probabilmente hai dovuto tagliare descrizioni per farlo rientrare in questi piccoli 10 capitoli, si vede che curi benissimo le descrizioni in ogni dettaglio…
    Ad un certo punto nel mezzo dei capitoli, c’è stata una situazione di stallo, che poi è ripartita alla grande. Me ne rendo conto che arrivati ad un certo punto è difficile omettere tante cose sempre per il limite dei caratteri, purtroppo dobbiamo essere fin troppo coincisi qua =(
    Una fine non bella, di più, per linguaggio, (eredità svelata finalmente) e per le sensazioni che vuoi farci arrivare=)
    Al prossimo libro?

    • Grazie mille Martina per esser passata e le parole dolci, ti ringrazio sopratutto per l’empatia e la capacità di capirmi anche se attraverso un racconto.
      Non solo hai capito appieno le mie frustrazioni (non poter dire tutto) ma anche che a metà storia ho perso la voglia di continuarla perchè non la sentivo più “mia”.

      Il finale è tutta una questione a se, è strettamente correlato al finale del primo racconto “Misericordia” che è impostato nel medesimo modo.

      Spero di ritrovarti sotto la prossima storia 😉

  • Il finale è stato grandioso e sono contenta di averti letto fino alla fine. Così si fa, si insiste. Veramente bellissima storia, con un finale fantastico e un incipit meraviglioso. Qui ti sei superato. Poi dicono che….. lo sai ….
    Ti ho letto dal telefono renditi conto di quando amore ho per te….. Tripletta mi hai conquistato…Non scrivere altri Horror !

  • Bravo bravo bravo 🙂
    tutto logico e facile da comprendere, hai visto come rende bene? Sei stato bravo bravo bravo…ops, l’ho già detto.
    Le scene sono intense e ben mostrate, come sempre, ma questo è un finale perfetto. Emozionante.
    Grazie per questa bellissima storia N.

  • Complimenti, un finale bellissimo e – non ti arrabbiare – inaspettato. 🙂 Non ti credevo capace di tanto, invece devo ricredermi, sei stato capace di tanto, anche di più.
    Mi hai stupita. Difficile riuscire a sorprendere me, proprio ieri dicevo a Giorgia che io “sono impossibile” da impressionare, e stasera… ops… eccomi piacevolmente colpita da N.

    • Eh. Succede che sono un cretino.

      Il fatto è che ieri notte, poco prima della pubblicazione la pagina si è ricaricata, e ho “incollato” tutto. Avrei dovuto rileggerlo. Come ad esempio il “nella la” Che si legge ad un certo punto.

      Certe cose mi fanno venire i vermi allo stomaco.

  • Origini di Alma e come è nata Veronique.
    In questo episodio ci sono dei passaggi eccezionali: la fuga di Veronique, come quella di un predatore divenuto preda, il finale in cui lei si fa cadere nel vuoto generando un’esplosione di fuoco.
    Bravo. Peccato quei refusi che, se leggessi prima di pubblicare, potresti tranquillamente correggere 😛 ti seguirei su fb, se tu mi mandassi la pagina…

    • Grazie per i complimenti, il link dovrebbe essere nel mio profilo.

      Per quanto riguarda i refusi, vorrei che tu avessi ragione… sfortunatamente non solo ho letto ma ci ABBIAMO lavorato sopra per due ore abbondanti.

      Però sono un cretino e quando la pagina si è ricaricata ho INCOLLATO una versione COPIATA precedente alle correzioni, come puoi intuire dal commento di Startari MANCANO ADDIRITTURA FRASI.

      Non so se essere arrabbiato o avvilito dalla mia distrazione.
      La prossima storia col piffero che la pubblico alle 3 di notte ;(

  • Continua la tradizione del “capitolo 9^: NOVE” ed ovviamente ci sono i dovuti riferimenti.

    Nota per il lettore: Misericordia e Eredità sono 2/3 di una trilogia, l’ultimo (con un titolo provvisorio) sarà quasi certamente scritto su pdf che pubblicherò su FB perché poco si presta al gioco dei voti (gioco in cui faccio pena)

    Il prossimo progetto, sulla piattaforma quindi sarà qualcosa di diverso; e dovrà uscire il 14 Febbraio. Sarà un Rosa. Un piccolo esperimento personale, e mi servirà da “palestra” per esplorare un genere per me nuovo. (diciamo “alieno”)
    Spero mi seguiate anche nel prossimo viaggio, ovviamente ci sarà ancora il mio tocco… insano, quindi magari potrebbe piacere.. non so.

    Concludo ringraziandovi, di nuovo, ed invitandovi a mettere un like alla pagina FB “Nona Notte di Neve” per sapere altro.

    (e inoltre pensavo di integrarla al massimo con il nuovo “rosa”)

  • La descrizione della furia vendicativa di Veronique è molto ben realizzata,ho trovato molto convincente la brutalità del torturatore oltre che – come sempre – le descrizioni dei paesaggi che rendono la narrazione vivida e ricca.
    A questo punto della storia, penso che qualche chiarimento sull’eredità non ci farà male ^_^

  • Non perché non voglia darti dei suggerimenti ma, essendo arrivato quasi all’epilogo della storia, ritengo anch’io sarebbe necessario far chiarezza su questa Eredità.

    Nel testo ho trovato un po’ di refusi e di ripetizioni, tuttavia mi pare che tu abbia idee interessanti che non devi lasciar andare e provare a imbrigliare definitivamente per condurci e condurre i personaggi a una chiusa degna del bravo Enne.

  • A questo punto mi chiedo se ho capito. Ho tanti dubbi. Questo racconto si potrebbe chiamare “Donne che odiano gli uomini” esiste già purtroppo!
    Veronique è lesbica.
    Naomi ha una tinta fatta male (capelli turchesi) e dei tatuaggi sul decoltè. Oltre a essere stupida e confessare al fidanzato di aver fatto un p……. al professore dell’ospedale….
    Alma, non ho capito il suo personaggio.
    Per il resto nonostante gli sbalzi temporali il capitolo ha delle scene belle. Specie in Veronique felino e in lei amante.

    • Grazie di essere passata, quasi non ci speravo più…
      No, non è “donne che odiano gli uomini”, cerca di tener ben presente il titolo del “opera”. Ci lavoro molto sul titolo, cerco sempre quella parola (se ci fai caso è sempre stata un’unica parola, tranne una volta per una doppiaparola inglese) in modo che sia un primo segno di quanto leggerai. “Eredità” ancora non sapete di che genere di eredità si tratti, certo io non mi sono degnato di spiegarvela, ma Veronique non odia gli uomini, odia Questi uomini.
      Altro piccolo campanello. Questi uomini non hanno un nome. Solo un soprannome, piuttosto “antico” se vogliamo…

      Sì è gay.

      Le ragazze con le tinte colorate (azzurro, rosa, bianco) sono le suicide girl, googlale e probabilmente diverrai gay anche tu.

      Però sì volevo dipingere Naomi come una ragazza “semplice” che non capisce i mille ed intricati tabù dietro la sessualità. Nella sua mente facilmente “manipolabile” (che poi è una brutta parola) la delusione per un fallito esame poteva deludere maggiormente il fidanzato (che le pagava gli studi) più di qualunque altra cosa…. ovviamente sbagliava.

      Per Alma dovrai attendere il 10^ capitolo. E’ il mio asso nella manica (spero)

  • Ciao, vorrei che chiarissi il periodo in cui Veronique è rimasta sola con Sauvenne e il motivo per cui Alma si è assentata tanto tempo…cosa stava facendo nel villaggio? Cosa c’entra il dottore a cui è morto il primo figlio e sta per morire il secondo? Sicuramente ne hai parlato, ma a me è sfuggito ti chiedo scusa.
    Naomi è del presente, viene sfruttata sessualmente, dunque credo che Veronique si farà rileggere.
    Grazie per la nota a margine, ma in realtà non ho fatto niente perché non mi hai dato retta 😉 Mi piace la risposta col ringhio profondo, e Veronique che cammina in punta di piedi come un felino.

  • Scrivo una piccola nota per il prossimo capitolo (7^): Stando ai voti c’è una parità tra la caccia e il rapporto tra Sauvenne e la protagonista.
    Quando ho scritto l’opzione, sinceramente, pensavo di ambientarla a quando fossero bambini (più o meno dopo il capitolo di Halloween).
    Il fatto però è che essendo una pubblicazione a “puntate” e non qualcosa di leggibile “tutto d’un fiato” penso sia complicato ricordare ogni passaggio e ogni dettaglio.

    Quindi oltre a consigliarvi di rileggere tutto (considero di pubblicare ogni Venerdì ora che la storia si fa un pochino più “spinta”) credo che dovrò ribadire dei punti importanti. Detto questo, il prossimo capitolo (7^) si dividerà in due parti : Caccia ed il loro rapporto il seguente 8 riprenderà nel dettaglio la loro relazione più la conclusione di quella caccia.

    Grazie e “buona lettura”

    • nota a margine: Vorrei ringraziare due persone che mi hanno aiutato molto, Giorgia Muscas (che è inutile che vi dica chi sia).

      E Alessandra Startari che ha avuto il buon cuore di rileggere la storia prima dell’invio (e salvarvi dalle assurdità che ho scritto).

      Grazie a tutti gli altri che nello scorso capitolo mi hanno dato qualche suggerimento.

      PS. Gli uccelli hanno un piccolo simbolismo, vagamente collegabile a quello di Cinzia.
      ( Capitolo 5 de “Misericordia)

    • Forse non hai tutti i torti, potrei metterci un piccolo frammento del suo passato senza dover andare nel Passato…

      Per quanto riguarda il “un po’ caotica” hai assolutamente ragione. Ma io sono Caotico in qualunque cosa faccia (sfortunatamente). Dovrò lavorarci su.

    • Ciao, è la prima volta che ricevo un tuo commento (così mi pare) quindi ti ringrazio per essere passata…

      Tendo in effetti a far tornare tutti i tasselli al loro posto nell’ultimo capitolo, spero di riuscire a mantenere la tua attenzione viva

  • Voglio sapere di Veronique e Sauvenne.
    Ho letto il tuo commento: trovo che i salti temporali così frequenti a volte possano disturbare. Possono anche essere, come dici tu, un piacevole valzer, ma credo vadano dosati. In quest’ultimo capitolo, per esempio, vista la conclusione del precedente, mi aspettavo di leggere direttamente il continuo della situazione descritta, invece hai inserito in mezzo un ulteriore salto temporale. Forse era meglio invertire, così da dare una maggiore continuità.
    In ogni caso, la storia rimane molto interessante e i misteri non mancano! Attendo curioso il seguito! 🙂

    • La mia idea era quella di far intuire l’esito della vostra scelta trasmettendo le sue angosce nel curare un’altra ragazza.
      Non volevo dirvi direttamente che non ne è in grado, ma farvelo sentire sulla pelle… dici che risultava fastidioso?
      Vediamo come andranno i voti per quanto riguarda il prossimo capitolo (io sono euforico)

    • Volevo creare una sorta di parallelismo,… far capire al lettore che ha votato “male”. Veronique è più brava ad infliggere le ferite che non a curarle… volevo però evitare un capitolo che parlasse della sua goffagine con i feriti, cercarvi piuttosto di puntare i riflettori sull’ansia da prestazione che prova DAVANTI ad un ferito…

      Rilassata e spietata nell’infliggere. Impacciata e timorosa nel curare. Spero di esserci riuscito? Ditemelo voi.

      Per quanto riguarda Gazza, è solo un uomo semplice… forse il meno “cattivo”, isolato dal mondo troppo “Complicato” cerca di ricostruirne uno più ingenuo e puro: una casa delle bambole.

    • Diciamocelo sinceramente. I salti temporali sono di per se la base di questa “trilogia” (che deve svilupparsi, per ora ne sono due…ovviamente) ma “Eredità” nello specifico è molto più incline ad una storia frammentata.

      Misericordia si poteva, sommariamente dividere in “Prima” e “Dopo” l’incontro con l’arma.
      Eredità invece è la stessa Veronique a vivere un’avventura su più piani… messa in ordine cronologico sarebbe l’ennesima storia di “insegui qualcuno che ti ha fatto del male”… sperò però di non essere banale, e secondo me i “salti” sono un buon trucco… Sembrerò un buffo prestigiatore?

  • Ciao Tripletta! Sono in minoranza.
    Il capitolo è molto bello ma risulta a volte difficile da leggere… infatti quando fai lo sbalzo temporale La piccola si amareggiò: non aveva nessun tipo di abilità mediche, cos’aveva in mente Alma? Perché l’aveva lasciata sola con quelle donne? Non riuscivo a capire come e perché…. Ma questo sbalzo non può essere dalla filodiffusione degli anni 80 agli anni nostri. Stiamo parlando di quante generazioni? Io ne avevo capite solo due. Ora però mi pare che sia qualcosa prima…. Bho, il capitolo è bello e anche quello di prima. Errori di ortografia ne faccio più di te non sono nessuno per farti lezione.
    Avrei gradito una formattazione migliore, più “arieggiata”.

  • Devo riconoscere che sei un autore valido, sai raccontare. Anche questo episodio è pregno di sfumature che vanno colte e che si legano tra loro con sensibile abilità. Tuttavia a volte stento a comprendere alcune tue scelte, chiedendomi se siano casuali o pensate. Leggo “filodiffusione” e mi chiedo in che epoca siamo. Subito dopo però citi i giornali e gli “ecomostri” ( termine coniato nell’ultimo ventennio), per cui torno a chiedermi cosa accidenti c’entri la filodiffusione. 🙂 A parte questo, direi di entrare nel vivo della storia, nel presente, senza troppi salti temporali che, credi a me, confondono i lettori di The Incipit, per via degli episodi diradati nel tempo. Quindi voto per la CACCIA.

    • Per primissima cosa: Grazie.

      Ho pensato ai più moderni sistemi di filodiffusione, come nei centri commerciali, ovvero un insieme di casse collegate tra loro ad un unica radio (nascosta chissà dove). Ho scoperto grazie al tuo commento che ha un secondo significato il temine… (o magari il modo in cui l’ho utilizzato io è sbagliato?)
      Per questo appunto utilizzo pretesti musicali, il disco di Malika Ayane è veramente recente.

      Quindi preferiresti la Caccia? però tecnicamente ancora non sapete perché li “caccia”

  • Salve a tutti. Buon Anno.

    Ho parecchie cose da dirvi, spero di ricordamele tutte ed evitare mille commenti.

    Primissima cosa: Questo capitolo è il primo dopo “Dentifricio”, su Misericordia che scrivo senza l’anima pia che me lo rileggeva. Se doveste trovare errori, mi scuso e vi chiedo gentilmente di farmi la ramanzina. Sfortunatamente ci metto 2 orette per scrivere e 2 giorni per rileggere. (non ho il dono dell’autocorrrezione)

    Per Natale ho scritto una piccolissima storiellina mooolto lontana dalla trilogia che vedete qui su The Incipit. Cercatemi su FB ” Nona Notte di Neve”.

    Altro punto, la Musica. Ormai dilagano storie qui sulla piattaforma con colonne sonore consigliate, probabilmente molti di voi penseranno, giustamente, che è l’ennesima moda. Come tutte le mode stufano. Però per me è un piccolo stratagemma per farvi notare che parliamo di due secoli diversi. Spero abbiate colto l’idea.

    Sempre sulla questione dei salti temporali: ovviamente essendo la mia storia, per me è un piacevole valzer, cambierei più linee temporali, ma magari per molti di voi risulta uno stile troppo complesso da seguire… Che ne pensate? Vado bene così?

    Spero di aver detto tutto. RICORDATE… occhio agli errori, tengo molto alla critiche, penso servono a crescere… datemi quante più dritte potete.
    Per il resto, FB è un buon mezzo per comunicare, io mi chiamo “Tripla Enne.”

    Buone Feste e Buona Lettura.

  • Ti scopro solo oggi e ti devo fare davvero i miei complimenti: poche altre volte ho visto in un racconto della piattaforma, a mio giudizio, descrizioni altrettanto soavi ed eleganti, raffinate ma scorrevoli. Il tema della Vendetta (con la V maiuscola) mi interessa alquanto, perciò ti seguo sicuramente.
    Voto per far dividere Alma e Veronique.

    • Ti ringrazio per esser passato; in effetti se non avessi il pallino per i titoli composti da una sola parola avrei potuto intitolarlo “V for Veronique”, se capisci cosa intendo 😉

      Spero tu abbia la pazienza e l’interesse di recuperare “Misericordia”. Non sono direttamente collegati, ma gli elementi in comune li rendono due terzi della trilogia che vorrei pubblicare.

  • ” Alma aveva quegli occhi capaci di farti sentire piccolo e sperduto. ”
    questa frase è bellissima. Come lo è questo episodio. E’ sempre un piacere leggerti, Enne. Vorrei farlo più spesso, ma tu sei lento 🙂 dài, impegnati di più, facci leggere questa storia intrigante con più solerzia…

    per me Si dividono…

  • Dopo una lunga assenza finalmente Veronique torna! Fatemi sapere se il capitolo vi è piaciuto, se avete capito che tipo di bambina fosse.

    (nella versione extended c’era anche il passato di Alma, ma temevo vi confondesse troppo un ennesima linea temporale)

    • Sinceramente non so quanto possa definirsi “Horror”, io l’avrei messo sotto Thriller… come anche “Misericordia”, però su The Incipit non c’è come categoria…

      Comunque tra qualche mese considero di far partire un piccolo “esperimento” molto più horror 😉

  • Infanzia di Veronique.
    Però ti ho portato al 50 e 50, mi dispiace. Ma sono in tanti a dover ancora votare, sono certa che si sbloccherà presto, il risultato.
    Devo dire che sei molto abile con le descrizioni, a creare atmosfere, suggestoni. Magnetizzi il lettore, non c’è dubbio.
    Tuttavia trovo la tua scrittura a tratti confusionaria per via dell’uso ciclico che fai dei salti temporali. O non sai bene come gestirli, o non sai bene come gestire la consecutio temporum, devo ancora capirlo. Ma, per essere un esordiente, te la cavi bene. Bravo, Enne.

  • Enne,
    ho aperto il tuo racconto e la prima cosa che mi è saltata all’occhio è “Alessandra”, e per un attimo ho sobbalzato. Ahahahah, non sono abituata a leggere il mio nome in una storia, in genere si usano nomi corti, per praticità.
    Detto questo, sono tornata subito indietro per leggere il resto e sono rimasta colpita dal fatto che avevo dimenticato il tuo nome. Sì perché io ho seguito Misericordia, il pugnale dell’espiazione, certo, lo ricordo bene e l’ho trovato molto interessante. Leggevo persino commenti che ti venivano fatti per le scelte che avevi portato avanti e Ang, mi pare, ti aveva spiegato cose che aveva letto su quel pugnale. Insomma mi ero fatta una cultura sul tuo racconto, non so perché non l’ho associato a te… forse per via del nome – appunto – lungo e complicato per una stupida come me. Quindi è una trilogia, eh… bene. Vado a documentarmi nel dettaglio. A presto.
    Ti seguo, eh, se non si fosse capito. 🙂

    • ehh sono mortalmente offeso! io mi ricordavo bene di te;)

      Scherzi a parte, è normale che quando si leggano tanti commenti e tante storia sia complicato associarle a qualche utente. Spero che Eredità possa piacerti quanto Misericordia

      Immagino ti sia piaciuta, visto che mi segui… in caso contrario spero di migliorare

  • Mi sono reso conto di aver trascurato il commentare il nuovo capitolo.

    Quindi voglio chiedervi cosa ne pensate di quello che è successo dopo che Veronique ha aperto la porta.
    Ovviamente non vi spiegherò cosa intende per “Eredità” al 4^ capitolo… ma secondo voi cos’è?

    Infine… vi siete chiesti con che “criterio” uccido i personaggi in questo racconto?

    • In realtà i fili conduttori saranno via via sempre più spessi ed evidenti, come se fossero due visioni dello stesso mondo. Mi sento molto fiducioso, spero che “Eredità” possa avere lo stesso seguito che ha avuto “Misericordia”, e spero di riuscire a catturare le vostre attenzioni 😉

  • io avrei voluto sceglierle tutte, le opzioni!!!!ognuna di esse accende la mia voglia di sapere!!!!questo incipit mi ha colpito moltissimo; soltanto una settimana fa hai concluso il meraviglioso racconto di “Misericordia”, ma in questo capitolo ti sei veramente superato a mio parere, lo trovo ancora più coinvolgente, le descrizioni mi hanno fatto immaginare le scene, i particolari – ad esempio la sottile spallina di Veronique che cade – ….insomma, sono sempre più presa dal tuo stile e adesso da questa nuova storia…aspetto con impazienza di leggerti…a prestissimo…

  • Eredità sarà il “seguito spirituale” di Misericordia. Cambia la storia ed i protagonisti, ma molti saranno i punti in comune, e le discordanze.
    Nel primo c’era la calma, molte cose erano lente, “Eredità sarà più irrequieto e travolgente”.
    Dimenticate lo “sguardo perso nel vuoto”, sostituito dal “furore”

  • Finalmente un horror coi cazzi, scusate il termine. Io non amo la violenza ma qui, roba di donne mi è piaciuto un casino a quanti stronzi avrei maciullato le ossa…A qualcuno ho lasciato le mie cinque dita sulla faccia e una ginocchiata ai paesi bassi! Era ora! Cribbio, non ti volevo manco leggere! Complimentatissimi, scena efficace dall’inizio alla fine…Ora mi chiedo che cavolo sta facendo Veronique legata a un palo? Scritto molto bene, studiato, scorrevole…Aho, non so più cosa dirti, ti sto seguendo occhio è !

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