Il passato chiede sempre il suo conto

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Il Commissario convoca Verdini e il suo avvocato. (62%)

L’ora del caffè

Ore 14:15

Cresti era in attesa del quarto caffè della giornata davanti al distributore automatico. Si passò una mano sul cranio lucido. Il caso della piccola rapita gli stava togliendo il sonno. Aveva tanti indizi disseminati, ma non riusciva a trovare un filo unico che li legasse. Solo la sensazione che bisognava tornare indietro nel tempo.

“Capo, sono qui.”

Il Commissario ingurgitò quelle gocce di caffè amaro e si avviò verso il suo ufficio. Chiuse la porta con un tonfo tale da far sobbalzare Verdini e il suo avvocato.

“Commissario, vorremmo sapere come mai ci ha fatto precipitare qui, lasciando sola Clara e, soprattutto, perdendo il vostro tempo con noi.” esordì Santanicola.

Cresti non rispose alla provocazione. Il suo istinto era di tappare la bocca di quell’avvocato, ma represse lo stimolo.

“Signor Verdini chi sono i due uomini in questa foto?” chiese, andando dritto al punto.

Marcello esaminò la foto e riconobbe lui e Claudio.

“Siamo io e Claudio, Commissario. Ma è una foto di tanti anni fa.”

“Potrebbe stabilire la data?”

“Dovrebbe essere il 1991, l’anno del diploma. L’auto alle nostre spalle fu il regalo dei miei genitori per la maturità.”

“Mmmm!” 

“Continuo a non capire.”

“Verdini, questa foto ci è stata fatta ritrovare da una donna. Supponiamo la stessa del telefono. Conosce lei, conosce la sua famiglia, ha rapito sua figlia, ha una foto vostra…”

“Commissario, ma noi non riusciamo a capire chi possa essere stato. Se avessimo il minimo dubbio glielo diremmo subito.”

“Verdini lei abitava a Corso Vittorio Emanuele, n. 47?”

Marcello annuì.

E lo sguardo vagò.

1991

Don’t you cry tonight , I still love you baby, don’t you cry tonight.

Cantavano i Guns N’ Roses.

Due mani che si stringevano, un bacio lungo, la musica in sottofondo. Una carezza, la mano che scendeva lungo la schiena, sul fianco.

Due occhi che guardavano, spiavano.

Non piangere bambina…

Altre mani che si mescolavano alle mani, la testa che girava, le lacrime bagnare le guance…

Don’t you cry …

Oggi

Verdini si riscosse. “Sì, era la casa dei miei genitori.”

“Lei, avvocato, dove abitava?”

“Io in via G. Matteotti, un 5 minuti a piedi dalla vecchia abitazione di Marcello!”

“Signori, non vi viene in mente nulla di quel periodo?”

“No!” strinse le mani, Marcello.

“Beh, signori qualcosa deve pur esserci.”

“Commissario, il Signor Verdini è visibilmente provato. Se non ha altre domande, preferiremmo andare via e raggiungere Clara.”

Cresti incrociò lo sguardo di Gloria.

“Va bene, andate pure… Per ora!”

*

“Marcello cerca di stare più tranquillo.”

“Cazzo, mi dici come faccio? Non ci sto capendo nulla. Giselle rapita, quel Commissario sembra avercela con me. Il passato.”

“Marcello, calmati. Ho capito a cosa stai pensando, ma penso che non c’entri assolutamente nulla. Poi, fu un gioco innocuo, quindi, non vedo cosa possa preoccuparti!”

*

“Capo, ho fatto un giro di telefonate tra gli amici del liceo di Verdini. Lo ricordano tutti come un tipo spigliato, intelligente, ma tranquillo. Mentre di Santanicola il commento più generoso è stato ‘perfido squalo’. “

“Solo questo?”

“No. Una cosa interessante c’è. Prima della maturità, Verdini cominciò a fare coppia fissa con una certa Eleonora, detta Lena. Un paio d’anni più piccola. Nessuno ricordava il cognome della ragazza. Ma hanno tutti confermato che dopo l’estate Lena non la vide più nessuno. Vuoi che faccia delle ricerche?”

“Sì. Trovami questa Lena. Voglio parlarle.”

Cresti si alzò e si avviò alla macchinetta delle bevande.

Ore 16. Quinto caffè.

Alla fine della giornata mancava ancora parecchio. Per Cresti ci sarebbe stata un’altra notte in bianco.

Come continuiamo?

  • Accolgo vostri suggerimenti. (11%)
    11
  • Spostandoci sulla donna (68%)
    68
  • Con le indagini e qualche flashback (21%)
    21
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149 Commenti

  • Solo Giselle, ma sono in estrema minoranza.
    Se posso, ho qualche perplessità non sui fatti descritti, ma sulla fretta con cui sono stati riportati, compreso l’assurdo ruolo della madre.
    Forse questi ricordi avrebbero meritato uno/due capitoli in più magari segmentati con la vicenda centrale
    Marcello sembra – ed è un pregio di coerenza della tua descrizione – ancora identico al se stesso di 20 anni prima.

    • Ciao Max. Puoi e devi. Hai ragione, probabilmente non mi sono gestito bene con i capitoli. Sai, questa è la primissima volta che scrivo una storia, do ordine alle mie idee e…insomma, ho fatto diversi errori. I vostri suggerimenti mi sono di grande aiuto e crescita. Ti ringrazio molto

  • Che scena viva che hai descritto, la violenza sulla donna è stata atroce, la madre (st*****) che continuava a picchiarla senza uccidere quel Claudio e los tesso vale per Marcello… ma si può essere così indifferenti? Ovviamente voto per non trovare nessuna delle due, non avrebbe senso dopo tutto questo, non darebbe mai spontaneamente la bambina!
    Alla prossima =)

  • Ho letto la storia, sola, in camera mia, con una sola lampada accesa, e quando in uno dei capitoli hai messo la ninna nanna della nonna stavo morendo, non facevo che guardarmi le spalle, bravo hai fatto un bel lavoro, ora so che continuerò a leggere la tua storia di giorno =)
    ah e leggendo avevo già l’impressione di trovarmi davanti a un libro =) Voto per la donna
    Alla prossima =)

  • In vergognosa minoranza avanzo un suggerimento …
    Non svelare l’identità della donna perché così ci terrai tutti incollati fino all’ultima riga. Farò il tifo per il commissario Cresti, che mi piace e voglio credere in lui.
    Bravo commissario, bravo Guy 🙂

  • Ti ho letto durante un viaggio in treno con uno smart phone quattro pollici. Quindi se pensi che la tua storia non mi piace levatelo subito dalla testa. Non mi sacrificherei facendomi venire la cataratta….Ora ho anche votato, torniamo a 20 anni in dietro.
    Il mistero si infittisce, la donna chi è ? Perché ha fatto questo. La bambina è coraggiosa, Marcello altrettanto ed anche la mamma. Bene gli sbalzi temporali, qui non è sempre facile farli e te li devi organizzare altrimenti sembra un continuum e non si capisce un fico secco. Ok, sbircio i commenti di Maxlap e ALessanra loro il giallo lo portano con disinvoltura, non come me che mi sbatte in faccia…..

  • Ci siamo un po’ persi di vista, ma ti seguo fin dall’inizio. Poi la vita, le caxxate, non lo so… ho dovuto recuperare con te. Felice di averlo fatto, poiché questa storia mi ha ispirata da subito… il chè non accade facilmente.
    Foto.

    • Grazie Flavio. Ci avevo già pensato. Solo che non sapevo se inserirlo nel quarto capitolo oppure in quello successivo. Qui ho voluto concentrarmi sulla tensione e sul mistero.
      Alla prossima.

  • Ciao Lucia, innanzitutto grazie per la visita, il voto e i consigli.
    Come avrai capito, sono un novello del sito, quindi devo ancora imparare a districarmi!
    Spero che il mio incipit possa interessare gli altri lettori…
    Con vero piacere, passo a leggerti.
    Per quanto riguarda la storia, beh, Marcello pensa di essere circondato da persone che conosce bene e a fondo, di cui potersi fidare, invece gli succederà qualcosa che manderà in tilt le sue convinzioni…e, soprattutto, dovrà tornare a fare i conti col la sua coscienza… Ma pian piano, lo scopriremo… Spero… E scopriremo se l’avvocato c’entra anche qui…
    Spero di essere stato convincente.
    Grazie ancora e un caro saluto

  • Incipit interessante, dopo il commento decido se seguirti o meno. Ho scelto l’avvocato e sono la prima a visitarti. Spero visiterai la mia storia è in top 10. I capitoli possono essere letti in maniera staccata anche se sono collegati. Buona fortuna e non correre, fai riposare la storia una settimana 10 giorni…. Un bacio e un saluto…L’avvocato c’entra per forza.

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