Il Viaggiatore

Prologo - Al di la del Tempo e dello Spazio

Me lo ricordo bene, quel momento…

Era una bellissima giornata di inizio autunno: il sole splendeva in alto nel cielo, ma non riusciva a scaldare più di tanto, a causa di un venticello leggero e frizzantino che, a sprazzi, accarezzava le chiome dei castagni piantati subito fuori della clinica dove si trovava mia mamma.

Già… Mia mamma…

Era mattina… Forse le dieci o le undici, non lo so… Non ricordo bene.

Ovviamente, in quel momento, pensai a tutto fuorché al controllare l’ora…

Ero fuori dal tempo e dallo spazio, proprio come lo sono adesso…

Ero seduto in questo stanzino abbastanza buio. Lo stesso stanzino che ci aveva visto ridere, sperare e combattere contro i nostri demoni e le nostre paure più atroci per quattro lunghi mesi. Ricordo che c’era questo finestrone che, se nelle giornate delle notizie positive era quasi spalancato, facendo entrare la luce estiva dall’esterno, in quel giorno – proprio in quello – presentava le persiane abbassate, quasi si volessero accompagnare nel buio anche le parole che da li a poco sarebbero rimaste sospese per tutta la stanza…

Però, da una fessura lasciata aperta, riusciva comunque ad insinuarsi un po’ di luce: la speranza in un miracolo c’era ancora, e quella luce mi rincuorava in un certo senso…

Che cazzata…

Guardavo il paesaggio fuori, quando entrò un medico dal camice bianco, che a sua volta nascondeva una divisa azzurra linda e pulita, come se fosse stata appena lavata e stirata. Uno stetoscopio sbucava dal taschino.

Eh si… Me lo ricordo proprio bene, quel momento…

Il momento in cui mi disse che per mia mamma avevano fatto tutto il possibile, che le cose erano peggiorate nell’ultimo periodo, che la situazione era tragica sin dall’inizio…

Poi arrivò il momento, e mi disse che la diagnosi era di morte cerebrale. Che il cervello aveva completamente cessato qualsiasi attività.

Mia mamma era morta.

Passavano i giorni, ed il dolore continuava imperterrito ad aumentare…

Non saprei… Ma avevo la netta sensazione che i dottori avessero commesso degli errori nell’intera gestione della faccenda, causando la morte di mia mamma.

Volevo giustizia per lei, per i miei nonni, mia sorella e mio padre, per me… Ma ero impotente. Nessuno, all’interno della mia famiglia, si sarebbe mai preso la responsabilità di riesumare la salma per darla in pasto a qualche altro medico, che l’avrebbe usata per fare autopsie e chissà che altro, ed in cuor nostro nessuno nemmeno voleva che accadesse una cosa del genere… Avevamo le mani legate. Avevo le mani legate.

Tornai a lavoro, cercando di recuperare una parvenza di vita normale. Quella che negli ultimi tempi non ero riuscito più ad avere. Andai a vivere con mia moglie in un posto tranquillo, cercando di mettermi alle spalle non il ricordo, quanto la vera e propria ossessione legata alla sete di giustizia… Oramai era una questione di principio, e non riuscivo proprio a non pensare ad altro se non al modo in cui poter far venir fuori la verità…

Quando iniziavo a perdere ogni speranza, conobbi il vecchio…

Che fortunata casualità! Mai avrei creduto che salvandogli la vita mi avrebbe fatto dono di una macchina del tempo!

Quando me lo disse, scoppiai in una fragorosa risata. Credetti che lo shock di vedersi arrivare un tir a 90 Km orari contro il muso avesse iniziato a fare effetto sin da subito, facendolo vaneggiare ed esprimendosi con frasi senza senso…

Ed invece, eccoci qui…

“Come ti chiami?”

“Michael”

“Non ho denaro con me, vivo di stenti. Ma lascia che mi sdebiti con tutto quello che ho… Voglio regalarti … una nuova possibilità. Anzi… più di una…” – mi disse.

Mi porse l’oggetto.

“Usala con cautela… E’ una macchina del tempo!” 

“Vecchio… Tu sei tutto andato!” 

“Vedrai! Mi raccomando, usala con cautela!”

Ed aveva ragione… Aveva fottutamente ragione…

Brutto vecchio pazzo…

***

Amico mio, questa è la mia storia: finalmente ho la possibilità di fare luce sulla faccenda…

Finalmente potrò rendere giustizia alla memoria di mia madre…

O salvarla, perché no?

Non indugiamo oltre, adesso…

Partiamo…

Ora!

Quale oggetto regala il vecchio a Michael ?

  • Un quaderno ed una penna (26%)
    26
  • Un orologio da taschino raffinato (52%)
    52
  • Il tappo di una bottiglia di birra (22%)
    22

Voti totali: 23

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31 Commenti

  1. Ciao ho deciso di votare il tappo di una bottiglia di birra in quanto vado alla ricerca di storie surreali e sarei curioso di capire cosa ti ha spinto a pensare un oggetto del genere. Mi piace. Questo incipit mi ha subito colpito e sono curioso di vedere come andrà avanti la storia 🙂
    Se ti va passa a leggere il primo episodio del mio racconto sul mio profilo

    Alla prossima e continua così

  2. Ho votato per il quaderno e la penna perché immagino una modalità di viaggio spaziotemporale alla “Death note” con al posto del nome della vittima il luogo dove teletrasportarsi e al posto dell’ora del decesso il momento in cui ci si dovrebbe teletrasportare… sarebbe figo *-* ahaha scusa ma è l’una e sono in vena di idee idiote 🙂 Comunque passa da me, quando hai tempo 🙂

  3. Mi piace il modo in cui sembri rivolgerti direttamente al lettore!
    Vorrei suggerirti di limitare i puntini di sospensione. Credo che tu volessi dare più enfasi al racconto, ma ce ne sono davvero parecchi.
    Adesso stiamo a vedere come funziona l’orologio da taschino!

  4. Incipit che lascia presagire molto bene per il seguito. Inizialmente sembra quasi di essere capitati nel genere sbagliato ma poi si chiarisce tutto. Il dolore per la perdita della madre traspare molto bene e resta vivo in Michael tanto che decide di viaggiare nel tempo per chiarirne gli aspetti e mettersi una volta per tutte il cuore in pace. Ti seguo e voto per l’orologio da taschino!

  5. Uhm, questo è un incipit proprio interessante, perché fa presagire che ci sia qualcosa di molto diverso dietro le premesse (semplici da comprendere seppure fantascientifiche)… un po’ come The Box (“Premi il bottone, qualcuno morirà e riceverai un milione. Non farti troppe domande”.
    Sono veramente curioso di scoprire quale sia questo prezzo da pagare!
    Ti seguo e voto per l’orologio!

  6. Allora: già la sinossi mi piaceva, l’incipit mi ha catturato, secondo me verrà fuori una storia molto bella,avventurosa e romantica (non nel senso di storia d’amore,ma il romanticismo del gesto di voler cercare di cambiare le cose per salvare una persona cara)
    ho scelto il tappo di bottiglia,me ne sono innamorata subito, prima ancora di leggere le altre opzioni.
    Solo un piccolo appunto: forse un po’ troppi puntini di sospensione. Ti seguo! Si parte!

    • Ti ringrazio di cuore per i complimenti ed anche per la critica costruttiva dei puntini di sospensione, a cui porrò rimedio sin dalla prossimo episodio 😀

      Per quanto riguarda, invece, la storia, spero di riuscire a mantenere un giusto livello dei fattori da te citati, aggiungendoci anche qualcos’altro, magari, giusto per insaporire di più il tutto!

      Siamo ancora all’inizio, la strada è ancora lunga e c’è ancora tutto da scoprire, nel frattempo grazie per seguirmi, e ricambio il favore 😉

    • Grazie mille ! 😀

      Mi fa piacere ti affascini l’idea del viaggio nel tempo; pur partendo da una premessa forse un po’ banale – il tempo è un cliche del genere fantascientifico – è una cosa a cui ho sempre guardato con un certo interesse anche io. Ed in più ti permette di sfruttare una miriade di possibilità.

      Vedrai nei prossimi episodi 😉

      Grazie per seguirmi! Ovviamente ricambio volentieri 🙂

  7. Contro uno degli accadimenti inevitabili della vita non resta altro che sviare questo fatto estraniando anche solo un momento alcuni fatti. Non ci sono alternative. Di fantastico c’è solo un possibile viaggio, mentale che può essere perseguito soltanto in uno stato di ebrezza condizionata. A questo punto non è facile prefigurare poche vie d’uscita.

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