La carta della fortuna

Dove eravamo rimasti?

Siamo arrivati alla fine. Avrei tante cose da mostrarvi, ma dovete sceglierne una. C'è un fiocco rosa, all'ingresso del bar e tanta birra gratis. (50%)

Buona fortuna.

Era il 6 maggio 2022

Guglielmo spostò la sedia di fronte alla scrivania del medico. Sorrideva 

-Allora, come andiamo?-  chiese Francesco. Guglielmo sentiva di essere il suo paziente preferito. Da piccolo gli metteva sempre una manciata di caramelle nel palmo della grande mano. Agli altri bambini ne dava solo una.

-Mai stato meglio. Me opero- affermò continuando a sorridere. Non aveva mai smesso da quando aveva vinto. Il medico si fece serio.

-Guglielmo, ti ripeto che i rischi sono alti. E’ un ambito della microchirurgia nato da poco, non abbiamo le conoscenze necessarie per—

-Non importa. Aspetto questo momento da una vita –
Il dottore annuì. Sospirò e prenotò la visita con l’anestesista.

Era il 16 maggio 2022.

Dieci giorni dopo il colloquio con Francesco, Guglielmo era steso in un lettino con lo schienale regolabile. Da piccolo, quando la stanchezza coglieva sua madre di sorpresa addormentandola, lui premeva tutti i bottoni del telecomando. Era come stare su una giostra, ma durava poco perché Cecilia aveva dei sensori magici che la collegavano a suo figlio.
Guglielmo allungò la mano e afferrò il telecomando. Guardò la porta, tese le orecchie, poi premette i bottoni.

-Gugliè! Ancora!- Cecilia si avvicinò velocemente al lettino e gli tolse il telecomando, sistemando il letto.
Lui sbuffò. Niente l’avrebbe turbato. Non quel giorno.
-Mi opero- mormorò. Cecilia gli spostò i capelli dalla fronte e gli baciò la testa, soffermandosi in quella posizione per godersi suo figlio che profumava ancora come un bambino, ma che bambino non era già più.
-Si – gli disse.
– E’ la prima volta che lo dico ad alta voce, ma avevo paura che sparisse tutto-
Cecilia gli strinse più forte la mano.
-Prendo un caffè- disse uscendo di fretta.

Quando fu abbastanza lontana, si accasciò a terra, dietro un armadietto e pianse.
-Si opera- disse tra i singhiozzi.
Il medico aveva illustrato i rischi con estrema chiarezza. Le sue parole, rimbalzate contro la felicità di Guglielmo, avevano colpito Cecilia allo stomaco.
Una mano calda si posò sulla sua spalla.

Sapeva chi era. Un tocco leggero che sulla pelle si avverte appena, ma  ti scava dentro e arriva all’anima.
-Sono venuto appena ho saputo- disse Guglielmo con la voce arrochita dalle troppe sigarette.

Lei annuì. Le mille parole che da giorni le affollavano la testa rimasero bloccate nella gola, ma non servivano. Lui le sentiva comunque, rimbombare tra le mura dell’ ospedale, che gli aveva già strappato troppo.

Guglielmo si sistemò meglio sul lettino vedendo entrare il suo omonimo.
-Allora è vero che ti operi, piccolè-
L’altro annuì felice.
-Peccato- sospirò il più anziano guardando altrove.
Guglielmo non si aspettava quella risposta.
-Che?- chiese sconvolto.
-No, dico che è un peccato-
– Questo l’ho capito. Non capisco che vuoi dire– in quel momento, si accorse che solo lui aveva il potere di far scoppiare la bolla di felicità che lo avvolgeva e con lo sguardo, lo pregò di non farlo.

Se ne accorse e ricambiò mostrandogli la disperazione lucida, di chi non vuole nemmeno rischiare di perdere qualcosa di così importante. Lui però, non lo vide.
Ti sei mai innamorato Gugliè?- gli chiese serio
-Si ma..—
-Io due volte. Di una donna e di mia figlia —
– Ma sei ubriac—


-Famme finì! L’unica donna di cui mi sia mai innamorato, era intensa. Io ero un ragazzo viziato e pieno di sé, spesso la sminuivo. Quando il suo sguardo si perdeva, la sua attenzione si spostava su emozioni che solo lei riusciva a provare con quell’intensa semplicità. La guardavo riflettere e mi preparavo a quello che avrebbe detto. Non volevo sembrarle colpito – fece una piccola pausa e sorrise – ma non ci riuscivo mai. Lei mi stupiva, sempre. Un po’ le somigli-

Guglielmo, rilassato si lasciava cullare da quelle parole, poi intervenne.
-Che, me stai a dì che me ami?-
-Me fai finì?! Bene. Il giorno in cui la lasciai mi strinse la mano. Aveva gli occhi colmi di lacrime ma non pianse. Mi accarezzò il palmo, lo chiuse in un pugno e avvicinandosi me lo poggiò sul petto.-
Accompagnando alle parole il gesto, prese il pugno di Guglielmo. Era enorme, rispetto al suo, così come il suo cuore.
–Mi disse che non potevo essere cattivo. Che il mio cuore era grande, grande quanto il mio pugno- trattenne il respiro, e concluse.
– Quindi, è un peccato, che un cuore grande come il tuo venga rimpiazzato-

Sono passati centotredici giorni da quando un aspirante scrittore come tanti altri iniziò a narrare l’avventura di Guglielmo.

Lui si è sposato, nella stessa chiesa che aveva visto l’amore morire in due “si” incerti.

Con chi? Quando? E il suo omonimo? E Cecilia? E Cesare?

Vorrei rispondere, ma se non mi affretto quelli si bevono tutta la birra che sta offrendo al bar.

Sua figlia Erika, è una neonata bellissima. Tutta sua madre.

Guglielmo riusciva ad avvolgerla tutta nella sua enorme mano, e fu grato a se stesso per non averla rimpiazzata.

 -Buona fortuna- le sussurra all’orecchio

Buona fortuna, dico io, aspirante scrittore qualunque, a te che stai leggendo.

Buona fortuna.

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181 Commenti

  • Una storia che ti scava dentro, che ti lascia indifeso e destinato a soccombere alle emozioni. Io davvero non so come fai. Non perdere mai questa sensibilità così ingenua eppure così profonda. Non smettere mai di scrivere: il talento nella scrittura va esercitato e coltivato, come tutti i talenti. Non credere a chi ti dirà che sprechi il tuo tempo e tralasci cose ben più importanti.
    Studia. Compra dei testi di tecnica di scrittura creativa, non servono a molto – anzi in generale sono solo specchietti per allodole, perché di allodole in questo campo ce ne sono tante – ma servono se si ha talento.
    Scommetto su di te.
    r

    P.S.: io scommetto solo se so di vincere 😉

  • Ciao cara, vorrei scriverti un commento meraviglioso che meriti per questo splendido capitolo. Ma dicono che son ruffiana e quindi non posso farlo, c’è una lamentela su di me… Se vuoi scrivimi in privato l’indirizzo è sotto la storia. Non ho appunti da farti sono tua ammiratrice e mi vergogno davanti a te perché tu sei brava veramente. Oggi purtroppo ho avuto un malore mentre guidavo per andare a scuola e sono sdraiata orizzontale con un colica…Vali pure come anti spastico. Mi devo fermare, altrimenti mi dicono che scrivo sempre cose positive e mi piacciono tutte le storie.

  • Guglielmo vince al bar, prevedo un fiocco rosa e tanta birra nel bar che ha decretato la sua fortuna, che tradotto è: il suo punto di svolta. Da lì in poi la sua vita non può che cambiare. In meglio, spero e credo per lui.
    Hai visto che col passato remoto la lettura è più vivida, la narrazione è più scorrevole?

    Che dire, amica di mille avventure creative, siamo arrivati tutti al nono episodio. Le storie che più amo in questa piattaforma sono a nove, strana coincidenza. Direi che bisogna giocarsi questo numero, ci porterà fortuna! 🙂

    Non smetterò mai leggerti, Adelaide. Hai sedici anni, scrivi meglio di me che ne ho il doppio!

  • “Egoismo e altruismo funzionano allo stesso stesso modo”.
    Sarà sempre così, o nero o bianco? Io credo di no, ci sono sfumature. L’altruismo, come fine a se stesso, ha anche un lato fragile ossia, si corre il rischio di diventare esperti delle esigenze altrui e completamente ignari delle proprie. In questo caso, la giusta dose di “egoismo salutare” è necessaria per riporre l’equilibrio.
    Bella frase “perdersi nel suo delizioso profumo”… …
    🙂

  • Potrebbe incontrare quella che sarà la sua futura moglie…

    Non ti entra in testa il passato remoto al posto del trapassato prossimo, eh? 🙂

    La diversità crea insicurezza, ma il mondo si è dimostrato spesso e volentieri in mano a coloro che , di normale, non avevano nulla e per questo hanno insegnato, trasmesso, creato e costruito per tutti noi convinti di essere normali solo perché, in verità, non possediamo nulla di speciale.

    Ma le frasi dell’oroscopo le hai inventate? Avresti un futuro anche lì, eheheheh, sembravano vere!

    Brava come sempre.

  • A metà capitolo ho iniziato a piangere. Mi hai graffiato l’anima.
    Erika è morta, come possono due genitori riprendersi da una fine così ?
    La famiglia si sgretola, lei torna da sua madre e lui è quasi uno sbandato. Cosa ha in mente Guglielmo ? Cosa ci va a fare a Peter Pan Onlus, mi sono quasi spaventata, di questo suo aspettare l’apertura.
    Il sette è un grande capitolo. Così come il tre, il cinque, il due…. La storia è studiata, per essere una sedicenne, intellettualmente parlando fai paura.
    Di questo mi dispiaccio un poco, alla tua età si deve essere felici e spensierati, sono sicura che una persona così sensibile fa fatica ad esserlo. La tua intelligenza emotiva, capacità di espressione sarà la tua forza e allo stesso tempo la tua sfortuna. Abbiamo una sola speranza che quando avrai quarant’anni le organizzazioni sociali torneranno ad essere matricentriche o matrifocali…. O che tu abbia pubblicato almeno 18/ 30 romanzi alla faccia di chi ti vuole male…
    Mi inchino alla tua sensibilità, piccola grande donna.

    • “mi hai graffiato l’anima”

      Per un aspirante scrittrice, quale sono, questa è benzina, vita.

      Averti commossa mi lusinga, e ci tengo a dirti che tu hai commosso me.
      Quando andavo all’asilo tornavo a casa in lacrime a giorni alterni. Con i miei coetanei mi trovavo male. C’ero io, a cui fin da piccolissima era stato cantato De Andrè, come ninnananna e poi c’erano loro, dei normalissimi bambini di quattro anni a cui avrei tanto voluto assomigliare.
      Per quanto allòra fossi matura, non capivo tutto questo.
      Poi è arrivata la scrittura.
      Tutto quello che pensavo, provavo, nero su bianco prendeva una forma diversa.

      Se rileggo i miei primi racconti mi viene da ridere.

      Poi però, anche grazie a The Incipit, sono maturata da un punto di vista non solo stilistico, ma anche emotivo.
      Di questo ringrazio la piattaforma, e tutti coloro che passano del tempo leggendo, commentando, correggendomi ed incoraggiano il mio grande sogno.

      Ti ringrazio ancora di cuore.

  • Guglielmo e il suo pugno. Cosa pensa veramente il nostro eroe del suo arto fuori misura?
    È sempre un piacere seguire come riesci a tessere un racconto con molti personaggi e un notevole numero di snodi temporali senza cadere in contraddizioni o errori. Non è per niente facile.

  • Guglielmo e il suo amico.
    temo di dover ripetere le cose che ti scrivo sempre, cioè che mi hai commossa e che è bellissimo constatare la tua sensibilità e capacità di rendere il dolore dei tuoi personaggi. Ti faccio tanti auguri di buon Natale

  • Guglielmo, quello grande, e il suo amico (che spero sia quello piccolo, perché è arrivato il momento).
    Brava come sempre. Non voglio fare il solito commento, voglio dirti qualcosa di diverso: leggo tanto (e non parlo di TI), ma solo pochi autori mi coinvolgono fino a tal punto da mettermi addosso la voglia di scrivere. Tu sei uno di quelli.

  • Guglielmo ha un cuore grande quanto il suo pugno, per cui il pugno.

    Come sempre, che dire, Adelaide, bellissimo episodio, pieno di sentimento, ben scritto, al di sopra della media… non più sorprendente poiché appurate sono le tue potenzialità. Sei sempre la migliore.

  • Sono in minoranza, ma dico di saltare di 5 anni. Anche senza sbirciare il passato di Guglielmo grande, penso che ci sarebbe comunque modo di conoscere qualcosa di lui attraverso dialoghi e situazioni.
    In ogni caso, sono sicuro che il prossimo sarà comunque un capitolo interessante e se hai proposto di raccontarci del suo passato, immagino che ci sarà qualche sorpresa o qualche particolare importante!
    Sempre ottimo, continua così! 😉

    • Grazie Francesco.
      Posso confidarti un segreto?
      Me prometti che non lo dici a nessuno?

      La scelta delle opzioni è, per me, la fase più tragica di ogni capitolo.
      Ad un certo punto mi dico “vabbè, metto questa, tanto chi la sceglie” e voi, puntualmente, votate per quella.
      In questo modo la storia si trasforma in qualcosa di completamente nuovo.
      E’ una delle cose che più amo di The Incipit.

  • Sbirciamo nel passato del nuovo amico del piccolo Guglielmo.
    Sempre molto delicata e sensibile, emozionante davvero 🙂 mi piace molto come hai mostrato la bontà del grande Guglielmo senza scriverlo, solo facendolo alzare e stringere la mano al bambino sfortunato per diventare suo amico. Bello anche il pretesto della squadra di calcio, mi è piaciuto tutto ^^

  • Accetto l’offerta! 🙂 Sbirciamo il suo passato.

    Commovente, bellissimo episodio.

    Solo una domanda, mia geniale piccola autrice:

    perché diamine ti complichi la vita col trapassato prossimo invece di semplificartela col passato remoto?

    Ti abbraccio forte. Sei bravissima.

  • Rivede Lucrezia.

    Guglielmo mi fa una gran tenerezza: vorrei quasi abbracciarlo anche io, dirgli qualche bella parola… o sentirne da lui! Effettivamente, è come un supereroe. Nonostante le difficoltà, lui avanza.
    Bravissima, Adelaide, non mi stancherò di ripetertelo. 🙂

  • Questo capitolo lo avevo già letto dal cellulare e avevo pure votato. Ora ripasso solo perché non vedendoti sotto da me mi è parso strano. Cosa scopro che non è passata la votazione. Non ti avevo lasciato il commento perché con il cell so imbranata.
    Ho votato compra l’altro gratta e vinci.
    Cecilia aveva sedici anni quando si era innamorata di Guglielmo. Lui era bello e arrogante. L’amore che lei era certa, provassero l’uno per l’altra era un segreto che aveva giurato di proteggere, sempre. Una sola volta le aveva detto di amarla, il giorno in cui l’aveva lasciata. Mi hai emozionato, sono stata lasciata tante volte e ho sentito il ti amo solo in quel momento. Bello

      • No, sono al sei ….Sono stata un mese sul cinque. Io pubblico lenta lo sai. Ora vorrei mantenere un ritmo di 12 o 14 giorni. Sta prendendo una svolta inaspettata. Non ti immagini come sono stanca e poi c’è anche l’amore, non ci pensavo da troppi anni ma adesso ci penso in maniera diversa che in tutti gli anni passati….La saggezza dei quaranta non aver capito prima che solo chi ti ama ti rende libero è stato il pentimento più grande di tutta la mia vita.
        Ricordati questa frase mai dare l’esclusiva a un uomo, se la deve conquistare, l’esclusiva non è per tutti. Una donna deve capire cosa le piace e con chi sta bene.

  • Compra un altro gratta e vinci. Poichè ha una rara forma di fortuna, spesso legata alla speranza encomiabile che si porta dentro, quel genere di speranza che fa di un uomo sofferente un supereroe. Di quei supereroi che la fortuna se la fanno da soli, che costruiscono da soli i loro poteri e il loro destino. Aiutati dal fato, perchè succede solo a chi aiuta il fato.
    C’è anche lo studio della cronaca, negli aventi citati. Hai poggiato le date su eventi accaduti – i mondiali, Simoncelli e la sua moto – che mi pare un legame narrativo non casuale. Mi spiego: non sono eventi legati solo alle date che hai scelto, ma eventi legati alla sfortuna/fortuna nella tragedia/gioia, che è il tema che muove il racconto intero; e allo stesso tempo eventi legati all’eroirmo. Che è il tema che muove l’episodio. Insomma le tue capacità narrative e d’introspezione sono versatili e potenti e io continuo a indugiare nel chiedermi come sia possibile…. alla tua età…. ma diventa una domanda stupida, come chi ride sempre, poichè col talento si nasce. La tecnica s’impara.
    Sempre splendida, Adelaide.

    • Grazie Alessandra.

      Mia madre mi racconta che quando ero piccola (più piccola 🙂 ) le persone stentavano a credere che fossi una bambina, bensì un nano.
      Ammetto che per un lungo periodo tutta questa… maturità(?) non era vista di buon grado da me.

      Adesso invece sono felice (non sempre, sarei stupida altrimenti, no? ), soprattutto quando leggo commenti come i tuoi.

      p.s
      Come stai?

  • Caro Guglielmo,
    io credo che la felicità sia questione di dimenticanza. Anche se a te andasse tutto a meraviglia, potresti essere felice (soprattutto tu, così sensibile) solo per il breve lasso di tempo in cui dimentichi ciò che succede nel mondo in quello stesso istante. Perché non si può essere veramente allegri quando si pensa a coloro che soffrono.
    Tu, però, continua a tener duro lo stesso. E magari, con un nuovo amico, la serenità sarà a portata della tua grande mano da supereroe.

    Episodio molto commovente, Adelaide.

  • Non posso che essere d’accordo con Napo, opzione compresa.
    Per una strana casualità, ultimamente Roma sta diventando il fulcro di molti racconti su TI. Mi è piaciuta molto l’idea di utilizzare l’ironia leggera introdotta dalla rivalità calcistica per stemperare la malinconia e la commozione che permeano l’episodio.

  • Pochi sanno evocare emozioni e immagini come fai tu, con pochi tratti di penna, parlando di cose comuni, di persone semplici. Uno stile riconoscibile, personale, tuo, delicato, intimistico ma positivo. Hai talento, non c’è dubbio.
    [Cecilia, Gugliemo e il suo pugno]

    • Caro Napo, voglio dirti una cosa.
      Ho iniziato a scrivere i miei primi racconti in seconda media, sotto l’impulso di una necessità confusa. Cercavo di rifarmi ad Edgard Allan Poe senza però l’eleganza e la delicatezza con cui solo lui può descrivere scene di tortura, rendendole reali ma non fastidiose. Il risultato non fu molto rassicurante per mia madre, che pianse di disperazione (molto) pregandomi di smettere e di togliermi quel ciuffo “alla emo” sull’occhio.

      Ho continuato a seguire quella scia confusa, anche qui su The Incipit, pubblicando “Venticinque”.

      Quando ho pubblicato l’incipit di “binari”, sapevo già chi eri. Ti avevo “visto” in giro. Ti confesso che aspettavo speranzosa un tuo commento.
      Il tuo arrivo, ha cambiato tutto.

      “Voglio anche solo un piccolo elemento fiabesco e lo pretendo al prossimo binario! ”

      Quella frase ha permesso ha tutte le emozioni che avevo represso vergognandomene fino a quel momento di fuoriuscire.
      Tu, Napo, non mi hai indirizzata verso la giusta direzione, tu mi hai spinta sulla mia strada con un’autorevolezza e una sensibilità di cui solo tu sei capace.
      Di questo non potrò mai ringraziarti abbastanza.

      • Ho tardato a rispondere a questo commento, sperando che fosse sepolto da altri cento commenti e lo leggessi solo tu.
        Sono sinceramente commosso, Adelaide. Sapere di aver dato inconsapevolmente un piccolo aiuto a un talento come il tuo a manifestarsi – può suonare come una frase abusata – non ha prezzo.
        Abbi sempre fiducia in te stessa. Puoi fare grandi cose.

  • Simpatico. Che sia il mio modo per levarmi di testa una cosa che rimbomba da molto tempo ?? La tua storia ho il pensiero e spero certezza che possa essere una medicina ad una specie di male che mi covo dentro e che riguarda Roma! 🙂 Dunque me sa proprio che ti seguo! 🙂 Ho votato la storia della nascita!

  • Punto primo:
    ” Lui era rimasto nascosto in un angolo durante tutta la cerimonia. Cercava in lei qualcosa che la facesse apparire infelice. Qualcosa che gli permettesse di interrompere tutto e portarla via, qualcosa che lo rassicurasse. Qualcosa che non trovò. ”
    è eccezionale.
    Punto secondo:
    la chiusa come l’apertura, il ciclo perfetto delle sequenze, le riflessioni brillanti e profonde. Le digressioni perfettamente posizionate tra le scene e nel racconto, fanno di te una scrittrice promettente.
    Io non posso credere che tu abbia sedici anni: o menti… e ne hai una cinquantina…. o sei un genio assoluto che presto leggerò in libreria e sarai tradotta in trentasei lingue, e avrai all’attivo una serie interminabile di premi letterari. Questo in un futuro non troppo lontano.
    Ma chi sei??
    Estasiata. Ale

  • Eccomi 😉
    Articolare un racconto su più piani temporali non è cosa facile. Racconti come questo si possono giudicare quando giungono a maturità. Sei comunque incredibilmente brava per la tua età, anche perché hai l’approccio giusto per la scrittura: un tocco lieve, rispettoso ma pieno d’amore.
    Avrei preferito tornare da Guglielmo.

  • Il tuo racconto ha tema la ricerca della fortuna, la quale coinciderà alla fine con l’amore…perché sia Guglielmo che Cesare lo troveranno. Parlaci ancora di Guglielmo, facci vedere come trascorre la sua vita grazie ai mille presagi fortunati che, da solo, trova nel suo difficile percorso causato dal problema della mano 😉 bravissima

  • Lucrezia.
    Ho letto i due capitoli; ritengo che la decisione di raccontare di una persona affetta da handicap (è così no?) sia coraggiosa e di responsabilità, non si deve tralasciare nulla perché sono esistenze complesse e profonde. Guglielmo è ancora giovane ed è nato così, non conosce la differenza, ma le prime pulsioni sessuali lo mettono già di fronte alle sue difficoltà. Sei stata brava a far coincidere le cose e molto sensibile. Mi è piaciuta anche la richiesta fatta ad Augusto del biglietto per dargli fortuna 🙂 ti seguo

  • Adelaide, sei brava complimenti, stai descrivendo tutto perfettamente non c’è un solo errore. La storia scorre perfettamente, come se tu l’avessi nella testa da sempre. Ho scelto l’approfondimento su Lucrezia. Mi piace il contesto e l’uso del dialetto. So che sarà una storia che lascerà il segno….. Continuo a seguirti, entro stasera o domani pubblico il mio capitolo sulla cattiveria, visitami se puoi, apprezzerò i tuoi consigli. Un bacio

  • Ma che particolare questa storia, ben descritta l’ingenuità del bambino, bella la descrizione del bar. Ancora non intuisco di che cosa ci parlerai, la grossa mano mi fa pensare ad una piega un po’ fantastica. Vedremo, ti seguo con curiosità! Brava!

  • Bentornata Adelaide! Un incipit molto avvincente e tenero! Guglielmo mi sta a cuore. 🙂
    Hai sempre una scrittura piacevole e mi sembra anche migliorata dall’ultima storia. Naturalmente ti seguo( ho cliccato segui storia prima ancora di leggere!).
    Attendo il seguito con grande curiosità! 🙂

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