La mia gemella

Dove eravamo rimasti?

Grazie a tutti per la pazienza con cui mi avete seguito, il finale è nelle vostre mani, scegliete una frase che lo rappresenti. "Cassandra, c'è una persona che vuole vederti." (42%)

La fine

Mi risveglio con la testa ancora dolorante e un grosso bernoccolo sulla nuca. Mi alzo molto lentamente e finalmente metto a fuoco i mobili che mi circondano. Cosa cazzo è successo alla mia stanza? Da quando il mio armadio è bianco? E dov’è finita la mia poltrona? Poi, perché la scrivania si trova sotto la finestra e non vicino alla porta? La porta, tra l’altro, che è dal lato sbagliato del letto. Questa non è la mia camera!

Con le gambe ancora instabili, mi appoggio alla maniglia della porta ed esco in corridoio, in cerca di risposte. Sulla mia destra vedo le scale, perciò quella da cui sono uscita è la stanza degli ospiti, che negli ultimi giorni era la camera di Cassandra.

Cassandra! Devo assolutamente avvertire i miei: non possiamo tenerla ancora in casa, è una psicopatica!

“Mamma? Papà?” urlo, mentre scendo le scale troppo velocemente per quanto le mie forze lo permettano. Mi fermo esausta in fondo alla rampa e vado in cucina.

Quattro occhi si girano al mio arrivo. “Oh, Cassandra, finalmente. Ben svegliata! Vieni pure, Amanda ci ha preparato la colazione.”

“Che cazzo?”

Guardo la vera Cassandra sbucare con la testa dall’angolo cucina e fissarmi con un sorriso di sfida. “No, non lei! Cacciatela fuori di qui! Ieri mi ha aggredito!”

“Non la voglio più vedere!” concludo tremando, con gli occhi gonfi di lacrime, dopo aver raccontato il nostro scontro di ieri sera.

“Amore, sta calma, è stato solo un brutto sogno. Ieri Amanda è rimasta con noi tutto il tempo. Non è possibile che…” comincia a spiegare mia madre.

“Non è Amanda, lo vuoi capire? È Cassandra! Anzi, forse non è nemmeno lei, sempre che sia mai esistita una mia gemella. Ma non è di certo me! Sono io Amanda!”

“Cassandra, ti avevamo detto di smetterla! Non ti è ancora entrato in testa? Non hai più cinque anni, non si scherza su queste cose…” mi rimprovera.

Io la guardo esterrefatta “Ma come? Papà? Dai, sono io, Amanda. Come fate a non riconoscermi? È lei Cassandra. Avanti, diglielo…”

“No, sono io Amanda.” La sua interpretazione è perfetta, la voce tremula al punto giusto. Sembra più sconvolta di me, le crederei anch’io se non sapessi che sta fingendo.

“Tu non puoi… Digli la verità! Anche loro meritano di sapere!”

“Non so di cosa stai parlando.”

Io mi getto addosso a lei, ma, invece di difendersi come ieri sera, si para il volto con le mani e strilla. Mio padre allora mi prende e mi solleva di peso, io scalcio e mi dimeno come una forsennata mentre vengo portata fuori.

“Vai via! E non tornare finché non ti sarai pentita del tuo stupido comportamento! Penso tu abbia molto a cui pensare, Cassandra.”

Non ci credo, sono stata buttata fuori di casa! Da mio padre! E ora dove vado? Con il volto rigato di lacrime corro senza una meta precisa, lasciando che i polmoni e le gambe decidano per me. Quando avrò finito, forse avrò la mente più lucida per riflettere.

Continuando la mia folle corsa arrivo alla loggia di piazza Libertà, dove attraverso la strada distrattamente. Al rumore di un clacson, mi volto per vedere un bus avanzare verso di me. Non so come mai, ma sento che non riuscirà a fermarsi in tempo. Le urla dei presenti mi risuonano nelle orecchie. Al momento dell’impatto sento il mio corpo vorticare, leggero come una piuma, mentre comincio a vedere tutto bianco. Poi non sento più nulla.

***

Cassandra apre la porta della casa di cura ed entra nell’atrio dell’ex policlinico. La fuga di Amanda aveva preso una svolta imprevista, ma fortunata. Dopo che il bus l’aveva investita, Amanda era rimasta in coma per qualche giorno. Al suo risveglio si ricordava tutto, ma i genitori e l’impeccabile recita di Cassandra avevano indotto i medici a optare per un problema psichico, come conseguenza del trauma cranico dovuto all’incidente. Pertanto la ragazza era stata ricoverata in una casa di cura, dove, imbottita di farmaci e di bugie, si era lentamente adeguata alla verità degli altri, lasciandosi sfuggire di mano la sua reale identità.

“Buongiorno” si presenta Cassandra alla reception “Mi chiamo Amanda Paretti, cerco mia sorella Cassandra.”

“Certo. Ho bisogno di un documento d’identità” le risponde l’infermiera da dietro il banco. “Siete gemelle?” chiede curiosa, mentre registra la visita.

“Esatto.” conferma la ragazza con un sorriso suadente.

“Prego, da questa parte.”

Le due si dirigono nel cortile sul retro, in lontananza le nuvole incombono minacciose.

“Cassandra, c’è una persona che vuole vederti.” L’infermiera si sposta e Amanda rivede per la prima volta sua sorella dopo l’incidente.

“Ciao Cassandra.” la saluta la vera Cassandra. “Come stai?”

“Ciao. Tu sei Amanda vero? Scusa ma adesso mi sento un po’ stanca, penso che andrò in camera.” le risponde Amanda. Poi si alza e rientra.

Mentre la guarda andare via, l’infermiera si scusa con la vera Cassandra, dicendole che da qualche sua sorella è sempre triste.

La ragazza la rassicura, esce dalla struttura e, lontana da occhi indiscreti, sorride soddisfatta. Il suo piano è riuscito alla perfezione: è diventata Amanda.

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395 Commenti

  • E alla fine… Cassandra wins. Peccato per Amanda ma è proprio una bella conclusione. Inaspettata e terrificante, lascia insolute ancora tutte le domande sul perché e sul come Cassandra abbia fatto una cosa del genere, sul chi sia e perché abbia scelto proprio Amanda ma direi che non tutte le domande hanno una risposta, specialmente in un Horror come questo XD
    Bravo Thommy, aspetto di leggere la tua prossima storia!

  • Ciao! Una storia molto interessante: l’idea della gemella che spunta all’improvviso sconvolgendo la vita alla protagonista è ottima, però, effettivamente, come dice Alessandra, non è molto chiaro il motivo per cui Cassandra voglia sostituirsi ad Amanda.
    Nel complesso, però, l’idea è sviluppata davvero bene e il finale calza a pennello! Inquietante, con una punta di tristezza. Complimenti! Ti leggerò ancora! 😉

  • Ciao 🙂 Mi è piaciuto il tuo modo di scrivere e nel finale invece mi è dispiaciuto molto per la vera Amanda. Ma comunque, come dicevano anche altri lettori, anche io non sono riuscita a capire il motivo per cui “Cassandra” volesse diventare Amanda

    • Ciao Giulia, grazie per avermi letto 🙂
      Dispiace un po’ anche a me per Amanda, ma doveva andare così…
      Per sapere il motivo del comportamento di Cassandra ti rimando al commento con cui ho risposto ad Alessandra perché è un bel po’ lungo. Quel punto è stato molto difficoltoso per me da decidere e purtroppo penso si sia visto 🙁

  • Scusa, Thomas, ho letto adesso il nono e il decimo e ancora non sono riuscita a capire il perché. Perché la finta sorella vuole prendere il posto di Amanda? perchè le modifica i ricordi, a lei e a tutti quelli che ha intorno, per diventare “lei”? Questa “Cassandra” additata come un’assassina, una pazza, un’attrice, alla fine non spiega perché ha voluto prendere a tutti i costi il posto di Amanda, nella vita di Amanda, fino a ridurla un vegetale dentro a una clinica. O sono io che non ho capito una mazza? può darsi… me lo spieghi? Voglio davvero saperlo. Mi interessa.

    • Eh già. Questa è stata una grande difficoltà in questa storia. L’idea era quella che lei facesse parte di un gruppo di sosia, creati apposta per prendere il nostro posto, nel suo caso quello di Amanda. Era difficile spiegarlo senza prendere il punto di vista di Cassandra, cosa che alla fine ho fatto ma avevo pochi caratteri. Inoltre la motivazione per come si era evoluto il racconto non mi convinceva del tutto, per cui alla fine ho preferito lasciare il finale un po’ vago.
      Anche a me non è piaciuta questa cosa scrivendo il racconto… purtroppo è andata così 🙁 grazie di avermi seguito comunque 🙂

  • che tragico finale, povera Amanda. Comunque complimenti per il racconto, molto avvincente, anche se questo ultimo capitolo l’ho visto un pelino sottotono rispetto ai precedenti.
    In ogni caso mi piace il tuo stile diretto e senza fronzoli. Bravo ;).
    Se ti va passa a vedere i due incipit con cui collaboro, mi farebbe piacere.

    • Grazie Danio, l’intento era quello di confondervi per bene, ihihih 😀
      temo dovrai aspettare un po’ per la mia prossima avventura, ho notato che mi riesce difficile stare dietro a questi ritmi per cui per un po’ mi limiterò al ruolo di lettore – ora come ora è già difficile così

  • Finita! Scusate, sono 2 giorni che devo pubblicare l’ultimo episodio e non riuscivo mai… appena riesco rispondo ai vostri commenti.
    Grazie grazie grazie a tutti voi per avermi seguito fino all’ultimo punto, siete stati dei lettori splendidi. 🙂
    Grazie al team di the incipit per la splendida copertina! 🙂 fantastici!

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