L’altra metà della mela

Dove eravamo rimasti?

Chi avrà suonato? Lui (100%)

Restare.

Non so perchè mi ha assalito d’un tratto una sensazione di panico. E’ Lui, è sulla porta ansioso di entrare. Limito ogni minimo rumore. Con la mano copro lo spioncino quasi a volermi nascondere. Sento infilare qualcosa sotto la porta , che preme contro le mie scarpe.E’ una busta.

Mi inginocchio raccogliendola, ritorno a guardare poi nello spioncino vedo Lui scendere le scale.

– “Chi era?” – mi dice Marta mentre si affaccia dalla cucina

– ” Nessuno, hanno sbagliato credo.” – le dico mentre nascondo dietro la schiena la busta , e termino il mio bicchiere di vino.

– “Comunque qui è quasi pronto…” – sento dire da Cristiano

Corro in camera e poso la busta su di una mensola. 

– ” Hei…” – sento raggiungermi alle spalle Cristiano. Mi giro di scatto

– ” Hei cuoco” –

– “Scusami per prima,non voglio che ci sia imbarazzo o altro tra noi. E non voglio che tu debba sentirti in dovere con me .” 

– ” Tranquillo Cristiano, a me importa di sapere che è tutto normale.” 

Torniamo in cucina, la tavola è apparecchiata. Cristiano è un ottimo cuoco ha preparato degli spaghetti favolosi che accompagnati da questo buon vino rendono il pranzo incantevole.Siamo pieni e forse anche un pò brilli.

– ” Se vuoi riposarti puoi andare in camera mia “- dico a Cristiano mentre sparecchio la tavola.Fa solo un cenno con la testa e si avvia in camera. Io lo raggiungo dopo un pò , sistemare la cucina era il minimo che potessi fare.

Entro in camera e mi sistemo accanto a lui mentre dorme. Mi sistemo sul fianco per riposare,ma poi i miei occhi si posano su quella busta e la curiosità mi assali. Mi alzo di scatto cercando di non fare rumore. La apro. C’ e un biglietto aereo per Londra, ed è per oggi pomeriggio.Resto di sasso.

-” Tutto bene?”- mi dice Cristiano girandosi verso di me. Tremo.

– “Si …” – sospiro. Vado in cucina con la busta tra le mani, la tengo stretta come se avessi paura di perderla.Mi siedo, vorrei riflettere, ma la mia testa è vuota.Prendo un pezzo di carta e scrivo…Lo lascio li sul tavolo.Prendo il cappotto, la borsa e le chiavi dell’auto di Marta e vado via.

Tremo e non riesco ad avviare l’auto, e questa scena mi rimanda a quel Martedì notte. L’ aeroporto dista un quarto d’ora da qui. Accelero, ed accelera anche il mio battito. Leggo l’insegna che afferma che manca poco alla mia destinazione. 

Arrivo, controllo l’orologio manca ancora un’ora al decollo. Parcheggio e corro a cercare l’imbarco. Sono qui , ma non vedo Lui, lo cerco tra la gente.Osservo ogni angolo di questo posto.Ma non lo vedo.

– “Eccoti finalmente…” – sento dire alle mie spalle. Mi volto di scatto :é Lui.

– “Ti cercavo.” – gli dico con l’affanno

– “Ti stavo aspettando, ed ero nervoso mi sono messo a gironzolare…tra poco parte l’aereo .” – mi dice mentre mi si avvicina ancora di più

– ” Perchè Londra?”- gli chiedo.

– ” Perchè li siamo stati felici.Tu eri felice.” 

Piango. 

– ” Chi mi dice che saremo felici ? Che tutto tornerà come prima?” 

– ” Te lo prometto io Penelope. Mi impegnerò a finchè sia così. Noi siamo sempre gli stessi , ci siamo dovuti allontanare.” 

– ” Non posso” – gli dico mentre gli ridò la busta – ” io non sono la stessa. E non sai quanto mi è costato cambiare. Ma ora sono questa . ” 

Lo lascio lì , e me ne vado piangendo . Esco fuori e cerco di accendermi una sigaretta ma i singhiozzi me lo impediscono. Forse non sarà la scelta giusta , ma c’è un vecchio detto che dice che chi se ne pente torna, chi ti ama resta. 

– ” Penelopeeeeeee” – sento urlare da lontano. Mi giro di scatto, non vedo nessuno. Mi risento chiamare. Ecco finalmente vedo Cristiano.Gli corro contro , lo abbraccio , lui mi stringe cosi forte quasi a rompermi le costole.

– ” Ho letto il tuo biglietto…sono qui. Resto.” – mi dice sussurrandomi. Ed io continuo a piangere.

– ” Dovresti odiarmi per quello che ti sto facendo …” – 

– ” Non posso odiarti, anche se lo vorrei..” –

Lo stringo ancora più forte, mentre alzo gli occhi al cielo e vedo quell’aereo aereo decollare, e ripenso al biglietto:” forse non sono giusta per te , ma tu sei dannatamente perfetto per me. Vienimi a prendermi e non chiedermi il perchè sono qui…all’aeroporto. Resta con me. ” . E Cristiano è qui.

E’ la nuova Penelope che vive ora, quella che vuole amare , quella che vuole essere amata. Ama chi ti ama dice un vecchio saggio . Ed io ho scelto di amarmi. Diffidate da chi torna, chi lo fa è perchè non hai mai avuto il coraggio di restare e mai lo troverà.

Io la mia scelta l’ho fatta, e voi?

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70 Commenti

  • Sono la prima ad esprimermi… Lui le chiederà di ricominciare e riprovare…
    Avranno ancora un po’ di tempo per chiacchierare e cercare di capirsi…
    Spero. 😉
    Brava, bel capitolo. E mi è piaciuta anche la motivazione che hai scelto per la scomparsa di Lui. 🙂

  • Ho votato per un lutto… Perché buttare il numero sarebbe stato troppo istintivo e avrebbe conservato poi un senso di colpa, chiamarlo subito troppo arrendevole da parte sua… L’opzione della chiamata per un lutto mi è piaciuta, rappresenta una via di mezzo e ti dà l’opportunità di esplorare un ventaglio enorme di sensazioni… 🙂 Tanto lo sappiamo che il cuore agisce in maniera strana. eheh. 😀
    P.S. attenzione agli errori di battuta! 🙂

  • Ciao Rose! Ho letto adesso i tuoi tre capitoli e li trovo interessanti… Poi, c’è quell’alone di mistero sul Lui che rende la lettura ancora più piacevole! Inoltre, hai uno stile fresco e giovanile, ma assolutamente chiaro!
    Brava!
    Ho votato che va sola alla festa, ma sono in minoranza! :-p

  • Ciao cara, eccomi qui a leggere la tua storia. L’inizio è davvero interessante. La tua protagonista vuole sembrare a tutti i costi forte ma in fondo fa parte dell’uomo avere delle debolezze, non c’è niente di male, soprattutto quando sono legate a una perdita importante.Sono curiosa di sapere qualcosa in più. Per il resto la storia è scritta bene, a parte qualche piccolo errore di battitura qua è la. Un bacio

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