Le Strane Abitudini

Paese.

Al Paese non accadeva mai nulla di particolare; giornate fin troppo simili tra loro si incalzavano e gli abitanti cercavano spesso passatempi per serate monotone. Erano rari gli istanti che attiravano l’attenzione, molti di più erano quelli che fuggivano senza che nessuno se ne rendesse conto.

C’era però un uomo estraneo a tutto ciò: un uomo panciuto con  bretelle colorate,  una morbida barba bianca, pochi capelli e un paio di occhiali sempre sulla punta del naso. Pareva proprio che tutti gli avvenimenti di Paese non lo sfiorassero, che lui abitasse in un altro mondo, nella sua immaginazione, da solo. Non aveva amici, non amava leggere e neppure ascoltare la musica, non amava le lunghe passeggiate o l’eccessivo uso delle parole. Ogni tanto, di ritorno dalle doverose faccende, si fermava ad osservare le persone che lo circondavano, attratto dalle loro abitudini. Lui non ne aveva  mai avuta una e se ne era sempre dispiaciuto; aveva chiesto consiglio per trovarne, ma dopo essere stato considerato matto, non aveva ricevuto alcun aiuto. Intento ad assomigliare almeno in quell’aspetto agli altri abitanti, decise di provarne alcune: andò alla piscina comunale e dopo essersi tuffato con indosso solo le bretelle e gli occhiali sul naso (appositamente legati con un cordino), venne allontanato dalla piscina; andò  poi al supermercato, cantando a squarciagola e intonando lodi a peperoni e zucchine; ma venne allontanato anche da lì. Si sedette allora al parco, facendo finta di meditare, per poi urlare ogni volta che qualcuno si avvicinava. Molti pensarono che fosse impazzito, ma dal parco non fu mai allontanato e quindi, almeno per un po’, quella stravagante abitudine gli era andata bene. Qualunque fosse il tempo, si sedeva in mezzo all’erba, ma solo nei giorni di pioggia trovava compagnia: con i primi ombrelli aperti spuntava un bambino, nascosto dietro un grosso paio di occhiali rotondi;  gli si sedeva sempre accanto, senza mai parlare.

Dopo ventitré giorni le parole che disse assomigliavano a queste: «La tua strana abitudine non funziona! Tra poco verranno a dirti di smetterla, hanno fatto così anche con me. Desideravo una strana abitudine,  ma alla fine, la migliore è osservare quelle degli altri.». Lui non aveva risposto. Non ne avrebbe comunque avuto il tempo perché il bimbo aveva subito aggiunto  « Scriviamo un libro con cinquantadue capitoli, uno per ogni settimana dell’anno. Cammineremo per il paese prendendo nota di ciò che vediamo.».

Non parlarono più molto, solo per darsi appuntamento al parco.Seguì un lungo silenzio, ma da dietro alle loro lenti si erano capiti alla perfezione

Quale sarà la prima strana abitudine che incontreranno i nostri protagonisti?

  • Un alto signore che legge poesie ai nani da giardino. (29%)
    29
  • Una donna elegante che prima di voltare l'angola grida "Giro!". (53%)
    53
  • Un uomo dai cappelli stravaganti che chiede l'ora a chiunque ne indossi uno. (18%)
    18
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

282 Commenti

  • sono un po’ in ritardo, anche perché vedo che stai già scrivendo un’altra storia…
    però volevo lasciarti un ultimo commento su questa: ottima conclusione. si intravede una morale di sfondo in questo capitolo: ti sei proprio lasciata catturare dal mondo fiabesco 🙂

  • Capitolo molto dolce, che insegna e fa riflettere, ma senza fartelo pesare, complimenti davvero, sei molto brava.
    Più persone dovrebbero leggerti e trarre insegnamenti da una tale semplicità.
    A presto!
    Milla

  • Un consiglio molto saggio e maturo, Adeline, perché é vero che non si dà la giusta importanza agli altri. Ognuno di noi è un micro cosmo che, tra l’altro, può insegnare tanto.
    Grazie per questa storia che ne ha racchiuso tante, ma tutte puntavano allo stesso insegnamento. Spero che continuerai a scrivere in questa piattaforma, mi spiacerebbe perderti.

    • Grazie mille per le tue belle parole, spero anche io di trovare presto nuove idee per scrivere ancora. Nel frattempo sono molto felice che tu abbia colto esattamente ciò che avrei voluto trasmettere.
      Grazie mille!!
      A presto, Adele

  • Mi sei mancata molto!!
    Bravissima, come sempre.
    Non hai intenzione di farlo diventare un libro vero e proprio? Lo leggerei volentieri ai miei bambini (e penso che piacerebbero più a me che a loro!)
    A presto
    M.

  • Adelline (!), per motivi a me ignoti non seguivo più la storia. Ero passato per vedere come mai non pubblicavi e invece ero io il fesso…
    A me questo episodio è piaciuto come gli altri: tanto.
    Bello il gioco delle albicocche e tamburi.
    Ora, al tuo posto mi interrogherei sulla possibilità di dare una piccola svolta: parlare magari di abitudini più amare. Per questo ho scelto caramelle nella responsabilità.
    A presto

  • A me le mele piacciono tanto, ma la musicalità delle parole “il maestro e le melodie al contrario” mi hanno attratto ancora di più. Mi è piaciuto questo tocco di ironia sulla barba, le albicocche e i tamburi.
    Ps: sai che Paese esiste davvero? Si trova in provincia di Treviso 🙂

  • Perché da un grande potere derivano grandi caramelle! No aspetta…com’era? xD

    Scherzi a parte: abbiamo alzato l’asticella; il dialogo beckettiano tra i due scrittori sul titolo è davvero notevole ^_^

    Io mi fermo qui ancora per un po’ 😛

  • Melodie al contrario.
    Riesci sempre a colpirmi. Come ti vengono in mente certe cose? Albicocche, tamburi, barbe, ispirazione, giro, cappelli stravaganti, bambini con gli occhiali sul naso, solitudine ad uso di un diario per ogni settimana dell’anno… incontri fortunati, personaggi eccentrici, … possiedi forse la luccicanza? …. …. …. …. dimmi, racconti queste storie a qualcuno? intendo dal vivo.

      • Saresti una splendida narratrice per bambini. S’incanterebbero ad ascoltare le tue storie. E tu, che così bene riesci a immaginarle e concepirle, t’incanteresti a tua volta ad osservare quegli occhi estasiati di bimbi che ti guarderebbero in contemplazione. Se solo avessero accesso a questo tuo mondo fantastico, non se ne staccherebbero più. Peccato…

        • Hai detto delle cose bellissime e perché no? Potrei provare a raccontare qualcuno dei miei capitoli a dei bambini e vedere come reagiscono.
          Grazie mille per l’idea, ti farò sicuramente sapere se ha funzionato o no 🙂

  • Grazie della visita Adelline, ricambio, sono venuta per il caffè. Lo prendo amaro.
    Il capitolo lo avevo letto ma siccome sono una sbadata, disordinata, multi-task, mi ero scordata di votartelo…. E quando mai dirai tu ?
    Anche la tua storia semplice e ben cadenzata con i punti di vista diversi è una bella storia. Mi piacerebbe avere la morale di questa fiaba, il retrogusto l’ho colto: non si giudica dalle apparenze e tutto può avere un punto di vista diverso. Ma ci avviciniamo alla fine e deve essere chiaro a chi legge il messaggio. Un bacio grazie ancora. Lucia

    • Sono contenta di condividere il caffè del pomeriggio con te, ho anche appena caricato il nuovo capitolo, così abbiamo di che parlare.
      Ti ringrazio per tutti i tuoi commenti sempre molto attenti e istruttivi.
      A prestissimo!
      Baci baci

  • Lettta tutta d’un fiato questa fiaba particolare,, che bella idea quella di mettere il naso dentro le abitudini della gente. Non ti ho mai letto,scrivi bene , i capitoli scorrono piacevolmente passando dalla tristezza al sorriso , ti seguo volentieri

  • Molto bello….Mi aspettavo i due punti di vista come scrittori, hai fatto bene a darne solo uno come scrittore e uno dato dall’incontro. Così, ci hai spiazzato. Sono al capitolo quattro: la cattiveria. Porti dei croccantini ai miei cani ? Magari se vedono una persona dolce, che racconta storie belle come la tua la smettono di litigare… Un bacio…

  • Complimenti, anche questo capitolo, come tutti gli altri, mi ha stregata.
    Non ci sono più limiti alla narrazione e questo rende la tua storia ancora più interessante.
    Molto poetico, scelgo un po’ d’amore con l’innamorata.
    A presto!

  • Voto per le poesie!
    Un altro bel capitolo. Stavolta c’è stata una punta amara: il signore che va a chiedere l’ora sperando di trovare degli amici mi ha trasmesso un po’ di tristezza. Insieme, però, ho visto la speranza che i protagonisti possano diventare suoi amici. In fondo, si sono salutati ancora, no?
    Mi è anche piaciuta l’idea di chiamare il luogo “Paese”, perché, in fondo, non importa dove accade tutto ciò.
    Brava! 🙂

  • Ciao, Adele. Proprio oggi mi chiedevo quando avresti pubblicato un nuovo episodio, non ti avevo più vista neanche da me. Sono felice di ritrovarti.
    L’uomo solo che segue l’istinto di chiedere l’ora per incontrare qualcuno da salutare in futuro è un bel personaggio. Indangando più a fondo si potrebbe associare l’ora, il tempo che passa, al vuoto interiore che sente. E che compensa con la continua ricerca di cappelli stravaganti e mai uguali. Brava.
    Una folta barba.

    • Ciao! Sono stata un po’ malatina e mi sono rifugiata nei libri più che nella scrittura.
      L’interpretazione che hai dato tu è quella che avrei voluto trasmettere, nascondendola sotto l’allegria dei cappelli colorati.
      Ti ringrazio molto per i tuoi commenti e la tua presenza.
      A prestissimo!

  • Bravissima, un capitolo dolce come gli altri.
    Mi incuriosisce molto questa coppia e le strane abitudini che riescono a scovare.
    La leggerei ai miei figli prima della buonanotte, me la leggerei io prima di addormentarmi.
    In alcuni tratti mi ricorda persino un po’ Il Piccolo Principe.
    Che dire? Complimenti.

  • Paradossalmente aumentando i punti di vista narrativi quella che temevo potesse, con due, diventare pesantezza, appare semplicemente estro che rende ancora più originale la grazia innata di questo racconto. Io, a questo punto, non mi darei regole rigide su chi possa e quanto possano essere i narratori.

    P.s. Per cameriere intendi il “pasticciere” ?

  • Vorrei sempre votare tutte le opzioni, perché mi incuriosisci sempre! 🙂
    Un altro bellissimo capitolo: le frasi finali sono molto dolci (come le torte del pasticcere, ne sono sicuro!) e anche vere. Stai davvero costruendo una bellissima fiaba! 🙂
    Ho votato per il pirata cattivo: quell’aggettivo mi ha incuriosito, mi sono chiesto in che modo i protagonisti si sarebbero avvicinati ad un personaggio simile. Purtroppo, però, mi trovo in minoranza… pazienza! 😉

  • Complimenti, ti ho scoperta solo ora e purtroppo non ho potuto dire la mia sui capitoli precedenti.
    Per questa volta voto il signore col cappello, spero sia bello ed interessante come gli altri capitoli scritti fin’ora.
    Bravissima!

  • Continui a piacermi molto. Il pasticcere è stato tanto dolce, mi ha fatto venire voglia di una Torta Comequelledeifilm.
    Per il prossimo capitolo scelgo l’uomo col cappello, mi pare simpatico.
    Peccato che ci siano solo 10 capitoli.

  • Come ti hanno già detto, la tua storia è ben scritta e sembra avere delle buone basi per avere interessanti sviluppi. Siamo solo all’inizio e magari arriveranno dopo, ricordati di aggiungere anche un pizzico di avventura e di magia, elementi che in una Fiaba non dovrebbero mai mancare!

  • Complimenti, Adelline.
    La storia mi piace, è avvincente e ben scritta, i personaggi sono dolci e bizzarri e si lasciano amare.
    Sei un po’ figlia di Calvino il che, al giorno d’oggi, non può che far bene.
    Ti seguo molto volentieri, mi piacerebbe che un giorno diventasse un vero e proprio libro.
    Alla prossima!
    B.

  • Il farmacista : professione ordinaria che in quanto tale può celare bizzarre abitudini.
    La doppia narrazione, uhm, ho ancora qualche dubbio, anche perché i caratteri sono pochi e rischia di perderne la storia che trovo adorabile.
    Penso che la doppia narrazione potrebb avere una sua peculiarità se vi fossero contrasti o macro differenze tra di esse, tali da raccontare una storia diversa

    • La doppia narrazione è un po’ un esperimento; all’inizio non piaceva quasi a nessuno, ora invece sta trovando qualche sostenitore in più. Credo proverò ad andare ancora un po’ avanti con questa struttura per vedere se funziona o no.
      Grazie per i tuoi suggerimenti! 🙂

  • La deliziosa principessina ha dunque scelto il titolo del prossimo capitolo 🙂 allora vorrà che si parli del poeta.
    Che tenerezza, e lo trovo anche ben scritto perché mi piace molto questa tua scelta di esporre i due punti di vista. Sei brava.

  • Sei molto brava a narrare e hai una bella mente creativa, complimenti. Odio i complimenti, ma non so come altro spiegare il rapimento che ha suscitato in me questa lettura. In quanto al voto, difficile dirlo… mi piacciono tutti e tre e vorrei proporti di mostrarci i tre personaggi comunque, nel corso della storia; sono tre buone idee e loro potrebbero riempire tre delle settimane di scrittura dei nostri protagonisti. Per ora, obbligata a votare, scelgo l’uomo che legge poesie ai nani. Ti seguo.

    • Caspita, davvero grazie per i complimenti; se li odi, hanno un valore ancora più alto per me! Per quanto riguarda la tua proposta, la adoro! Per cui direi che ad ogni nuovo capitolo lascerò tra le opzioni uno di questi personaggi.
      Grazie mille per l’idea 🙂

  • È un’idea deliziosa quella che hai avuto 🙂 inizialmente credevo mi descrivessi Babbo Natale, con bretelle barba e occhiali sul naso, ma poi la storia è diventata tenera e il personaggio molto particolare.
    Ho votato la donna che grida Giro.

  • Incipit interessantissimo. Il personaggio dell’uomo in bretelle è fantastico, già da queste prime righe. Lui che non ha mai avuto abitudini e se ne dispiace e cerca di rimediare. Bellissimo.

    Voto per lo spilungone, le poesie e i nani da giardino, anche se la signora degli angoli mi ha tentato parecchio.

    Benvenuta,
    D.

    • In effetti la mia intenzione era proprio quella di trasportare il lettore in una specie di mondo fiabesco che lo spinga a chiedersi se quanto accade sia vero o solo frutto dell’immaginazione. Grazie per i complimenti! 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi