Lo specchio deforme

Dove eravamo rimasti?

Chiara non oppose resistenza, fece cenno a Jacob di terminare la discussione con il poliziotto, quando.. Arriva Simon, il tuttofare di Paul che li conduce all'interno del palazzetto (80%)

Una nuovo destino

” Non so cosa mi capiti, ma so che periodicamente mi sento male. È’ come se sentissi dentro di me un’inquietudine, una sorta di mostro che mi logora interiormente e che vorrei estirpare con le mie stesse mani, anche a costo di farmi del male fisico. Mi sento sbagliata, mi sento di non avere una collocazione nel mondo, anzi, di non meritarla affatto.
Farei qualunque cosa per non sentirmi così, ma poi, quando è il momento di agire, di provare a stare meglio, non ci riesco. Più sto male e più mi faccio del male, mi punisco usando il cibo come arma per distruggermi. Mangio per consolarmi, per coccolarmi, ma poi perdo il controllo e mangio fino allo sfinimento, fino a quando lo stomaco non implora di fermarmi. Ed allora devo vomitare per dare tregua allo stomaco. Vomitare e’ doloroso, ogni volta mi manca il fiato e gli occhi si gonfiano di lacrime. Quando finisco cado stremata sul letto, come dovesse venirmi un infarto. Questa non è vita. Questo è un massacro contro me stessa; un massacro silenzioso, perché la mia famiglia non si è accorta di nulla, oppure fa finta di non vedere, a dire il vero non l’ho mai capito. Ho provato a chiedere aiuto, a dire che sto male, ma la volta che l’ho fatto mia madre e’ scoppiata in lacrime e ho dovuto prometterle che non avrei più vomitato. Non sono riuscita a mantenere la promessa.”
Simon era arrivato giusto in tempo a togliere Chiara e Jacob da una situazione complicata. “Paul ha chiesto di vedervi e mi ha mandato a cercarvi. Ha detto che vuole salutarvi prima che inizi il concerto, perché a fine serata partono per Berlino. Seguitemi.” Nel cammino Chiara non si accorse di aver fatto cadere il suo diario dalla tasca posteriore dello zaino e che Jacob l’aveva raccolto. Non c’era stato tempo per restituirglielo e poi la curiosità era prevalsa sul resto, Jacob voleva capire cosa rendesse Chiara così misteriosa ed il perché della sua malattia.
” Il camerino di Paul e’ in fondo al corridoio, credo che troverete la band al completo. Stanno ripassando le fasi del concerto, ma voi avete libero accesso, siete gli unici.”
I ragazzi bussarono prima di entrare e di vedere Paul seduto su di una poltrona chiacchierare amabilmente con Dave.
” Benvenuti ragazzi! Siamo quasi pronti a dare inizio allo spettacolo, siete pronti?”
” Siamo appena arrivati, a dire il vero. Simon ha detto che volevi vederci”.
” Si, ci tenevo a salutarvi perché dopo non ci sarà tempo. Partiamo per Berlino a fine serata. Volevo assicurarmi che state bene e dirvi a nome della band che è stato un piacere conoscervi. Avrei una proposta per Chiara, qualcosa che riguarda il suo futuro.
” Dobbiamo andare, ci stanno chiamando”, disse Dave interrompendo il discorso intrapreso da Paul.
“Troviamoci qui subito dopo la fine del concerto per finire il discorso, e’ importante per entrambi”.
Paul lascio’ Chiara come sospesa su di un filo trasparente e sottile, ma stranamente lei non si sentiva in pericolo. Qualcosa le diceva che si stava prospettando un finale a sorpresa, una bella sorpresa.
” I would like to dedicate this song to my friend Chiara..Chiara this is for you..Original of The Species”..
“Baby slow down,
The end is not as fan as the start,
Please stay a child somewhere in your heart..”

A fine serata, Chiara e Jacob tornarono nel camerino di Paul, curiosi di sapere quale proposta avesse da fare.

” Grazie per la dedica, questa è stata un’esperienza memorabile, non la dimenticherò mai. Mi hai regalato cinque minuti di pura gioia.” Chiara abbraccio’ Paul lasciandosi andare in un pianto liberatorio.
” Non piangere, le sorprese non sono finite. Ho una proposta da farti..che ne dici di trascorrere la prossima estate in Irlanda? Vorrei che facessi uno stage presso la nostra casa discografica e che nel frattempo prendessi appunti per scrivere una biografia ufficiale sulla band? Mi hai detto che ti piace scrivere, perché non racconti la nostra storia? Il nostro tour terminerà a giugno..non devi preoccuparti di nulla,  penseremo noi a tutto”.
” E’ una proposta molto allentante e mi sento onorata che tu abbia chiesto a me un lavoro del genere, ma io non sono una vera scrittrice e la mia famiglia non sarebbe d’accordo”.
” Ti chiedo di rifletterci ancora prima di darmi una risposta definitiva. Sono convinto che faresti un buon lavoro, e che, difficilmente ti capiterà un’ altra occasione simile. Conosco molti giornalisti che farebbero carte false per ricevere una proposta del genere, ma nessuno di loro ha il tuo cuore, la tua sensibilità. Vogliamo una biografia diversa dal solito, non deve essere un’analisi grammaticale del teso delle nostre canzoni. Devi conoscerci, vivere con noi e le nostre famiglie per capire realmente chi siamo e perché facciamo musica. Puoi contattare il nostro staff e dare la tua risposta. Sarei davvero felice se decidessi di accettare.”
Non c’era più tempo per stare li, gli Hype dovevano partire per Berlino, e Chiara avvisare i suoi genitori che non sarebbe più tornata a casa. Era il momento di dare una svolta al suo destino.

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64 Commenti

  1. Un finale leggero, morbido come una danza: speranza di nuvole e aria fresca. Ho scritto che l’avrei letto questa sera, sul tardi … poi … poi non ho resistito. Io l’avrei svolto diversamente, e questo è un aspetto che me lo fa piacere ancor più.
    Desidererei continuasse: potrebbe?
    Per ora ti ringrazio: mi raccomando, non smettere di scrivere! Ti abbraccio forte.

    • Ciao Irene, anche io vorrei continuasse, magari da qualche altra parte, qui non è possibile..mi farebbe piacere sapere come l’avresti svolta tu la storia, magari scrivimi un altro messaggio o commento, ci tengo molto! Grazie per l’incitamento a continuare, mi fa davvero molto piacere.
      Un bacio

  2. Beh, Angela, che dire…. nonostante tutte le sue debolezze, la sua poca autostima, Chiara ha avuto fortuna, alla fine. Una proposta da favola moderna che chiude col lieto fine la tragi-storia. 🙂 Io detesto i lieto fine, per cui non ti dirò che ho apprezzato la svolta finale, ma questa tua storia – che seguo fin dall’inizio con interesse, come sai – aveva molti altri punti interessanti e maturi a suo favore: era uno spaccato di vita realistico con una caratterizzazione della protagonista che porta a molte lunghe riflessioni importanti. Per cui ti perdono un finale un po’ fiabesco che poco si adatta a una storia seriosa come questa, e ti faccio i miei complimenti per come ti sei mossa in questa avventura. E un in bocca al lupo per le tue prossime storie che saranno, di sicuro, altrettanto avvincenti.
    Ale

    • Ciao Alessandra, grazie per il tuo commento molto costruttivo. Ho scelto un finale un po’ fiabesco,m come scrivi tu, per dare a Chiara una speranza che spesso purtroppo chi soffre di disturbi alimentari non hanno, non si concedono. Non è detto che Chiara riuscirà ad uscirne, ma la possibilità di una nuova vita “deve” averla, perché si può guarire e questo è un dato di fatto. Grazie anche per l’in bocca al lupo per il futuro, sperando di ritrovarci in qualche altra storia.

  3. Cara Angela, come già detto su FB e come starai notando, ti seguo e ti leggo con estremo piacere. Il racconto scorre, veloce. E velocemente vien voglia di sapere quale sarà il proseguimento. Non me la sento di consigliare la via, al momento del bivio: è come dare una trama ai propri sogni, impossibile. L’unica puntualizzazione, che mi vede concordare con Alex, è forse di approfondire l’argomento sui disturbi alimentare, essendo un tema delicato a cui molti sono interessati. Sviluppare maggiormente le sensazioni che Chiara ha provato nell’intraprendere la strada della anoressia/bulimia … magari leggendo proprio dal suo diario il dolore che l’ha sempre attanagliata. Ripeto però: è un parere! Mi complimento per la tua perseveranza, dote che raramente si unisce alla dolcezza … aggettivo per te azzeccatissimo, avendoti conosciuta di persona e come scrittrice. Non mollare mai: te lo meriti! Un bacio grandissimo! Irene Mauriello

    • Ciao Irene, grazie per il tuo commento e per seguirmi in questo mio percorso nel mondo della scrittura. Hai ragione, merita approfondire il tema della malattia, molto delicato ma anche di grande interesse perché piu diffuso di quanto non si immagini.
      Ti aspetto al prossimo episodio. Un abbraccio grosso

  4. Ciao Angela, ho appena letto i primi quattro capitoli..
    Devo dire che il tuo racconto mi sembra ben strutturato, hai le idee abbastanza chiare, su cosa vuoi dire.. (forse in alcuni frangenti ti dovresti soffermare di più e far riflettere il lettore.. visto che stai affrontando un problema serio come quello dell’ anoressia).
    Ok detto questo ti faccio i miei complimenti.. Con calma leggerò i restanti capitoli..
    mi son fermato con Chiara in opsedale..
    Ti seguo

  5. Perdo un paio di episodi, torno e ti trovo assolutamente migliorata, Angela. Non so come, prima mi piacevi, ma ora mi stupisci. Ottima esecuzione, brava davvero. Ti seguo sempre con convinzione, te lo scrissi tempo fa che il tuo racconto è molto empatico. ( beh, non ho usato questo termine, ma il senso era quello 🙂 )

  6. C’è solo un modo perché Chiara dia una svolta alla sua vita, nel bene o nel male, che si nasconda nel furgone. Avrà tempo, durante il viaggio, di manifestarsi e farsi conoscere da Jakob e suo padre e anche di telefonare a sua madre a cose fatte, chiedendole di non interferire e accettare la sua decisione. Anche perché, a meno che non la segua di corsa, non potrà più impedirle di… vedere il mondo e cambiare vita. magari con jakob. Brava, buona narrazione. Ti seguo.

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