Lo specchio deforme

Dove eravamo rimasti?

Chi è la persona con cui parla Jacob? Il medico di turno (80%)

Chiara mangia troppe caramelle

Il medico di turno quella notte chiese a Jacob un po’ di notizie riguardo Chiara, sulle sue abitudini alimentari e sul rapporto con la sua famiglia. Il medico spiegò di aver trovato Chiara in un avanzato stato di denutrizione e di disidratazione, che, quasi certamente, erano le cause dello svenimento. Jacob rispose di non aver mai notato nulla di strano nel comportamento dell’amica, tralasciando il fatto di conoscerla solo superficialmente, anzi, di averla considerata un’estranea fino al giorno prima. Cercò di non far destare sospetti, la situazione era molto delicata, sia per Chiara, sia per Jacob e suo padre, i quali avrebbero passato guai seri se solo ci fosse stato il sospetto che Chiara fosse scappata di casa.

“Temo che la sua amica soffra di disturbi alimentari. E’ una cosa seria, sicuro di non essersene mai accorto? Al momento noi non possiamo fare altro che rimetterla in piedi con una soluzione reidratante, ma è fondamentale che venga intrapresa una terapia psicologica e che coinvolga anche la famiglia. Ci sono degli opuscoli informativi sulla bulimia e sull’anoressia nella sala d’attesa del pronto soccorso. Vi consiglio di prenderli prima di andare via.”

“So che Chiara mangia poco, lo sanno tutti a scuola; ma credo che nessuno abbia mai avuto il coraggio di spingersi oltre con le domande. Chiara non parla molto, è riservata, ed anche a scuola sta sempre sulle sue. Si nasconde tra i libri..le sue compagne di classe dicono che Chiara mangia troppe caramelle; ogni mattina se ne porta da casa un sacchetto di un paio di etti che però termina prima che suoni la campanella dell’intervallo. Nessuno l’ha mai vista mangiare altro, a parte il cappuccino che ha bevuto prima di svenire oggi davanti ai miei occhi. Ma cosa potevamo fare o sapere noi? Siamo solo ragazzi..”

Jacob aveva tentato di mantenere la calma, raccontando di Chiara quello che aveva sentito dire qua e là tra i banchi di scuola. Aveva tralasciato di raccontare le voci della piazza in cui vivevano, quelle che riguardavano i suoi genitori ed il carattere iracondo del padre. Che il suo soprannome fosse “Giovanni mani di piombo” aveva dimenticato di dirlo al medico di turno quella notte.

“Non abbiamo motivo di trattenere la sua amica a lungo qui in ospedale. Non appena la flebo sarà terminata, Chiara potrà essere dimessa e potrà uscire anche subito se se la sente. Assicuratevi che beva nelle prossime ore, è fondamentale”. Jacob rimase solo per qualche minuto. Non aveva la forza di sedersi accanto al corpo maltrattato di una ragazza quasi sconosciuta. Non sapeva come comportarsi, si sentiva a disagio, ma anche in dovere di aiutarla, per una forma di giustizia nei suoi confronti. Quello di morire per fame non poteva essere il destino di nessuno, tantomeno quello di Chiara. E non poteva neanche tornare a casa, non in quelle condizioni, non senza aver prima realizzato il sogno di sentirsi veramente libera. Jacob sapeva che suo padre non avrebbe proseguito il viaggio senza prima avvisare la famiglia di Chiara; per questo doveva agire in fretta. La flebo non era ancora del tutto terminata, ma non poteva aspettare un minuto di più. Sollevò Chiara dal letto, l’aiutò a vestirsi e ad uscire dall’ospedale senza impedimenti. Chiara era cosciente, ma ancora troppo debole per fare domande ed opporsi al comportamento del suo amico. Nelle sue condizioni non poteva fare altro che fidarsi di Jacob, un estraneo quasi amico, l’unico che poteva portarla lontano dalla sua vecchia vita, quella che la faceva sentire pesante come un macigno e che allo specchio dava di lei un’immagine piena di difetti, di mancanze (bellezza, grazia, magrezza) e di eccessi (rotondità del corpo, goffaggine nei movimenti). Quella notte le idee erano poche e confuse, ma entrambi sapevano che non potevano rimanere a Mentone.

Come decideranno di proseguire il loro viaggio una volta usciti dall'ospedale?

  • Chiara è troppo debole e Jacob si convince di portarla in albergo dove li attende suo padre (0%)
    0
  • Chiedono un passaggio facendo l'autostop (67%)
    67
  • Non disponendo di molto denaro, Jacob e Chiara passano la notte in spiaggia (33%)
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64 Commenti

  1. Un finale leggero, morbido come una danza: speranza di nuvole e aria fresca. Ho scritto che l’avrei letto questa sera, sul tardi … poi … poi non ho resistito. Io l’avrei svolto diversamente, e questo è un aspetto che me lo fa piacere ancor più.
    Desidererei continuasse: potrebbe?
    Per ora ti ringrazio: mi raccomando, non smettere di scrivere! Ti abbraccio forte.

    • Ciao Irene, anche io vorrei continuasse, magari da qualche altra parte, qui non è possibile..mi farebbe piacere sapere come l’avresti svolta tu la storia, magari scrivimi un altro messaggio o commento, ci tengo molto! Grazie per l’incitamento a continuare, mi fa davvero molto piacere.
      Un bacio

  2. Beh, Angela, che dire…. nonostante tutte le sue debolezze, la sua poca autostima, Chiara ha avuto fortuna, alla fine. Una proposta da favola moderna che chiude col lieto fine la tragi-storia. 🙂 Io detesto i lieto fine, per cui non ti dirò che ho apprezzato la svolta finale, ma questa tua storia – che seguo fin dall’inizio con interesse, come sai – aveva molti altri punti interessanti e maturi a suo favore: era uno spaccato di vita realistico con una caratterizzazione della protagonista che porta a molte lunghe riflessioni importanti. Per cui ti perdono un finale un po’ fiabesco che poco si adatta a una storia seriosa come questa, e ti faccio i miei complimenti per come ti sei mossa in questa avventura. E un in bocca al lupo per le tue prossime storie che saranno, di sicuro, altrettanto avvincenti.
    Ale

    • Ciao Alessandra, grazie per il tuo commento molto costruttivo. Ho scelto un finale un po’ fiabesco,m come scrivi tu, per dare a Chiara una speranza che spesso purtroppo chi soffre di disturbi alimentari non hanno, non si concedono. Non è detto che Chiara riuscirà ad uscirne, ma la possibilità di una nuova vita “deve” averla, perché si può guarire e questo è un dato di fatto. Grazie anche per l’in bocca al lupo per il futuro, sperando di ritrovarci in qualche altra storia.

  3. Cara Angela, come già detto su FB e come starai notando, ti seguo e ti leggo con estremo piacere. Il racconto scorre, veloce. E velocemente vien voglia di sapere quale sarà il proseguimento. Non me la sento di consigliare la via, al momento del bivio: è come dare una trama ai propri sogni, impossibile. L’unica puntualizzazione, che mi vede concordare con Alex, è forse di approfondire l’argomento sui disturbi alimentare, essendo un tema delicato a cui molti sono interessati. Sviluppare maggiormente le sensazioni che Chiara ha provato nell’intraprendere la strada della anoressia/bulimia … magari leggendo proprio dal suo diario il dolore che l’ha sempre attanagliata. Ripeto però: è un parere! Mi complimento per la tua perseveranza, dote che raramente si unisce alla dolcezza … aggettivo per te azzeccatissimo, avendoti conosciuta di persona e come scrittrice. Non mollare mai: te lo meriti! Un bacio grandissimo! Irene Mauriello

    • Ciao Irene, grazie per il tuo commento e per seguirmi in questo mio percorso nel mondo della scrittura. Hai ragione, merita approfondire il tema della malattia, molto delicato ma anche di grande interesse perché piu diffuso di quanto non si immagini.
      Ti aspetto al prossimo episodio. Un abbraccio grosso

  4. Ciao Angela, ho appena letto i primi quattro capitoli..
    Devo dire che il tuo racconto mi sembra ben strutturato, hai le idee abbastanza chiare, su cosa vuoi dire.. (forse in alcuni frangenti ti dovresti soffermare di più e far riflettere il lettore.. visto che stai affrontando un problema serio come quello dell’ anoressia).
    Ok detto questo ti faccio i miei complimenti.. Con calma leggerò i restanti capitoli..
    mi son fermato con Chiara in opsedale..
    Ti seguo

  5. Perdo un paio di episodi, torno e ti trovo assolutamente migliorata, Angela. Non so come, prima mi piacevi, ma ora mi stupisci. Ottima esecuzione, brava davvero. Ti seguo sempre con convinzione, te lo scrissi tempo fa che il tuo racconto è molto empatico. ( beh, non ho usato questo termine, ma il senso era quello 🙂 )

  6. C’è solo un modo perché Chiara dia una svolta alla sua vita, nel bene o nel male, che si nasconda nel furgone. Avrà tempo, durante il viaggio, di manifestarsi e farsi conoscere da Jakob e suo padre e anche di telefonare a sua madre a cose fatte, chiedendole di non interferire e accettare la sua decisione. Anche perché, a meno che non la segua di corsa, non potrà più impedirle di… vedere il mondo e cambiare vita. magari con jakob. Brava, buona narrazione. Ti seguo.

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