Lo specchio deforme

Dove eravamo rimasti?

Raggiunta la stazione della metropolitana, Chiara e Jacob scoprono che.. La stazione è tappezzata di manifesti con la foto di Chiara scomparsa dall'Italia (50%)

Ultima tappa del viaggio?

La stazione della metro era tappezzata di manifesti raffiguranti il volto di Chiara. Una scritta nella parte bassa del manifesto suggeriva di chiamare la polizia nel caso in cui qualcuno avesse informazioni utili al suo ritrovamento.

“E’ meglio cambiare aria, andremo al concerto a piedi o con un altro mezzo; dammi la mano e stammi dietro, non abbiamo tempo da perdere”.

Jacob prese Chiara per mano e poi di corsa verso l’uscita. La metro non era sicura, troppe persone, troppi manifesti. Uscirono per strada ed iniziarono a camminare a passo spedito. Chiara era letteralmente trascinata da Jacob, più energico ed in forze di lei.

“Il concerto è troppo lontano, non ce la faremo mai ad arrivare in tempo”, disse Chiara.

“Non temere, ho dato un’occhiata alla cartina di Parigi quando eravamo al bistrot, possiamo prendere un bus che passa da queste parti; tu cerca di non staccarti da me ed andrà tutto bene”.

Jacob era molto sicuro di sé, o per lo meno, era ciò che dava a vedere e Chiara si sentiva sicura accanto a lui.

“La nostra è pura pazzia! Anche ammettendo che riusciremo a vedere il concerto, non possiamo continuare a scappare..devo chiamare i miei e tornare in Italia.”

“Ok, lo farai, ma è inutile preoccuparsi ora. Pensa agli Hype ed alla fortuna che abbiamo avuto ad incontrarli.”

Il bus era affollato di gente, per di più di persone che rientravano a casa dal lavoro. Era sera e Parigi era resa ancora più affascinante dal luccichio delle luci artificiali combinate con i colori del crepuscolo.

“Tieniti pronta a scappare”, disse Jacob. “Metti questo cappello e cerca di coprirti il viso il più possibile, non devono riconoscerti. Se qualcuno si avvicina, saltiamo giù dal bus. Jacob sembrava pronto ad ogni evenienza e Chiara pronta ad eseguire i suoi ordini.

Il tragitto fu breve e senza intoppi. Il palazzetto era a due passi da loro e l’area intorno affollata di gente. “Non temere, qui nessuno baderà a te, i ragazzi che incontreremo hanno solo una cosa in testa: gli Hype..senti l’aria di festa? E’ fantastico essere qui, mi sembra ancora tutto così incredibile! Non sei felice?”

“Non avrei mai pensato una cosa del genere; va oltre ad ogni immaginazione..come ti ho detto, prima di partire via con te ero convinta che il mio destino fosse già deciso, e che io non potessi farci nulla. Sono stata cresciuta così. L’unica mia valvola di sfogo per la rabbia che provo dentro è il cibo, e più mangio e più mi sento infelice, ma non riesco a smettere..è una dipendenza, quasi come una droga, ma i danni che provoco al mio corpo non sono visibili come quelli provocati dall’eroina. Non so se puoi capirmi, a volte neanche io riesco a capirmi e mi disprezzo per il male che faccio a me stessa. L’unica cosa bella è essere qui, vivere un’esperienza da privilegiata e tu sei una sorpresa. Adesso te lo posso dire, ero convinta che fossi uno di quelli con la puzza sotto il naso, un po’ snob, in pratica che noi due vivessimo in due mondi lontani anni luce. Credo ancora che siamo due persone completamente diverse , ma mi piace ciò che ho visto di te, e mi piacciono le tue attenzioni. Nessuno aveva mai badato a me, sono una di quelle persone che in una stanza piena affamata cerca di mimetizzarsi con la tappezzeria. E poi essere qui a Parigi..non ho parole per descrivere come mi sento”.

“Sei una creatura davvero bizzarra”, rispose Jacob con un sorriso.  Avviciniamoci ai cancelli, seguimi.”

Con i pass che Paul diede a Chiara sarebbe stato un gioco da ragazzi superare la folla ed entrare prima degli altri se non fosse per gli uomini della sicurezza piantonati davanti agli ingressi. Il timore era che qualcuno potesse riconoscere in lei la ragazza scomparsa dall’Italia. Ormai era deciso, il viaggio avventuroso con Jacob sarebbe terminato quella sera, ma solo dopo aver assistito in prima fila al concerto e salutato per l’ultima volta Paul ed il resto della band.

“Credo si entri da quel cancello lì in fondo, disse Jacob, ma prima ancora che finisse di parlare, si avvicinò a Chiara un poliziotto che le chiese di seguirlo al posto di blocco.

“Non ne vedo il motivo”, continuò Jacob “siamo ospiti degli Hype, e non vorremmo entrare in ritardo; ci scusi, ma abbiamo fretta.”

“E’ questione di pochi minuti”..

Chiara non oppose resistenza, fece cenno a Jacob di terminare la discussione con il poliziotto, quando..

  • Chiara sviene improvvisamente per un malore (0%)
    0
  • compare il padre di Jacob, arrivato a Parigi per riprendere alcune scene del concerto (20%)
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  • Arriva Simon, il tuttofare di Paul che li conduce all'interno del palazzetto (80%)
    80
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64 Commenti

  1. Un finale leggero, morbido come una danza: speranza di nuvole e aria fresca. Ho scritto che l’avrei letto questa sera, sul tardi … poi … poi non ho resistito. Io l’avrei svolto diversamente, e questo è un aspetto che me lo fa piacere ancor più.
    Desidererei continuasse: potrebbe?
    Per ora ti ringrazio: mi raccomando, non smettere di scrivere! Ti abbraccio forte.

    • Ciao Irene, anche io vorrei continuasse, magari da qualche altra parte, qui non è possibile..mi farebbe piacere sapere come l’avresti svolta tu la storia, magari scrivimi un altro messaggio o commento, ci tengo molto! Grazie per l’incitamento a continuare, mi fa davvero molto piacere.
      Un bacio

  2. Beh, Angela, che dire…. nonostante tutte le sue debolezze, la sua poca autostima, Chiara ha avuto fortuna, alla fine. Una proposta da favola moderna che chiude col lieto fine la tragi-storia. 🙂 Io detesto i lieto fine, per cui non ti dirò che ho apprezzato la svolta finale, ma questa tua storia – che seguo fin dall’inizio con interesse, come sai – aveva molti altri punti interessanti e maturi a suo favore: era uno spaccato di vita realistico con una caratterizzazione della protagonista che porta a molte lunghe riflessioni importanti. Per cui ti perdono un finale un po’ fiabesco che poco si adatta a una storia seriosa come questa, e ti faccio i miei complimenti per come ti sei mossa in questa avventura. E un in bocca al lupo per le tue prossime storie che saranno, di sicuro, altrettanto avvincenti.
    Ale

    • Ciao Alessandra, grazie per il tuo commento molto costruttivo. Ho scelto un finale un po’ fiabesco,m come scrivi tu, per dare a Chiara una speranza che spesso purtroppo chi soffre di disturbi alimentari non hanno, non si concedono. Non è detto che Chiara riuscirà ad uscirne, ma la possibilità di una nuova vita “deve” averla, perché si può guarire e questo è un dato di fatto. Grazie anche per l’in bocca al lupo per il futuro, sperando di ritrovarci in qualche altra storia.

  3. Cara Angela, come già detto su FB e come starai notando, ti seguo e ti leggo con estremo piacere. Il racconto scorre, veloce. E velocemente vien voglia di sapere quale sarà il proseguimento. Non me la sento di consigliare la via, al momento del bivio: è come dare una trama ai propri sogni, impossibile. L’unica puntualizzazione, che mi vede concordare con Alex, è forse di approfondire l’argomento sui disturbi alimentare, essendo un tema delicato a cui molti sono interessati. Sviluppare maggiormente le sensazioni che Chiara ha provato nell’intraprendere la strada della anoressia/bulimia … magari leggendo proprio dal suo diario il dolore che l’ha sempre attanagliata. Ripeto però: è un parere! Mi complimento per la tua perseveranza, dote che raramente si unisce alla dolcezza … aggettivo per te azzeccatissimo, avendoti conosciuta di persona e come scrittrice. Non mollare mai: te lo meriti! Un bacio grandissimo! Irene Mauriello

    • Ciao Irene, grazie per il tuo commento e per seguirmi in questo mio percorso nel mondo della scrittura. Hai ragione, merita approfondire il tema della malattia, molto delicato ma anche di grande interesse perché piu diffuso di quanto non si immagini.
      Ti aspetto al prossimo episodio. Un abbraccio grosso

  4. Ciao Angela, ho appena letto i primi quattro capitoli..
    Devo dire che il tuo racconto mi sembra ben strutturato, hai le idee abbastanza chiare, su cosa vuoi dire.. (forse in alcuni frangenti ti dovresti soffermare di più e far riflettere il lettore.. visto che stai affrontando un problema serio come quello dell’ anoressia).
    Ok detto questo ti faccio i miei complimenti.. Con calma leggerò i restanti capitoli..
    mi son fermato con Chiara in opsedale..
    Ti seguo

  5. Perdo un paio di episodi, torno e ti trovo assolutamente migliorata, Angela. Non so come, prima mi piacevi, ma ora mi stupisci. Ottima esecuzione, brava davvero. Ti seguo sempre con convinzione, te lo scrissi tempo fa che il tuo racconto è molto empatico. ( beh, non ho usato questo termine, ma il senso era quello 🙂 )

  6. C’è solo un modo perché Chiara dia una svolta alla sua vita, nel bene o nel male, che si nasconda nel furgone. Avrà tempo, durante il viaggio, di manifestarsi e farsi conoscere da Jakob e suo padre e anche di telefonare a sua madre a cose fatte, chiedendole di non interferire e accettare la sua decisione. Anche perché, a meno che non la segua di corsa, non potrà più impedirle di… vedere il mondo e cambiare vita. magari con jakob. Brava, buona narrazione. Ti seguo.

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