L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Arrivati a casa Una sorpresa all'aereoporto (67%)

Bentornati in Italia

Il viaggio fu tranquillo ed i ragazzi dormirono per quasi tutto il tragitto.

Arrivati a Malpensa andarono a recuperare le valigie.

Più che valigie erano le borse dei panni sporchi poiché, le cose di valore ed i vari regalini, li avevano tenuti nel bagaglio a mano.

Ovviamente dovettero aspettare più di mezzora, ma essendo in Italia il fatto che il bagaglio arrivi intero è già un gran successo. Nessuno dei due si lamentò del tempo di attesa.

Sbrigata anche questa pratica andarono in un bar a far colazione. Jared cercò un giornale ma vide che erano tutti occupati.

Voleva dare un’occhiata alle notizie, quasi fosse lontano dal Belpaese da chissà quanto tempo.

Ordinarono due cappucci e due brioches e mentre stavano mangiando seduti ad un tavolino, Jared sbirciava il giornale che un uomo seduto al tavolo vicino stava leggendo.

Capì da subito che l’Italia era rimasta quella che aveva lasciato, politica, tasse, cronaca nera e la foca di turno che aveva partorito un cucciolo di colore diverso dagli altri.

Ci fu però una notizia che lo lasciò di stucco.

Estorsioni e truffe, 50 indagati.   L’articolo poi continuava.

L’attività investigativa avviata due anni fa in seguito alla denuncia di un pentito. La banda operava in Lombardia ed in altre regioni del nord da più di vent’anni. Le truffe erano incentrate prettamente su partite di poker truccate ma anche su video poker manomessi e non si esclude che l’attività fosse coinvolta in un giro di prostituzione.       

Queste furono le righe che Jared riuscì a leggere qua e là poiché l’uomo si alzò e se ne andò portandosi via anche il giornale e lasciando Jared beffato. 

Fu così che decise di comprarne uno e di leggere meglio l’articolo condividendo questa notizia con Claudia.

“Che bella storia”. “Mai e poi mai avrei pensato potesse succedere”.

“Ed invece a quanto pare” rispose Claudia.

Presero la navetta che li portò a Centrale, lì c’era il papà di Claudia ad aspettarli.

Ci impiegarono circa un’ora per arrivare a casa e durante il tragitto Jared lesse e rilesse l’articolo con un sorriso da ebete stampato in faccia.

Claudia invece descrisse per filo e per segno a suo padre il paradiso che avevano visitato. Suo papà non era mai andato all’estero e non riusciva nemmeno ad immaginarlo un posto così. A lui piacevano i monti. Le Dolomiti per essere precisi.

Per lui non c’era niente di meglio che una passeggiata, un bicchiere di rosso e una bella polenta con funghi e formaggio di malga.

Arrivati a casa Jared si fece lasciare al bar. Voleva vedere se c’era Jimmy per fargli leggere l’articolo e poi magari bere qualcosa insieme.

Salutò Claudia e ringraziò suo padre poi entrò nel bar.

Diede un’occhiata nelle varie sale ma vide che non c’era nessuno di interessante, quindi ordinò una birretta che finì in un paio di sorsi e poi prese la via di casa.

Fu quando imboccò via Salvecchio che sentì ancora quella voce “Ce l’hai fatta allora”.

Jared si fermò e poi si girò poiché sentì la presenza di qualcuno dietro di lui.

Era Luca, il ragazzo che incontrò a Riva del Garda. Solo in quel momento capì che era suo padre da giovane.

“Non ho fatto niente io” rispose Jared.

“Come no, hai abbandonato il torneo” “Hai smesso di giocare e deciso di prenderti cura di te stesso”.

“Perché tu non ce l’hai fatta invece?” “ Perché ti sei ficcato nei guai?”

“Vedi Jared, noi pensiamo di avere sempre tutto sotto controllo”. “La realtà è che noi facciamo delle scelte ma non tutto dipende da noi”. “Quindi a volte l’esito è diverso da quello che ci aspettiamo”.

“Cosa vuoi dire?”

“Voglio dire che non pensavo di finire in fondo ad una scarpata ammazzato, quando andavo a giocare, invece poi le cose hanno preso una piega poco felice”.“Tenersi lontano da quel mondo è la scelta migliore che tu potessi fare”.

“Mi sei mancato molto papà” .

“Anche tu piccolo, ma sappi che io ti sono sempre stato vicino“.

“Grazie papà”.

“E di cosa?”.

“Beh, la voce”. “Eri tu….”.

“No piccolo, eri tu”.

Detto questo svoltò l’angolo e sparì.   

Categorie

Lascia un commento

122 Commenti

  1. Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  2. Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  3. Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  4. ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  5. Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  6. Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  7. Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  8. Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  9. Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  10. Voto per parlare con Jimmy, anche se è in minoranza. Sapendo che Natala è incinta, non ha senso farla agitare con la verità sulla morte del padre. Quindi tutti i problemi ricadranno su Jimmy. 🙂 In più è anche amico di Jared. Meglio di così non si può.

  11. Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  12. Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  13. Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  14. Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  15. Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  16. Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  17. Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  18. Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi