L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Cosa deve fare Jared... Parlare con il suo amico (67%)

Confessioni

Quella che iniziava era l’ultima settimana di lavoro prima della chiusura aziendale. Le ferie stavano per cominciare e Jared stava seriamente pensando di farsi una vacanza.

Lui non era amante dei viaggi programmati.

Preferiva organizzare tutto all’ultimo momento ed era per questo motivo che non aveva ancora prenotato niente. Un giorno sarebbe partito ed una volta arrivato avrebbe cercato un posto per dormire.

Però non era ancora il momento di pensare alle ferie.

Doveva concludere la settimana ed inoltre era deciso ad andare in fondo alla questione che lo angosciava.

Era sicuro che il suo amico lo avrebbe consigliato. Decise di parlargli al lavoro, magari mentre mangiavano nell’ora di pausa.

La mattinata passò velocemente e quando si incontrò in mensa con l’amico gli disse che doveva parlargli di una cosa delicata e che avrebbe preferito sedersi lontano da orecchie indiscrete.

Dopo essersi muniti di vassoio e posate, entrambi presero solamente un piatto di spaghetti all’amatriciana ed un frutto.

Appena cominciarono a mangiare Jared disse : “Senti zio, mi stanno capitando delle cose molto strane”.

Jimmy :”Del tipo?”.

Jared :”Ho sentito una voce”.

Jimmy: “Bevi di meno” replicò sorridendo, ma visto che l’amico sembrava veramente turbato, si tolse dal volto quel mezzo sorrisetto da ebete recuperando un minimo di serietà.

Jimmy :”E cosa avresti sentito, fratello?”.

Jared :”Ce la puoi fare…”.

Jimmy :”A fare?”.

Jared :”Coglione, che cazzo ne so. Io sento una voce e tu mi chiedi di capire cosa vuol dire??? La cosa strana è sentire la voce, no??”.

Jimmy :”Non è detto, magari se capisci cosa vuole dirti, ti si schiariranno le idee”.

Jared rimase spiazzato. Il suo amico che non aveva di certo le sembianze del filosofo, lo aveva fatto riflettere. Ora la voce che lo aveva tanto angosciato, non era più il vero problema. Doveva capire cosa voleva da lui. Decise che se l’avesse sentita ancora non l’avrebbe subita passivamente.

La giornata lavorativa terminò e la sera Jared uscì a fare un giro al bar.

Appena entrato vide Claudia, la salutò e le ordinò un caffè.

Si accorse che al polso aveva un orologio nuovo e le disse :”E’ arrivato vedo”.

Claudia : “Si, come al solito puntuale”.

Era una ragazza castano scura di media altezza e longilinea, anche se le curve non mancavano. Claudia amava acquistare online.

A dirla tutta era un’amante degli acquisti, tanto è vero che ogni volta che usciva tornava a casa con qualcosa di nuovo e molto probabilmente inutile.

Una volta addirittura aveva comprato una macchina per fare hamburger. Per un mese intero, aveva fatto hamburger a tutta la famiglia ed al vicinato, per poi abbandonarla in un angolo insieme a tutti gli altri oggetti inutili che riempivano gli armadi di casa sua.

A parte questo era una ragazza molto dolce e carina. Jared nutriva una certa simpatia nei suoi confronti ma non aveva mai avuto il coraggio di farsi avanti.

Era come se stesse facendo una partita a poker, senza fare mai una mossa per sbloccarla e farla evolvere a suo favore.

Nel periodo delle stranezze, quella sera, le cose presero una piega inaspettata quando Claudia disse :”Vorrei andare al cinema a vedere il film di Batman. Ma non so con chi andare.”

Praticamente gli aveva fatto un assist a porta vuota e lui doveva solo appoggiare la palla in rete.

“Se vuoi, ti accompagno io” rispose.

Lei sorridendo:”Va bene, domani sera io non lavoro. Se tu puoi…”. Jared con l’espressione di un bambino che è stato preso con le dita nella marmellata rispose:”Passo a prenderti alle 19.50, il film comincia alle 20.20″.

Rientrando a casa quella sera Jared pensava, come la sua vita che sembrava ripetitiva e priva di particolari emozioni, salvo quelle che riceveva dal gioco, gli stava riservando delle sorprese inaspettate e saltellando fischiettava come un uccellino.

Arrivato a casa si mise il pigiama e si sdraiò sul divano. Aveva tre posti e lui li occupava puntualmente tutti. Era in pelle color panna, di quelli che d’inverno sono freddi gelati e d’estate devi stare attento a non rimanerci incollato.

Accese la televisione ed iniziò a fare zapping tra i canali ma poco dopo sentì “Se ti scruti capirai”.

Ancora quella voce.

Questa volta però Jared non si lasciò intimorire afferrò la paletta per le mosche e balzò in piedi dicendo :”Chi sei?? Cosa vuoi da me? Cosa devo fare??” ed ancora “Se ti scruti capirai”.

E lui:”Che cosa capirò?? Chi sei?? Cosa vuoi da me??”. Tornò il silenzio.

Aprì il mobiletto della cucina e si fece una camomilla. Ormai ne beveva una quasi tutte le sere.

Passò la notte a riflettere:”Cosa devo fare???” pensava. “Non è che sto diventando matto? Magari lo sono sempre stato e non me n’ero mai accorto”.

Si alzò dal letto anche un paio di volte per guardarsi allo specchio, ma non vide niente di particolare.

Non riusciva a capire cosa volesse quella voce da lui. Era di fronte a qualcosa di soprannaturale??? Di alieno???

Le ipotesi erano molte, ma lui non aveva soluzioni al momento.

Si girò nel letto molte volte fino a quando si addormentò dalla stanchezza.

Ed ora....

  • La signora Caputo non èla persona che si pensa (29%)
    29
  • Jimmy mette incinta Natalia (43%)
    43
  • Jared e Claudia si innamorano (29%)
    29
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122 Commenti

  • Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  • Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  • Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  • ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  • Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  • Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  • Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  • Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  • Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  • Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  • Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  • Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  • Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  • Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  • Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  • Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  • Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

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