L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Ed ora.... Jimmy mette incinta Natalia (43%)

Natalia e Gianmario

Natalia era bionda, alta circa un metro e settanta centimetri. I suoi occhi erano color verde smeraldo, le labbra carnose sembravano due fragole profumate appena colte.

Era una ragazza molto bella ma non faceva pesare a nessuno le sue qualità.

Caratterialmente era insicura e forse era per questo motivo che incappava sempre in storie complicate, con uomini che la usavano più per il proprio sollazzo che per instaurare una relazione duratura.

Lei dal canto suo volava da un fiore all’altro come fanno le farfalle in primavera, ma questo suo svolazzare anzichè appagarla la svuotava sempre di più.

Pensava di colmare il suo vuoto interiore ed invece con questo atteggiamento non faceva altro che alimentarlo.

Il vero problema è che non se ne rendeva conto. Le mancavano un pò di consapevolezza e di autostima.

Il lunedì era la sera in cui Natalia e Jimmy si vedevano.

Bevevano qualcosa in maniera frettolosa e dopo che Jimmy aveva letteralmente brasato le sue dieci sigarette quasi consecutive, se ne andavano in macchina a dar sfogo ai loro istinti sessuali.

Alla fine, Jimmy si fumava ancora la sua serie di sigarette e poi, rientravano ognuno a casa sua.

Ormai erano quattro mesi abbondanti che questa filastrocca si ripeteva.

Questa volta però la serata sarebbe stata diversa.

Natalia il giorno prima si era fatta il test di gravidanza, dato che aveva qualche settimana di ritardo.

Il test aveva dato l’esito che si aspettava.

Era chiaramente felice, sapeva che la sua vita sarebbe cambiata portando una ventata di positività.

L’unica preoccupazione era comunicarlo a Gian. Lei lo chiamava così perchè era il diminutivo del suo vero nome, Gianmario.

Era sicura fosse lui il padre, nonostante qualche scappatella, ma non sapeva come l’avrebbe presa e questa cosa la angosciava.

Passò a prenderla alla solita ora e capì che c’era qualcosa di strano appena lei salì in macchina.

La baciò e partirono, quandò lei esordì “Gianmario” e lui “Nemmeno mia mamma mi chiama Gianmario, che c’è stellina?”

“Sono incinta” rispose lei.

Forse, non era il caso di aspettare che la macchina fosse in movimento, per dargli questa notizia, perchè Jimmy frenò bruscamente, rischiando di essere tamponato dalla macchina che lo seguiva e lei, dovette allungare le braccia e cercare un appoggio al cruscotto, per non prendere una testata contro il parabrezza.

“Cosa sei?” rispose Jimmy.

“Sono incinta” replicò.

Jimmy accostò ed accese una sigaretta.

Dopo qualche istante di silenzio assoluto la guardò e sorridendo le disse “Mi sa che dovrò smettere di fumare”.

Al chè anche lei sorrise e lo abbracciò.

Passarono tutta la sera a parlare di quello che sarebbe stato, facendo mille ipotesi, fino a quando decisero di fare un passo alla volta, senza farsi sopraffare dalle paranoie.

L’indomani sarebbe stato Jimmy a voler parlare con l’amico.

Il dialogo che ne uscì quando erano al solito tavolo fu su questa falsariga.

Jimmy “Senti zio, oggi ce l’ho io una notizia”.

Jared “Hai sentito la voce anche tu?”.

Jimmy “No, è di Natalia”.

Jared “Chi, la voce?”.

Jimmy “No, è di Natalia che ti voglio parlare babbo.”

Jared “Cioè?”.

Jimmy “Diventerà la mia mammina”.

Jared “Eh? cosa vuol dire?”.

Jimmy “Vieni giù dalla pianta. E’ incinta, diventerò papà”.

Jared “Bella zio, sei contento?”.

Jimmy “Sono contento e preoccupato”.

Jared “Beh siamo in due allora, ieri sera l’ho sentita ancora” “Stavolta, mi ha detto che mi devo scrutare”.

Terminata la giornata lavorativa, Jared andò a casa e parlò anche con sua madre di ciò che gli stava capitando in quelle settimane.

Con suo grande stupore, lei, non reagì in modo tale da farlo sentire inadeguato o fuori di testa, ma anzì sorridendo, lo calmò dicendo “Stai tranquillo tesoro, vedrai che tutto si risolverà”.

Sua madre, aveva sempre la soluzione pronta e riusciva ogni volta ad infodergli coraggio e tranquillità.

Quella sera poi Jared, andò al cinema con Claudia e benchè non successe niente di eclatante tra i due, passò una bella serata.

Le settimane successive passarono senza nessuna novità, nessuna voce.

Jared continuò a sperperare i suoi soldi al gioco, fino a quando, un giorno, decise di partire per una vacanza sul lago di Garda.

Preparò zaino, tenda e sacco a pelo, salutò i pochi che erano rimasti a casa ed a bordo della sua moto custom si mise in viaggio.  

Jared al lago

  • Incontra la signora Caputo (17%)
    17
  • Resta a piedi (50%)
    50
  • A Riva del garda conosce Dave e finisce in una bisca (33%)
    33
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122 Commenti

  • Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  • Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  • Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  • ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  • Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  • Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  • Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  • Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  • Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  • Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  • Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  • Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  • Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  • Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  • Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  • Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  • Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

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