L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Jared al ritorno Si ricorda alcuni dettagli importanti (80%)

Il tatuaggio

Si svegliò di buonora e si recò a fare colazione e dopo aver assunto le sue seicento calorie poteva andare a riprendere la sua moto.

Fortunatamente non era niente di importante.

Semplicemente i poli della batteria si erano allentati e non arrivava più corrente.

Probabilmente era dovuto al fatto che d’inverno teneva la batteria in carica con un booster ed il passaggio continuo di corrente aveva allentato i due poli.

Ringraziò, si mise in sella della sua cavalla e si diresse verso la segheria.

Arrivato, parcheggiò la moto e si diresse verso il portone che era socchiuso.

Buttò dentro un occhio e vide che il capannone era pieno di macchinari e di legna accatastata su bancali, un po’ dappertutto.

Cercò di aprire il portone quando un signore gli disse “Ha bisogno?”.

“Si volevo un’informazione”. “Qui ieri sera si giocava a poker?”.

Il signore esterrefatto rispose “Che cosa?”. “Cosa sta dicendo?”.

Jared proseguì ”Ieri sera qui si giocava a poker”. “Lei ne sa qualcosa?”

“Dieci , quindici anni fa ,forse di più si giocava a poker.” “E’ una falegnameria da molti anni ormai”.

Jared insistendo “Ho visto io”.

“Senta giovanotto non ho tempo da perdere, se ha bisogno sono a disposizione altrimenti per cortesia se ne vada”.

Jared decise di non andare oltre.

Montò sulla moto e prese la strada del ritorno.

Arrivato a casa si precipitò a prendere l’articolo di giornale che parlava della scomparsa di suo padre.

Luca Smith si leggeva tra le righe in stato di ubriachezza, forse per un malore, forse per un colpo di sonno perdeva il controllo del mezzo ed usciva di strada finendo in un precipizio.

Cercò qualcosa che lo aiutasse a capire qualcosa di più ma non trovò niente.

Dato che era solo a casa, poiché sua madre era in ferie per due settimane, decise di prepararsi ed uscire a mangiare una pizza.

Dopo essersi preparato, si precipitò fuori, sulle scale incontrò la signora Caputo e non poté fare a meno di notare un particolare che era sempre stato visibile ai suoi occhi ma che non aveva mai attirato la sua attenzione.

La signora Caputo aveva un tatuaggio sulla mano che gli ricordò quello dell’uomo dal vestito grigio. Lui aveva un due di picche, lei una donna di fiori.

Fece comunque finta di niente, la salutò e continuò a scendere le scale.

Arrivato in fondo però pensò tra se e se che doveva tornare indietro e chiederle spiegazioni. E se fosse stata solo una coincidenza?

La signora arrivò al suo appartamento e chiuse la porta di casa dietro di se.

Jared non sapeva cosa fare ma alla fine si fece coraggio ed andò a suonare alla porta della signora Caputo.

“Chi è?”.

“Sono Jared signora, disturbo?”.

“No, entra pure caro.” “Hai bisogno?”.

“A dire il vero non so da cosa cominciare”. “Ho visto il suo tatuaggio, lei conosceva mio padre?”.

“Ah il mio tatuaggio, si Jared che conoscevo tuo padre”. “Eravamo grandi amici”.

“E vent’anni fa signora c’era anche lei?”.

“Dove caro?”. ” A Riva quando mio padre fu ucciso”.

“Fu ucciso?”. “Cosa dici tesoro?”.

“E’ sicura di non sapere niente?”. “Mio padre fu ucciso signora, non andò fuori strada da solo”.

Jared capì che la signora non voleva parlare, ma aveva l’impressione che sapeva qualcosa. Nonostante questo però decise di scusarsi e se ne andò.

La mattina seguente però fu la signora che andò a suonare a Jared. Aveva in mano delle fotografie.

I due parlarono a lungo e la signora mostrò al ragazzo delle foto di quando lei, suo padre ed il padre di Natalia, anche lui scomparso in un incidente sul lavoro, erano amici e giravano casinò e bische.

Gli spiegò dell’organizzazione che reclutava i migliori giocatori, promettendo denaro, per poi ricattarli ed obbligarli a truffare altri giocatori.

Gli disse che il suo tatuaggio era un riconoscimento dell’organizzazione e che anche suo padre ne aveva uno, anche se non era molto in vista. Lui era l’asso di cuori.

Jared aveva gli occhi colmi di lacrime ed ad un certo punto esplose “Ma perché lei non ha detto niente, in tutti questi anni?”.

“Non potevo, ero ricattata”. “Anche io ho una figlia, ora è cresciuta e se n’è andata ma ai tempi era giovane”.

“Dopo che tuo padre ed il padre di Natalia sparirono in quel modo ho avuto paura”.

“Avevo promesso a tuo papà che ti avrei curato a distanza, se gli fosse successo qualcosa”. “E lo stesso valeva per Natalia”.

“Purtroppo Jared non ci possiamo fare niente”. “Sono passati troppi anni e loro sono un’organizzazione potente”.

“E mia mamma sapeva tutto?”.

“Tua mamma ti ha difeso e ti ha protetto”. “Non devi prendertela con lei”.

“Tuo papà sapeva che era pericolosa la situazione e le aveva dato ordini precisi che lei ha rispettato alla lettera”.

“Lo amava tanto e le è sempre rimasta fedele fino ad oggi”. “A lui ed a te”. “Devi esserne orgoglioso”.

“Quindi non c’è proprio modo di vendicarlo?”. “Non dovremmo parlare a Natalia?”. “Anche lei ha diritto di sapere”. “Lei pensa che suo padre sia caduto da un ponteggio, non che qualcuno

l’ha spinto giù perché giocava a poker”.

“Dobbiamo stare calmi tesoro”. “Magari avremo un’occasione”.

Cosa deve fare Jared

  • Parlare con Jimmy (14%)
    14
  • Non dire niente (14%)
    14
  • Parlare con Natalia (71%)
    71
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122 Commenti

  • Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  • Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  • Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  • ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  • Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  • Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  • Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  • Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  • Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  • Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  • Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  • Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  • Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  • Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  • Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  • Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  • Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

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