L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Cosa deve fare Jared Parlare con Natalia (71%)

Bahamas

Jared pensò almeno una settimana al da farsi ed alla fine giunse alla conclusione che Natalia doveva sapere la verità.

Era suo diritto ed aveva già aspettato tanto, troppo.

Si recò nell’appartamento della signora Caputo per comunicarle la sua decisione.

La signora lo accolse con molta gentilezza, come sempre del resto.

“Vieni pure caro”.

“Signora, sono convinto che sia giunta l’ora di parlare a Natalia”. “Penso sia giusto così”.

“Non ti devi giustificare con me Jared”. “Io avrei aspettato visto che è incinta”.

“Incinta? Come fa lei a saperlo?”.

“Jared, sono una donna”. “E poi lo sanno anche i muri, caro”.

“Bene, come al solito io sono l’unico che non sa niente”. “Vorrei che ci fosse anche lei signora”.

“Va bene caro, non ti preoccupare”.

Estrasse il telefonino dalla tasca e compose il numero.

“Pronto” rispose Natalia.

“Ciao zia sono Ja, come butta?”.

“Tutto ok ciuccio e te?” “Com’è andata la vacanza?”.

“E’ proprio si quella che ti voglio parlare”. “O meglio, della vacanza e di tuo padre”.

“Mio padre?” “E cosa c’entra lui con la tua vacanza?”.

“C’entra, c’entra”. “Quando puoi zia?”.

“Nel primo pomeriggio vengo da te”.

“Ok, ti aspetto”.

Terminata la chiamata Jared si congedò salutando la signora Caputo.

Si sarebbero rivisti nel pomeriggio.

Scese le scale per uscire e quando arrivò davanti alla cassetta della posta incontrò il postino che gli disse.

“Proprio te cercavo”. “Raccomandata”.

Finalmente erano arrivati i biglietti del torneo che comprendevano volo e soggiorno per due persone presso l’hotel Atlantis.

La stanza era composta da un letto matrimoniale, una doccia/vasca da bagno combinate, un armadio con televisore HD a schermo piatto ed un balcone. Era possibile per chi lo desiderava passare ad una stanza di categoria superiore pagando la differenza.

Jared si sarebbe accontentato della stanza standard.

La partenza era fissata per l’ultima settimana di settembre.

Mancavano due settimane al giorno tanto atteso.

Già fantasticava, sul posto, sul torneo e sulla compagna di viaggio. Avrebbe voluto chiedere a Claudia se lo accompagnava.

Doveva trovare il coraggio per invitarla.

“In fondo, a chi non piacerebbe passare una settimana alle Bahamas senza pagare niente?” Pensava tra se e se. Quella sera glielo avrebbe chiesto.

Portò i biglietti in camera sua e poi uscì per far delle commissioni.

Erano le due e trenta del pomeriggio quando Natalia gli suonò.

La fece salire e le offrì un caffè.

Nel frattempo Jared si assentò per chiamare la signora Caputo.

Il discorso dei tre fu su questa falsariga.

“Zia, la notizia che devo darti è forte”. “Te la senti?”. “Ho saputo della tua gravidanza”.

“Certo Ja”. “Non ti preoccupare”.

“Tu hai sempre creduto che tuo padre morì per un incidente di lavoro”. “In cantiere”. “Il fatto è che non fu un incidente”.

“In che senso zio?”.

“Nel senso che nemmeno quello di mio padre lo fu”. “In entrambi i casi fu qualcuno ad ucciderli”.

Detto questo Jared con l’intervento della signora Caputo entrò nei particolari spiegando dell’organizzazione e dei motivi per i quali i due erano stati tenuti all’oscuro sull’accaduto.

Natalia non ne rimase particolarmente sconvolta. In cuor suo sentiva che suo padre non poteva essere morto per un errore di superficialità. Questa notizia anzi in parte la faceva sentire meglio, perché era la conferma di ciò che pensava da anni.

Il problema ora era che non si poteva più far niente.

Primo perché ormai la vita, non l’avrebbe restituita nessuno ai due poveri malcapitati e secondo

perché i colpevoli sarebbero rimasti impuniti.

Erano passati molti anni. Non c’erano prove per incriminare qualcuno di preciso ed inoltre l’organizzazione era ben strutturata.

Poteva benissimo avere degli infiltrati, anche nelle forze dell’ordine e nella magistratura.

Era qualcosa di troppo grande per loro.

I tre si congedarono con un po’ di amaro in bocca ma con la consapevolezza che la verità era venuta a galla e questo non era roba da poco.

Purtroppo i più deboli non hanno i mezzi per pestare i piedi ai più forti. E’ una regola che vale in tutti gli ambiti ed anche se a volte ci sono delle eccezioni nella maggior parte dei casi bisogna rassegnarsi e far buon viso a cattivo gioco.

Un’altra certezza però è che prima o poi arriva l’oste a chiedere il conto.

Magari non nel modo che la gente s’immagina, ma l’oste arriva per tutti.

La sera Jared uscì e chiese a Claudia se le avesse fatto piacere accompagnarlo nel suo viaggio.

Lei all’invito accettò di buon grado.

“Dove mi porti, in viaggio di nozze?” rispose sorridendo.

Si parte per il torneo e...

  • Jared si impone ai tavoli da gioco (50%)
    50
  • I due incontrano un tipo dell'organizzazione (50%)
    50
  • Claudia perde l'aereo (0%)
    0
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122 Commenti

  • Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  • Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  • Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  • ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  • Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  • Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  • Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  • Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  • Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  • Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  • Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  • Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  • Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  • Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  • Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  • Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  • Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

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