L’uomo dalle ali di carta

Dove eravamo rimasti?

Si parte per il torneo e... I due incontrano un tipo dell'organizzazione (50%)

Quattro di quadri

Arrivarono a Malpensa con largo anticipo per sbrigare con calma le varie pratiche di imbarco.

L’aereo partì in orario e dopo quattordici ore esatte, atterrò a Nassau. Presero un taxi che li portò sulla Paradise island.

Il clima era perfetto, il posto da mozzafiato.

Tanto per cominciare si recarono al famosissimo Atlantis Waterscape, il più grande acquario del mondo all’aperto dove è possibile, per chi lo desidera, avere incontri ravvicinati con i delfini, dandogli da mangiare ed interagendo con loro da una piattaforma, circa un metro sotto il livello dell’acqua.

Comunque fosse andato il torneo, lì avrebbero avuto molte opportunità di divertirsi dato che c’erano gallerie d’arte,golf club, possibilità di immersioni, parchi acquatici e Claudia aveva la possibilità di tuffarsi nell’attività che preferiva, lo shopping compulsivo.

Paradise island era una piccola isola collegata a Nassau da due ponti.

Vantava spiagge bianche e numerosi resort dalle molteplici attrattive.

Jared aveva la prima partita la sera stessa.

Ai primi due turni gli sarebbe bastato classificarsi tra i primi quattro del tavolo, per arrivare a sedersi ad uno dei sessantaquattro tavoli della semifinale.

A quel punto avrebbe dovuto vincere per arrivare in finale.

Era impressionante vedere tutta la gente presente al torneo.

Rappresentanti di ogni paese con i look più disparati. Persone di ogni ceto sociale e di ogni fascia d’ età.

Il mondo intero era seduto a quei tavoli, l’atmosfera era davvero unica.

Al tavolo di Jared capitarono un americano, un irlandese, un belga, un sudafricano, un emiro, un tedesco, una slovacca ed una brasiliana.

Il tedesco e l’irlandese furono i primi ad essere eliminati. Jared era messo discretamente bene. Fino a quel momento aveva scelto di giocare coperto, evitando colpi di testa e cercando di non farsi prendere dalla smania di eliminare qualcuno in particolare. Bastava arrivare nei primi quattro, era inutile complicarsi la vita per niente.

La mano che si andava giocando iniziò con un tre di picche ed un otto di fiori per Jared.

Sul banco scesero un nove di quadri, un cinque di fiori ed un asso di picche.

Jared rimase impassibile anche se capì che non era il caso di giocare e passò la mano. Fold per lui.

Non fu l’unico che scelse questa strada poichè sui sei seduti al tavolo gli unici a giocare furono le due ragazze ed il belga. La brasiliana alzò la puntata a mille dollari. Call per la slovacca e call per il belga.

Scese un nove di fiori come quarta carta. All-in per la brasiliana che sicura delle sue carte giocò il tutto per tutto.

Call per gli altri due che accettarono la sfida. Jared era praticamente qualificato poiché due su tre sarebbero stati eliminati. Ora non rimaneva che capire chi sarebbe rimasto in gioco con lui, l’americano e l’emiro.

A chiudere i giochi scese come quinta carta un asso di cuori. La brasiliana aveva un poker di nove, la slovacca un full di cinque ed il belga un full di assi. La brasiliana sfoderò un sorriso che regalò il buon umore a tutta la gente che la stava guardando. Si era qualificata al turno successivo.

Quando Jared si alzò dal tavolo fu accolto da un abbraccio molto caloroso da parte di Claudia che nel frattempo era rimasta in disparte a guardare la partita.

“Bella zio, sei stato bravo”.

“A dire il vero, hanno fatto tutto loro”. “Ho dovuto solo aspettare”.

“Quando è la prossima partita?”.

“Dopo domani, bella”.

“Quindi ora possiamo andare a farci un giro”. “Ho proprio voglia di fare un pò di shopping”.

“Sei sempre la solita”. “Quando imparerai a non buttare via i soldi?”.

“Quando lo farai anche tu”.

Stavano uscendo dalla sala quando Jared vide una cosa che non avrebbe mai voluto vedere.

Ad un tavolo era seduto un uomo vestito con un abito da sera gessato, camicia bianca ed una cravatta blu ed azzurra.

Il particolare che attirò la sua attenzione, fu il tatuaggio che aveva sulla mano destra.

Un quattro di quadri.

Si avvicinò al tavolo per capire chi fosse quell’uomo. Era dell’organizzazione o era solo una coincidenza? Da dove veniva? Come si chiamava?

Rimase qualche istante a guardarlo, poi andò a leggere il tabellone che riportava i nomi dei concorrenti di quel tavolo. Tra gli otto c’era un italiano, Gianni Dalla Bona.

Jared e Claudia non sapevano cosa fare. La partita intanto terminò ed anche l’uomo misterioso si qualificò alla fase successiva.

Decisero quindi di pensarci con calma. Avrebbero avuto ancora occasioni di rivederlo.

I due si recarono in stanza e si bevvero un whisky del posto parlando della partita e dell’incontro inaspettato.

Fu quando Claudia andò a farsi una doccia che Jared sentì ancora quella voce.

“Ascolta il tuo dolore”.

“Il mio dolore?” “Che dolore?”

Il torneo continua

  • Jared smette di giocare ed abbandona il torneo (67%)
    67
  • Jared viene eliminato al turno successivo (11%)
    11
  • Jared viene eliminato in semifinale (22%)
    22
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122 Commenti

  • Sono d’accordo con Alessandra, storia interessante, mai banale e con un finale inaspettato! Sai stupire al momento giusto senza essere scontato nelle situazioni e sai cogliere l’attenzione di chi ti legge… Speriamo arrivi presto questa nuova idea! Buona continuazione Manfred

  • Bravo, refusi e verbi a parte, un finale molto sentito, anche potente.
    La storia era davvero interessante, mi dispiace che sia conclusa.
    Vorrei leggere ancora qualcosa di tuo; che ne dici di rimetterti in gioco, prossimamente?
    Comunque… non sparire.

  • Mi piace come hai descritto le varie situazioni e come hai ripreso l’argomento principale del tuo racconto: le debolezze di ciascuno di noi. Adoro l’ effetto sorpresa quindi aeroporto!

  • ” … Quel vuoto che ogni volta che giocava, si ingigantiva anziché riempirsi …” è una chicca d’autore.
    Devo dire che tu stai rispettando – e non nascondo stupore compiaciuto – quello che il grande VOGLER ( che ti consiglio di leggere, se hai tempo) definisce “il viaggio dell’eroe” perché si compia il suo arco, la sua maturazione durante il “viaggio” di quel lasso di vita che la storia indaga. E non è tutto: hai anche approfondito le variabili, le ragioni, le hai spiegate con delicatezza, senza indugiare troppo, ma in questo modo hai lanciato un dado. Quando il dado è tratto si arriva a slacciare il nodo, quando il nodo è sciolto il sentiero è chiaro. Perciò, per chiudere, hai scelto i tempi giusti, lo hai fatto nel modo corretto, e sei stato – pur nell’incertezza di alcuni passaggi – professionale.

    Sorpresa all’aeroporto.

  • Un po’ strano questo ravvedimento improvviso. Mi sarei aspettato che fosse scatenato da un trauma, non da una presa di coscienza proprio lì, nel Bengodi.
    Ma va bene così, sei tu che guidi.
    Mi piacerebbe, a questo punto, capire come te la caveresti con un altro evento traumatico: la perdita del bambino.

  • Oddio che opzioni ! Non so cosa scegliere, che scelgo qui ? Sono in crisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……………………………Il capitolo non mi guida da nessuna parte in nessuna scelta. Sicuramente tu avrai ponderato il capitolo successivo su ognuna delle tre o su tutte e tre…. Allora vado a senso Jared e Claudia si fidanzano. Non odiarmi, mi lasciasti al buio e proprio non sapevo cosa fare….

  • Ciao, Manfred.
    Scusa il ritardo, ho recupaerato, però. 🙂
    Non voglio che jared venga eliminato, io lo avrei fatto vincere, ma tu ci hai affidato il suo destino e io dico che sarà lui ad abbandonare il torneo.
    In questo episodio mi hai fatto viaggiare, te ne sono grata. Sembrava di esserci davvero lì, con i delfini, e poi tra la folla e davanti al tavolo da gioco e a contemplare l’acquario più grande del mondo. E poi la tensione del gioco nel gioco. Ci sei stato davvero, lì, dì la verità….

  • Ciao Manfred, grazie per avermi in invitato a Paradise Island.
    Ho gradito molto dall’atterraggio in poi e persino la visita al Casinò anche se ho sudato freddo, pensavo che il tuo amico Jared facesse una cazzata, invece è andato tutto liscio. Grazie pure del wisky, ma sai non credo Jared finirà la partita domani, è troppo preso dalle voci interne e quindi…..
    Il prossimo wisaky fammelo liscio lo sai che il ghiaccio non mi piace! Smak con il rossetto rosso sopra la guancia…Seee vedemooo…..

  • Io e la parità siamo una cosa sola. Votando per incontrare qualcuno dell’organizzazione, l’ho portato in parità con Jared che si impone ai tavoli da gioco. Speriamo che qualcuno sblocchi la situazione. Se no ti toccherà portare Jared al tavolo da gioco e mettergli vicino uno dell’organizzazione. 🙂

  • Letto tutti gli episodi e voto perché Jared si ricordi alcuni dettagli. Mi immagino qualcosa che all’apparenza era sembrata inutile, ma adesso col senno di poi si rivela importante.
    Non male come storia. Non nego, però, che alcune cose non le ho capite. Tipo la storia di Jimmy e Natalia. Nell’economia della storia avranno un ruolo importante? Perché hai speso un episodio per loro quando il protagonista è Jared. L’altra è perché ripeti i nomi prima del discorso diretto? Jared dice… Jimmy risponde… Jared replica e via dicendo. Secondo me è un spreco di caratteri. A meno che tu non voglia sottolineare un gesto o pensiero importante che non verrà riportato a voce, non credo che ripetere i loro nomi abbia senso. Un lettore con le giuste indicazioni può essere in grado di capire chi dice che cosa e quando. Ti seguo. 🙂

  • Ricorda alcuni dettagli importanti.
    Anche se non so come abbia fatto a vivere una scena accaduta vent’anni prima, forse presto lo capirò. Però mi è piaciuta la situazione. Fosse stata più indagata, approfondita, sarebbe stata una chicca non da poco, ma capisco che non potevi fare di più, ora.

    Piccola nota: quando entrano in scena dei personaggi nuovi, non devi anticipare il loro nome e il loro ruolo finché essi stessi non si palesano. Hai detto che Luca si chiama Luca prima che lui stesso lo abbia dichiarato, e siccome non stai scrivendo in terza persona onniscente ma limitata, significa che sei nella testa di Jared, per cui non puoi sapere come si chiama, prima che lo abbia detto.
    Certo, capisco che questa è una storia in cui lui ha visioni e “premonizioni” per cui non sarebbe difficile immaginarlo veggente anche sul nome di Luca, ma sappiamo entrambi che non era questo il caso. 🙂
    Vai sempre meglio. Bene.

  • Quando Jimmy blocca la macchina pensavo anch’io volesse dire a Natalia “un figlio??? Non se ne parla!” E invece no…ben descritta la figura di lei, riesco ad immaginarla mentre leggo! Adesso lasciamolova piedi!

  • Il capitolo non te lo critico mi è piaciuto. Mi piace che hai messo in risalto l’interiorità di lei. …..( Mi sono dimenticata il commento perché mi è stato interrotto, da una cacchio di telefonata. Perché la gente telefona ad altra gente, perché mi hanno telefonato proprio mentre stavo facendo questo commento? ) Mi pare, che ti avrei voluto dire che quando lui recepisce la notizia quasi quasi pensavo la facesse scendere dalla macchina o le dicesse di abortire…Diciamo che è andata bene!!!

  • Spero che l’episodio di Natalia e Jimmy abbia un suo senso nello sviluppo del racconto, perché per ora sembra un fatto isolato. Il racconto funziona, ma stai attento a non perderti per strada: sei quasi al giro di boa, dovresti iniziare a dare congruenza ai vari spunti che hai lanciato.
    Non voglio cavillare sui refusi, ma la virgola tra soggetto e verbo (Sua madre, aveva / Quella sera poi Jared, andò) è un pugno nello stomaco.
    [Caputo]

  • Mi piace la storia delle voci. Anche il dialogo con l’amico mi è piaciuto. Non si usano i punti doppi e tripli, però. ( ???!!!!, fa parte di un linguaggio che non ha a che fare con la scrittura narrativa. E orari e date si scrivono in lettere, non in numeri). 🙂
    La signora Caputo non è chi credono…

  • Ciao, Manfred.Quale whislky beve? La marca conta. Vorrei saperla, e se non ci hai pensato, immaginala e dimmela. Grazie…
    I dettagli contano.
    Lui bara? Vede? Passa? Se ne va? Che tipo è? Anche una partita di poker disegna il “ghost” di un personaggio.
    Perché suona la sveglia? Questo non l’ho capito: stava o non stava con la donna?
    Ti seguo, mi interessi.

  • Ciao, Manfred. Ti tengo d’occhio, non ho ancora deciso se seguirti. Ci sono cose che mi piacciono molto in questo episodio, altre meno. Mi piace l’ambientazione di provincia (Crema?), mi piace il ritmo del racconto, mi piace quel lasciare intuire dei particolari (ma non sono ancora sicuro che sia la penna dell’autore a tracciarli o l’occhio del lettore a scorgerli). Non sempre mi piace la costruzione delle frasi, la scelta del lessico.
    Poi non mi piacciono affatto 350 euro e 35 anni, con i numeri scritti in cifre e non a lettere, e i tre punti interrogativi. Sembra una mia pedanteria, ma in realtà sono errori in un testo letterario.
    [si ricorda della voce]

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